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GLI ARTICOLI DI EVOLUZIONI

benessere psicofisico, conoscenze mistico-esoteriche, psicologia, pensiero evolutivo quantistico

Migliorare la propria realtà

Ogni pensiero spirituale, come pure gli insegnamenti esoterici, sostengono che la realtà è il risultato della nostra maniera di essere, di sentire. Questa nostra intima essenza crea dei vortici energetici sottili che richiamano nella materia i risultati corrispondenti. È il potere delle cosiddette “forme pensiero”. Il continuo, costante, pensiero realizza come può nella materia l’oggetto dell’intima convinzione.
Tanto per fare un esempio concreto riporto l’esperienza di Alexandra David Neal, viaggiatrice francese appassionata del Tibet (vedi Mistici e Maghi del Tibet, Astrolabio 1949), che racconta come lei stessa ebbe modo di appurare la veridicità di tale concetto esoterico.

Secondo le regole apprese dai monaci tibetani pensò dunque di realizzare un Tulpa che le facesse da commensale e riempisse un po’ la solitudine del suo eremitaggio. È credenza in Tibet che la concentrazione fissa e costante su di un pensiero “coaguli” nella forma quelle immagini mentali fino a creare delle vere e proprie forme visibili ai più e con una personalità che, nel tempo, diventa una loro propria, data dall’idea iniziale e fissa che li ha concepiti. Queste creazioni sono conosciute col nome di Tulpa.

La Neal trovò nella figura di un gioviale monaco il modello ideale che poteva contenere le sue raffigurazioni mentali, poi continuò indefessamente a visualizzarlo, sempre più chiaro nei particolari e nell’immagine, finché, dopo alcuni mesi, il brav’uomo era bello che formato. A poco a poco il Tulpa si fissò sempre di più nella realtà e divenne una specie di compagnia costante che appariva anche senza essere visualizzato. I pastori che le andavano a portare il latte lo credevano un monaco vero in carne e ossa! Poiché la David Neal stava passando un periodo in cui soffriva particolarmente quella solitudine, la compagnia, anche se muta di quella presenza, sembrava rincuorarla. Tuttavia, col passare del tempo, la cosa cominciò a infastidirla - anche perché la presenza sembrava sempre più determinata a esistere, quasi fosse mossa da volontà propria. La David Neal si accorse dunque quanto fosse divenuto difficile far svanire quella presenza, ormai indesiderata, della sua proiezione mentale!

I pensieri, dunque, che noi così spesso abbiamo senza alcun controllo, sono di fondamentale importanza nella nostra vita. Essi rivelano le nostre convinzioni più profonde nei confronti della realtà. Tale intima convinzione si materializza nel tempo nella materia. Questi postulati non sono più solamente indicazioni che ci derivano dai pensieri mistico-spirituali, bensì vengono oggi supportati dalle scoperte della nuova fisica. Questa ha dimostrato che è ciò su cui si focalizza l’osservatore a determinare il “precipitare” nella materia di quanto si sta ricercando. Ovvero il desiderio, ma anche la semplice concentrazione su un determinato aspetto fa sì che questo si materializzi nella realtà studiata.
Che lo stato interiore abbia un suo potere lo ha pure rilevato lo studioso giapponese Masaru Emoto che ha fotografato i cristalli di acqua congelata, precedentemente sottoposti a l pensiero focalizzato di concetti come “amore”, “odio”, “bontà”, “fratellanza”, “morte”, “distruzione” ma anche pensieri che raffiguravano individui quali Hitler, Madre Teresa di Calcutta… Il risultato ha evidenziato come i pensieri positivi generassero cristalli armonici e piacevoli, mentre quelli negativi producevano cristallizzazioni disarmoniche.

