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Il blog di Evoluzioni

Evoluzioni chiude

Evoluzioni chiude e così pure il social network collegato. Il nuovo sito è già on line: Evolutivity - in inglese (ma con una sezione italiana dove trovate in pdf gli articoli prima presenti in Evoluzioni).

Lascerò di nuovo l'Italia, anzi, questa volta lascio anche l'Europa. Questi mesi li utilizzo per sistemare tutto quello che ho iniziato e programmare bene la mia nuova scelta.

Chi vorrà potrà seguirmi nel nuovo sito. Oppure, partecipare a Splendens, l'altro mio network che mantengo, visto che il suo intento mi sta molto a cuore.


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Nossa Senhora Aparecida e la meditazione dell'America Latina

Ho incontrato l'Aparecida per le vie di Belo Horizonte. In un modo strano, visto che per tutto il tempo che sono stata lì non ho mai potuto fare quello che di solito amo quando giro per il "mondo". Ovvero gironzolare senza meta per semplicemente "sentire" quello che mi sta attorno.
Lì ero sempre accompagnata, anzi, intensamente accompagnata. Tanto che non avevo praticamente la "libertà" di soffermarmi su quello che mi richiamava l'attenzione ma "dovevo" invece concentrarmi su quello che mi veniva sollecitamente mostrato, a raffica quasi.
Tale modalità toglie il respiro, ma è andata bene anche quella, è un insegnamento che si è aggiunto a quegli altri, che si snodavano profondamente nel sottile.

Ciò nonostante, un giorno, mentre eravamo impegnatissimi in giro da qualche parte, mi sono chinata ad allacciare una scarpa e lì accanto ho trovato una "figurina". Linda, pulitissima, sembrava appena uscita dalla stampa. E la cosa mi ha stranita, perché, lì la sensazione è quella di essere comunque in un posto, per certi versi, trasandato e polveroso, specie in alcuni posti (anche se qui da noi, in Italia, di posti davvero trasandati e per di più sporchi ce ne sono di più!). Quindi, che l'immagine fosse così splendente, mi sorprese.
Ma forse era questo il punto: passarmi quella sensazione di "brillìo" per colpirmi.

Raffigurava una Madonna, che non avevo mai visto. Era tutto scritto in portoghese, lingua che ancora non mi era entrata dentro. Il nome di questa Vergine poi non lo avevo mai sentito. Aparecida, appunto.
L'ho raccolta e ritirata in tasca. Non ho avuto tempo di chiedere, perché già ero prontamente sollecitata ad altro. Volevo cercarla in internet, ma me ne sono sempre dimenticata. Fino a quando, proprio due sere prima di partire, qualcuno mi parla della potenza di una certa Madonna. Vado a controllare il nome che mi hanno detto, ed era proprio lei.

Di cose strane e particolarissime, ne sono poi successe, anche associate a questa Energia dell'Aparecida. Per cui mi sono resa conto che la sua presenza voleva essere notata... Quindi mi sono detta che la sua festa l'avrei ricordata.

Adesso cade in concomitanza con la meditazione internazionale che si svolge in America latina e con l'inizio del mio ritiro e digiuno (parto tra poco). Quindi per me è molto sentita la mia partecipazione a questo evento.
Sono contenta e in pace. Sto dentro di me a percepire queste presenze, senza essere disturbata da fattori esterni, siano questi i rumori, altra gente, o il cibo.
Che benedizione concedersi questi momenti!

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La percezione del silenzio

Domani parto per il mio ritiro: silenzio e digiuno. Ne ho un bisogno quasi esagerato. E' il ritirarsi per permettere alle proprie energie di ritrovarsi e ricollocarsi a cui anelo.
Arrivo a un punto che sento tutt'attorno il movimento che diventa sempre più centrifugo e sempre meno gestibile, perché il mio campo si è assottigliato e tutto entra scompigliando.
Lo inizio a percepire quando il tempo si restringe e tutto comincia a "precipitare". A quel punto capisco che non sono più io a determinare il tempo ma è l'esterno a determinare il passo. Il che è tragico, perché il mondo tende a essere frenetico e a fagocitare chi si lascia possedere dalle sue morse.
La precipitazione è del demonio, affermavano gli antichi alchimisti.
Quindi è imperativo fermare il tempo, quello dentro, per così rallentare quello fuori.

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Ulla

All'ultimo dell'anno scorso, la nostra cagnolina Cece, una cockerina champagnetta, era morta all'età di 17 anni. Siamo rimaste con le nostre tre micie.
Non si pensava di riprendere un cane, anche se, assieme ai gatti di casa, abbiamo comunque sempre avuto un cane (a volte anche più cani...).
Tuttavia, piano piano, nei mesi, la voglia di riavere accanto anche quel tipo di energia, si è sempre più fatta sentire. Così è iniziata la ricerca nei canili, ed è stata trovata. Domani la vanno a prendere. E' in un canile a Brescia, ma viene da Roma. A quanto pare buona parte dei cani che si trovano nei canili del centro nord viene dal sud, dove preferiscono non affidarli, a meno che i "padroni" possano essere sorvegliati.
Così la nuova cagnolina già da un po' di giorni aleggia per casa. Per sintonizzarci sulla sua energia e trovarle il nome che sentiamo corrisponderle. E poi per recuperare le normali attrezzature che un cagnolino necessita. Alcune saranno da ricomprare.
Ora che abbiamo avuto la notizia di essere risultati "idonei" ad averla, sono corsi a comprare quello che ancora mancava. E domani, Ulla, arriverà qui da noi. Ci sarà da ambientarla e da stare accanto anche alle micie, in modo che non si sentano gelose.
Sarà un po' impegnativo all'inizio, ci si dovrà dividere le pelose per dormire, in modo che nessuna si senta negletta, ma poi si abitueranno e tutto riprenderà con una nuova normalità.
Peccato che domani non ci sono e non potrò gustarmi il suo arrivo a casa...

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Oggi



E' una giornata che mi piace ricordare perché onora Michele, l'Arcangelo guerriero che protegge e combatte al nostro fianco, e vince per noi quando siamo vinti.

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Identificata saggezza...

Sono affascinata dal random... Mi piace vedere che cosa viene fuori quando schiaccio quel tasto, senza pretese di chissà quale profezia. E questa frase è ciò che mi è arrivato adesso:
The interference inverts the identified wisdom. The scientist promotes life. Life dies beside the unfamiliar purge. The significance flies throughout the hope! Does life blink?
Per chi non comprende l'inglese traduco: L'interferenza inverte l'identificata della saggezza. Lo Scienziato (che io qui scrivo maiuscolo...) promuove la vita. La vita muore accanto a insolite depurazioni. Il significato vola attraverso la speranza. La vita occhieggia?

Per assurdo che possa apparire, ci trovo un profondo senso, anche se velato di ermetismo. (Random Paragraph)

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Quiete

All'improvviso l'estate è terminata e le nebbioline che preannunciano l'autunno sono arrivate. Al mattino il sole che sorge è velato da questo strato soffuso, che lo scherma e ammorbidisce.
Sono mattinate tranquille queste, mentre fuori sento gli uccelli che hanno ripreso a farsi sentire con più convinzione. Gazze, cince, fagiani, e da poche settimane anche dei falchetti (smeriglio).
Questa zona la sto sempre più scoprendo a livello di natura. Forse perché all'inizio c'erano ancora i lavori in corso la popolazione aviaria si faceva meno sentire. Ora si sta rimpopolando ed è veramente affascinante scoprirli attraverso i loro canti.
A Giugno, una notte, si è posato sul tetto un uccello notturno che non avevo mai sentito. Io di solito ne conosco parecchi di canti, sia diurni che notturni. Ma questo era davvero particolare e a me sconosciuto. Le nostre micie erano tutte all'erta perché il misterioso visitatore era proprio sulle nostre teste. Poi, il compagno di mia figlia ha avuto l'idea di andare a vedere cosa fosse dal lucernario. Ha aperto, l'ha visto, un affarino di circa 20 cm. e l'ha fotografato, flashandolo con quella luce violenta e improvvisa. Il poveretto si è davvero spaventato ed è volato via di corsa. Tanto che da quel momento lo sento solo in lontananza: mantiene rispettosamente le distanze da casa nostra. E mi dispiace.
Nel frattempo ho scoperto che era un assiolo.
La storia però non è finita qui. Il giorno dopo, una radio di Pavia ha riportato che nella notte, proprio nella nostra zona, un povero assiolo è andato a sbattere contro una macchina in movimento. E' stato per fortuna soccorso. Probabilmente era il nostro, accecato dal flash...

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Servi troppo a lungo

C'è qualcosa che detesto profondamente: la complicità di convenienza. Quella che porta a una gentilezza mielata, ufficiale, ma falsa dentro. La facciata sorridente e accondiscendente, che untuosamente si china in pseudo riverenza, a dimostrazione del proprio appoggio.
Non è il valore a essere riconosciuto, bensì la convenienza.

Conviene essere sorridenti e dire bene di tutti, anche di quelli che detesti, perché non si sa mai... In definitiva potrebbero sempre risultare utili, e poi se si dichiara troppo asciuttamente la propria posizione critica, in un mondo impregnato dal buonismo esasperato, si risulterebbe duri, anzi, addirittura cattivi.

Un atteggiamento di antico retaggio baronale. Siamo rimasti servi per troppi secoli per riuscire oggi a recuperare la dignità che si eleva con voce propria, quando tutti, assoggettati e ossequiosi, adulano il "capo" o il "capetto" di turno. Tacendo ogni moto di indignazione, quando questo compie azioni riprorevoli. La moralità e la correttezza sono teorie di cui è interessante parlare e anche appassionarvisi. Ma appunto, la pratica poi è un'altra cosa, esula dagli atteggiamenti richiesti al buon cortigiano.

Semmai, ci si permette l'indignazione per le cose grandi, quelle che non toccano direttamente nel quotidiano.
Ma se non si inizia a ritrovare la propria dignità nel piccolo quotidiano, come si può pensare di saper e poter intervenire nel grande?

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Solo un'immagine oggi



Adoro i fiori bianchi e per la data di oggi un mio pensiero a chi, nell'invisibile, sussulta per noi...

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09 09 09



E' inevitabile provare una eccitante fascinazione quando si manifestano delle sequenze di numeri particolari, come questo di mercoledì prossimo.
Già con l'08 08 08 avevo iniziato a farci caso, nella meditazione sentivo un'energia particolare che io avevo attribuito a un mio particolare stato ricettivo. Ma poi ho scoperto che, nel mondo dei contatti interiori, queste combinazioni di numeri avevano dato il via a una serie di meditazioni particolari.
Quindi anche per questa prossima data c'è in ballo una meditazione in connessione con tutti gli esseri oranti.

Il problema è che non sono riuscita a capire bene di cosa si tratta, anche leggendo i messaggi in inglese, che però trovo molto scontati e quasi anche banali. Così non sono riuscita a ottenere quell'input prezioso che fa scattare, dentro, la scintilla. Ho provato a leggere posts brasiliani, che ultimamente mi stanno molto a cuore. Ma sono lunghi e vista la mia non comprensione della lingua, anche se indovino molto del senso, dopo un po' la mia concentrazione si affievolisce e io non giungo chiaramente al punto.
Sento però che possiamo approfittarne di queste numerazioni particolari per elevare uno speciale pensiero di Luce e connetterci con tutti gli Esseri Supremi. In definitiva ciò che ho compreso, leggendo questo post per la preparazione a questa data, è considerato il giorno dell'Accettazione dell'Energia di abbondanza iniziata a fluire l'8 8 8...

Comunque sia penso che sia una ottima "scusa" per meditare tutti insieme anche in questa giornata. Io sarò a Bologna e il caso ha voluto che proprio in questa mattinata mi ritrovo con le persone con cui porto avanti un particolare tipo di meditazione. Un regalo davvero!


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Oltre la curva di Gauss



Questa "curva", che nell'immagine riporto in una modalità più chiaramente grafica, è nota in matematica perché visualizza le percentuali delle tendenze. Ciò che viene scelto dalla maggioranza, determina ovviamente il trend.
Utilissimo nei casi in cui si voglia proporre un qualcosa per il grande pubblico. Se la curva di Gauss dimostra la decisa preferenza degli utenti si sarà sicuri di ottenere un buon successo.

In un altro senso, però, possiamo definire i risultati quantitativamente positivi della curva di Gauss come la misurazione della standardizzazione. Ciò che si trova al centro della campana, formata dalla curva, evidenzia la misura dell'omologazione e definisce la "normalità".

Ebbene, ogni mia scelta, tendenza, preferenza - se mai calcolabili - sono totalmente agli estremi della curva. Quindi rappresentano la "anormalità", la perversità che esula dalla omologazione. Il fuori norma, il fuori standard... e io ne sono profondamente contenta.
La cosa che mi ha stupito è quando, parlando con un grosso dirigente aziendale, questa mia atipicità è stata osservata come la manifestazione di una originalità bizzarra, una eccentricità snob di chi si vuole distanziare dagli altri...

E meno male, dico io. Essere ai margini della curva di Gauss può solo dimostrare la volontà di pensare con la propria testa, anche a costo della solitudine in cui inevitabilmente si finisce. Ma, appunto, meglio pochi e stimolanti gli amici che si hanno accanto, piuttosto che tanti e banali...

