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Evoluzioni


Oltre i confini della Terra

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Giulia D'Ambrosio è davvero un personaggio interessante. Docente AMISI - Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica, è medico neuropsichiatra, psicoterapeuta, si occupa di adulti e bambini. In modo particolare Giulia D’Ambrosio si dedica a coloro che hanno subito una abduction. Ovvero che sono state vittime di rapimenti alieni (si veda il sito della dottoressa: Primo contatto e si leggano gli interessanti articoli).

È vero, oggi come oggi gli alieni sono un argomento controverso. La scienza non si espone e se lo fa è per lo più per negare. Pur tuttavia c’è qualcosa di inspiegabile che non può essere liquidato con la definizione di allucinazione. Per questo mi piace riportare un evento che non può non considerare. Si tratta di un fatto strabiliante, di cui furono testimoni in migliaia. È ricordato come l’avvistamento di Firenze, che avvenne nel lontano ottobre 1954. La testimonianza più famosa è quella del giornalista Batini autore di un esauriente articolo su La Nazione - la riporto in un boxettino a lato.
Questo episodio eclatante l’ho voluto ricordare per coloro che sostengono che certi fatti sono solo frutto della fantasia.

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Dobbiamo accettare il fatto che qualcosa di ancora insondabile esiste, anche se noi oggi ne sappiamo ancora poco. Di fatto, dalla notte dei tempi, ci sono documentazioni che riportano l’avvistamento di strani oggetti volanti e, addirittura, la presenza sulla Terra di esseri da altre dimensioni. Ultimamente si parla non solo di avvistamenti, ma anche di rapimenti: le abduction. Chiediamo alla dottoressa:
Come vuoi spiegarci il fenomeno UFO e i rapimenti di cui si parla oggi?
“La maggior parte dei tecnici della neurologia e della psicoterapia non credono alla realtà oggettiva degli extraterrestri, e tanto meno al fenomeno degli Incontri Ravvicinati. Non sappiamo però se abbiano avuto contatto con qualche caso, e pensiamo di no.
Il tema degli Incontri Ravvicinati sta però diventando rilevante per un numero sempre maggiore di psicoterapeuti. E si desidera richiamare l'attenzione su un fenomeno che si sta diffondendo nel mondo e che viene indicato come ‘Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo’ (IR4), con particolare riguardo a quelli definiti come ‘abduction’. Se desideriamo penetrare il mistero che avvolge le esperienze di IR4, dobbiamo però preparaci ad affrontare in modo organico le potenzialità della psiche umana, considerando che la razza umana è ben lungi dall'avere sperimentato tutta la sua forza e la sua significanza psichica. Ne è a malapena cosciente. E questo fa buon gioco ai nostri ‘visitatori’".

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COMINCIAMO DAGLI ARCHETIPI

Vuoi provare ad approfondire la questione?
"Si sente spesso parlare di ‘archetipi’ quando capita di trattare l'argomento dei dischi volanti.Jung diceva che sul disco volante l'Umanità poteva proiettare l'esigenza di avere un punto di riferimento esterno che fosse foriero di salvazione ma che accontentasse anche l'abitudine a un progresso di ordine tecnologico ("Jung parla", a cura di W. McGuire e R.F.C. Hull, Edizioni Adelphi). Con ciò non voleva comunque affermare che i dischi volanti fossero un'allucinazione o una creazione psichica. Egli poteva trattare del loro significato simbolico nei sogni, ma si arrabbiava se qualcuno gli chiedeva conto dell'esistenza degli extraterrestri, perché riteneva di non avere nessun genere di prove al riguardo. Ciò nonostante li riteneva una realtà.

L'archetipo è una costituzione preformata della psiche, una sorta di 'modulo' che tutti noi ci portiamo e su cui innestiamo le esperienze della nostra vita ("L'uomo e i suoi simboli", a cura di C.G. Jung, Edizioni Cortina). Gli archetipi si esprimono tramite i simboli. Viviamo la nostra vita attivando di volta in volta l'archetipo dell'essere Padre o Madre o Fanciullo, o quello delle nostre parti Maschili o Femminili, e aggiungiamo le nostre 'note' peculiari a questa musica di fondo, gli archetipi, prodotti dalle migliaia e migliaia di esperienze umane che ci hanno preceduto.