Tuttavia è pure indispensabile aiutarsi a mantenere uno stato interiore ottimale imparando a scegliere i giusti pensieri.
"È il nostro cervello la fonte della nostra forza e del nostro futuro, a condizione di usarlo nel modo corretto. Dobbiamo discernere cosa generano i nostri stati mentali e usare la nostra intelligenza per scegliere con saggezza quelli da adottare. Per cambiare e imparare ad affrontare ogni sorta di emozioni è fondamentale analizzare quali pensieri sono utili, costruttivi e benefici – l’atteggiamento mentale è importante." (Dalai Lama)


Se un pensiero distruttivo ci attanaglia noi continuiamo a indirizzare energia a tale situazione negativa. Inoltre ci verrà spontaneo condividere la nostra apprensione con gli altri che a loro volta contribuiranno a partecipare energeticamente a tale pensiero.

Invece, se qualcosa di spiacevole accade e poi lo allontaniamo dalla nostra mente, questo non mette radici in noi diramandosi come un cancro! È successo, ma poi lo lasciamo andare occupandoci di guardare avanti e senza lasciarci intossicare dai suoi acidi. Importante è focalizzarsi su una nuova idea più propositiva, abbandonando la sensazione negativa alle spalle, rifiutandoci di darle spazio nei nostri pensieri.
In altre parole si deve fare attenzione a intervenire immediatamente sostituendo il negativo con un’immagine migliore, sempre però attinente alla realtà dei fatti (non ci si può discostare molto dal reale, altrimenti il nostro inconscio non lo reputa possibile e quindi non lo metabolizza!).
In questo modo, poco alla volta ci abitueremo a trasformare il circolo vizioso dei pensieri negativi in uno virtuoso!

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Il sorriso del corpo

Gli uomini hanno lasciato che il corpo tacesse e parlano solo con la bocca! Così afferma lo scrittore greco Nikos Kazantzakis attraverso il suo personaggio Zorba.
Infatti persino lo sport, disciplina atta a sviluppare il corpo, non è però una disciplina che lo lascia esprimere. Fino al 1800 le attività fisiche erano considerate giochi popolari. Furono l’inglese Thomas Arnold (1795-1842) e lo svedese Per Henrik Ling (1776 – 1839) a studiare i movimenti fisici e a mettere le radici di quella che poi sarebbe divenuta ciò che oggi chiamiamo ginnastica. Che però si è rivelata una tecnica per disciplinare il corpo, farlo rendere, essere competitivo… Accanto a queste idee sulla ginnastica si sono al contempo sviluppati degli studi per comprendere la forza espressiva insita nel corpo. Per esempio fu il tedesco Rudolph Bode che nel 1881 diede alla ginnastica una svolta decisiva. “A partire dal centro di gravità, cioè da bacino, il movimento si propaga come un’onda verso le estremità. I movimenti isolati sono un’eresia!” A Bode seguirono altri, quali Heinrich Medau, un altro tedesco, all’inizio suo allievo; poi la finlandese Hilma Jalkanen, che può essere considerata una pioniera della cosiddetta “ginnastica dolce£; oppure il russo Constantin Stanislavski; e lo svizzero Jacques Dalcroze.