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I colori che porto con me

Brazil´s_colours_1
Color by COLOURlovers


Brazil´s_colurs_2
Color by COLOURlovers

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Cambia il vento

Mary Poppins, quando infine arrivava il momento per lei di lasciare la casa dove aveva accudito i bambini, alzava il dito in aria e sentiva il vento, che stava cambiando e presagiva cosí il suo allontanamento.
Anche per me è arrivato questo momento. Lo sento non solo dal fatto che domenica parto, ma anche da come tutto ora si sta assestando. Come quando misceli degli elementi, che scuoti energicamente determinando un loro incontro e scontro, per cui anche caotico, e poi deponi il vaso, lasciandolo lí a decantare, in modo che tutto si riassetti e riordini.
Cosí è stato il venire qui.
Fino all´ultimo non ho avuto tempo di pensare al viaggio. Tutto è successo troppo in fretta. La decisione, poi i preparativi fatti mentre continuavo con i miei incontri. Non ho avuto tempo di dare un´occhiata a quello che mi sarei trovata qui, alla lingua, alle abitudini... a niente insomma.
Una volta arrivata i colori, i suoni, gli odori, le energie... mi hanno fortemente ma morbidamente impattata, mentre non riuscivo nemmeno a distinguere le parole con cui la gente mi apostrofava, tanto che tutto era un suono unico, indistinto.
Visto che qui nemmeno la classe alta parla l´inglese (l´avevo erroneamente presunto, ma non si è rivelato vero!), mi sono trovata obbligata a vedermela con una lingua con cui non ho mai avuto a che fare, e per la quale non ho nemmeno l´aiuto dello spagnolo(che per certi versi è simile), visto che non conosco nemmeno quello!

Piano piano i suoni che sentivo hanno cominciato a definirsi: riconoscevo le parole!! Non il senso, ma distinguevo i vocaboli - e questo è sicuramente il primo passo nell´apprendimento di una lingua. Piano piano mi sono accorta che le parole, spesso, assomigliavano al francese, solo che sono pronunciate alla portoghese... e poi ci sono parole latine, pronunciate alla portoghese, e poi parole spagnole che, con mia sorpresa, mi sono accorta di conoscere (ma da dove poi?!!), e infine parole inglesi - come in italiano del resto - pronuciate ovviamente alla portoghese, ma non solo, anche scritte alla portoghese, e questo all´inizio mi ha confuso abbastanza!
Finalmente ho cominciato a capire. Ora credo di riuscire a comprendere il 60/70 per cento, e questo è buono. Il parlare rimane peró un problema: in quale delle lingue che conosco attingere la parola che voglio dire? Vado con il francese, che cerco di pronunziare trascinandolo come mi sembra facciano in brasiliano, e poi con parole spagnole, di quelle strane e insolite, che qui peró mi ritrovo a ripescare dal ripostiglio piú remoto del mio bagaglio culturale... lascio perdere il latino peró, visto che lo riconosco se lo sento, ma non mi vengono le parole da proporre, e lascio perdere anche l´inglese, perché non riesco a storpiarlo, non riesco proprio, come del resto non posso farlo in Italia, dove si utilizzano male, anzi malissimo, un sacco di parole inglesi. E del tedesco non se ne parla proprio, qui non c´è niente che assomigli nemmeno lontanamente a questa lingua!
Cosí la comunicazione procede e questo mi rende incredibilmente soddisfatta. Ora sarebbe tempo di iniziare a mettere ordine nelle parole cominciando a studiare questa lingua, cosí da padroneggiarla di piú, al posto di andare all´arembaggio, come faccio ora.

E lo stesso ordine ho iniziato a farlo con il cibo. All´inizio una gran cacofonia di nomi, che non riuscivo a fissare, e l´incredibile quantitá di roba che mi veniva proposta da assaggiare.
Adesso ho una idea di base, che mi permette di scegliere con maggiore facilitá i gusti che preferisco.

Dunque ora sono nella fase di decantaggio, gli elementi stanno sistemandosi nella mia testa e si sta piano piano costituendo un nuovo ordine.
Ora si dovrebbe stare, e quindi mettere bene a posto tutti gli elementi nuovi con cui iniziare attivamente a interagire, oppure andarsenze, portando appresso, nel proprio sangue, il rinnovamento avvenuto grazie a questo incontro.
Ma la scelta qui è inevitabile. Infatti il vento della vita non si ferma mai, sta lí per un po´ e poi si alza nuovamente e prende a cercare nuovi spazi da incontrare.
Cosí il mio vento si sta alzando, lo sento dentro, è fisiologicamente terminato il tempo, infatti si sta preparando a lasciare questo spazio con cui ha giocato.

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Flussi e riflussi

In questi ultimi dieci anni ci sono state alcune persone che, incontrandomi attraverso i miei scritti, il mio sito, o a delle mie conferenze, oppure perché amici parlavano loro di me, si infervoravano entusiasti della mia conoscenza. Mi frequentavano, mi invitavano e poco alla volta il rapporto si intensificava diventando ció che sembrava un´amicizia.
Mi piace avere rapporti "dritti" in cui scambiarsi esperienze, sensazioni, riflessioni, ma anche e soprattutto essere aderenti al proprio sé informando l´altro se qualcosa urta la nostra sensibilitá. Ovviamente, caposaldo di questo comportamento, è la buona educazione con cui certi movimenti vengono esternati, ma non solo. Perché a esternare in molti sono oggi capaci, e anche di farlo con toni abbastanza educati (anche se spesso davvero a labbra tirate!). Il problema è peró la capacitá di ascoltare l´altro quando risponde, con l´esternazione delle sue motivazioni. In genere è in questa normale e giusta azione di ritorno in cui le persone cadono.
Il confronto, educato e col cuore in mano, deve essere a doppio senso: ovvero sia da un lato che dall´altro, con l´apertura di integrare i movimenti da entrambi i lati per poi arrivare a trovare i punti di unione, abbandonando i punti di scontro.

Questo è ció che in genere "piaceva" cosí tanto a tali personaggi, che col cuore in mano esultavano nell´aver finalmente trovato una persona con sui "si puó parlare e scambiarsi di tutto, in modo pulito e diretto".
Di conseguenza è stata una grande e spiacevole sorpresa scoprire a un certo punto la chiusura di tali "amicizie". O meglio, piú che chiusura ufficiale, l´allontanamento frettoloso che chiaramente interrompeva il rapporto. Nessuna spiegazione, e se qualcosa che le assomigliava arrivava era elusiva e comunque non aperta allo scambio, perché rifletteva una loro decisione giá presa in precedenza: la loro scelta di chiudere il rapporto. La tanto acclamata apertura all´incontro, veniva meno, e io mi ritrovavo scombussolata di fronte a ció che ancora oggi definisco fuga.
La delusione esterefatta poi sopravveniva, quando in seguito venivo a conoscenza di situazioni che erano iniziate giá all´interno del rapporto, per cui scoprivo che tali "amici" o "amiche", stavano portando avanti, in parallelo, ció che con me criticavano e acclamavano come profondamente negativo e disdicevole!

Cosa fare dunque con chi ti ha amato tanto - uomini e donne - che poi, fuori dal nulla, va dritto dritto in situazioni che fino a quel momento rimproverava, o, addirittura, era venuto a piangere amaramente, perché vittima di tali atteggiamenti?
Ok, ci sono spiegazioni psicologiche che indicano come, probabilmente, certe persone desiderano davvero essere diverse, essere l´ideale di cui parlano, ma in effetti dentro non lo sono. Forse, semplicemente, non ne sono ancora pronte, o forse, davvero, nel loro intimo non sono per niente cosí...
D´accordo, ci sta. Ma cosa faccio io dello scombussolamento che porto dentro? Le motivazioni razionali non placano le emozioni che sono rimaste tradite e offese.

Queste persone sono rimaste per anni infilate nel faldone delle situazioni irrisolte. Poi, qualche mese fa, ho incontrato una donna che riproduceva, persino nel fisico, uno di questi "casi irrisolti". Di nuovo l´afflato amicale si è acceso, ma al contempo, bruciata della precedente esperienza, stavo accorta. Soprattutto cercavo di seguire con piú attenzione i miei movimenti interni per vedere cosa provocavano nella persona... A oggi si procede bene, siamo in cordata.
Cosí ho cominciato a pensare se la vita mi stesse ripresentando quelle situazioni in modo che, grazie alle esperienze avute, potessi viverle con maggiore accortezza.

Infine arrivo qui in Brasile e, nella stessa famiglia in cui sono ospite, ritrovo in un colpo solo tutti gli altri miei casi irrisolti. Due uomini, con cui avevo avuto un intenso rapporto, che poi sono "scomparsi", e una donna, di nuovo, che cosí tremendamente mi aveva ferita...
E´ come se fosse arrivato il tempo del riflusso, che mi permette di pulire il dolore rimasto nel cuore, per sostituirlo con le nuove esperienze e consapevolezze che queste mi stanno portando.
Sono davvero grata alla vita e, come sempre, constato come le leggi fisiche scoperte dagli scienziati corrispondano sempre alle leggi intime e a quelle spirituali. E del resto il grande Ermete Trismegisto non aveva al tempo detto "come sopra, cosí sotto"? Con questa affermazione metteva in evidenza le affinitá che ci sono in tutte le dimensioni, orizzontalmente, ma soprattutto verticalmente!

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Sogni

Credo di averlo giá scritto, qui sto avendo dei sogni davvero particolari, intensi, singificativi. E´come essere condotta a un insegnamento profondo che mi viene dato attraverso delle rappresentazioni che vivo durante il sonno, con i sogni appunto.
Da un lato l´energia che c´è qui fa da lente di ingrandimento, cosí che il dialogo interno con qualcosa di piú alto e sottile che normalmente avviene, diventa veramente molto pregnante. Dall´altro la mia alimentazione che prevalentemente è di frutta.
Sono riuscita infatti a convenire che durante la settimana mangio questa incredibile frutta potente, gioiosa, straripante di colori e di vita, e durante i week end assaporo la loro ottima cucina brasiliana, con una carne che non ha paragoni e che sorprende pure me, che in genere mangio solo vegetali, visto che la carne non la sopporto, ma che qui invece sto proprio gustando (!!!).

Il mio tipo di alimentazione, che da anni è vegetale, ha creato una capacitá reattiva immediata del mio corpo, che ora mi permette di osservare gli effetti subitanei che una nuova modalitá di cibo mi produce.
Dunque, quando mangio frutta durante la settimana, i sogni sono elevati, luminosi, anche se gli insegnamenti passano per esperienze che mi vengono fatte vivere nel sogno che sono estremamente dolorose e a volte anche tremende.
Quando mangio carne i sogni sono intrisi di un cupore senza rimedio (cosa che invece, nei sogni con la frutta, c´è sempre, ed è quello che mi viene indicato come meta da raggiungere e che, con i suggerimenti che ricevo, riesco infine ad arrivarci!).
I sogni del week end sono quindi intrisi di un dolore infinito, un senso di morte e sofferenza incombente, che portano a vivere la sofferenza acuta di una crudele distruzione.
Sí, qualcuno dirá la digestione affaticata. Anche io ci ho pensato. Tuttavia mi sono chiesta come mai, al posto di essere "semplicemente" dei brutti sogni, o incubi anche, la nota costante di questi avvenimenti notturni sia il senso di morte e dolore incombente e senza via d´uscita.

Ho incominciato a paragonare le due qualitá dei sogni e a fare dei ragionamenti.
La frutta, come i fiori del resto, rappresentano la qualitá piú alta e gioiosa della creazione. Quindi i sogni corrispondenti risuonano sulla luminositá. Sebbene intrisi della qualitá materiale della vita umana, con tutte le sue fatiche e anche brutture, portano con sé il messaggio eterico di una risoluzione a cui si puó anelare e quindi raggiungere con il proprio impegno e grazie anche a una consapevolezza pulita.
Con la frutta ci si mette in risonanza con la leggerezza "angelica" della creazione.
Con la carne, invece, ci si mette in risonanza con il cupore e il dolore del mattatoio.
E qui il mio cuore si rompe. Non posso piú davvero mangiare carne. Non ce n´è la necessitá. Troppa sofferenza inutile, orribile la strage cruenta a cui vanno incontro gli animali.

Ma noi viviamo nella materia, per cui so che dobbiamo assumere cibi che ci permettano di avere un certo tipo di energia che possa essere consistente di fronte a coloro che vivono l´umana esperienza, intrisi di carnalitá, anche cruenta.
Quindi i vegetali, che depurano l´organismo, e che inzialmente sono davvero indispensabili per ripulirsi dalle tossicitá psicofisiche accumulate.
Poi, ovviamente, la frutta, perché ci eleva e ci porta verso il cielo.
Ma assieme a questi vitali elementi ci vorranno anche dei prodotti animali. Perché noi dopotutto apparteniamo anche al mondo animale e dobbiamo avere quel tipo di energia per far fronte alla materia del mondo.
Ma prodotti animali che non siano peró il risultato di alcuna violenza su di loro.

