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Il blog di Evoluzioni

Parole in cammino

Oggi si viaggia, e anche molto. Tuttavia il viaggio, in questa nostra epoca di frenesie, lo si consuma, come un hamburger, una tortilla, del sushi… credendo così di averli conosciuti, solo perché li si è assaggiati.Un viaggio è un vero e proprio percorso di crescita che si apre all’ignoto, al diverso. Ogni buon viaggiatore si documenta certo, e anche molto bene, però sa che comunque sul suo cammino incontrerà delle sfide impreviste, dei disagi, delle fatiche, delle noie… e sarà proprio il confrontarsi con queste esperienze che gli allargherà la coscienza.Bisogna però accettare il movimento intrinseco del viaggio, anzi della vita, come sostiene l’Autore, Sabino Chialà: “Tutte le cose sono sospinte da moti spazio-temporali, e anche quando l’uomo tenta di opporvisi, in realtà non riesce che a contrapporre un moto contrario: il movimento è la realtà, la vita stessa del cosmo, il suo modo naturale di essere…”
Quindi, afferma l’Autore, il movimento è implicito con la nostra esistenza e, viaggiando, rappresentiamo una metafora che ci permette di integrare meglio e quindi comprendere, quel viaggiare intimo ma anche materiale che è il percorso di crescita attuato vivendo.
Il libro è strutturato in modo tale che ripercorrendo le tappe dei viaggi, ovvero la preparazione, l’azione poi stessa e quindi l’esperienza, riusciamo a comprendere gli aspetti essenzialli della vita. L’Autore, riprendendo stralci da innumerevoli testi, poesie, prosa, preghiere, rende più intenso questo suo messaggio proprio grazie alle voci di quel coro poliedrico di umanità in viaggio che, viaggiando, ha colto il senso dell’esistenza. Le emozioni dell’avventura, il distacco dal conosciuto, l’ignoto che comunque ci attende, gli ostacoli sul cammino - che forse ci sussurreranno pure di rinunciare, ma anche la soavità oppure l’eccitazione di nuovi colori, profumi e suoni percepiti… Insomma, non è tutto questo la sintesi dell’umana esistenza nel suo trascorrere quotidiano?
Un monaco, è per eccellenza un individuo tendenzialmente recluso. Eppure l’Autore, che forse avrà viaggiato, oppure forse no, sa molto bene che non ha importanza il viaggio esterno. Ciò che importa è l’apertura interiore e la disponibilità ad accogliere l’esperienza. Per questo uno può viaggiare anche solo con delle poesie, dei racconti, dei pensieri. Ciò che importa è rapportarli alla propria vita, perché ci facciano da tutori, perché forse, il lontano a cui inevitabilmente aneliamo, è un lontano interiore, che non sappiamo riconoscere e così ci mettiamo in movimento. Come scrisse Ungaretti ci mettiamo alla ricerca di un “paese innocente”. (Sabino Chialà, Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose)

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Voglio vivere così

Un libretto delizioso, divertente e molto acuto: l’Autrice ci descrivere le peripezie di una donna (le sue), che decide di intraprendere il sentiero della crescita interiore, frequentando i diversi corsi che Londra, la città in cui vive, le mette a disposizione. Attraverso i suoi racconti – uno per ogni corso-esperienza – non solo veniamo in contatto con quel mondo, a volte genuino, altre volte abbastanza strampalato, rappresentato dai cosiddetti “maestri new age”, ma la Losada è stata pure in grado di darci un’ottima sintesi delle diverse tecniche da lei imparate, così che, nel caso che anche noi volessimo avvicinarci a quel tipo di insegnamento, sapremmo già di cosa si tratta.Molte donne, infine, si potranno pure riconoscere nelle sue “avventure”, perché il sesso femminile va inevitabilmente incontro a un determinato atteggiamento maschile, nel caso che il conduttore sia un uomo – ma anche questo, come ben possiamo immaginare, fa parte dell’insegnamento dopo tutto! Tuttavia questo libretto non va solo inteso per le donne, anche gli uomini – se sono in ricerca – potranno trovare degli “insight” di crescita e, perché no, magari potrebbero pure riuscire a capire cosa mai provano le donne, quando, più o meno ingenuamente, si lasciano andare a certi “inviti” maschili.Comunque questo non è un libro sui diversi approcci alla vita dei due sessi, né, tanto meno, è un libro dove la morale sta nascosta dietro a ogni parola, è semplicemente la condivisione di esperienze perché, come dice l’Autrice alla fine del suo testo, si può sempre utilizzare ogni cosa per la propria crescita, evoluzione e apprendimento, se si ha deciso di non percorrere il sentiero dell’illusione! (Isabel Losada - Feltrinelli Editore)