A questi loro studi sul corpo e sull’armonia dell’energia espressa attraverso il movimento si possono associare le osservazioni di un austriaco, emigrato negli Stati Uniti: Wilhelm Reich che morì nelle prigioni Usa come ciarlatano a causa delle sue ricerche! All’inizio fu alunno e quindi stretto collaboratore di Freud, poi come Jung e Adler, se ne distanziò. Infatti non era convinto dell’efficacia dell’approccio psicoanalitico. Reich aveva notato che l’espressione inibita di un’emozione si àncora nel corpo. Nei corpi delle persone si forma una specie di armatura difensiva, una corazza caratteriale, entro la quale vengono trattenute le pulsioni inespresse.
C’è una specie di energia, che lui definì orgonica, che circola nei nostri corpi ed è in stretta connessione con l’energia universale da cui trae nutrimento e forza. Quando si inibisce la funzione orgastica espressa da questa energia si formano appunto quelle corazze che la inibiscono, impedendole di fluire liberamente. Il corpo diventa così l’espressione di ciò che è avvenuto nella sua interiorità, è il libro della memoria. Si possono identificare i conflitti di un individuo guardandone il corpo, studiandone il portamento e i gesti. In altre parole il linguaggio del corpo è l’interfaccia della psiche e non può essere sciolto con le parole e la consapevolezza da sole. È come rivolgersi in francese a uno che parla lo spagnolo, forse qualcosa si capirà ma la vera comprensione e apertura non può avvenire. Il corpo necessita quindi di un approccio diverso. Bisogna comprendere i blocchi che lo hanno corazzato e quindi lavorare su questi, in modo specifico, per andare a sciogliere le profonde memorie rapprese che ci fanno perdere il nostro corpo: ovvero il primo e unico mezzo attraverso cui noi possiamo attingere l’energia vitale dall’universo. Se nell’acqua dell’organismo stanno immagazzinate le memorie del nostro libro della vita, ciò che però crea il contenitore che le custodisce e le fa poi stagnare sono gli irrigidimenti muscolari delle corazze!

Fu l’americano Alexander Lowen a portare poi avanti, e con riconoscimenti, il discorso iniziato da Reich, mettendo a punto una tecnica conosciuta come Bioenergia. Elaborò infatti tutta una serie di esercizi atti a sbloccare le corazze. Ma accanto a lui anche diversi altri hanno affrontato la problematica, ricordiamo l’israeliano Moshe Feldenkrais, o la francese Françoise Mézières la cui opera divenne famosa anche in Italia una trentina di anni fa attraverso gli scritti e le tecniche poi elaborate da Thérèse Bertherat con l’Antiginnastica; l’americana Ellé Foster e altri ancora. Il principio fondamentale su cui tutti hanno lavorato è quello che dà la priorità alla schiena cercando di rilassare e quindi allungare i muscoli posteriori che di solito, attraverso lo stress degli eccessi a cui siamo continuamente sottoposti per essere efficienti, o anche a causa delle corazze sviluppate, risultano tesi e accorciati. Un altro principio fondamentale è la lentezza dei movimenti, così che si possa essere nel corpo e percepire le sue corazze che, piano piano, attraverso le nuove sollecitazioni salutari, si vanno a raggiungere. Ovviamente, accanto a queste due attenzioni, c’è poi quella da rivolgere alla respirazione!

Un esercizio facilissimo è quello della marionetta. Proprio come un burattino non utilizzato che è appeso al chiodo, si devono cercare di far cadere, gentilmente e senza sforzo, la testa in avanti, assieme alle spalle, lasciando che le braccia penzolino liberamente accanto al corpo. Si sposta poi la testa verso un lato del corpo cercando di comportarsi come se la cassa toracica fosse una fisarmonica da spingere in giù, di lato, assieme alla testa a penzoloni, mentre le braccia seguono semplicemente la rilassatezza del movimento. Poi si passa all’altro lato, premendo la “fisarmonica” della cassa toracica dolcemente verso il basso dell’altro fianco.
Dieci minuti al giorno quotidianamente aiutano in modo incredibile a liberare la schiena. Si può poi approfondire il lavoro utilizzando una pallina da baseball – o da tennis, che è leggermente più piccola, nel caso non se ne abbia una a disposizione. Basta sdraiarsi sulla pallina e lasciare che questa massaggi i punti tesi della schiena attraverso il peso del corpo.