Ho capito il valore del latte, latticini e delle uova. Naturali tuttavia, senza tutte quelle assurde lavorazioni che li deteriorano.
Questi prodotti creano intasamenti solo quando non ci si è ancora ben depurati da anni e anni di alimentazione carnivora. Per questo i latticini e le uova creano un surplus che diventa inquinante. Come lo creano tutti quei prodotti industrializzati che non fanno altro che generare ulteriori tossine (e infatti, "stranamente" si è osservato che le famose intolleranze non si sviluppano quando si assumono prodotti freschi, come il latte appena munto, o prodotti che non sono il risultato di anni e anni di manipolazione umana, vedi il kamut o il farro - cugini del grano, che non sono stati peró cosí elaborati e, per questo, chi è allergico al frumento non sviluppa la reazione quando li mangia, perché in definitiva piú genuini!)

Sentivo in questi ultimi mesi la necessitá di aggiornare il mio tipo di alimentazione. Ora ho capito cosa devo integrare per continuare la pulizia e l´elevazione della coscienza.

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Sangue nuovo

Ogni 21 giorni il sangue si rinnova completamente, ovvero ci vogliono circa tre settimane affinché una nuova modalitá di vita venga integrata nel sangue. Dunque con domani avró un sangue completamente nuovo e con afflati brasiliani. L´aria nuova respirata, il cibo pieno di vita assunto, i colori, i suoni, i profumi, ma soprattutto l´energia di questo posto, che sono entrati in contatto con me, fondendosi con il mio corpo, e dunque con il mio sangue e il mio essere, hanno portato davvero una profonda rigenerazione. Staró qui ancora dieci giorni, per cui avró ancora il tempo di consolidare questa trasformazione.
E´ la prima volta che sento un tale rinnovamento energetico, sottile, eppure potente. Qualcosa è entrato dentro di me e mi ha posseduta, completandomi. E dire che non ci sarai mai venuta qui, se non fosse che dovevo. Non vado mai da nessuna parte, a meno che non debba andarci. E cosí è stato per il Brasile.
Qui sono avvenuti incontri potenti che mai mi sarei aspettata. Qui è avvenuto poi un connubio con un "qualcosa" che non so nominare, perché ogni definizione sarebbe limitante. Una "magia"? Un "incantesimo"? Una "iniziazione"? Una "affiliazione"? ... Tutto questo e ancora molto di piú, che si vibra con questo cielo incredibile, pulsante di quella nuova vita nuova, con nuovi significati, che mi sta riempiendo di nuova energia.
Quante ripetizioni sto facendo in questo scritto, eppure nessuno di questi tentativi riesce a indicare cosa è successo qui. Ho avuto sogni incredibile e potenti, di quelli che di solito capitano solo ogni tanto, e giá per questo ci si sente benedetti. Qui, ció che mi è stato passato, soprattutto a livello energetico sottile, è stato tutto strabordante.
Niente di emozionale peró, ed è questo che garantisce la sostanzialitá. Sí perché le emozioni, come la mente, appartengono sempre all´umano, limitato e definito. Ció che invece arriva nel fisico, vera interfaccia dello spirito, è sovraumano, illimitato e indefinibile.

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Aquiloni



C´è la passione degli aquiloni qui. Mentre guardo un su, verso il cielo in cui si stagliano questi eleganti edifici, bianchi, lucidi per i vetri e l´acciaio, ecco che la mia attenzione viene attirata da un qualcosa che svolazza nel blu. Un aquilone, solitario, in mezzo ai grattacieli, e poi piú in lá un altro, magari piú basso e modesto, e poi ancora un altro, lá sulla favela...

Una vita gioiosa in fin dei conti, anche con poco. Ma non è questo il punto.
Non c´è miseria qui che non abbia visto anche in Italia, spesso ancora piú lurida e meschina lá da noi.

Ci si indigna quando i rotocalchi esteri dei nostri compagni europei piú importanti criticano le nostre brutture (non quelle politiche, bensí quelle sociali), ci si rizza in piedi, punti nell´orgoglio ferito, e si proclamano le innumerevoli giustificazioni con cui scusiamo noi stessi. Poi, come fanno in genere i codardi, facciamo lo stesso con quelle nazioni che consideriamo inferiori alla nostra...
Mia cognata, quando era in India o in Marocco per la sua attivitá, mi raccontava indignata che ció che le varie istituzioni "caritatevoli" proclamano, per tirare sú denaro, in definitiva va a beneficio piú che altro del loro tornaconto, e non tanto di quello delle popolazioni che dovrebbero aiutare.
Quello che voglio dire è che si sono creati tanti miti, per giustificare agli occhi di chi non puó andare a controllare l´enorme afflusso di denaro che si raccoglie. Fastidiosa realtá, anzi, di piú, schifosa. Ma ormai abbiamo fatto gli anticorpi allo schifo e alle solite banali proteste, anche di vocaboli violenti, che poi, andando a controllare, immancabilmente ci si accorge che anche quelle servono per il tornaconto di qualcuno che in effetti non ne avrebbe bisogno...

Oggi sono infastidita, ho fatto una specie di accumulo. In particolar modo degli italiani, quelli che vengono qui nelle nostre grandi aziende che ora sono pure in Brasile. Di bassa lega davvero, nonostante l´incredibile ammasso di denaro che hanno fatto e continuano a fare. Vestono bene certo, hanno ori e gioielli preziosi, ma che banalitá di contenuti, e che comportamenti...
Si fa finta di niente, sono nomi grossi questi. Eppure che fastidio mi fanno provare...
Ma è lo stesso fastidio rognoso che provo in Itallia. E non ci posso pensare, perché mi vergogno di essere italiana altrimenti.
Le complicitá dei favori con cui la societá va avanti, la meschinitá mascherata dalle posizioni conquistate, ma anche quella di coloro che poco contano. La famosa bella figura italiana ora è pura pretenziositá, provinciale, per giunta.

So di essere cruda oggi, in questo post. Ho cercato di evitare di scrivere, ma adesso non riesco a trattenermi piú.

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Sotto a un cielo diverso

Oggi dovremmo andare a Ouro Preto, ma non so se poi ci andremo. Infatti stanotte é scoppiato un tremendo temporale e stamane é coperto. Ma ieri sera peró, prima di andare a letto, sono uscita sul terrazzo a vedere il cielo. Sin da piccola avevo sognato di vedere la Croce del sud, che é l´equivalente della nostra Stella polare, ovvero l´Orsa, che ci indica il polo del nostro emisfero.
Credo di non aver mai provato in vita mia una sensazione del genere. Un pó come quando si é arrivati in cima a un´alta montagna e lí, sulla cima, si presenta un precipizio profondissimo. Il cuore ha una specie di sobbalzo, un misto intensissimo fra spavento ed emozione. Ecco lo stesso ho provato ieri a guardare questo cielo diverso.
Ovunque andassi nel mondo (non sono poi stata un gran ché in giro, solo in Europa, dove ho vissuto in vari posti, e negli Usa e Canada!), anche nei posti piú lontani, come per esempio l´Islanda, o dall´altra parte dell´oceano, c´era sempre il cielo a contenermi. Il nostro cielo, quello che si vede uguale dappertutto si vada. E questo dava un conforto all´estraniazione che a volte si prova.
Ma qui no, e la sensazione é stata fortissima. Mi é venuto in mente di quando si guarda uno di quei film fantascientifici, dove la navicella approda in altri pianeti e vede il cielo sopra di sé totalmente differente. La stessa sensazione...
E questo mi ha dato da pensare, con una grande emozione, che é proprio la ventata d´energia diversa che andavo anelando. Un cambiamento completo, interiore soprattutto, determinato dal differente che sto vivendo attorno.
La mia emozione sta continuando e sento che si muove dentro di me, andando a toccare le singole cellule del mio essere e della mia coscienza....

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Una vita da Juju



Cosí si chiama il piccolo cagnolino di casa. Un delizioso Schnautzer nano, socievole e affettuoso, che peró non dimentica i suoi "doveri" nel controllare il territorio. Ieri l´ho scoperto su una parte di muro che circonda la proprietá, dove questo é basso e su cui lui puó salire, che ispezionava il mondo lá fuori. Attento, osservava ogni possibile movimento esterno, mostrando segni di irritazione ogni qual volta qualcuno, o qualcosa, entrava nel campo visivo di "sua proprietá". La reazione da guardiano metteva sull´avviso chi passava e faceva capire che lí ci stava lui a difendere lo spazio. Dignitoso, interpreta il suo ruolo, pur rimanendo il giocoso esserino quale é.
Ogni tot tempo viene a casa il veterinario per un doveroso controllo. Due volte alla settimana vengono poi a fargli il bagnetto, dopo di che esibisce una nuova mise. Ha infatti una rifornita serie di tutine che, ora che é inverno qui, indossa spesso a protezione dal "freddo" (si fa per dire visto che durante il giorno si sta su una media di 22 gradi!).
Proprio allo stesso modo viene due volte alla settimana la massaggiatrice per gli umani di casa, a rimettere in sesto e mantenerli fit. La piscina, il campo da tennis e il bagno turco completano la remise en forme. Tutto é parte della proprietá. Cosí si puó passare la prima parte della giornata a prendersi cura di se stessi.
E io lo sto facendo, approfittando di questa situazione per fare tutto quello che in Italia non faccio. A questo abbino un´alimentazione prettamente di frutta. É piena di sapore e di vita qui. In altre parole sto dando al mio organismo una ventata di rinnovamento, a cui associo anche quello derivato dalle energie che sto assaporando qui.
Non sono peró ancora riuscita a fare piscina, infatti, quando il tempo era molto caldo, é sempre capitato che eravamo in giro, mentre quando stavamo tranquillamente a casa il tempo era un pó mutevole, di conseguenza, non riscaldata intensamente dal sole, ho fatto fatica ad avventurarmici. Anche se penso che questo sia stato a causa della stanchezza e della crisi di guarigione. Infatti, questa cura di benessere, come sempre nelle cure naturali, mi sta buttando fuori le tossine, che mi affaticano. Mi auguro che fra qualche giorno abbia superato la fase critica e possa gustare in pieno questa purificazione.
Da domani inzierá la vita piú sociale, con inviti vari e incontri di gente che conta. E infine domenica a Ouro Preto. Questo é il posto che ho sempre saputo di voler visitare, se mai fossi in venuta in Brasile.
Ma racconteró di questo posto dopo esserci stata...

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Dall´altra parte del mondo



Un viaggio di piu´ di 24 ore e´ tanto. Non perche´ durasse davvero cosi´ tanto, ma per gli scali soprattutto, che mi hanno obbligato a diverse ore di attesa.
Intanto ho constatato alcune cose: pensavo che gli italiani fossero quelli che meno parlano l´inglese, ho ora appurato che gli spagnoli sono peggio, nemmeno il personale dell´aereoporto lo parla bene, e quando lo parlano l´accento e´cosi´ forte che confonde, visto che sembra che parlino spagnolo... Anche i brasiliani non parlano inglese, quelli dell´aeroporto intendo, e probabilmente anche in giro per la strada, non e´ esattamente una lingua masticata. La classe elevata ovviamente si´.
Tuttavia sono contenta di essere qui. Non me lo sarei mai aspettato, perche´ davvero l´America latina e tutto il mondo spagnolo e portoghese non mi era mai risuonato. Non per antipatia pero´, semplice distanza. Ma ora ci sto entrando in risonanza. L´energia qui e´ avvolgente, carica, eppure non ha quelle calcature che cosi´ tanto mi irritano negli europei e statunitensi.
In aereo mi ha colpito la gente, quasi dimessa eppure profondamente dignitosa. Nessuna occhiatina incuriosita e maliziosa da parte degli uomini, nessuna ostentazione da parte delle donne. Ognuno stava tranquillo e se c´era da parlarsi lo sguardo era diretto e senza retropensieri reconditi. I bambini poi: tranquilli, anche se il lungo viaggio li rendeva mobili infine, eppure erano pacifici. Se penso a quelli italiani, che mi fanno odiare l´infanzia, anche se so che sono i genitori da "odiare"...
Lo so, forse e´ davvero un luogo comune, ma qui c´e´ un´energia soffice e potente, che sento entrare e rinvigorirmi.
Volendo pennellare a parole quello che ho attorno posso raccontare di terra rosso-arancio, con sprazzi neri di ematite, su caverne di cristalli e altri minerali di potere. Vegetazione intensa, vitale, con esplosioni di fiori dai colori e dalle forme vivaci. Architettura moderna, che mi ricorda il famoso architetto statunitense Frank Lloyd Wright (ecco cosa intendo: >>, e qui le immagini delle sue costruzioni >>). Uccelli forse tropicali che, specie al mattino, ti sorprendono con quei richiami cosi´ prepotenti. E poi falchi e altri rapaci che per tutto il giorno girano nei cieli. Ci sono serpenti e anche delle specie di piccoli giaguari e pantere; questi ultimi mi dicono che girano la notte, a volte avventurandosi nei giardini. Ma non ne ho ancora visti, ne´ i serpenti, ne´ i piccoli giaguari...
Come gia´ detto la gente e´ priva di pretenziosita´. Ma i ruoli della classe alta esigono manifestazioni ancora piu´ opulenti delle nostre.
Quello che qui maggiormente mi colpisce e´ lo spazio interiore. E´ come se qui non ci fosse il peso opprimente e limitante del tempo vecchio e obsoleto, un kronos che non lascia la presa e si tiene avvinghiato alla sua progenie, che diventa poi la sua preda. E´ veramente il nuovo mondo, anche se ben diverso dagli Stati Uniti e dal Canada, dove questo spazio interiore, enorme e tremendamente carico, e´ ben organizzato dal loro tipico pragmatismo. Qui c´e´ piu´ rilassatezza in un certo senso. Lo stampo latino e´ evidente. Eppure, proprio questa rilassatezza, offre maggiori possibilita´ di apertura, perche´ non c´e´ subito da rendere efficiente e funzionante cio´ che si percepisce. C´e´ tempo, ovvero spazio, ovvero energia, con cui ricaricarsi e poi, al momento giusto avanzare...