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La sindrome degli antenati

“Ciascuno di noi ha dentro di sé un romanzo familiare e ogni famiglia ha una storia da raccontare; una storia che si ripete, una storia mitica, una saga e dei segreti. Siamo tutti eredi di queste tradizioni. Più esattamente, siamo gli eredi di questa tradizione, di questa storia.” (Anne Ancelin Schützenberger - Di Renzo Editore)
Nel passato familiare, anche quello lontano che con noi ha poco o nulla più a che fare, quando accadono degli eventi negativi che squilibrano quella specie di contabilità energetica che sta alla base di qualunque rapporto umano, si creano dei veri e propri debiti, insoluti da pareggiare. In questo dare e avere energetico ogni disarmonia non riequilibrata, si perpetua in una malefica eredità che va poi a pesare sui membri più deboli o più ricettivi all’evento.Sigmund Freud aveva intuito l’esistenza di un’anima collettiva con cui spiegava alcune forme di trasmissione inconscia da una generazione all’altra di simboli e di comportamenti dotati di forte risonanza emotiva. Carl Gustav Jung aveva poi ripreso e approfondito questa tematica, proponendo la teoria dell’inconscio collettivo. Successivamente, altri psicologi come Moreno, l’ideatore dello psicodramma, Nicolas Abraham, Françoise Dolto e Maria Törok, continuarono a investigare sulle dinamiche inconsce di quell’entità che potrebbe essere definita “anima familiare”, ovvero un inconscio collettivo più ristretto che ruota attorno al mondo del soggetto in modo più personale. Su questo mondo dell’inconscio familiare è però la francese Anne Ancelin Schützenberger, la fondatrice della psicogenealogia e della tecnica del genosociogramma, che individua chiaramente come all’interno della storia di una famiglia certi eventi accaduti nel passato e di un particolare spessore emotivo rimasti insoluti, possano poi produrre nella progenie particolarmente sensibile, altri eventi simili, che ripropongono all’infinito quell’emozione, fino a quando qualcuno non riuscirà ad affrontarla e poi a scioglierla.

In Italia questo concetto è divenuto abbastanza popolare grazie al tedesco Hellinger e le sue “costellazioni familiari”. Pur tuttavia, leggendo i suoi libri, il suo metodo risulta spesso l’effetto di percezioni soggettive (tipica una sua frase in cui “spiega” certe sue interpretazioni senza offrire un metodo di lettura preciso ma con un “Certe cose si sentono”). Se la sua personalità carismatica e comunque estremamente competente se lo può magari permettere, chi ci può garantire la stessa capacità negli altri?

Con Anne Ancelin Schützenberger non si corre tale pericolo. Infatti nel libro vengono ben spiegate le premesse che portano poi a determinate letture e interpretazioni degli eventi. Un libro “tecnico” e per addetti ai lavori, ma anche un testo che può rivelarsi utile alla persona comune che cerca di investigare e capire le origini di alcune sue sofferenze. Ricordiamolo: "In ogni bambino si uniscono i canti dei genitori e degli avi, che disegneranno la mappa che gli è stata data per compiere la sua traversata" (Da "La casa del felice ritorno" di Leena Lander)

Mia recensione pubblicata nel sito dell'editore.

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Il corpo

In un’epoca come la nostra dove l’attenzione alla forma è così accentuata si direbbe che il corpo possa essere diventato un compagno integrato della nostra esistenza. Invece, spesso, non è così. Tutta questa attenzione non rivela intimità e il corpo, nonostante la presunta esaltazione, è ancora un aspetto poco ascoltato, riconosciuto, capito… “Il corpo parla, e parla un linguaggio che anticipa e trascende l’espressione verbale.” Così scrive l’Autore: Luciano Manicardi, monaco di Bose.
Certo che un monaco ci parli di corpo, quasi quasi fa un po’ specie. Eppure è proprio questo il punto: noi il corpo o lo esaltiamo o lo rifiutiamo, ma in definitiva, in ambedue i casi non lo integriamo. Invece il corpo è da conoscere, non tanto anatomicamente, bensì nella sua espressività. “Il corpo è il nostro modo di essere nel mondo, di prendervi parte, di rispondere ai suoi molteplici richiami e alle sue sollecitazioni di gioia o di dolore, cose tutte che plasmano il nostro corpo, fino a renderlo immagine fedele del nostro carattere, di chi noi siamo. Il corpo viene costruito da noi, dagli altri, dagli eventi…”
Attraverso il suo testo l’Autore non solo ci porta a integrare una visione più sana del corpo ma ci permette al contempo di riesaminare la questioneper arrivare a ricordare che il corpo è pure una manifestazione divina. Noi siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio. Per cui noi - insieme di corpo e spirito - siamo preziosi a Dio non solo nell’anima, ma anche nel corpo e nelle sue funzioni. (Luciano Manicardi, Edizioni Qiqajon, Monastero di Bose)

