
Oggi ero a Milano, dovevo andare in via Sforza, per cui me ne sono rallegrata, visto che mi avrebbe dato la possibilità di passare in Duomo. Cosa non sempre possibile specie se mi trovo da tutt'altra parte. Così sono partita presto, approfittando di uno strappo che mi poteva dare mia figlia. Giù in metrò controllo veloce la via, doveva essere dalle parti della Statale, per cui potevo scendere in Duomo, entrare, e quindi proseguire a piedi verso via Larga e raggiungere via Sforza. Ma sulla cartina mi accorgo che in effetti a Milano ci sono due via Sforza: Ascanio e Francesco. La seconda vicina alla Statale appunto, la prima invece sui Navigli. Io dovevo andare nella prima. Un attimo disorientata, decido però ugualmente di scendere in Duomo e fare il mio "giro sacro" per poi andare a piedi verso i Navigli, che comunque non sono poi così distanti, una mezz'eretta a piedi.
Devo dire che con la storia dell'Expo Milano è più curata ora, e questo mi piace. Mi ha sempre addolorato vederla così sporca e trasandata, per cui oggi, che era una giornata spettacolare e calda, me la sono goduta. Specie quando si esce dalla metrò e ci si trova davanti al Duomo: bello, maestoso, anzi imponente, bianco e riccamente ghirlandato.
Entrando ho avuto la stessa impressione che mi aveva suscitato un bosco in Valvestino, dove questo mio amico mi ha portato: un tempio immobile del silenzio sacro. Lo stesso le colonne allungate e massicce del Duomo, grigie e silenziose, in questo tempio di pietra che davvero mi ha fatto respirare la stessa atmosfera di quel bosco "incantato".
Pochi lo sanno e per questo, quando arrivavano amici stranieri, li
strabiliavo portandoli nel Duomo di Milano verso mezzogiorno di una giornata di sole.
Di solito è conosciuta la cattedrale di Chartres per questo, ovvero che il giorno del solstizio d'estate, se il sole splende, a mezzogiorno un raggio filtra da un foro della vetrata detta di S. Apollinare e va a colpire una pietra incastrata di sbieco e bianca, rispetto al pavimento lastricato grigio, che si trova nella navata laterale ovest del transetto sud. Tale pietra è fatta risaltare dal metallo dorato che, ovviamente, brilla col raggio di sole che lo colpisce.

Ma a Milano non c'è bisogno di aspettare il solstizio, né l'equinozio. Basta che ci sia una giornata di sole ed ecco che, ogni giorno, puntualmente, dal piccolo forellino posizionato sul tetto - il foro gnomonico appunto - appena entrati nel Duomo, in alto a destro, entra un sottilissimo raggio di sole che va a toccare la meridiana solare, posta sul pavimento a pochi metri dall'entrata. Sulla meridiana sono collocati i segni astrologici, così, osservando dove cade il raggio di sole, si vede in che costellazione ci si trova.

Mi sono così rivista tutto e appagata dal silenzio, dalle sensazioni e dalla giornata sono andata al mio appuntamento...
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