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Il verde scarabeo di giugno

Poco fa la nostra gattina più piccola, che ama giocare con gli insetti, ne ha preso uno sul terrazzo. Quando li acchiappa, li prende delicatamente in bocca, e poi corre  in casa, sul tappetino all'entrata, dove solitamente porta le sue prede per giocarci con calma. Sono corsa a vedere, temendo che fosse una vespa. Invece era uno scarabeo verde, che in inglese li chiamano "di giugno". L'ho supbito preso dal tappetino, ancora vivo, e l'ho liberato.
Ma la cosa mi ha molto colpito.  Ho una connessione speciale con questo insetto. La mia nonna paterna, la moglie del "rivoluzionario", mi aveva lasciato due cose da tutte le sue permanenze attorno al mondo: uno era un medaglione d'avorio raffigurante il cervo - che nella simbologia dei Nativi, con cui sono stata a lungo per il mio "apprendistato" sciamanico, rappresenta il mio segno, i Gemelli appunto; l'altro era lo scarabeo verde egiziano, dove lei aveva vissuto a lungo. Questo simbolo è portentoso: rappresenta la resurrezione, dopo la morte, ed è associato al dio Kepry che significa: Colui che diviene in essere.

Ieri parlavo con un'amica, dentro al tornado di situazioni che collassano. E mi sono accorta che infine, io ne sono uscita. Dopo aver attraversato le tremende macine di eventi che precipitano, a causa di insoluti generazionali lasciati lì senza essere affrontati e risolti (a volte anche perché certe cose sembra davvero impossibile scioglierle in quel particolare momento storico), che intanto si accumulano nello stravolgimento energetico che continuano a perpetrare a cascata sulla progenie. Fino a quando collassano. A quel punto tutto esplode e precipita in una distruzione davvero micidiale. Come una slavina, e chi viene preso dentro deve da un lato cercare di sopravvivere alla caduta, dall'altro prepararsi ad affrontare l'impatto. Da cui però, nonostante le ossa rotte, potrà poi con grande impegno risalire. E a quel punto potrà rimettere piano piano tutto a posto. Una fatica che dura in genere anni, ma che garantisce che tali grovigli non vengano passati ancora più gonfi ai propri figli.

Ebbene, mi sono accorta che infine il grande crollo è terminato, e ho superato anche quel momento in cui, davvero malconci,  dopo l'impatto, si cerca di rimettere insieme in cocci, buttando via tutto quello che non c'entra, per dedicarsi finalmente a ciò che la propria anima vuole realizzare.
Per cui lo scarbeo verde di stamane, proprio ora che sto per partire verso terre che non risuonano sulle mie corde e che implicano per me un cambiamento di registro totale, ebbene sta proprio a significare un mio accingermi a divenire in essere!

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Volando lontano



Con ieri ho terminato i miei impegni. Oggi ho ritirato il passaporto, fatto in fretta e furia, ho quindi prenotato e pagato il biglietto e ora, finalmente, sono pronta a lasciarmi andare alle sensazioni che questo viaggio, così lontano, mi procura.

E' passato davvero tanto tempo da quando viaggiavo così spesso, in giro principalmente per l'Europa - come ora faccio con le città italiane in cui tengo i miei incontri - che adesso, che mi allontano bene dall'Europa, mi sento un po' "dizzy". Da un lato la gioia di risentire l'aria e lo spazio che mi si muove attorno, dall'altro ho quasi timore di riaccendere un mio profondo bisogno, che non vorrei essere costretta nuovamente a castrare. Ma non voglio dare spazio a questa paura e voglio davvero dedicarmi alla "pregioia". In tedesco si dice "Vorfreude" - "pregioia" appunto - intendendo il pensiero a un imminente evento bello, che procura già gioia il solo stare a pensarlo.

Questa settimana finisco gli ultimi impegni veloci, devo vedere ancora delle persone, fare delle letture, vedere se è il caso di acquistare una tastierina per il cellulare (ma poi mi devo procurare il mobile office)... settimana prossima mi concentro sul bagaglio e poi parto.

Dentro di me migliaia di palloncini colorati si stanno alzando nel cielo.

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Estate, forse...

Per adesso l'incipiente estate mi piace ancora, sebbene il vento imperversa burrascoso e impressionante. Ma so che man mano che il caldo avanzerà mi sentirò sempre più affaticata e mi troverò a sognare di nebbia, pioggia, freddo, e magari anche della neve.
... tornerà un altro inverno
cadranno mille petali di rose
la neve coprirà tutte le cose
e forse un po' di pace tornerà
odio l'estate...
(Bruno Martino, Estate)

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Minimalismo esistenziale



Stasera vorrei essere un foglio di carta bianca su cui incidere segni grafici semplici, essenziali, che ripristinassero il mio ordine interiore con un minimalismo esistenziale appunto.
Quando si passa una giornata a essere spinti e strattonati dai disordini mentali cacofonici, disordinati, confusi, di altri che, con il loro caos, si immettono brutalmente nella impegnativa precarietà del prorio ordine, tenuto insieme a fatica, ma comunque mantenuto... ebbene si arriva a sera che si ha bisogno di linee rette, nitidide, definite...
Non voglio più sentire e ascoltare il vociferare insulso del disordine mentale, che tra l'altro è sempre tracottante e invadente.
Voglio pulizia interiore e ordine mentale, silenzio cristallino che sintetizza purezza ed efficienza.
Basta, basta, basta. Semplicità essenziale. Minimalismo esistenziale.

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Infornando in terrazzo

Ieri è stata una giornata di grandi lavori. Innanzitutto sono stata alle prese con dei dolci, due in contemporanea tra l'altro. Io non sono una patita della cucina, ovvero non mi ci perdo tanto. Il cibo deve essere genuino e immediato, cma non per questo trasandato. Per cui, nella semplicità, la presenza di chi cucina deve essere comunque attenta e accurata.  
Fatta questa premessa torniamo a ieri. 
Giornata caldissima, assurdamente torrida quasi. Come già accennato, avevo molte cose da fare: finire un testo che devo avere stampato per quando ricomincio i corsi a settembre; preparare le newsletter e poi inviarle; cucinare un risotto con i fagiolini per la sera, quando sarebbero tornati a casa; e poi i due dolci: la torta dell'amicizia (un dolce di prova che sto ancora sperimentando), e quindi pensare al rabarbaro, che ora è pronto, tutto bello rigoglioso e da tagliare, anche perché in vaso non è come averlo in giardino.
Ho fatto tutto, nonostante il peso di quel caldo che schiacciava. Alla fine però, quando avrei dovuto accendere nuovamente il forno ed era pomeriggio inoltrato, insomma una delle ore più calde della giornata (l'avevo fatto già al mattino, ma la temperatura ancora lo permetteva!!), ho pensato che non avrei retto anche a quel calore. Così ho portato in terrazzo un mini forno che abbiamo, e lì ho finito di preparare la mia prova di dolce.
Le gatte erano sdraiate, completamente abbandonate e immobili, all'ombra delle piante. C'era un silenzio da agosto quasi (non che qui ci sia tanto rumore, visto che siamo ai limiti del paese, proprio attorniati da campagna...). Soprattutto c'era un'immobilità assolata, che dava l'idea dell'estate inoltrata. 
Intanto che si cuoceva questo dolce di prova, fuori in terrazzo, io ho lavorato al computer, le micie hanno dormito, il caldo ha continuato e tutto si è svolto in pace. 
Per quanto riguarda i risultati ottenuti, ebbene, i miei scritti sono stati tutti fatti, il risotto pure; invece, sia il dolce di prova, sia quello al rabarbaro sono da rivedere. Quello al rabarbaro doveva essere la Götterspeise, ovverocioè uno strato di Zwieback (fette biscottate) -, crema, e compôte di rabarbaro. Ma, a parte il rabarbaro, devo ancora trovare i giusti corrispondenti italiani per rifarla a dovere. 
L'altro dolce è ancora da sperimentare. In altre parole devo ancora entrare nel suo campo vibrazionale, visto che non ci siamo ancora "capiti"... Anche in cucina bisogna entrare nelle risonanze insomma.

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Luna negativa

La storia del martello è riportata dal famoso psicologo austriaco, primo esponente della statunitense Scuola di Palo Alto, in un suo libretto, non mi ricordo bene quale dei due, se "di bene in peggio" o  "istruzioni per rendersi infelici" (editi da Felstrinelli). 
Questa è riportate per far comprendere come funzionano le proiezioni. Racconta di un uomo che ha comprato un quadro che ora vuol appendere. Si accorge però di non aver in casa i suoi attrezzi, così pensa di andare dal vicino a chiedergli se gli presta il martello. Esce e si avvia. Intanto che percorre il suo vialetto si ricorda di averlo incontrato il giorno prima e quello a malapena lo aveva salutato. Si incomincia a chiedere dunque cosa mai gli avesse fatto da renderlo infastidito e offeso. Non sa spiegarselo e quindi comincia a pensare che lui, certamente, non farebbe così. Se qualcuno gli facesse qualcosa lo affronterebbe direttamente e non sarebbe così meschino da mettere il muso e fare tutti questi sotterfugi... Arriva intanto alla porta del suo vicino, ormai davvero risentito.E infatti, quando quello gli apre gli grida: "tieniti pure il tuo martello, villano!", dopo di che si volta e se ne va.
Questo per dire che moltissime volte, le persone che non sono coscienti dei propri movimenti interiori, delle proprie insicurezze, paure, vedono negli atteggiamenti altrui delle minacce che non esistono davvero, Quante volte si pensa che l'altro ci guardi male quando magari quello non ci pensa davvero. Eppure noi siamo convinti, anzi convintissimi, di intravedere in quel suo sguardo chissà quali pensieri reconditi....

Questa storia per raccontare quello che mi è capitato. Curiosamente, in quasi contemporanea, mi sono trovata reazioni del genere da due persone, estranee tra loro, che fuori dal nulla hanno avuto reazioni tipo storia del martello... il che mi ha lasciato davvero allibita e senza parole. Proprio come l'ignaro vicino della storia che apre la porta e si trova quello davanti che farnetica cose senza senso e se ne va... Ecco, lo stesso. Sono rimasta davvero sconcertata, da ciò anche il post di ieri.
Poi stanotte, anzi stamane, nel dormiveglia, mi è venuto in mente che sono entrambe del segno del Toro. Vado così a controllare la situazione planetaria astrologica di quel momento. Ed eccoti la spiegazione: la Luna contraria.

Quando la Luna di transito sta in relazione negativa col segno sono momenti di grande vulnerabilità e suscettibilità. Bisognerebbe sempre stare all'erta quando ciò accade perché si diventa irritabili, in genere senza reale fondamento. Per questo, in quei momenti, sarebbe consigliabile aspettare qualche giorno prima di reagire, attendere che la Luna esca da quella posizione negativa, e quindi osservare la situazione e valutare se è veramente negativa come la si percepiva sotto l'influsso della Luna contraria. 

A parte la Luna sarebbe però auspicabile, tutte le volte che qualcosa ci prende male, davvero aspettare che quel "qualcosa" che fuori dal nulla ci prende, sbolla... Tanto, se c'è da intervenire si fa sempre in tempo a farlo, e non si corre il rischio di sbottare con cose che proprio non hanno né capo né coda. 

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Sporcarsi le mani

Spesso me ne sono disperata e soprattutto mi sono chiesta perché. Perché credo a persone che parlano a vanvera, che si proclamano in un determinato modo e poi non lo sono per niente. Un po' perché fa comodo trincerarsi dietro a un dito quando non si vuole riconoscere l'evidenza, adottando un'ottusità compatta, caparbiamente mantenuta a sostegno di quanto continuano a proclamare. Un po' perché davvero non sono in contatto con se stessi, per cui in "buona fede" credono davvero a quello che sostengono. 
Sia quello che sia quando questi voltafaccia accadono rimango per prima cosa incredula, sorpresa, confusa. Ora ho imparato che c'è ben poco da fare, chi scivola nell'emozionale non ragiona... è su un altro livello; tuttavia non transigo e non accetto di essere coinvolta in cose che non mi appartengono per niente. Ora sono categoriga ed essenziale. Non mi lascio venire addosso nulla che non sia mio. Divento uno specchio insomma, senza coinvolgimenti. Ognuno deve imparare a essere responsabile del proprio agire...
Se adesso, con gli anni, ho imparato a divenire immediatamente staccata durante l'interazione e a delimitare con grande fermezza il mio spazio che non va invaso con robaccia, non ho invece ancora imparato a non accorarmi per aver commesso un errore di valutazione.