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La vita come si dovrebbe

In un’epoca, dove i valori umani sono sempre più annichiliti e umiliati, trovare un libro che ci riporta alla memoria cosa significhi essere individui che manifestano la propria dignità umana, non può che essere un elisir per l’anima. L’Autore, nel proporre un modo di vivere che ci permetta di recuperare il nostro valore, riporta, a mo’ d’esempio, le parole di Primo Levi, quando descrive il comportamento di Lorenzo, quell’italiano dal cuore generoso che, durante la sua permanenza nel campo di sterminio, lo aiutò: “Per tutto questo non chiese e accettò nessun compenso, perché era buono e semplice, e non pensava che si dovesse fare il bene per un compenso”. Queste parole hanno il potere di risuonare nella nostra coscienza come un raggio di luce che, dall’oscurità di questo tempo senza amore – nonostante le innumerevoli manifestazioni superficiali di buonismo a cui spesso assistiamo – scuote la falsità, e squarcia il buio, per portarci la luminosità che ne deriva dall’essere individui di valore.Il libro, nel promuovere una vita più etica, ci mette pure in guardia dall’ingenua aspettativa di ricompense, perché “l’impegno etico, indipendente dalla sua intensità, non sempre è ripagato”. Constatazione doverosa, a cui tutti coloro che si ritrovano nel significato di queste pagine, sono già dovuti arrivare, superando l’inevitabile amarezza che questa osservazione comporta. Tuttavia, come ci ricorda l’Autore, queste battaglie possono essere intimamente esaltanti, perché riconfermano la connessione con quella coscienza che, nel trambusto di questa nostra società odierna, troppo spesso si è dimenticato. (Peter Singer - Il Saggiatore Edizioni)

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Psicoanalisi e Buddismo

Un libro dotto, che si rivolge a un pubblico già a conoscenza dei presupposti della psicoanalisi e del buddismo; che rivela, attraverso i diversi contributi di psicoanalisti ed esponenti del buddismo zen e del buddismo in genere, come le conseguenze di questi due “percorsi” non siano poi così diverse le une dalle altre. L’analisi arriva a identificare le somiglianze delle diverse fasi del tragitto evolutivo e di quello psicoanalitico, che devono essere superate per poter approdare alla reale liberazione. Per esempio lo stadio della dipendenza del singolo, che spesso sviluppa in relazione a situazioni spiacevoli, oppure quello per cui, di contro, l’individuo tende ad arroccarsi nelle condizioni piacevoli scoperte (nel percorso spirituale questo può essere vissuto attraverso il rifugiarsi nella meditazione, inteso come una specie di ritorno allo stato intrauterino). Nel vincere la fase del ripiegamento melanconico su se stessi e nell’attaccamento errato a questa emozione, si ha un primo superamento del tono emotivo; nel vincere poi, ciò che in psicoanalisi viene definito “narcisismo”, si supera anche quella tenace difesa a persistere in una condizione piacevole, che non permette una reale interazione con le sfide della realtà. In entrambi i casi questo processo permette di liberarsi da quei toni emotivi, dolorosi o piacevoli che siano, che non consentono di vivere liberamente la spinta a crescere e ad evolversi interiormente.Per chi è interessato ad approfondire l’approccio psicoanalitico, paragonandolo a quello buddista, il libro è senz’altro un’ottima fonte di riflessione e chiarificazione. (A cura di Anthony Molino - Raffaello Cortina Editore)