Gli archetipi riguardano ogni aspetto della nostra condizione di esseri viventi: esistono quindi anche gli archetipi della Fine e dell'Inizio delle Ere Umane, sedimentati nel corso della Storia del nostro Pianeta. Ognuno di noi modella l'archetipo della Fine e quello dell'Inizio - la Nuova Era - a seconda degli avvenimenti di ordine affettivo che hanno caratterizzato la propria vita - e probabilmente a seconda di altri bagagli personali meno comunemente esplorabili."

Dunque potrebbe essere che le manifestazioni extraterrestri siano archetipi attivati?
"Gli archetipi che l'Umanità sta costellando, in questo particolare inizio di secolo, sono quelli dell'Inizio e della Fine, ed è con questi archetipi inconsciamente attivati che gli esseri umani guardano all'eventuale incontro con extraterrestri. Con la fine del millennio l'archetipo della Fine ci sta coinvolgendo tutti, perché un'Apocalisse è stata da lungo tempo annunciata e il collasso della nostra cultura sembra esserne il segno da almeno trent'anni.

Una parte delle persone vive questo passaggio con molta fede nella Nuove Era, preparandosi da un punto di vista psicologico con lavori di vario genere, più o meno approfonditi. Un'altra parte è pessimista e raggiunge punte massime di reattività allo scoppio di nuovi conflitti bellici o a ogni ondata di profughi provenienti dai Paesi più poveri.
All'interno di questo archetipo che stiamo collettivamente vivendo vanno ricollocate le esperienze di avvistamento di UFO e le testimonianze di IR4, la cui interpretazione ricalca lo schema di apparizione di un elemento di salvezza e di evoluzione, oppure nutre fantasie persecutorie.

Come si accennava sopra, l'uso del concetto di archetipo in ambito ufologico è stato abbondante, ma non ci risulta che nella letteratura scientifica esistano lavori che abbiano verificato l'esattezza della comparsa dei dischi volanti come rappresentazione di un archetipo.
La domanda piuttosto dovrebbe essere questa: ha un qualche collegamento il fatto che l'Umanità stia vivendo collettivamente un archetipo della Fine con l'aumento degli avvistamenti dei dischi volanti e, soprattutto, con l'incredibile aumento di testimoni di IR4? I dischi volanti sono un simbolo archetipico collegato alla 'fine del mondo'?"

UN CIELO PIENO DI UFO

Erano le 14,30 del 27 Ottobre 1954 alla redazione del giornale giunse la telefonata di uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, che affermava di vedere, insieme ad altre persone, diversi dischi volanti nel cielo di Firenze. Oggetti visti anche dal giornalista che, nel frattempo, era salito sui tetti di via Ricasoli per osservare una "cosa" bianca, tonda, lucida, immobile. A un tratto tra l'oggetto e la cupola del duomo sfrecciò un altro "palloncino bianco", più veloce di un aereo; poi un altro "disco" e un altro ancora. Sei oggetti che lasciarono al loro passaggio degli strani "fiocchi". fili lanuginosi bianchi simile a bambagia.
I telefoni impazzirono. Avvistamenti ovunque. Una voce concitata annunciava che a Sesto un disco si era aperto e diviso in tre parti; queste si erano dirette in tre direzioni diverse mentre "delle ragnatele lucenti cadevano lentamente al suolo" posandosi sui tetti, alberi, auto; ovunque. Poi avvenne la cosa più clamorosa, il cui ricordo è ancora vivo nella mente dei numerosi testimoni che assisterono all'inconsueto fenomeno. Allo stadio Comunale si stava giocando la partita d'allenamento fra la Fiorentina e la Pistoiese. Gli spettatori erano alcune migliaia. Il secondo tempo era iniziato da poco, quando il pubblico cominciò a non dare più retta alla partita. L'attenzione degli spettatori era stata attratta da due oggetti biancastri che andavano avanti e indietro ad alta quota."Erano le 15.27, quando comparvero sulla torre di Maratona, uno dietro l'altro", riferisce Beppe Chiappella, giocatore della Fiorentina. "Procedevano con un'andatura costante. Poi uno si fermò ad altezza del centrocampo.