È chiaro, questo lavoro è solo un inizio e un semplice spunto per iniziare da soli a sciogliere le tensioni accumulate nel corpo. Ma è comunque già utile per distendere quelle parti che il tempo ha piano piano corazzato.
Il corpo racchiude in sé la capacità di rigenerarsi, se, ovviamente, gliene si dà la possibilità. Inoltre il corpo non mente mai, mentre le parole, con cui troppo spesso celiamo a noi stessi la realtà, sono un’evidenza riconosciuta.
A volte diciamo sì a parole mentre tutto il corpo grida no, eppure non lo sentiamo, ci siamo abituati a non ascoltare il suo richiamo e così ci devastiamo, inneggiando a pretesti moraleggianti dietro a cui nascondere la frustrazione. Wilhelm Reich definisce “emozionalmente appestato” chi è succube delle corazze emozionali. Nel suo “Analisi del carattere così spiega:
“Un tratto essenziale della reazione della peste emozionale sta nel fatto che l'azione e la motivazione dell'azione non coincidono mai. Il vero motivo è nascosto, e l'azione viene giustifica con un motivo apparente. Nella reazione caratteriale naturalmente sana il motivo, l'azione e la meta coincidono organicamente; non vi è nulla di dissimulato. Essa è immediatamente comprensibile. Per esempio: l'individuo sano non ha altre motivazioni dei suoi atti sessuali se non il suo naturale bisogno di amore e come meta il suo soddisfacimento.
L'appestato emozionale ascetico invece motiva la sua debolezza sessuale in modo secondario adducendo ragioni etiche. Questa motivazione non ha nulla a che fare con il modo di vivere. Il modo di vivere dell'asceta che nega la vita esiste prima della sua motivazione.
L'individuo sano non cercherà mai di imporre a nessuno il suo modo di vivere, ma egli guarirà e aiuterà se gli si chiederà aiuto e se sarà in grado di darlo. In nessun caso un individuo sano decreterà che tutti gli uomini 'devono essere sani'. In primo luogo una simile imposizione non sarebbe razionale perché non si può imporre la salute; in secondo luogo l'individuo sano non ha alcun motivo di imporre il suo modo di vivere agli altri poiché le sue ragioni riguardano il suo modo di vivere e non quello degli estranei.

L'appestato emozionale si differenzia dall'individuo sano per il fatto che pretende che la realizzazione delle sue esigenze di vita non sia compiuta da lui stesso, ma soprattutto dal mondo che lo circonda. Nei casi in cui l'individuo sano consiglia e aiuta, nei casi in cui egli precede gli altri con le proprie esperienze lasciando agli altri la facoltà di decidere se lo vogliono prendere come esempio o meno, l'appestato invece imporre agli altri il suo modo di vivere ricorrendo alla violenza.
Gli appestati non sopportano i pareri altrui che minacciano le loro armature o che smascherano i loro motivi irrazionali. L'individuo sano è solo felice quando sente parlare dei motivi delle sue azioni. L'appestato invece s'infuria violentemente.
L'individuo sano, in tutti quei casi in cui altre concezioni di vita disturbano la vita e il lavoro, lotta razionalmente per la conservazione del suo modo di vivere. L'appestato lotta contro gli altri modi di vivere anche quando non lo riguardano affatto. Il motivo della sua lotta è la provocazione rappresentata dagli altri modi di vivere, per il semplice fatto che esistono. L'energia che alimenta le reazioni della peste emozionale scaturisce regolarmente dalla fame di piacere non soddisfatto, sia che si tratti di fatti sadici di guerra o della diffamazione degli amici. (…)
Vediamo subito che la peste infuria proprio nei campi vitali più importanti: il misticismo nella sua forma distruttiva; la mania passiva e attiva di autorità; il moralismo; le biopatie del sistema del nervo vitale; il politicantismo partitico; la peste familiare che ho definito con il termine di ‘familitis’; le misure educative sadiche, la sopportazione masochista di simili misure educative oppure la ribellione criminale contro di esse; il pettegolezzo e la diffamazione; il burocratismo autoritario; l'ideologia imperialista della guerra; tutto ciò che si intende col termine americano di ‘racket’; l'asocialità criminale; la pornografia; l'usura; l'odio razziale. Vediamo che il campo della peste emozionale coincide pressappoco con il vasto campo dei mali sociali che sono stati combattuti da tutti i movimenti per la libertà sociale.”