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Passeggiate

Un delizioso libro che ci accompagna a ritrovare noi stessi attraverso una pratica semplice e alla portata di tutti: il percorrere le strade del nostro mondo, quello che stanno vicino, dietro a casa, senza bisogno di grossi programmi e spostamenti. E, infatti, una strada nella campagna vicina si trasforma in un sentiero verso una propria centratura, lo si percorre senza fretta, godendosi il cammino, il panorama, le situazioni che di volta in volta si presentano ai nostri occhi…”La strada, un uso eccellente della lentezza: intendo dire della nostra capacità di attardarci accanto a ciò che se lo merita.” Così l’Autore ci spiega il metodo più indicato per percorrere le strade che ci conducono alla consapevolezza! Strada facendo, il ritmo frenetico di questi nostri cuori sovraeccitati, si calma e dentro di noi qualcosa comincia a raccontarsi: i nostri sogni, quelli che forse abbiamo dimenticato o perduto; o i nostri ricordi dei bambini o giovani che eravamo; le nostre sensazioni di fronte a paesaggi di cui avevamo scordato il sapore. Mentre percorriamo a passo leggero la nostra strada cominciamo, poco alla volta, a tornare presenti nel presente, ritroviamo il contatto con noi stessi e con la nostra vita, i nostri errori di percorso e quelli che ormai hanno cambiato il corso di questa nostra umana esistenza e, all’improvviso, non ci sentiamo più dei perdenti, ma degli esseri umani che hanno vissuto, hanno cercato di fare del loro meglio, anche quando si sono persi in illusioni che non li hanno portati da nessuna parte. Non è, infatti, detto che, per forza, le strade della nostra vita debbano condurci da qualche parte, spesso, anche le strade senza uscita hanno un loro senso. (Pierre Sansot - Pratiche Editrice /Saggiatore)

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Wabi Sabi

La bellezza delle cose imperfette, temporanee e incompiute, così leggiamo nelle prime righe di questo testo che è un inno alla bellezza delle cose umili e modeste. In un’epoca che rincorre la perfezione asettica della tecnologia più raffinata, elegantemente esaltata con tocchi di sfiziosità “al naturale”, inseriti, qua e là, nelle fredde atmosfere metalliche, e che risultano perfetti nell’insieme del “capriccio”, ebbene in un tempo come il nostro, trovare l’elogio delle cose dimesse è come dare, finalmente, un po’ di respiro al nostro cuore e trovare un contatto con la vita, che man mano si era perso.“Fin dalle sue origini il wabi sabi è stato indirettamente associato al buddismo zen. Per molti versi il wabi sabi potrebbe perfino essere definito lo ‘Zen delle cose’, perché esemplifica molti dei canoni spirituali e filosofici fondamentali di questa dottrina”. Il wabi sabi è uno stile di vita, un cammino spirituale, un modello filosofico, un ideale estetico, ma soprattutto è un’esperienza interiore, che cambia il nostro modo di vedere gli oggetti, di vivere gli istanti, di abitare la natura, ed esalta la nostra capacità di trovare l’armonia anche nelle cose, apparentemente, più dimesse, nei riti più semplici. È un modo di pensare, che investe tutti gli ambiti della vita e che porta la bellezza, l’eleganza della essenzialità al nostro vivere quotidiano. Così, leggendo questo bel libro, il nostro animo viene riportato alla percezione estetica di una bellezza sobria e naturale, che ci permette di esprimere senza fronzoli e manierismi ricercati, la vera essenza dello spirito, attraverso la percezione e la manifestazione della vita nella semplicità della natura, a cui il tempo e lo spazio di questa creazione appartengono.(Leonard Koren - Ponte alle Grazie Editore)

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Lo sporco degli altri

Cosa succede quando una donna colta, ma soprattutto intelligente, non riesce a trovare lavoro e, per sopravvivere, si trova costretta a fare la donna delle pulizie? Ebbene, non impreca contro il destino avverso, non si avvilisce ma, rivoltandosi le maniche, comincia a pulire e, al contempo, esplora la vita dei suoi clienti altolocati: ed entra, al pari di una “spia” in missione segreta, nei meandri oscuri, sporchi e caotici dell’esistenza. Con acume e sottile senso dell’umorismo, l’Autrice ci illustra le sue peripezie e riflessioni. Noi, dal canto nostro, con crescente e divertito stupore, ci accorgiamo che non esistono lavori modesti e umilianti, se questi vengono intrapresi con “filosofia”. Ogni aspetto della vita può rivelarsi un grande maestro di saggezza e crescita interiore, ammesso che non si faccia troppo gli “schizzinosi” rifiutandosi di partecipare a quelle lezioni che reputiamo troppo dure o ingiuste! Così, alla faccia del sorriso plasticato di Louise Hay: la barbie del pensiero positivo americano che con suadente ed elegante “saggezza” ci racconta quanto altri, nel corso della storia avevano già indicato come possibile modo per una vita serena e appagante, il libretto di questa novella “maestra delle pulizie” ce ne sintetizza l’essenza: “La gente non sa mai come liberarsi dai sentimenti negativi. Io dico: fatelo pulendo!” (Louise Rafkin - Feltrinelli Editore)

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La geometria degli Angeli solari