Ci fu tanto chiasso che l'arbitro che dirigeva l'incontro fu costretto a interrompere il gioco per alcuni minuti". Al momento in cui i dischi volanti lasciarono i cieli di Firenze, si videro cadere fiocchi e fili bianchi, lanuginosi, che ricoprirono tetti, prati e campi. La misteriosa sostanza si dissolveva al contatto con gli oggetti, e al contatto con le mani la disgregazione era ancora più rapida. Alcuni giornalisti riuscirono a prenderne dei campioni e, insieme a quella raccolta da altri, venne analizzata dal professor Canneri Giovanni, direttore dell'Istituto di Chimica Analitica dell'Università fiorentina, con l'aiuto del suo assistente professore Danilo Cozzi.
Dall'esame microscopico e da quello spettrografico risultò che si trattava di una "sostanza a struttura fibrosa, notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbruniva lasciando un residuo fusibile e trasparente. Il residuo fusibile spettrograficamente mostrava contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme.

IL METODO DELLA RICERCA

In che modo state cercando di verificare una possibile risposta?
"È stato formato un gruppo di persone disponibili a lavorare su una ‘fine del mondo’: i soggetti erano volontari interessati ad approfondire questa tematica. L'archetipo di una apocalisse è stato attivato con una consegna specifica alcuni giorni prima del lavoro di gruppo, facendo in modo che le persone avessero il tempo di porsi nello stato d'animo adatto a immaginare un momento estremo. I soggetti sono arrivati così al momento del lavoro con un piccolo bagaglio personale, in cui erano inclusi anche alcuni sogni.

Sono stati formati dei gruppetti di quattro persone al massimo, le quali dovevano creare e poi rappresentare una situazione relativa a un evento estremo e gli accadimenti successivi. È stato interessante vedere, a seconda dei gruppi formatisi, quale tipo di soluzioni e organizzazioni le nuove piccole società si davano per sopravvivere all'evento estremo, tenendo conto del fatto che ogni persona era stata costretta a lavorare con l'esatto contrario dei pregi e difetti che aveva scelto di portarsi. Una delle consegne, infatti, era quella di portare con sé due pregi e due difetti propri che, al momento del lavoro in piccoli gruppi, sono stati trasformati nel loro contrario. L'esperienza insegna, infatti, che in situazioni di emergenza grave (si vedano i colpi di stato, per esempio) vengono attivate le caratteristiche ‘Ombra’ delle persone."

A che risultati siete arrivati?
"Nei tre quarti dei casi all'archetipo della Fine è stato subito collegato un efficace archetipo di Inizio, aperto a soluzioni pratiche e alla speranza. In un quarto dei partecipanti si è posta come meta cosciente avere dei figli. Un altro quarto dei soggetti è andato invece incontro a una situazione di disgregazione, con furto delle risorse indispensabili alla sopravvivenza.
Questa prima parte del lavoro aveva lo scopo di incoraggiare le persone a utilizzare al massimo le risorse interiori, mettendosi in uno stato di ascolto anche creativo. A questo punto è stato loro chiesto di immaginare una risorsa esterna che venisse a fornire una spinta al processo vitale e di ricostruzione. Questa è la parte del lavoro che riguarda la ricerca psichica in ambito ufologico.

La maggior parte delle persone ha impostato l'aiuto su elementi naturali: vengono così rappresentati la pioggia - il potere vivificante - l'arcobaleno - collegato alla pioggia e simbolo dell'unione e della comunicazione tra cielo e terra - il Sole e la luce, il vento, l'acqua e il fuoco - quale fonte di calore e luce per funzioni pratiche, per difendersi, per attirare. E' comparso in misura significativa il simbolo dell'albero, che è tra i simboli della Rinascita indicati nella Bibbia: ‘a colui che vincerà, darò a mangiare dell'albero della vita’, è detto nell'Apocalisse. L'albero della ‘vita senza morte’ rappresenta l'immortalità o, meglio, la Realtà Assoluta che è eterna, il Primum Movens.
Soltanto due soggetti hanno rappresentato elementi esclusivamente simbolici. Il primo è una spirale, definita come ‘un senso di infinito, di qualcosa che non muore mai’ ; si tratta di una spirale destrogira, cioè che si svolge in senso orario, il cui significato è la ‘presa di coscienza’.