In questi anni ho cercato di comprendere dove avessi mai sbagliato, cosa avessi mai potuto io proiettare come mio desiderio inconscio su tali persone, così da rendermi cieca di fronte all'evidenza...
Oggi sto arrivando alla conclusione che invece questi errori non sono errori. Ce le dobbiamo proprio sporcare le mani e non evitarlo. Sì perché la lezione è proprio quella di imparare poi a pulircele.
Anzi, siamo qui per pulire: noi stessi, il nostro fisico, il nostro psichico, il nostro cordone genealogico, il nostro campo...
Eh, sì, si viene qui a lavorare d'olio di gomito! E quanta roba da pulire c'è sulla Terra, che si può, anzi si deve fare, agendo dentro di noi. Ovvero pulendo dentro le risonanze che abbiamo ereditato o che abbiamo raccolto strada facendo.
Siamo diventati fanatici della pulizia forse solo perché in effetti dovremmo arrivare a comprendere che la pulizia poi dovrebbe arrivare anche e soprattutto dentro!

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Cosa cambia?

Sono nata e cresciuta in un ambiente di impostazione anglofona e tedesca. Molto diversi dalla struttura latina, che è davvero meno "dritta", più logorroica, dispersiva e transigente... e questo nel bene e nel male.
Ci sono cose qui che sono molto "sentite" eppure molte fra queste cose così "sentite" sono davvero  poco importanti e di rilievo.  Faccio un esempio, molto semplice e banale anche.
Ho vissuto per cinque anni in una comunità pedagogica internazionale, nata tedesca quindi si è allargata accogliendo un ramo americano e diventando poi una comunità che faceva ruotare al suo interno gente da tutto il mondo. Ad ogni modo le lingue ufficiali erano il tedesco e l'americano.
Un giorno arrivò un nuovo insegnante: Jamy. Silvie, un'insegnante di nazionalità svizzero-francese, mi disse che era il cugino di un altro insegnante americano: Larry. Bene, presi atto dell'informazione. Silvie poi mi raccontò divertita che il suo compagno, un altro insegnante americano, quando lei lo aveva informato che quei due erano parenti, disse che lo sapeva.  Al che lei gli chiese perché non glielo avesse detto e lui risposte stupito: "perché, cosa cambia?"

Ecco, credo che questa affermazione distingua perfettamente l'essenziale da ciò che invece non lo è. Come quando incontro nuove persone con cui inizio a intrecciare rapporti e magari poi, raccontandolo a qualcun altro di queste mie nuove conoscenze, quello mi chiede se a mio avviso tale persona sia omosessuale. Ecco, questa è una domanda che mi lascia davvero lì senza parole. Perché non ho una risposta. Poi di solito la persona va avanti e mi racconta che quell'altro/a ha delle movenze particolari che lasciano ben intravedere la sua omosessualità. Sì, le ho presenti quelle movenze, ma non le avevo classificate in tal senso, ovvero traducendole in possibile omosessualità, erano semplicemente parti di quella persona. Così, mentre il mio interlocutore continua a descrivermi le movenze, io intanto penso: Ma cosa cambia? 
In un rapporto mi relaziono a quell'essere che ho davanti per delle caratteristiche che vanno ben oltre la sessualità, o le preferenze politiche, o qualsiasi altro tipo di tendenza. Ecco, è questo ciò che conta: l'incontro di due anime direi. Sono questi i rapporti che possono diventare veri e di crescita.

Ci si dovrebbe sempre porre la domanda: Ma è davvero essenziale questo? Importa? 
Poi ci si accorge che davvero tante cose sono completamente inutili e addirittura dispersive, fuorvianti...

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Colori in fiori


Avevo voglia di un po' di colori e di fiori. Tanti fiori, da riempirmi tutti gli spazi che ho attorno e poi godermi la loro vista e i profumi...

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Shakyo



Per anni ho praticato la recitazione di mantra e di sutra. Lo chiamo la lima del karma ed è qualcosa che consiglio caldamente quando ci sono situazioni negative da chiarire, sciogliere e stemperare. Proprio come una lima, le sillabe di questi suoni lavorano invisibilmente sulla realtà interna, così che quella esterna, in risonanza, si sistemi di pari passo.
Ma allo stesso modo mi piaceva copiare la trascrizione di questi suoni. Mi piaceva scrivere pagine e pagine con queste "frasi" che, per la regolarità, conferivano ai fogli un fascino davvero particolare.
Alla stessa stregua dei suoni, anche la copiatura mi sembrava facesse qualcosa di potente. Il mettermi lì a copiare sulla carta, con impegno e concentrazione, quelle stesse frasi, che ripetevo per intere pagine successive, mi dava la sensazione di agire per sistemare il mondo, il mio mondo ovviamente.

Non mi è però mai venuto in mente di copiare la grafia originale. Oggi, che cercavo una qualche recitazione del Sutra del cuore in giapponese - che trovo essere la lingua che maggiormente yanghizza - sono incappata in un sito web dove si parla di questa azione, chiamata Shakyo, considerata una vera e propria meditazione con gli stessi effetti della recitazione. Così mi è venuta l'idea di provare. Ma ora mi devo documentare meglio, per capire come iniziare, dato che in queste cose non è tanto il risultato finale a contare, bensì l'esecuzione, che deve essere fatta nel modo giusto...
Ora che ci penso però, questo è anche ciò che dovrebbe importare nella vita: il percorso e non la meta...


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Purificazione

E' un qualche annetto ormai che faccio due digiuni ciclici all'anno di quasi una settimana: in primavera e autunno. Abbinati finalmente al mio sentire alimentare, che considera prevalentemente i cereali in chicchi e verdure. Niente o quasi farinacei da forno e pasta, che intasano, e pochissime proteine che, non so perché, il mio corpo gestisce male.
Ritornando dall'ultimo digiuno, di settimana scorsa, quando ho riacquistato "lucidità" dopo lo sforzo, ho percepito la coscienza "snebbiata" da alcune convinzioni che pensavo appartenermi davvero totalmente. Ho così iniziato ad appurare con mano come la purificazione fisica si evidenziasse davvero nella coscienza, che cambia, si evolve. Certo che lo sapevo, in teoria però.
Sovraccarichi come siamo di intasamenti, la nostra coscienza è un ammasso di roba, di cui solo una minima parte ci appartiene veramente. Il resto è frutto delle intossicazioni, anche quelle "eticità" che pensiamo stendardo di noi stessi.
Così, continuando col pensiero di purificazioni su purificazioni, mi sono chiesta: si riuscirà mai a perdere tutte le sovrastrutture e giungere all'essenza?

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Ultimamente...





Mi sento così: un ammasso di carne compressa con qualche accenno vegetale...

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L'amore infame

Tutte le volte, la fatidica frase di Bertrand Russel, mi rimbomba dentro: "Guardatevi dai buoni!". Eppure sarebbe così bello credere ai buoni... Quante belle parole spese a proclamare una bontà e un amore che poi si rivelano stendardi sotto cui mascherare ben altri atteggiamenti. E come fare da specchio a personaggi di questo tipo? Ho compreso che ognuno arriva a comprendere solo quando cresce. La comprensione - che di solito si genera dalla reale visione di se stessi - è quel processo che innesca il cambiamento. Prima è inutile spendere parole, non servono proprio a nulla, anche se è doveroso tentare.

Il gruppetto della meditazione è piccolo, è un tentativo questo per provare a sintonizzarsi su nuovi impulsi interiori. Certi luoghi comuni in questo esperimento sono "banditi", anche perché è essenziale imparare a essere, al posto di "pontificare". C'è sempre però in agguato l'"amore", che viene predicato - e di solito mai vissuto - nonostante che questo concetto impregni ogni pensiero spirituale.
Non uso mai la parola amore, né bontà, né quei soliti termini dove il buonismo è appiccicoso e comunque totalmente inutile, perché appunto non è bontà bensì buonismo.
Così, spesso mi ritrovo a ricordare alle persone che mi mettono in bocca insegnamenti mai dati, che è meglio parlare di Luce, e che la Luce acceca e ferisce gli occhi che stanno al buio. Questo per sottolinerare che l'Amore è una lama, distingue, e quindi riporta ordine evidenziando la Verità.
Al termine della meditazione una persona riporta ciò che ha sperimentato. E' la consapevolezza di un vissuto giudicante, che l'ha schiacciate e umiliate. Ha quasi voglia di piangere. C'è silenzio attorno, è essenziale ascoltare con il cuore, accogliendo questo dolore, per poi, se è possibile, consolare. Ma già l'ascolto rispettoso è rinfrancante.
La persona che le sta proprio accanto, che è quella che più di tutte si fa paladina dell'"amore", interviene chiudendole praticamente la bocca, per sottolinerare quanto sia comune, in ambienti come quello da cui viene, vivere l'esperienza del giudizio tagliente. Continua a parlare occupando la scena da prima donna, parla, parla, spiega, teorizza... Ma soprattutto sottolinea che lei, grazie all'amore, ha trovato il modo di risanare questi dolori, perché le persone hanno bisogno di sentirsi amate...

Sono esterefatta, è un fiume in piena che parla d'amore, con enfasi, trasporto, ardore... senza però essersi accorta di aver zittito e quindi non accolto chi, proprio lì accanto, era bisognoso di accettazione e ascolto - e quindi di quell'amore che ora sta proclamando.
E' ormai da tempo che continua questa sua fissazione dell'amore. A tutti è evidente che chi ne parla così tanto e con così intenso ardore è perché in effetti non lo vive. A tutti è chiaro, è troppo insistente questo pontificare l'amore, è troppo impositivo, e di amore ha ben poco.
Però è evidente a tutti fuorché all'interessato.

Così bisogna ritirarsi e lasciare che la persona sperimenti la discrepanza fra ciò che afferma e ciò che vive. Il teorizzare non serve a nulla, se non a rafforzare l'arroccamento. Quindi è necessario ritirarsi.

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Che dire...

L'ho conosciuto credo a ottobre scorso. Un personaggio di rilievo della città. Progettiamo una serie di mie conferenze per lanciare un locale che gestisce. Ottimo, mi piace quel posto. E lui è simpatico e soprattutto pragmatico. Questo mi piace, detesto chi chiacchiera e basta. Cosa, purtroppo, quasi sempre scontata. Di chiacchieroni è pieno il nostro paese.
Poi, dopo qualche mese, il comune gli toglie il locale, lo rivuole in gestione perché ci vuole fare dell'altro. Il progetto culturale all'inizio appoggiato, viene revocato.
Ricevo la telefonata con la notizia. Gli chiedo allora che si fa con le conferenze e lui mi propone un altro spazio. Pure affascinante, ma diverso, ha già un suo stile di proposte, con le quali il mio genere non si incontra poi tanto. Gli chiedo se davvero vuole propormi lì, perché forse è meglio lasciare perdere. Lui quasi si "indigna", ma certo che le mie proposte lì vanno bene!

Ok, allora procediamo. Ma intanto il tempo passa e l'entusiasmo che c'era per la progettazione degli eventi nel locale precedente non c'è. Mah, sono perplessa. Sento che non c'è energia. Provo a richiedere, cercando di non offendere. Ogni tanto risulto offensiva, anche se non lo desidero, cerco solo chiarezza. Invece niente, rimango con quella sensazione di vaghezza.
Fissiamo finalmente un appuntamento di lavoro. Alle 13 ci vediamo dove di solito ci incontriamo.
Alle 11 mi arriva la telefonata, che gli dispiace ma riesce ad arrivare solo alle 17. Va bene, uscirò più tardi.
Alle 16.45 ecco un'altra telefonata: è in ritardo, arriva alle 18.oo.
Per farla breve arriva alle 19.00.

Ci incontriamo e rimaniamo in piedi lì in quel posto, mentre una serie continua di telefonate imperversa. Non si riesce a finire una frase.
Comincio a scocciarmi, vorrei dire, senti, molliamo lì, che non c'è energia in questo progetto ora.
Ma non lo dico, non voglio sentirmi dire che sono stata io a porre fine al progetto.
Tra una chiamata e l'altra, stabiliamo le date. Non si riesce però a parlare dei volantini da preparare e del tipo di promozione da iniziare.
Mah, non mi va la situazione, ma non so come fare a tirarmici fuori.
Intanto lui mi dice di volermi riaccompagnare a casa. Saliamo in macchina, il tempo di scambiarsi qualche parola e subito arriva un'altra chiamata. Io sono comunque arrivata e lui si ferma mentre continua a parlare con 'sta tipa che lo chiama perché ha bisogno di essere consolata. Io gli faccio un cenno di saluto e faccio per scendere. Ma lui mi trattiene, con fare di preghiera mi fa capire di rimanere un attimo ancora. Rimango, ma vorrei solo andarmene. La telefonata non termina e io gli rifaccio un cenno di saluto, mentre gli bisbiglio ciao, vado. Di nuovo mi prega di rimanere.
Rimango e la telefonata va avanti. Così gli faccio ciao con la mano e scendo dall'auto.
Salgo e di lì a poco mi arriva la sua telefonata di scuse.

Gli chiedo se davvero pensa di proporre questo ciclo di conferenze lì... Sono molto perplessa, gli spiego. "Ma perché, ti ho dato l'idea di non esserne convinto?" - "Eh, sì, oggi non siamo riusciti a spiccicare una frase per intero senza essere interrotti da una chiamata!" - "Ti prometto che la prossima volta spengo il telefono!"
Sento che non va ma non riesco a essere io a dire che lascio perdere. Appunto, non desidero poi sentirmi dire di essere stata io la causa della rinuncia.
Ci si ritrova dopo qualche settimana, "nel frattempo". Ovvero, mentre sono in atto altre cose entro cui è stato ritagliato uno spazio per incontrarmi. E si conclude poco.
Rifacciamo un appuntamento per la settimana dopo, visto che non si è riusciti a nulla.
Vado, ma ora so che non ci sarò a quell'appuntamento.
Mi chiedo se chiamarlo o se inviargli una mail - che però lui legge solo dopo aver ricevuto un sms in cui lo si avvisa dell'invio. Se lo chiamo so che di nuovo si prodigherà in parole di convincimento del suo buon intento. Se gli mando un sms lo trovo davvero poco civile.
Infine decido di essere poco civile. Gli dico che non andrò all'appuntamento, sono via e non ho intenzione di andare apposta, quando è perfettamente è inutile protrarre un'agonia che sta comunque durando già troppo.