Siamo abituati a considerare arte, le creazioni che maggiormente riescono a comunicarci gli stati d’animo voluti dall’artista. Tuttavia, molto spesso, tali stati interiori, sono lo specchio di un’interiorità in tumulto, scossa da fermenti di inquietudine e profonda agitazione. Certo, noi riconosciamo in quel tipo di “opere d’arte” gli stessi turbamenti che noi stessi viviamo, per cui sentiamo una connessione e comunanza con l’artista che li propone, sentendo, forse, compresa e raffigurata quella nostra tensione interiore, che non riusciamo a definire… Ma è pure ovvio che, esponendo in casa opere di quel tipo, noi non facciamo altro che dare spazio a frequenze che emanano turbamento. Quanto bene ci farà, avere attorno da ciò che suscita emozioni di quel tipo?Nella cacofonia di oggi abbiamo dimenticato il senso della bellezza, che si confonde con ciò che piace. La bellezza è universale è un qualcosa di fronte a cui ogni persona, se non fortemente deviata interiormente dalla negatività, risponde con un’apertura del cuore: è la commozione che proviamo di fronte a un magnifico scenario naturale, o quella che avvertiamo al sincero sorriso di qualcuno che amiamo…Ciò che piace, invece, è sempre il risultato di un condizionamento: ci piace quella musica perché sentiamo che appartiene allo stile di vita che vogliamo evocare, ci piace quel tipo di macchina perché il possederla ci permette di mostrare al mondo, che si appartiene al tipo di classe che questa rappresenta, ci piace quel tipo di arte perché, magari, fa “elegante” considerarsi tra gli intenditori di quell’artista in particolare… L’emozione che deriva da ciò che piace è sempre il risultato di una dipendenza, che ci fa desiderare di possedere quell’oggetto così da mostrare agli altri “dove siamo”, “chi siamo”, a “che mondo apparteniamo”.Di tutt’altra natura è l’arte sacra, che, come si specifica nel libro in questione, non è arte religiosa, bensì arte della bellezza. E la bellezza è tale quando, proprio come nella natura, viene espressa l’armonia, delle forme, dei colori, dell’insieme. Ovvero quando i colori vengono utilizzati nella loro manifestazione più pura: il giallo è giallo, il rosso è il rosso vero, il blu è blu… non ci sono interferenze, ma solo la purezza delle loro caratteristiche. Allo stesso modo le forme raffigurate sono perfette: geometriche, perché la matematica, nella sua perfezione, è espressione di armonia e, in ultima analisi, anche di Dio (lo sanno bene questo gli esoteristi!).Il libro, che è accompagnato da un CDRom, contenente un brano di Kitaro con le immagini del testo che si aprono, una dopo l’altra, alla vista dello spettatore, si apre con una frase di augurio: “Affinché la Bellezza e l’Armonia diventino norme di vita”. Infatti, dove c’è bellezza, c’è armonia, e dove c’è armonia c’è limpidezza. Soprattutto c’è pace, perché non si è più inquinati da quei tormenti, non riconosciuti e dipanati dei singoli individui che, immancabilmente, vengono riversati sugli altri, sulla natura, sul mondo, sull’universo.Abbiamo bisogno di pace, e questo libro, con le stupende immagini che rappresenta, è un’ottima fonte di ispirazione armonizzante. (A cura di Synthesis Edizioni )

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La fisica tra paradossi e realtà

Chi ama la speculazione, specie quella offerta dai molti paradossi scientifici della fisica quantistica, potrà lanciare una sfida al proprio cervello leggendo il testo di Franco Selleri, insegnante di Istituzione di Fisica Teorica all’Università di Bari. Già abbiamo affrontato in diversi articoli le tematiche più pregnanti di questa incredibile materia, così seguiamo l’Autore, nel percorso che ci illustra nel suo testo, quando approfondisce le due “correnti” che si sono formate da dopo il 1927, dove una, con Einstein, Planck e Schrödinger, propone la “difesa” del realismo scientifico, confutando la tesi sostenuta da Bohr, Heisenberg, Pauli e Bohr, che negavano la realtà causale e spazio-temporale dei fenomeni atomici. Correnti, queste, che ancora oggi non hanno trovato una svolta risolutiva. Oppure affrontiamo i paradossi della meccanica quantistica, come quello che già abbiamo discusso a proposito del “gatto di Schrödinger”, per arrivare alla conclusione indicata dall’Autore, che ci propone soluzioni “semplicissime”… In ultima analisi l’Autore dimostra che le diverse teorie scientifiche possono essere collegate a precise scelte filosofiche, che rendono impossibile il prendere in considerazione delle possibili soluzioni matematiche che si discostano da tali presupposti. Il che, una volta di più, dimostra l’importanza delle proprie predisposizioni interiori nel portare alla luce determinate teorie scientifiche!Il testo, poiché viene accuratamente esposto in termini di formule fisiche, è prettamente indicato a chi ha una mente predisposta alla speculazione matematica, mentre risulta di ben difficile comprensione nel caso non si abbia un’adeguata preparazione in materia. (Franco Selleri - Progedit Edizioni)