L'altro elemento è costituito da una sfera, certamente un simbolo inquietante e ‘pieno’ nello stesso tempo. La totalità e la perfezione sono rappresentate da questo solido geometrico, come pure l'omogeneità, l'unicità e l'infinito.
La sfera merita un approfondimento, perché è un simbolo che compare nelle rappresentazioni e nei sogni dei soggetti testimoni di avvistamenti UFO e di IR4. Come nel cerchio, il punto centrale della sfera è equidistante da ogni punto della superficie esterna. La superficie esterna rappresenta la realtà ordinaria, ma infinite sfere concentriche possono susseguirsi all'interno della sfera e questo rappresenta la possibilità di avvicinarsi sempre di più al Punto di Inizio, approfondendo gli stati non ordinari dell'essere. Non a caso, uno dei film di fantascienza più particolari degli ultimi tempi è stato ‘Sphere’, laddove una sfera proveniente da un altro spazio-tempo insegnava alle persone quanto il pensiero, il desiderio o la paura possano trasformare la materia. La persona che ha rappresentato questa sfera non ha saputo indicare il motivo per cui l'ha disegnata, e non aveva certamente in mente nessun nesso con UFO o extraterrestri. Nessuna delle persone presenti al lavoro ha immaginato, come aiuti esterni, esseri provenienti da altri mondi.

In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica poteva essere un vetro borosilicico". Secondo il professore poteva essere fabbricata insufflando aria ad altissima velocità su una massa di vetro fuso ad alta temperatura. Tanto più l'aria è veloce quanto più la temperatura di fusione è alta e tanto più la fibra è sottile. Dopo tale dichiarazione molti "esperti" si profusero in tentativi di spiegazioni plausibili del fenomeno.

Il fatto che le analisi abbiano stabilito la composizione del materiale non spiegava però la curiosa manifestazione, perché non era facile capire in che modo un reattore o un "disco", potesse rilasciare una scia di quel tipo.
Il 28 ottobre, in concomitanza del passaggio di strani oggetti in cielo, continuava la curiosa pioggia di filamenti vetrosi/lanuginosi a Prato, Firenze e Siena che imbiancò la sommità del passo della Consuma come una nevicata; i filamenti brillavano al sole somigliando proprio a neve. Il 29 Ottobre si ripeterono le segnalazioni di dischi volanti e di filamenti di bambagia su Firenze.

Il fenomeno si ripeté nei giorni successivi in diverse città, soprattutto dell'Italia centrale, da Roma a Perugia, da Civitavecchia a Lucca sempre accompagnato dalla discesa di filamenti vetrosi. Molta gente si riversò nelle strade per osservare i dischi che sfrecciavano a velocità fantastica e assistere alla caduta della bambagia filamentosa.

A Siena il fenomeno assunse le stesse caratteristiche di Firenze; dischi, sigari, sfere, che passarono a brevi intervalli e una pioggia di bambagia, simile a fili di neve, si dissolveva al calore della mano o a contatto del terreno. Cadde per oltre due ore, di continuo e lentamente. Complessivamente su Siena passarono undici oggetti, tre di loro viaggiavano in perfetta formazione. In totale da Modena a Roma pervennero moltissime segnalazioni di questi passaggi. Gli avvistamenti continuarono copiosi anche nel mese successivo in tutto il territorio nazionale. A volte in modo clamoroso. Per esempio, il 14 novembre, domenica, una ventina di sigari volanti furono avvistati nei cieli di Gela, in Sicilia, dove vennero anche raccolti e analizzati altri residui di fili di bambagia silicea.
L'ultima "nevicata" nazionale si verificò il 4 dicembre nell'Aretino.

USA E UFO

Perché gli Americani sono così sensibili agli invasori spaziali?
Ho riflettuto su questa notevole questione. Dopo lo svolgimento del lavoro sull'Apocalisse (i cui effetti sulle persone che hanno partecipato non sono qui riportati) ho collegato il fatto che scegliere di invocare elementi naturali per aiutare la Vita e un Inizio è un modo tipicamente celtico.
I Celti sono nati dalla fusione di due popoli. Il primo era una popolazione europea la cui vita era legata all'agricoltura; essi avevano massima cura della Terra e a quell'epoca Dio era donna.
Nel 2000 a. C. una popolazione audace, proveniente dal Mar Nero, portò in Europa una cultura molto più guerriera, e il loro dio era maschile. Fortunatamente queste due culture si fusero insieme e da questo incontro nacque la cultura celtica. I Celti hanno creato il modo di pensare indipendente dell'Europeo; erano una stirpe orgogliosa, aggressiva, fieramente indipendente e tribalmente fiera, che aveva imparato a onorare tutte le sfaccettature della Natura e unitamente gli déi tribali. Così sembrerebbe naturale che, in un momento di pericolo, l'inconscio di un soggetto europeo evochi il potere della Natura.
Il popolo americano, benché abbia radici europee nella maggior parte dei casi, sembra averle perdute. Nel suo miscuglio di razze, gli Americani, originariamente, non si sono fusi con la popolazione preesistente e questo archetipo di invasione sta ancora funzionando nel loro inconscio, portandoli a invadere altre nazioni quando lo ritengano necessario, a nutrire il timore che altri Paesi li spiino e ad aver paura dell'invasione da parte di alieni. Non voglio diminuire l'importanza del fenomeno o della presa in carico di cui i soggetti IR4 sicuramente hanno bisogno.