Il corpo, così bistrattato, piange e lo si vede. Se riuscissimo a recuperare, piano piano e con delicatezza il suo sorriso, prima che sia troppo avanti la degenerazione, saremo in grado di recuperare la nostra vita e il significato che attende di essere realizzato. Dobbiamo rientrare in possesso dell’antica amicizia col nostro corpo, quella relazione spontanea insita nella bellezza della vita nel suo sano manifestarsi, al di là di tutti gli “ismi”: moralismi, ideologismi, … È nella vita quotidiana che lo Spirito ci parla: vogliamo imparare ad ascoltarlo?.

“Essere nuovi come la luce a ogni alba come il volo degli uccelli e le gocce di rugiada: come il volto dell’uomo come gli occhi dei fanciulli come l’acqua delle fonti: vedere la creazione emergere dalla notte!
Non vi sono fatti precedenti: non parlate di millenni o di giorni o di altri millenni. Né creatura alcuna correrà il rischio di essere sazia: principio altro principio genera in vite irripetibili come le primavere.
Io debbo essere un segno mai visto ipostasi del non visto prima, goccia consapevole o perla della notte, il lucente attimo d’Iddio che per me solamente così si riveli e si comunichi.
Unico male l’abitudine e la scelta tragica: discorrere invece che intuire. E la mente si popola di idoli e il cuore è un deserto lunare: solo la Meraviglia ci potrà salvare aprendo il varco verso la Sostanza.” (David Maria Turoldo, Il dramma è Dio)


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Il giusto peso

Gli alimenti con cui oggi ci nutriamo sono deleteri per la nostra salute. Troppo ricchi, troppo pesanti, troppo raffinati e industriali. Ma perché tutto ciò è così importante?
Il nostro organismo, per funzionare bene e utilizzare al meglio i propri organi, dovrebbe poter estrarre dal cibo gli elementi nutrizionali necessari alla vita.
Questi sono l'energia, ovvero lo zucchero - per cui gli amidi - come pasta, riso, pane e tutto ciò che contiene lo zucchero, come i dolci; le vitamine e i minerali, ovvero gli alimenti vitalizzanti - che sono i proodotti freschi della terra, quali la frutta, la verdura, i cereali che, in teoria, dovrebbero contenere gli elementi vitali; le proteine, che sono gli alimenti cosiddetti costruttivi, in quanto servono a costruire o riparare il nostro organismo - carne, pesce, uova, latticini, leguminose, alcuni tipi di cereali, specie se abbinati alle leguminose; i lipidi, ovvero gli alimenti riscaldanti (ma anche emulsionanti per le cellule!) - per cui i grassi di origine animale - come burro, panna, lardo, strutto - e quelli vegetali. Questi ultimi sono da preferire agli altri per non aumentare di troppo il colesterolo nel sangue.

Oggi ci cibiamo di alimenti totalmente squilibrati, che contengono troppa energia immediata, troppi elementi riscaldanti e costruttivi, mentre hanno pochissimi o niente elementi vitali.

Se assumiamo alimenti raffinati, oltre al discorso delle farine morte, a causa dell'estrema lavorazione a cui sono state sottoposte, dobbiamo poi confrontarci con il fatto che sono molto grassi (vengono poi utilizzati grassi in genere non sani!) e che l'energia messa a disposizione è immadiata. Mi spiego. Questi prodotti raffinati possono essere equiparati allo zucchero puro, sia per le farine bianche, sia per lo zucchero vero e proprio che contengono. Il nostro corpo, per estrapolare gli elementi energetici, deve investire pochissima fatica, in quanto l'apporto d'energia è immediato, è già tutto pronto per l'immediata assimilazione. Cosa significa questo? Che tutta quell'ammasso di energia immediata, di cui ovviamente non abbiamo bisogno in tale quantità, vista la vita sedentaria che conduciamo, viene immediatamente immagazzinato nei depositi di grasso.
Questo fatto non sarebbe così "grave" se il nostro corpo fosse altrettanto veloce poi nell'utilizzo delle riserve di grasso. Purtroppo non è così. Se i ricercatori avessero capito come fare a stimolare questo processo inverso non ci sarebbe il problema dell'obesità, che invece persiste! Certo, ci sono corpi che bruciano in fretta ma questi, in genere, non soffrono di grassezza!