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La Parola

“È risaputo che in tutte le scuole occulte dell’antichità, si proibiva al neofita di parlare per due anni dal suo ingresso. Solo quando aveva imparato a mantenere il silenzio poteva cominciare a usare la parola.”La parola è energia, perché focalizza il senso dei propri pensieri. Se i pensieri sono chiari e precisi la parola, allora, sarà altrettanto carica di quella stessa forza. Se i pensieri sono insulsi e banali, le parole abbonderanno e disperderanno così, in nulla, tutta l’energia.Imparare a parlare è come imparare a pensare. Infatti, se non vogliamo disperdere inutilmente la nostra carica energetica, impareremo a focalizzare bene i nostri pensieri e, di conseguenza, le nostre parole, che acquisteranno così quella forza e potere, che nelle antiche scuole esoteriche si insegnava a determinare.Oggi si parla molto: tutti parlano, convinti che sia sempre lecito esprimersi, tuttavia le nostre parole, poche volte, arrivano a incontrarsi. Sono come treni che viaggiano paralleli, vedendosi, ma non incontrandosi mai. Il che è tragico, se si pensa che siamo nell’era della comunicazione!In questo testo, diversi autori e scuole di pensiero, spiegano non solo i più comuni tranelli in cui facilmente si cade, quando si parla senza fare attenzione al potere delle parole, ma anche il modo in cui sia possibile sviluppare la giusta parola, di forza, di virtù e bellezza. (AAVV - Edizioni Synthesis)

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Cuore di fuoco

Con l’avvento della new age siano stati letteralmente sommersi da novelli e sedicenti maestri di vita, spuntati nel nostro panorama con la stessa facilità e frequenza con cui assistiamo alla formule pubblicitarie per l’acquisto di nuovi prodotti. Alcuni, certamente, sono anche validi, ma molti, diciamocelo francamente, sono spesso banali, mentre altri, invece, si rivelano così carichi di messaggi inquietanti e tenebrosi, da evocare l’effetto di un cielo plumbeo, prima di una inevitabile tempesta.Difficile districarsi in mezzo a tutti questi nuovi guru! Per fortuna che, ogni tanto, fra tanto predicare, ecco che si presenta un maestro sconosciuto, le cui parole sono come una leggera brezza primaverile, carica di speranza e nuove possibilità. È il caso di questo libro, dove un maestro andino ci indica, con semplicità e immediatezza, le semplici regole con cui possiamo cambiare la nostra vita e il nostro futuro. Regole che parlano al cuore, e lo aprono alla trasformazione necessaria, per evolversi e conquistare un’esistenza di bellezza. Infatti, “C’è qualcosa di perfetto in noi che sta aspettando soltanto l’occasione, di manifestarsi”.Così, mentre leggiamo la storia di questo incontro con la figura del maestro, avviene anche dentro di noi una connessione con un essere di luce, che ci indica la via per aiutarci a manifestare quel qualcosa di perfetto in noi, che sta solo aspettando la possibilità di realizzarsi.(Anton Ponce de Leon Paiva - Verdechiaro Edizioni)

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Dizionario dei vizi e delle virtù

Bono Giamboni, fiorentino dell’epoca di Dante circa, ci ha lasciato diversi testi, due dei quali dissertavano sui vizi e le virtudi. In effetti l’intero pensiero filosofico e religioso si è occupato di capire cosa rende l’essere umano buono e cosa invece lo fa perverso, perché il senso, quello più nobile, è quello di realizzare una vita etica. E la situazione oggi non è cambiata. Solo che con l’andare del tempo si è senz’altro articolata. Oggi le cose non sono sempre quelle che vogliono far credere di essere, per cui le virtù sono vizi e viceversa. Insomma di che rimanere confusi!Allora è dunque andato tutto perso, sommerso in una confusione di vizi e licenziosità? E cosa ne è delle virtù?Salvatore Natoli risponde a queste domande con un’opera che ci orienta, voce per voce, nel marasma di una realtà orfana di dottrine e ideologia. “Le voci qui raccolte parlano di vizi e virtù: un modo per prendere distanza da sé, per perdere peso, per guardarsi da fuori, oggettivandosi nel mondo, per relativizzarsi. Vizi e virtù: è anche un modo per avere cura di sé, per prendersi a cuore, per dare eleganza, stile e morale alla propria vita. Questo non basta per renderci liberi. Meno che mai è sufficiente per essere felici. Può essere, però, d’ausilio per vincere noi stessi, per sciogliere quel che più ci lega, per instaurare rapporti più giusti con gli altri. Per vivere meglio.” (Salvatore Natoli - Feltrinelli editore)