Desidero puntualizzare che è necessario guardare a questa materia in modo attento ed esperto, prendendo in considerazione quando la testimonianza è reale e quando funzioni psicologiche soggettive stanno invece agendo inconsciamente sulle persone. Sicuramente una revisione delle relazioni tra l'attuale popolazione americana e quella dei Nativi dovrebbe essere sentita come una necessità, allo scopo di evitare anche tutte le implicazioni sotterranee di una situazione non risolta.

Per quanto ci riguarda, ritengo che una maggiore consapevolezza del cambiamento che ci sta attraversando possa avere l'effetto di ricondurci al senso della Vita come a una scelta. Questo vuole essere un augurio, perché accadano in ognuno presa di responsabilità e coscienza di sé.

A nostro parere questo risultato è significativo: UFO ed extraterrestri non sembrano essere simboli archetipici. Le descrizioni di avvistamenti o di incontri rappresentano quindi - dal punto di vista della psicologia del profondo e alla luce di questo lavoro di ricerca - un accadimento vissuto su un qualche piano di realtà. Auspichiamo che questo metodo di indagine venga applicato su larga scala e che ci aiuti a trovare e approfondire le conferme teoriche che sono indispensabili al mondo accademico psichiatrico perché tutta la materia in questione venga considerata con serietà anche negli ambiti più ortodossi della psicoterapia.”

ULTIME CONSIDERAZIONI

Come proseguirà la ricerca?
"- Se gli IR 4 sono un'invenzione o un'allucinazione, che senso potrebbero avere, e che cosa gli esseri umani stanno cercando di comunicare a se stessi mediante una fantasia di massa?
- Se gli IR 4 sono esperienze reali, qual è la nostra cognizione della 'realtà'? Cosa intendiamo per 'realtà', e chi la crea?
- Se gli IR 4 avvengono in dimensioni materiali, atomiche, strutturali diverse da quelle che consideriamo quotidiane, quali sono le risorse con cui il nostro cervello e la nostra mente possono accedervi? Il nostro cervello può essere stimolato - in quanto puro e semplice 'organo' - in modo diverso da quello che conosciamo? Ha quindi funzioni più vaste di quanto non sia appurato? Possiamo dirigere la nostra mente in direzioni diverse rispetto all'uso quotidiano che ne facciamo?

Gli esseri umani sono sempre stati affascinati dall'esistenza di altre dimensioni. Quello che noi banalmente chiamiamo 'il culto dei morti' è un tentativo di dare corpo a un'intuizione che l'essere umano ha da sempre, cioè che al di là della vita conosciuta ci sia un mondo i cui parametri di manifestazione sono differenti rispetto a questo. Facilmente si potrebbe ribattere che l'Uomo ha da sempre avuto paura della morte e che questo è un modo di esorcizzare la paura. Negli ultimi quarant'anni comunque abbiamo visto espandersi il desiderio delle persone di far rifiorire tutta la cultura dell'ultradimensionalità.

E' necessario accostarsi a questa cultura senza spavalderia, senza certezze cieche - perché la nostra lontananza di specie da questi fenomeni ci ha reso ingenui - ma con l'intento di osservare attentamente, di ascoltare, di leggere molto e di sentire dal profondo di noi stessi quali sentimenti si muovono e anche quali desideri. L'onestà di riconoscere i desideri che sorgono dentro di noi a contatto con questa cultura dell'ultradimensionale ci mette al riparo dal confondere i desideri con la realtà. Alla fine una briciola, un brandello di realtà rimane: e questo è il nostro genuino, minuscolo contatto con la verità dei fenomeni d'altra dimensione.