Se quindi si assumono prodotti integrali - ovviamente sempre con marchio del biologico il corpo per estrarre gli elementi energetici ci impiega più tempo e fatica. Questo fa sì che non venga sommerso da energia immediatamente pronta, ma lungo il tempo del processo già consumerà energia, inoltre, quando infine avrà preparato l'energia ottenuta dagli elementi in modo tale che potrà essere assimilata, l'organismo ne avrà probabilmente bisogno e non dovrà quindi riporla nei depositi.
Un altro accorgimento è quello di non mangiare troppa roba in una volta, ma diluire gli alimenti in diversi piccoli pasti. In modo da non sovraccaricare l'organismo con una quantità eccessiva che lo obbligherebbe a ritirare nei depositi tutto quello che al momento non riesce a elaborare.

Lo stesso discorso vale per i grassi. Ovvero non si deve sovraccaricare l'organismo con quantità non necessarie e poco salubri di grassi. I lipidi da preferire sono gli oli spremuti a freddo extra vergini, e il burro. Entrambi consumati crudi, o appena appena riscaldati. Il burro non è da eliminare perché il nostro organismo necessita di questa sostanza, per la bellezza ed elasticità della pelle, ma anche per nutrire le cellule. Nè si deve optare per la margarina, che è un grasso totalmente morto. Si faccia in modo di assumere ogni giorno una nocciolina di burro crudo, ne trarremo un vantaggio salutare! Per la quantità d'olio - extra vergine - è invece meglio prendere come misura quella di un cucchiao a pasto.

Quando si segue una buona dieta salutare, il corpo, piano piano (ci vuole però molta pazienza per ripristinare la giusta funzionalità dell'organismo, prendetevi mesi e poi seguite sempre la giusta dieta!) comincia a dimagrire. I principali combustibili del corpo sono i carboidrati in primis, in seguito i grassi, e quindi le proteine proteine. Non bisogna mai arrivare al punto di attingere alle proteine, in quanto l'organismo in questo caso è un po' come se "mangiasse" se stesso! Ed è questo il pericolo a cui si può arrivare se si seguono diete indicate solo per dimagrire. Mentre invece non accade se si seguono diete salutari, che devono divenire un'abitudine di vita e non solo la cura di un periodo!

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Perché integrare è necessario

Che l’alimentazione influenzi il nostro stato è un concetto antichissimo, Ippocrate affermava: “che il cibo sia la tua medicina”, indicando appunto negli alimenti il potere curativo che essi posseggono.

Il filosofo e scrittore francese Ippolito Taine, teorico del positivismo, nel 1850 sosteneva che noi, come qualsiasi prodotto dell’attività umana, siamo il risultato dell’ambiente in cui viviamo e dello stato in cui si trova il nostro organismo.

Un altro grande scrittore, più vicino alla nostra epoca, il tedesco Thomas Mann, in una sua lettera a una sua amica newyorkese, constatava proprio come noi siamo il risultato della nostra chimica interna, cioè il nostro umore e, di conseguenza, ciò che facciamo, derivi dallo stato in cui si trova il nostro organismo.

Se il nostro organismo sta bene, noi riusciamo con maggiore facilità a sostenere l’attrito con la vita. Attrito perché, anche in situazioni tranquille, la vita, comunque, ci consuma. Il solo fatto di vivere consuma energia, anche se stessimo sempre a riposo, il nostro organismo, per funzionare, consuma energia.

Ma torniamo allo stato del nostro organismo, come noi tutti sappiamo, per funzionare bene abbiamo bisogno di diversi elementi, come l’aria, l’acqua e il cibo. Oggi, ci troviamo di fronte al fatto che queste 3 nostre principali risorse di elementi vitali sono inquinate!