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La vita sociale dei cani

Gli animali, come compagni di vita nelle nostre case, stanno sempre più diventando popolari. L’opinione pubblica è sempre più sensibilizzata su come ci si debba comportare e non comportare in questa nostra interrelazione con i quattro zampe e, sebbene ci siano ancora molti casi vergognosi, dove agli animali vengono inflitte crudeltà e brutture, oggi ci si può però aspettare che, chi si comporta in tale modo, venga poi punito dalla Legge, sempre più attenta anche a questi casi. Di conseguenza leggere un libro che ci racconta come “pensano”, sentono e vivono i cani il rapporto con noi esseri umani, non può che facilitare e gratificare maggiormente questa nostra esperienza assieme a loro. L’Autrice, un’etologa appassionata, ha cominciato poco alla volta a osservare e studiare il comportamento degli animali che arrivavano a casa sua e del marito, in genere cani, e a scoprire come i diversi soggetti avessero caratteri ed esigenze differenti, a volte anche dovute alle esperienze dei primissimi mesi di vita, spesso non proprio positive. Non solo impariamo a comprendere i nostri fedeli amici a quattro zampe, ma impariamo anche che, avere un animale, significa pure essere disposti a delle rinunce o a fatiche in più, quando sono malati o anche solo quando sono biricchini e ce ne combinano di tutti i colori! Insomma, osservando come questa donna e il marito vivono il loro rapporto con tutta questa banda di cani, gatti, pappagalli… impariamo che l’amore non è solo l’emozione data dal primo momento quando sono deliziosi cuccioli; l’amore per un animale, proprio come accade con le persone, è anche cura, rispetto e attenzione. (Elisabeth Marshall Thomas - Longanesi & C. Editore)

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Il risveglio della mente globale

Questo fisico – futurologo – di fama mondiale intreccia tra loro scienze fisiche e sociali, tecnologia moderna e antico misticismo per dimostrare che ora, la possibilità di una illuminazione globale è reale e imminente, quanto però, al contempo il pericolo di una distruzione di massa. Un po’ sulla stessa linea di Punto di svolta di F. Capra, ci vengono svelati i nessi che collegano la nuova fisica con l’evoluzione della coscienza. Il futuro può essere veramente il frutto di un lavoro di tante anime di buona volontà che con attenzione e impegno si dedicano a cambiare i paradigmi interiori per ottenere dei positivi effetti esteriori. Tutti noi siamo chiamati a farlo, per tutti è possibile partecipare e gli studi effettuati rivelano la reale possibilità di intervenire sulla realtà. Perché, allora non metterci tutti quanti, con un po’ più di responsabilità a migliorare i nostri atteggiamenti interiori per formare gruppi di persone sempre più pulite e disponibili che lavorano, interiormente connesse, per il bene ed evoluzione dell’umanità e di questa nostra terra in genere?(Peter Russel - Urra Edizioni - Vai al sito ufficiale di Peter Russel)

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L'energia aurea

Specie in coloro che si trovano su un sentiero spirituale l’energia denaro può creare non pochi problemi. Infatti il denaro viene spesso considerato la fonte di tutti i mali e, di conseguenza, da evitare, optando al suo posto per una vita di quasi rinunzia.Tuttavia il denaro, in se stesso, non è né bene né male, perché è semplicemente un tipo di energia e, come tale, è semmai l’utilizzo che se ne fa a poter diventare negativo o, al contrario, positivo. “Saper usare questa energia è fondamentale oggi, perché tutta la nostra società è basata sul denaro. (…) Il denaro è la linfa vitale, il simbolo della ricchezza sociale che tiene unita una nazione. È quindi simile alla circolazione del sangue in una persona. Se l’energia circola in modo regolare, la persona godrà di buona salute, altrimenti è la malattia.” Quindi bisogna imparare a maneggiare il denaro per creare eventi positivi e stimolanti per l’umanità intera, invece di cercare, di evitarlo oppure di accumularlo, creando così degli ingorghi energetici che, bloccando l’energia, inevitabilmente la rendono quindi negativa!L’energia denaro deve poter circolare in modo positivamente creativo e, per questo, si deve imparare a rapportarsi al denaro, con una modalità serena e gioiosa, liberandosi da quelle connotazioni negative che, così a lungo, hanno impregnato questa esuberante forma di energia.Il testo contiene una serie di interventi di personaggi famosi e illustri nel campo dello spirituale (vedi Assaggioli, Mére, Filipponio, Yogananda, tanto per citarne alcuni), che indicano quanto sia importante per la nuova umanità rapportarsi al denaro con un atteggiamento raggiante e, soprattutto, volto al bene di tutti. In questo modo si imparerà a fare i soldi, e farne anche tanti, ma al servizio di un bene maggiore!(AAVV - Synthesis Edizioni)