Dunque vuoi dire che si deve veramente fare attenzione a non prendere ogni fenomeno come paranormale?
" L'essere umano produce fenomeni strani e inquietanti di vario genere. In parte si tratta di processi fisiologici, come le paralisi muscolari prima del risveglio, durante le quali possiamo sperimentare allucinazioni di grande effetto, perché miste a elementi realmente esistenti nel luogo in cui stiamo dormendo. Queste paralisi con allucinazioni sono probabilmente delle Esperienze Fuori del Corpo (OBE) non riuscite. Le OBE stesse mettono, per chi riesce a sperimentarle con serenità, nella condizione di staccarsi dal corpo materiale e dallo spazio-tempo conosciuto e di provare la sensazione che davvero nulla di quello che rimane quaggiù sia così importante, tanta è la vastità della dimensione che si percepisce durante queste esperienze.

Da tempo, in psicologia, sono riconosciute la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione e la psicocinesi come percezioni extrasensoriali (ESP) facenti parte del bagaglio dell'essere umano e anche di altri esseri viventi. L'unica cautela che va usata nel trattare ciò è di doversi ricordare che questi fenomeni non sono così diffusi nelle loro espressioni eclatanti come spesso viene dichiarato; sono tuttavia diffusi in modo frustro, tanto che la gente di solito non dà loro veramente importanza.
C'è poi una porta verso i grandi spazi dell'universo che è accessibile a tutti, ed è quella che a mio parere dovrebbe essere aperta per prima: si tratta del sogno.

Le potenzialità del sogno si manifestano nel rivelarci il nostro substrato interiore, ma non sono solo, perché una volta raggiunta una certa consapevolezza della propria natura, possiamo cominciare a ricevere informazioni d'altro genere, di solito legate allo scopo che dovremmo attribuire alla nostra vita. E' intuibile che una persona che arrivi a questi livelli abbia lasciato dietro di sé la falsità, la corruzione e l'ingiustizia. Non che con ciò si diventi dei santi, ma diciamo che si lasciano alle spalle il bisogno di sfruttare gli altri esseri umani e il pianeta su cui viviamo.

Alcuni studiosi del campo neurologico (Bruno Severi - "La Sleep Paralysis e gli Alieni" - Quaderni di Parapsicologia ) hanno cercato di interpretare i fenomeni IR 4 come legati a diversi meccanismi di ordine fisiologico che occorrono piùo meno normalmente, come ad esempio l'evento che viene denominato 'paralisi nel sonno'. Durante questo stato, per la durata massima di un minuto, può succedere che il dormiente si svegli e che i suoi sensi siano del tutto funzionanti, ma che il corpo sia bloccato. A questa forma semplice di paralisi si affianca una variante con allucinazioni, dette 'ipnagogiche' che vengono descritte nei testi di neurologia come fenomeni di liberazione, verosimilmente legate al 'riposo' delle funzioni di coscienza del cervello.
Nelle forme allucinatorie con paralisi si possono avere visioni, sentire suoni o voci o addirittura si può avere l'impressione di toccare, di essere toccati, di muoversi, di avere un peso sul petto, di sentire odori. Si possono vedere luci o nebulosità luminose e i sintomi si possono accompagnare a OBE, sensazioni di uscire dal proprio corpo e di librarsi all'interno della stanza o all'aperto. La durata di simili fenomeni pare essere di una decina di minuti al massimo.

Allora come affrontare il fatto che comunque qualcosa di insolito accade?
Ci sono in giro molte teorie e nessuna esposizione di una metodologia di lavoro seriamente condotto. In questo senso l'approccio al fenomeno deve essere cauto, tenendo presente ogni genere di teoria. Ma ci deve essere il supporto di un grande rigore professionale: prima fra tutti, la regola di non parlare in senso definitivo di ciò che non si conosce direttamente.
Ognuno di noi ha un suo modo di vivere e di utilizzare le esperienze. Sono i nostri bisogni a dirigere l'atteggiamento che abbiamo verso l'esterno e l'interpretazione dei fatti. Chi è vissuto con un desiderio non colmato di affetto, e ha scelto una strategia di ritiro nei confronti dei propri sentimenti, vede negli extraterrestri il nemico. Ma anche chi li vede a priori come portatori di una luce nuova sta facendo i conti con qualcosa che ha a che fare con la ricerca d'amore. Odio e amore sono due facce della stessa realtà, e da sempre l'essere umano si aspetta che l'Amore arrivi dall'alto, dal cielo. Solo un sano rapporto con questo tipo di Forza - insieme a una conoscenza coltivata - consente l'esplorazione profonda e disincantata dei fenomeni dell'Universo.


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