In Europa siamo il paese che utilizza più pesticidi! Dai controlli effettuati, in 2 prodotti su 3 si rileva la presenza di pesticidi e, sebbene, ognuno di questi – preso singolarmente – sia sempre o quasi nel limite permesso (1% è superiore!), ciò di cui non si tiene conto è che l’insieme dei singoli pesticidi presenti diventa un cocktail quantitativamente inquietante e la cui mistura, secondo alcuni studi iniziati, potrebbe rivelarsi estremamente nociva.

La presenza di pesticidi e di sostanze inquinanti nell’aria e nei terreni determina un impoverimento di sostanze nutrizionali nei prodotti della terra, in quanto queste vengono utilizzate per "difendersi" da queste sostanze tossiche. Di conseguenza, i prodotti che noi assumiamo sono carenti di elementi nutrizionali – anche cibandoci di prodotti biologici, che pur rappresenta un vantaggio, non riusciamo però a eliminare l’effetto dell’impoverimento dei terreni e quello dell’aria inquinata sul prodotto!

Chi sostiene che una buona alimentazione è in grado di sopperire a tutti i nostri bisogni nutrizionali, si riferisce a una situazione che un volta, probabilmente, era così, ma non tiene conto di quanto oggi la situazione sia cambiata!

Come ampiamente dimostrato - da chi, ovviamente, vuol vedere, - il nostro cibo si è notevolmente impoverito! Oltre a questo fondamentale disagio, per il nostro organismo si aggiunge pure il fatto che la stessa "guerra" fatta dai prodotti della terra nei confronti degli attacchi delle sostanze tossiche, la dobbiamo fare pure noi. Anche noi viviamo in ambienti inquinati e il nostro corpo, per difendersi, deve impiegare gli elementi nutrizionali a sua disposizione per cercare di eliminare questa presenza altamente nociva.

Facciamo un piccolo esempio, prendiamo le funzioni della vitamina C, o acido ascorbico. La sua funzione è quella di rinforzare gli anticorpi, viene infatti considerata l’antibiotico naturale per eccellenza, in quanto distrugge le sostanze tossiche, siano esse anche rappresentate da virus o batteri. Eliminando ciò che attacca il nostro organismo, questo si sente più vitale, si mantiene giovane più a lungo, reagisce meglio alle situazioni di stress perché ha più energia a disposizione.

Le tabelle RDA , quelle cui solitamente i medici fanno riferimento per trovare i quantitativi medi necessari, indicano in ca. 60 mg. il quantitativo giornaliero di vitamina C.
A parte il fatto, che bisognerebbe sempre sottolineare, che queste tabelle fanno innanzitutto una media – che, ovviamente è variabile da caso a caso - ma, come esse stesse indicano, sono i quantitativi necessari a un individuo sano, che sta bene nel vero senso del termine! Per cui già questo fa vedere la limitatezza della tabella, o meglio, il medico dovrebbe solo usarla come termine di paragone, da cui poi fare lui una valutazione più corretta delle esigenze del suo paziente!
Dunque, dicevamo, 60 mg. è il quantitativo solitamente consigliato dai medici, che indicano in un bel bicchiere di spremuta d’arancia la soluzione a questa necessità fisiologica.

• Una sigaretta consuma ca. 50 mg. di vitamina C…

Se una sigaretta fa così tanto, quanto più dannosi saranno i gas tossici presenti nell’aria e nel cibo, o le onde elettromagnetiche - di cui se ne parla troppo poco, perché sarebbero la rovina di troppe industrie…
L’inquinamento ci avvelena togliendoci l’energia vitale necessaria a vivere bene.

All’inquinamento si aggiunge un altro fattore di impoverimento dalle sostanze nutrizionali: lo stress. Il ricercatore Hans Seyle, famoso per i suoi studi sullo stress, ha chiaramente indicato come lo stress indebolisce il nostro sistema immunitario, rendendoci più deboli e vulnerabili agli attacchi nocivi esterni.