Ecco, io mi chiedo come ci si libera elegantemente da situazioni di questo tipo? Si deve per forza passare per quella che infine decide di recidere un progetto? C'è un modo per portare questi individui a rendersi conto del loro modo di fare davvero scorretto?

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Come mi vuoi

Ci sono persone che fortemente "incidono" sulle nostre emozioni. Si infilano nel nostro dentro che limano a proprio beneficio. Io le sento queste loro lime, mentre il mio io, stupito dall'ingerenza da un lato, dall'altro però si dice che potrebbe anche credere loro, che sì, potrebbe anche essere così come dicono... Eppure la parte sana di me ha un non so che di profondamente infastidito, che in definitiva mi salva, perché poi, uscita dall'avviluppamento emozionale con cui si cercava di stendermi un sortilegio, so per certo che quella persona la terrò a debita distanza.
Non si può poi nemmeno spiegare a questi personaggi perché non li si desidera avere vicini, il parlare è inutile, in quanto loro, sempre e di nuovo, ti cercheranno di ammaliare e io, mi stufo proprio a dover tenere lontani, dal mio dentro, certe sottili pression i.

L'altro giorno, girando fra i libri della libreria a cui sono iscritta, ho trovato fra i libri di altri un libro che parla di questo comportamento: Come tu mi vuoi, di Robin Stern, edito da Corbaccio.
La presentazione così dice:
Se ritenete che qualcuno vi spinge a fare qualcosa che sapete di non dover fare, oppure vi persuade a credere l'incredibile, probabilmente siete vittime della manipolazione. Vostro marito esagera nel flirtare con un'altra donna e, quando lo affrontate, vi dice di smetterla di essere così sospettose? Dopo una lunga discussione, vi scusate per averlo accusato. Il vostro capo vi ha appoggiato su un progetto durante un colloquio in privato, ma durante la riunione del personale, alla quale sono presenti anche i vostri collaboratori, di colpo cambia tono e vi critica pubblicamente? Vostra madre vi critica su ogni cosa: l'abbigliamento, il lavoro, gli amici e il partner? Voi, invece di reagire, sostenete che spesso lei ha ragione. Può succedervi o, forse, vi è già successo. Ma come ci si comporta in simili circostanze? Quali sono gli errori che è necessario evitare? Lo dice, in questo manuale, Robin Stern, terapista, che spiega come capire se una relazione si sta incrinando e se voi stessi siete responsabili della manipolazione in atto. La manipolazione psicologica è un'insidiosa forma di abuso emotivo: è difficile riconoscerla ed è ancora più difficile liberarsene perché gioca su una delle peggiori paure, quella dell'abbandono, e su molti dei bisogni più profondi: quello di essere capiti, apprezzati e amati. Robin Stern insegna a individuarla, a decidere quali relazioni possono essere salvate e quali devono essere troncate, e a rendere la vita immune alla manipolazione.
E subito ho riconosciuto i sintomi di questi fastidiosi personaggi. Il libro me lo comprerò sicuramente!

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Bianchissimo



Adoro i fiori bianchi. Mi immergo nel loro candore e vorrei non uscirne mai, per stare lì, a ricaricarmi...

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La sacralità del nulla

Fra poco si avvicina l'equinozio che dà l'inizio alla Primavera, la stagione che porta alla fioritura e ai frutti. Così mi chiedo con quali energie voglio entrare in questa nuova stagione. Inevitabilmente, a questo pensiero, mi rendo conto che mi tocca entrare nel buio del nulla.
Marzo per me è un mese faticoso. Sarà forse la quadratura del Sole in Pesci con il mio Sole in Gemelli. Questo mi confonde, mi annebbia, rende tutto attorno a me vago e indefinito. L'energia dei Pesci mi ottunde, per me è immetabolizzabile. Ho una percentuale quasi inesistente di segni di acqua attivi, così questa loro energia mi risulta davvero di difficile integrazione. Ecco allora che la fatica della quadratura che ora mi arriva dai Pesci, anche se non porta nulla di negativo in sé. Solo questo torpore nebbioso.
Mi sono quindi decisa di non combatterla, come in genere facevo. Ma di lasciarla agire, nonostante il senso di "melma" che mi sovrasta. Ho pensato di fare una pausa prima del ritorno della vitalità primaverile.
Un amico un giorno mi disse che devo imparare a stare nel disagio, al posto di freneticamente cercare di uscirne il più in fretta possibile. Quelle parole mi risuonano ogni tanto ancora, specie quando spontaneamente mi metto in azione per combattere il malessere. In questo mese, quando il senso di vago è divenuto più pressante, mi sono decisa a lasciar correre. A lasciare che questo mi possedesse e mettermici pure io a lasciare sciolte le briglie. Così fra una settimana vado pure a fare il mio digiuno e il mio silenzio. Mi sono poi imposta di non prendere alcuna decisione e non fare progetti. Anche se alcuni ho dovuto stenderli, visto che li avevo già iniziati e dovevo delle risposte.
Nel vago che mi aleggia dentro attendo che il mio puzzle si riassesti, da solo. Sì, ho questa pretesa e sicurezza. La sensazione certa che tutto si ricollocherà al giusto posto, se solo ho la delicata pazienza di lasciar avvenire.
Rimando quindi in attesa.

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A volte...



Capita di essere a Milano e trovarsi piacevolmente sorpresi dall'impatto che comunque sa suscitare il Duomo. Ci arrivi sopra piensiero ed ecco che la visione si apre sulla piazza, grande, che te lo fa abbracciare in tutta la sua magnificenza. Se poi splende il sole e il cielo è limpido, proprio come era l'altro pomeriggio, non si può che rimanere "illuminati"!

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Il mio giardino...

Mio padre diceva sempre che ognuno di noi ha come un suo giardino di margherite, dove nessuno può entrarci così, liberamente, come se fosse a casa propria e farci quello che ci vuole. Ci viene se invitato, e se poi viene fatto entrare ha da comportarsi con rispetto, altrimenti sarà fatto uscire.

Credo che sia essenziale scoprire il proprio giardino e poi accudirselo, con gioia e cura, proteggendolo da chi vorrebbe interferire e venirci a dire cosa farci crescere. E' realizzando quel giardino che noi realizziamo noi stessi, se avremo la forza di non farci distrarre e portare lontano e la determinazione di essere fedeli al disegno che portiamo dentro.

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Random

Mi affascina tutto ciò che si genera via random. Mi piace l'insight che mi possono generare le evidenze, che appaiono così, fuori dal nulla, senza capo né coda, ma eccotelì lì questi risultati inaspettati e insospettati.
Forse perché sono stufa dei legami causati dalla legge di causalità, che secondo me ci imprigiona dentro a uniche possibili realtà. Mentre io continuo a pensare che si dovrebbe essere aperti all'insolito. Senza per altro cadere nell'allucinazione, come molti oggi, che si cibano di quel fantastico, maschrato da "spirituale", che però non ha nulla di evolutivo.
L'insolito deve servire per innescare un processo di crescita interiore, che permetta un ampliamento delle proprie costrizioni limitanti, segnando una via da percorrere, anche a fatica. Non può essere invece un invito seducente alla fuga nell'irreale. Questa è la soglia della pazzia.
E' però anche vero che il confine tra pazzia e santità è così tenue da poter sfociare dall'uno all'altro...
Prendendo spunto dal padre del teatro dell'assurdo Samuel Beckett eccoti un sito per il random, si possono generare random un bel numero di situazioni. Per cui ci si può sbizzarrire.
Ma chissà cosa avrà mai voluto dire il mio tirare le monete, i vecchi Schilling austriaci, che mi è venuto per due volte il lato dritto e una terza il lato con gli Edelweiss? C'è da rifletterci! :-))

Nota
Vedi le indicazioni di Beckett: Lessness

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Un po' di caldo e avvolgente colore

Terre3
Terre2
Terre
Lum
Quiet Night
Intensamente
Lux


Piove, è grigiastro e umido... Il mio studio con i suoi libri e i rossi tibetani dell'arredamento mi accoglie, ma io avrei proprio bisogno di un qualcosa che mi avvolga come in un plaid dai caldi colori...

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Per oggi solo colori...

Alba chiara
Alba
Alba
Sogno
Alba
Alba
Alba chiara
Ci sono momenti in cui è necessario un po' di soffice, di leggerezza, di soavità. Ecco questo è ciò che mi si muove dentro...

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Esploratori di Passaggio

E' stato proprio come si vede in quei film, o in quei libri, dove tutta l'avventura interiore inizia con un libro particolare, trovato, per caso, su una qualche bancherella.
Ieri ho fatto un giro a Modena, avevo qualche ora di tempo e me ne sono andata a camminare per la città. Girando trovo un negozio dove si vendono libri a metà prezzo. Sempre alla ricerca del "libro amico" che descrivevo nell'altro post, ormai provo tutte le volte che posso.
In mezzo a tutti quei libri ammassati, dove uno non sa nemmeno come muoversi in mezzo alla "calca" cartacea con cui erano presentati 'sti poveri libri non voluti, prendevo quasi a caso.
Me ne capita fra le mani uno, pubblicato a spese degli autori, che ne hanno stampati 1000 di cui 200 firmati. A dire il vero gli autori non si firmano nemmeno, ma nella premessa appaiono due nomi quasi magici: Ile Hoedic, nel dipartimento di Morbihan, più conosciuto per Carnac che, se non sta lì, è comunque da quelle parti (credo...).
Il libro è un'energia ermetica, che si emana leggendo e lasciando che le parole emettano frequenze che stanno dietro ai significati. Anzi, per certi versi la semantica può non importare se ci si sintonizza sull'energia...
Nella Dimora di Legno, oltre il Deserto del silenzio, sulle pendici del Corno del Cielo, lontano dalle cinquemila città della Pianura Centrale, hanno trovato salvezza dalle nebbie del non senso le storie più antiche, e terreno di germoglio le storie più recenti del Viaggio-Meraviglioso-nei-Luoghi. Talora la nebbia di tedio, come l'onda di un'infatica marea, si spinge ai margini della porta di legno, senza riuscire a entrare, tuttavia; e allora la Dimora sembra davvero un'Arca che galleggia sopra al deserto d'acque. Ma sempre poi la nebbia declina, e dalle travi resinose e gocciolanti escono, diretti agli otto angoli della terra, solitari Esploratori di Passaggio in cerca di materia nuova per nuove narrazioni.
E non la cercano tra i chiassi di folla, ma nei monti, nei mari, nelle steppe, che interrogano con sapienza e ascoltano con devozione, presaghi che l'Uomo sarà Uomo, solamente il giorno in cui, Vassallo dell'Erranza e del Canto, avrà raccolto in sé l'Intima Comprensione dei Luoghi.
Ecco, il libretto è tutto così... Lascio immaginare l'emozione spirituale che evoca.

PS - Ho trovato che l'ha scritto: Matteo Meschiari. Anche il suo sito è un "pellegrinaggio" nei significati interiori!

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Humour



James Thurber lo adoro: negli scritti, i suoi testi sono davvero esilaranti; e nelle vignette: l'assurdo è il fascino irresistibile di questo humour sottile!
Nella vignetta la moglie dice al marito: "va bene, hai ragione tu: hai sentito il verso di una foca!"

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Libro amico

Ho bisogno di un compagno tranquillo, che racconti lentamente e le cui parole si immergano nelle immagini che sapranno suscitare. Ho bisogno di ritmi lenti, che calmino il flusso turbinoso e continuo dei miei pensieri, sempre in movimento, sempre in eccitazione. Ho bisogno di evocazioni che danzino soavemente, eppure profondamente. Ho bisogno del senso lieve ed essenziale della vita, quella vera, che sta al di là del banale e del brutale...
Un libro così non è facile da trovare!

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Consolante

In un foglietto, riportato nel mio Phy, trovo scritto che "alla fine tutto si volgerà al meglio. Se non siamo giunti al meglio non siano ancora alla fine".
Beh, consolante!

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Occhi nuovi



Sono in partenza. C'è qualcosa di nuovo che sempre più si sta immettendo nella mia vita. Nuove volontà che fanno la differenza. A volte ci si intorpidisce in atmosfere, anche piacevoli e accoglienti, che però piano piano offuscano la visuale interiore e spengono la creatività. Di solito cerco di non abbandonarmi a questi fumi di apparenti piacevolezze, che intorpidiscono. Non sempre però ci riesco e così, senza accorgermene,mi ritrovoi prigioniera di un'ovatta che spegne la vita.
Tuttavia il cambiamento, anche nei più arditi, comunque spaventa. Poi uno procede lo stesso. Arrivati a certe svolte non è possibile tornare indietro e non restaquindi che andare avanti. Però qualcosa dentro fa fremere con un certo timore.
Ecco dunque una frase che mi incute coraggio e mi fa procedere con rinnovata gaiezz: Sostituisci la paura dll'ignoto con la curiosità!
Sì, armata con quela lancia posso ora procedere.