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Le memorie di Adriano

La storia ‘autobiografica’ dell’imperatore Adriano, scritta come una lettera testamentaria al suo successore Marco Aurelio, ci permette di percorrere assieme a lui la vita e le considerazioni di un uomo di potere saggio e consapevole dei propri moti interiori e di quelli a lui esterni. Adriano non ignora infatti la fallacità degli eventi, di come questi si ripercuotano nell’animo e nella vita umana, e del fatto che Roma, comunque, finirà un giorno per tramontare. Tuttavia, il suo senso dell’umano - ereditato dai Greci - gli fa capire l’importanza di rimanere coerente con il suo compito e la sua missione.«Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo», dice questo imperatore che sente su di sé i problemi degli individui di ogni tempo, ed è alla ricerca costante di un accordo tra la felicità e il metodo, tra l’intelligenza e la volontà. Una meditazione sulla storia che è, però, meditazione sulla condizione umana. Leggendo questo stupendo testo non solo si ripercorre un po’ della nostra cultura, ma ci si avventura in riflessioni personali, che ogni individuo dovrebbe porsi per infine giungere alle proprie risposte.(Marguerite Yourcenar - Einaudi Editore)

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Il linguaggio silenzioso

Anche quando non parlano gli uomini si trasmettono informazioni, esprimono giudizi, stabiliscono gerarchie di valori; e non soltanto attraverso i gesti e le posizioni del corpo, ma anche attraverso il modo di usare il tempo e lo spazio, di ritmare la propria vita quotidiana. In un contesto sociale dove sempre più popolazioni si trovano a convivere, a volte in una forzata vicinanza, è quanto mai importante saper comprendere la forma di cultura che determina la conseguente comunicazione globale. La maggior parte delle difficoltà nel contatto tra gli individui può essere ricondotta a distorsioni nella comprensione. La buona volontà, a cui tanto spesso ci si affida per risolvere i problemi, è sovente inutilmente sprecata per l’incapacità di comprendere che, quel che viene comunicato, è il frutto di una impostazione sociale, a volte molto diversa dalla nostra.(Edward T. Hall - Garzanti Editore)

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Il libro tibetano del vivere e del morire

Quando, nel ’93, uscì il libro di Sogyal Rinpoche negli Usa, in men che non si dica fu sulla bocca di tutti coloro che si interessavano di percorsi di crescita interiore, e nel giro di poco tempo un amico, con toni entusiasti, me lo regalò. In effetti questo testo è un gioiello prezioso. Lo stile di scrittura pacato, pur tuttavia acuto, ci accompagna nella rivisitazione dell’esistenza, per ritrovare ciò che in fondo dovrebbe essere il senso della vita. Ovviamente divenne uno dei testi da tenere sul comodino, per rileggerne qualche riga ogni sera, prima di addormentarmi.Al mio ritorno in Italia, continuando a occuparmi delle tematiche del nuovo pensiero spirituale, fui molto colpita dal fatto che il libro, qui, non era molto conosciuto. Già, è vero, noi siamo il popolo che ama uno stile di scrittura nozionista e dotto, oppure, di contro, quello un po’ enfatico e sentimentale… Eppure il libro è stato tradotto da una casa editrice, l’Astrolabio, che è ben nota per la serietà dei testi che propone. Forse è veramente solo questione della poca eco creatagli attorno.Così, con un sentimento di estrema gratitudine verso l’Autore, penso sia doveroso iniziare a parlarne.“Quasi tutti muoiono impreparati a morire, così come hanno vissuto impreparati a vivere”. Questa è la tesi fondamentale dell’Autore, che però non si mette con il dito accusatorio a elencare l’ennesima sequenza di critiche alla società moderna. Lo sappiamo, questo modo di vivere ci ha alienato ed è perfettamente inutile stare a riceverne i rimbrotti.Abbiamo invece bisogno di un qualcuno che ci prenda per mano e ci accompagni, con pacatezza, a ritrovare quei moti interiori dell’anima che, vibrante, anela alla propria realizzazione.In effetti, ci lascia intendere l’Autore, è solo recuperando la libertà di vivere in sintonia con le vere e profonde aspirazioni interiori che si sarà in grado di vivere con serenità ogni situazione che la vita vorrà presentarci e, al contempo, prepararci all’appuntamento più importante che ci attende alla fine della nostra esistenza!(Sogyal Rinpoche - Astrolabio Editore)

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