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Gelo

Ieri mi sono alzata e il termometro alla finestra dava meno sei. Erano le otto e mezza ed eravamo immersi in una specie di nebbia gelata. Le tubature erano ghiacciate e la caldaia si era inceppata. L'idraulico era già in giro perché, come noi, molti altri si sono trovati al freddo e senz'acqua.
Infine la cosa è stata sistemata, ma la temperatura ha continuato a stare sotto lo zero. Verso mezzogiorno eravamo a meno quattro. E stamane lo stesso, ma per lo meno la caldaia, che abbiamo lasciato acceso durante la notte, non si è inceppata.
In questa strana situazione di gelo totale, mi ha fatto strano essere poi a Milano e trovarla nel sole e quasi sgombra, con la vita che riprendeva, nonostante il disagio di quei cumuli di neve che impediscono di parcheggiare a dovere. Di ritorno a Pavia che erano ormai le nove di sera ho dovuto arrancare per raggiungere casa. Anche perché faccio una scorciatoia che passa un po' per i campi e lì mi sono trovata imbrigliata nel ghiaccio e nel buio, solo con le luci della città alle mie spalle e la luna, che era davvero splendida nel cielo. Non ho contato i voli che mi sono fatta in quel piccolo pezzo di strada, mentre mi chiedevo perché mai avessi preso la scorciatoia, visto che era prevedibile lo stato in cui l'avrei trovata.
Ma in effetti lo so bene il perché: c'era un richiamo magico a cui era impossibile resistere: la neve gelata, i campi e quegli alberi attorno, che sembravano maestri silenziosi che mi osservavano nel mio arrancare. E poi quella luna nel cielo stellato che, fuori dalla città, splendono alla stessa stregua di preziosi diamanti...

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Il sogno

0a notte scorso ho fatto un sogno particolare.
I sogni possono essere di vario tipo. Ci sono quelli che sono solo una specie di evacuazione della psiche, che deve scaricarsi. Poi ci sono quelli che riproducono i pathos della psiche. E infine ci sono quelli - molto più rari - che arrivano da dimensioni più sottili. Questi ultimi hanno un tono quasi profetico, anche se non sono mai pomposi. Hanno un non so che di dimesso e al contempo profondamente veritiero ed essenziale. Uno comprende di trovarsi di fronte a dei doni di conoscenza e sente il rispetto riverenziale nei confronti di quelle "voci" che, nel sogno, gli mostrano verità solitamente non comprese.

Il sogno la notte scorsa mi faceva vedere la vita di noi umani che si svolge come se fosse sotto al mare. Ovvero, mi spiego meglio, noi ci "immergiamo" in queta realtà terrena prendendo fiato prima di immergerci. Poi scendiamo e qui agiamo facendo le cose che dobbiamo fare. Piano piano la scorta di "ossigeno" diminuisce, fino a quando termina e allora torniamo su, dove finalmente possiamo nuovamente "respirare" a pieni polmoni.
Nel sogno sentivo che prima o poi mi sarebbe toccato tornare sù perché la scorta si stava svuotando...
Ma nel sogno mi veniva mostrato che, pur essendo quaggiù, le connessioni che noi creiamo con il lassù sono come una specie di "tubicino" che ci collega all'"ossigeno" che sta sù. Questo ci ricarica e ci permette di resistere meglio qui, in questa atmosfera così densa e "liquida".
Allo stesso tempo mi veniva "spiegato" che loro, da lassù, stanno cercando ora, sempre più intensamente, di trovare il modo di far pervenire più "ossigeno" a tutti noi che stiamo quaggiù.

Mi sono svegliata che stavo abbastanza bene, il sogno dopo tutto era consolatorio. Solo quell'accenno alla mia scorta non più così piena mi ha dato un po' da pensare.

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Immobilità



Le immagini dei soldati di terracotta dell'imperatore Xi'an mi hanno sempre ipnotizzato. Un amico poi mi aveva regalato un insieme di statuine che riproducevano alcuni soggetti, e io me li sono messi sulla libreria, così da osservarli spesso.
E' curioso, il guardarli non mi suscita pensieri, ragionamenti, profondità... Mi evoca semplicemente l'immobilità. Tutto dentro di me si ferma, quasi in riverenza, e sto lì a guardarli, mentre il tempo si ferma.
Sento che mi fa bene, solo che non lo capisco. Così dopo un attimo mi scuoto e riprendo il mio operato, mentre una parte di me rimane, nostalgica, a sognarli...

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Il silenzio della neve

Qui in campagna la neve è compatta e immobile. Si accumula, lentamente e inesorabilmente. Almeno per me, che avrei una settimana piena di impegni e ora me li vedo slittare sovrapponendosi a quelli previsti per dopo. Cerco di essere saggia e lascio andare la preoccupazione che fa capolino.
Sul davanzale così innevato della terrazza avevamo messo una ciotolina con briciole ben mischiate al burro. Le cince e i pettirossi erano venuti ancora più solleciti del solito. Stamane la ciotolina è sommersa sotto nuovi venti centimetri di neve. Sarà da recuperare e preparare nuovamente per gli uccellini.
Il pupazzo di neve fatto ieri è sempre lì, in mezzo al terrazzo, ma ha perso le sue connotazioni e assomiglia a un dolmen di neve. La carota del sua naso spunta come un piccolo bottoncino e il berretto blu non si vede più. C'è solo un ammasso di neve che continua a preoccupare le mice, che da ieri osservano con timore questa strana figura immobile, costantemente presente sul terrazzo.
Intanto continua a nevicare. Il silenzio qui in campagna è totale.
A Milano hanno chiuso le scuole, così dicevano le news stamane. Un amico doveva arrivare oggi, ma i mezzi sono dimezzati e si muovono ancora a fatica, per lo meno ora, che sono appena le otto e mezza. La Moratti dice di non usare l'auto e preferire i mezzi. Chissà, magari migliorerà l'agibilità, hanno messo in azioni una bella schiera di persone per liberare le strade. Staremo a vedere come prosegue la giornata.

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Cece

In questi ultimi tempi, piano piano, la coscienza si era affievolita. Uno strano buio accompagnato da un silenzio ovattato sempre più crescente si erano fatti spazio nel suo essere. Tutto stava diventando lontano lontano, la memoria affievolita, aveva fatto perdere il senso della vitalità, che comunque si stava assopendo. Il sonno aveva preso il sopravvento, e il dormire permetteva di allontanarsi dalla realtà, che intanto si spegneva.
Quanto è durato questo stato? Qualche anno, mentre tutto perdeva i suoi contorni e sfumava nell'irrealtà.
Fino a quando una svolta, inaspettata quasi. All'improvviso una linfa nuova e la vicinanza piena di calore e di vita di un altro essere che la leccava, con sollecitudine e cura. Sensazioni dimenticate quelle, che ora la risvegliavano intensamente alla nuova vita che aveva varcato. L'ìinizio di una nuova esistenza, per continuare il suo processo evolutivo: da cagnolina esuberante a chissà cosa l'Universo le avrebbe chiesto di sperimentare.

Buon viaggio Cece: sei stata il nostro "angioletto peloso", continua ora il tuo cammino. Con gratitudine e gioia ti ricordiamo!

La nostra cagnolina Cece ci ha lasciato questo pomeriggio.

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Da adesso in avanti...

Augurio_in_colori
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Rosso: energia vitale
luminiscenza: apertura dell'animo
oro: sacra abbondanza
luce: chiarezza interiore
verde: speranza nel cuore

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Parole e pensieri di significato



L'ultima volta che ho visto mia madre, un mesetto fa circa, mi ha dato una borsata di libri, che voleva eliminare dalle sue librerie, traboccanti come del resto lo sono sempre anche le mie. Abbiamo costantemente bisogno di eliminare cartacei invadenti. Lo si fa eliminando quei libri che sebbene acquistati, non ci convincono del tutto. Specie se c'è da fare posto a nuovi, che al momento ci sembrano più significativi.
Così, prima di regalare a una qualche biblioteca quella "carta", me la sono guardata. Erano libretti un po' da niente, comprati in estate quando si era in vacanza al mare e, sott0 l'ombrellone, si cercava una compagnia silenziosa.
Mi sono messa a leggerli, convinta che li avrei chiusi e poi dati via. Invece mi sono trovata coinvolta in letture simpatiche; soprattutto dal linguaggio piacevole.

Oggi comprare un libro è un azzardo. I redattori che recensiscono i testi sono dei veri e propri markettari. Lo so, ricordo bene il tempo in redazione quando mi veniva chiesto di fare contente le case editrici scrivendo buone recensioni. Un'azione che non sono mai riuscita a fare, se il libro era pessimo, nel contenuto e nella scrittura. Sì perché il contenuto deve associarsi anche a una scrittura accettabile.
Così oggi ci si ritrova recensioni eccezionali, che ti invogliano, poi compri il libro e ti chiedi come si sia potuto scrivere cose del genere, per promuovere il testo, quando niente di quel che veniva preannunziato corrisponde poi al vero.

Amo Agatha Christie. Mi distende. Così, nel leggere la recensione di una redattrice di Vogue, che a suo avviso, era l'incarnazione della Christie, me lo sono subito procurato. La lettura è stata una sorpresa continua. Sì perché non c'era nulla dello spirito arguto della cara signora dei gialli. Ma solo una serie di banalità su cui si snodava una vita senza alcun interesse. Nemmeno il presunto assassinio o previsione dello stesso.
Come questa delusione tante altre.
Entro in libreria a caccia di emozioni, ma i libri deludono. Le parole sono blande e i pensieri vuoti.

Quei vecchi libercoli mi hanno invece sorpreso. Ma allora una volta si stampava davvero roba migliore. Anche quella adatta al poco esigente pubblico estivo.
Non so se deprimermi o cosa. Ho bisogno di rifletterci.
I libri poi non li ho regalati e ho trovato un posto nelle librerie strapiene di casa.

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Testi non lineari

Sono affascinata dalle parole: mi piacciono in tutti i sensi, a livello semantico ovviamente, ma anche a livello grafico, e pure a livello occulto. Mi spiego: le parole sono i contenitori di significati, li definiscono, e quindi in un certo senso li limitano. Per cui, limitandoli a qualcosa, è ovvio che a qualche altra nuances si deve rinunciare. Così mi piace lasciare che le parole "vagheggino" dentro di me, nella costante speranza che i significati nascosti, magari tralasciati, si rivelino alla mia coscienza, provocandomi magari un'"estasi".
In questa mia fissazione ogni tanto giro per il web in cerca di stimoli in tal senso. Così sono capitata in un sito in cui si generano parole random e da qui in un altro in cui si chiede di exterminate all rational thought - ovvero di "sterminare tutti i pensieri razionali" Non male come inizio! Continuando a leggere trovo che si tratta di un programma che genera una "Dissociated Press". Cioè dei testi grammaticalmente corretti ma generati a caso, quindi senza per forza una logica. Questo dà la possibilità di trovare quindi delle risposte segrete, come se si facesse una divinazione. Se masticate l'inglese ve lo consiglio: Dadadodo.

Nella pagina trovo poi dei riferimenti alla Markov Decision. E la cosa mi intriga ancora di più.
Si possono osare delle decisioni agendo su consigli in parte casuali (random) e in parte che seguono una logica matematica? Noi siamo abituati a fare dei ragionamenti su come affrontare o realizzare dei progetti partendo dall'analisi dei fatti presenti, figli del passato. Con questo procedimento deduttivo ci spingiamo nel futuro. E così facendo retrocediamo nel futuro che per forza è legato al passato e al presente come se fosse un figlio. Un qualcosa che a me dà la sensazione di prigionia, di karma, di legacci che tengono imbrigliati, e non danno la possibilità al nuovo, all'impensato di realizzarsi.
Invece qui si parla di processo stocastico, random quasi, dove il futuro è indipendente dal passato e presente. Un senso di libertà infinito è questo! Purtroppo la mia preparazione matematica sfiora i livelli del nulla quasi, quindi non riesco a carpire i procedimenti. Capisco solo il concetto e per ora me lo faccio bastare...

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Acqua a Venezia

Non amo commentare l'attualità ma queste immagini dell'acqua alta a Venezia devono essere viste!

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Macchiaioli


Ho scoperto da poco i Macchiaioli, che mi hanno letteralmente affascinato. Forse anche più degli Impressionisti. Così l'altro giorno, in una giornata dalla luce incredibile, dove il sole si contrapponeva a un'altra parte del cielo, cupa e buia, che prometteva tempesta, ho cercato di cogliere lo spettacolo. La mia idea era di ritoccare poi il tutto per vedere se riuscivo a ricreare l'effetto provato nel guardare alcuni dipinti dei Macchiaioli. Non so se ci sono riuscita, ma mi è servito per farmi vibrare dentro quella sensazione che mi aveva così tanto smosso.

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Movimenti

Proprio quando gli impegni di lavoro mi hanno portato in giro, ha cominciato a tempestare. Gli spostamenti incalzano, e così pure gli impegni degli incontri, e il brutto tempo anche. Mi provocano una stanchezza strana, che non ha voglia di riposare però, e che mi spinge avanti, nonostante il raffreddore. Una smania quasi, di fare, andare, rimestare dentro di me, in risonanza col tempo esterno che continua a mescolarsi fra vento, pioggia e neve.
Domani vado su a Pavia e poi riparto subito per ritirarmi qualche giorno in digiuno e silenzio. E ci arrivo a questi giorni benedetti, regalati da un imprevisto, come se fossi un'assetata nel deserto, che finalmente scorge un'oasi. Dove fermarsi e lasciare che tutto questo movimento si assesti un po' dentro di me e trovi pace...

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Verso il futuro

Sono di nuovo in partenza. Ormai da un po' di tempo sono più a Parma che a Pavia. Tante cose sono cambiate e stanno via via cambiando.
Ho provato a vedere come rappresenterei ora la mia vita e me la sono raffigurata così:

Towards_my_Future
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Viva Obama

Seguo le elezioni Usa con grande coinvolgimento e passione, da sempre. Sarà per tradizione familiare, per educazione, e per contatti, ma sento la profonda corrispondenza che ho ricevuto da questa cultura, che mi si è impressa profondamente nel mio dna.
I Repubblicani non mi aggradano, ma i mandati Bush, in particolar modo, sono stati un vero e proprio peso continuo sul cuore. Ora è finita, è finita davvero e tutto sembra rischiararsi. Nonostante i passi che poi verranno fatti, che ovviamente non mi aspetto essere idilliaci su tutti i campi, c'è però nuovamente quel sentore che fa guardare agli Stati Uniti come a una speranza.
Sì, lasciatemelo dire, una speranza....

Viva_Obama!
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sono viola...

VIOLET

You surround yourself with art and music and are constantly driven to express yourself. You often daydream. You prefer honesty in your relationships and believe strongly in your personal morals.

Find out your color at QuizMeme.com!


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Vento

Oggi è stata una giornata di vento, di quello che tira giù le foglie dagli alberi e fa pensare all'autunno...
L’avvicendarsi delle stagioni climatiche accompagna il turno di quelle personali; poiché la memoria tende a radunare gli accadimenti e le persone del passato in periodi di tempo, suddividendoli, in un certo senso si ha l'impressione di aver già vissuto più vite, ciascuna col suo decorso compiuto. Anche attraverso gli oggetti il tempo consolida l’autorità che gli è data dai nostri ricordi. Finisce l’estate, ancora una volta, comincia l'autunno. Imparare dagli alberi, mi dico, fanno tesoro di ogni clima. (Da Currenti calamo)

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8

Oggi è una data particolare, ci sono tre otto (08.08.08) e se si sommano tutti quanti con l'anno per intero, per cui il 2008 e non solo le ultime cifre, di nuovo abbiamo otto (8x3 = 24 - 2+4 = 6+2 = 8). Essendo il sette più uno, mi piace davvero prendere il suo significato di inizio di una nuova era, di un nuovo tempo (vedi, in inglese: eight). In effetti ha anche una certa logica questa lettura: il glifo è quello dell'infinito che si sussegue passando da un tempo all'altro, dopo aver superato la strettoia del cambiamento. Nella Bibbia ha anche a che fare con il Signore Dio (vedi), di conseguenza la Pienezza, la Completezza, il Tutto...
Il numero otto mi ha "perseguitato", facendo quel giochetto di sommare le cifre corrispondenti alle lettere del proprio nome per intero, e se non mi sbaglio anche addizionando la data di nascita (ma non sono più sicura di questo), mi veniva fuori il numero otto che, molti anni fa, qualcuno mi aveva "sentenziato" essere il numero del ritardo, ovvero di ciò che ottieni attraverso un lento e continuo impegno...
Ora, cercando il significato di questo otto, vista la data odierna, e una serie di eventi che davvaro, per la mia vita, mi hanno fatto pensare alla fine di un ciclo, ebbene ero pronta a confrontarmi con i significati che ricordavo. Invece ho trovato davvero una consolazione. L'otto è la resurrezione, il nuovo inizio, la circoncisione (veniva fatta all'ottavo giorno!) che manifesta al mondo l'entrata in una nuova vita.
Insomma, un vero e proprio augurio e tra l'altro sincronico!

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Il foro gnomonico di Milano



Oggi ero a Milano, dovevo andare in via Sforza, per cui me ne sono rallegrata, visto che mi avrebbe dato la possibilità di passare in Duomo. Cosa non sempre possibile specie se mi trovo da tutt'altra parte. Così sono partita presto, approfittando di uno strappo che mi poteva dare mia figlia. Giù in metrò controllo veloce la via, doveva essere dalle parti della Statale, per cui potevo scendere in Duomo, entrare, e quindi proseguire a piedi verso via Larga e raggiungere via Sforza. Ma sulla cartina mi accorgo che in effetti a Milano ci sono due via Sforza: Ascanio e Francesco. La seconda vicina alla Statale appunto, la prima invece sui Navigli. Io dovevo andare nella prima. Un attimo disorientata, decido però ugualmente di scendere in Duomo e fare il mio "giro sacro" per poi andare a piedi verso i Navigli, che comunque non sono poi così distanti, una mezz'eretta a piedi.

Devo dire che con la storia dell'Expo Milano è più curata ora, e questo mi piace. Mi ha sempre addolorato vederla così sporca e trasandata, per cui oggi, che era una giornata spettacolare e calda, me la sono goduta. Specie quando si esce dalla metrò e ci si trova davanti al Duomo: bello, maestoso, anzi imponente, bianco e riccamente ghirlandato.
Entrando ho avuto la stessa impressione che mi aveva suscitato un bosco in Valvestino, dove questo mio amico mi ha portato: un tempio immobile del silenzio sacro. Lo stesso le colonne allungate e massicce del Duomo, grigie e silenziose, in questo tempio di pietra che davvero mi ha fatto respirare la stessa atmosfera di quel bosco "incantato".

Pochi lo sanno e per questo, quando arrivavano amici stranieri, li strabiliavo portandoli nel Duomo di Milano verso mezzogiorno di una giornata di sole.
Di solito è conosciuta la cattedrale di Chartres per questo, ovvero che il giorno del solstizio d'estate, se il sole splende, a mezzogiorno un raggio filtra da un foro della vetrata detta di S. Apollinare e va a colpire una pietra incastrata di sbieco e bianca, rispetto al pavimento lastricato grigio, che si trova nella navata laterale ovest del transetto sud. Tale pietra è fatta risaltare dal metallo dorato che, ovviamente, brilla col raggio di sole che lo colpisce.



Ma a Milano non c'è bisogno di aspettare il solstizio, né l'equinozio. Basta che ci sia una giornata di sole ed ecco che, ogni giorno, puntualmente, dal piccolo forellino posizionato sul tetto - il foro gnomonico appunto - appena entrati nel Duomo, in alto a destro, entra un sottilissimo raggio di sole che va a toccare la meridiana solare, posta sul pavimento a pochi metri dall'entrata. Sulla meridiana sono collocati i segni astrologici, così, osservando dove cade il raggio di sole, si vede in che costellazione ci si trova.



Mi sono così rivista tutto e appagata dal silenzio, dalle sensazioni e dalla giornata sono andata al mio appuntamento...

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Si riprende

E infine la Pasqua è passata, il mio computer nuovo è arrivato - anzi due, considerando un'ottima occasione che mi è capitata per un portatile! Così ora sto pian piano riprendendo possesso dei tasti, con il mondo di parole e pensieri che posso aprire attraverso di loro. Solo che sono poco a casa, anzi, settimana prossima non ci sono del tutto. I miei sentimenti sono misti: da un lato la voglia di gettarmi a capofitto "nel" computer, dall'altro però c'è pure il desiderio che ho pian piano maturato in queste ultime settimane, di non lasciarmi più così tanto coinvolgere dalla adorata tecnologia.

Questo dilemma a parte, ho intanto trasformato la sezione articoli in blog, così da dare al possibilità a voi Lettori di commentarmi direttamente sotto al testo. Piano piano ci inserirò tutti gli articoli, anche quelli del vecchio sito, tentando di collocarli nel tempo, ovvero con le date del momento in cui per la prima volta li ho messi sul web. Un lavorone anche questo!

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Il Risveglio

Avrei voluto avere il tempo di creare un post di augurio per il Risveglio... invece non ne ho la possibilità - sempre senza computer e anche senza la necessaria tranquillità, visto che sono tutti a casa, e il via vai mi distrae.
Quindi lascio questo messaggio di buon inizio per un nuovo ciclo della vostra esistenza e vi invito a visitare un sito che amo molto: Gratefulness

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Il troppo

Ho sempre creduto nella condivisione e il mio sito ne era la prova vivente.
Ora ho deciso di togliere tutto ciò che vi avevo inserito nel passato: sia l'indice al vecchio sito, sia tutti i pdf che lo arricchivano.
Incomincio a credere che sia meglio dare poco e pure en passant, come potrei, per esempio, qui nel blog, dove, di volta in volta offro degli accenni.
In effetti la prima regola dell'adepto spirituale era la ricerca, e anche per questo le materie più sublimi dovevano essere esoteriche.
Così ho deciso di rendere più leggero il mio sito anche in questo.

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A casa

Adesso che ho imparato come collegare i blog al sito madre di Evoluzioni, sto riportando qui i vari blog che avevo sparsi in giro, dove raccoglievo le diverse informazioni.
Ho sempre pensato che il blog ha una struttura più snella e dinamica, di conseguenza ottima per depositarci le informizioni da raccogliere. Non sapevo però come abbinarli al sito e così erano stati creati nelle varie piattaforme che sperimentavo.
Ora, il riportarli qui, mi dà l'impressione di radunarli a casa, ed è una bella sensazione!

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L'impazienza

Voglio fare un articolo sulla preghiera. Ne avevo già fatto uno su come la preghiera, in alcuni casi, riesca a guarire e in quali casi lo fa (nel vecchio sito: La preghiera cura?). Ora desidero approfondire la preghiera in quanto tale.
Come sempre è da un po' che ci penso, anche perché la considero davvero una grande risorsa per l'essere umano, sia che si tratti di quella cristiana, sia che invece ci si dedichi ad altri tipi di preghiera. In modo particolare mi sto sempre rendendo più conto di come questa risponda al male oscuro dell'accidia, che appesta i nostri animi, rendendoci così faticosa la vita.
E come sempre mi viene l'impazienza di buttare giù le informazioni, così da averle belle chiare davanti a me. Invece no. So che non devo farlo, ma devo semplicemente lasciarle muovere dentro di me, sia le mie esperienze, sia le diverse informazioni che sto raccogliendo in proposito. Infatti, è solo così che poi il tutto riesce a manifestarsi con grande chiarezza e mio sollievo, che finalmente "partorisco" la questione.
Il mio unico problema è il disagio che mi procura questo travaglio, dove non posso fare altro che lasciar muovere dentro di me tutto l'insieme di mie considerazioni e e i confronti che faccio con quanto studio. Ma è così, rientra nel gioco di chi crea, con le parole o con altro.
Ora sono appunto in questo tipo di momento, dove l'impazienza morde il freno e mi rende irrequieta, mentre io la devo cercare di addomesticare.

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Fare la propria parte

Una volta l'attrice Meg Ryan, in una brillante commedia, che purtroppo non mi ricordo più quale - scusate l'imprecisione -, nel suo personaggio parlava con l'interlocutore a proposito della sua vita ineccepibile, affermando che, tra l'altro, stava facendo tutto quello che si poteva aspettare da lei per contribuire al benessere del paese.
Una frase del genere da noi sarebbe impossibile, noi non abbiamo la concezione del fare per il bene del gruppo, mentre negli Usa sì. Non per nulla tutti gli aggregatori sono nati da loro, il blog, tanto per fare un esempio. Uno spazio dove nessuno paga niente e ha gratis una vetrina da condividere. La condivisione è un'istanza molto importante in quel paese.

La domanda principale è: cosa posso offrire alla comunità perché abbia un vantaggio dalla mia presenza?
Anche nell'esoterismo è importante fare la propria parte. Il cosiddetto servizio non è quello che spesso gli italiani, così bravi nelle opere di carità, interpretano. Sì, può anche essere dell'attività caritatevole, ma non solo. Si condivide, ovvero si offre alla comunità, il frutto dei propri talenti, una parte per lo meno. La cosiddetta decima, se vogliamo riferirci alle parole bibliche.

Tante persone che mi contattano e conoscono mi ringraziano per mettere a disposizione di tutti qui sul sito così tante conoscenze, a gratis. Diciamo che in questo modo faccio la mia parte, contribuisco alla comunità con il frutto dei miei talenti e sono contenta che questo faccia piacere. Ma che soprattutto stimoli la crescita personale.

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La rivolta degli oggetti



Mi aveva molto colpito quando lo lessi. Jung affermava che gli oggetti ci scivolano via di mano, o non li troviamo, o si rompono, quando noi non siamo presenti con tutta la nostra coscienza, quando siamo da qualche altra parte. Ovvero, il nostro inconscio ha bisogno di energia e tempo per elaborare quello su cui è impegnato. Così la nostra ttenzione al quotidiano diminuisce e gli oggetti, appunto, si rivoltano.

E' sempre quello che penso quando allora mi capita, non certo quando è qualcosina, ma quando invece la "rivolta" si ripete. Così ora, che da ieri devo usare lo scanner per copiare delle pagine da inserire nel sito e questo non funziona, si ostina a darmi avvisi strani, mi chiedo cosa mai il mio inconscio sia in elaborazione da avere bisogno di così tanta "ram"?!

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