Oltre alla già citata vitamina C, l’antifatica per eccellenza, un altro gruppo di vitamine necessarie a combattere lo stress sono quelle della B. Queste trasformano il cibo in energia, per cui, dato che lo stress consuma energia, abbiamo bisogno di riceverla dal cibo, tuttavia il cibo non viene giustamente trasformato in energia se le vitamine del gruppo B non sono quantitativamente presenti, quindi noi non riusciamo a gestire le situazioni stressanti, diventiamo così ancora più stressati e bisognosi di ulteriore energia… finché questa spossatezza interiore, nel tempo, si conclama in disordini più seri fino a diventare vere e proprie patologie, che probabilmente, "esploderanno" negli organi più deboli.

Quanti di noi sono andati dal medico per lamentarsi di stanchezza generale, mal di testa occasionali, umore instabile, per non parlare del bisogno, spesso irrefrenabile, di mangiucchiare! Questi malesseri vari, sono i classici sintomi che nel nostro organismo non sono presenti le sostanze nutrizionali necessarie a fronteggiare il furto continuo che subiamo attraverso l’inquinamento da un lato, e lo stress a cui sottoponiamo il nostro organismo impoverito.

Il medico, nella maggior parte dei casi consiglia il piccolo antidepressivo, che quieta il paziente, rendendolo più mansueto nei confronti della sua triste sorte! A volte, invece, nel caso che è più "aggiornato", parla di intolleranze alimentari e inizia così una penosa lista di alimenti assolutamente da evitare (non sa che queste cosiddette intolleranze sono spesso il risultato delle carenze nutrizionali, che impediscono un normale assorbimento del cibo!).

Il medico purtroppo, plagiato dal massiccio influenzamento (anche a suon di costosissimi regali!), delle case farmaceutiche, non sa, o ha dimenticato, che basterebbe controllare l’alimentazione del paziente, dando semplici consigli, fattibili in ogni circostanza, e a ciò abbinare una buona integrazione, rimettendo così in sesto il povero cristo che gli sta davanti.
Ma se noi stiamo bene, non rappresentiamo più un affare per le case farmaceutiche, che vogliono "prendersi cura di noi"!

Inoltre, un nuovo fattore si aggiunge a questa situazione già così spiacevole. Le case farmaceutiche, rendendosi conto che oggi l’integrazione va di moda, hanno creato degli integratori di facile acquisto, pubblicizzate in modo massiccio, così che l’individuo, avendo sentito parlare dei benefici dell’integrazione va in farmacia e li compera.
Il problema è che questi integratori fanno poco o niente, se non quando fanno addirittura male.

Ogni tanto leggiamo che la ricerca scientifica ha appurato come la supplementazione con sostanze nutrizionali faccia molto bene all’organismo. Altre volte leggiamo invece che la ricerca ha appurato come l’integrazione, nel tempo, si rivela dannosa. Chi ha ragione? Entrambi!

Spieghiamoci: ci sono alcune vitamine (quelle liposolubili, in particolare la E) la cui catena chimica differisce se queste non sono di estrazione naturale ma di sintesi, l’organismo, di fronte a tali vitamine non le riconosce come "amiche" e non le assimila bene (si calcola una differenza del 50%!). Inoltre, proprio a causa di questa diversa catena chimica, queste sostanze di sintesi interagiscono malamente col metabolismo così che, nel tempo e con una assunzione costante di forti dosi, il fastidio provocato all’organismo si manifesta in disagi e poi in patologie (solitamente, sono gli organi più deboli ad andarci di mezzo).

Oltre a ciò si aggiunge il fatto che, in genere, in questi prodotti vengono introdotti eccipienti e altre sostanze per determinare gusto e forma migliore, che sono notoriamente nocivi.

L’ultimo fattore di danno è che, le sostanze nutrizionali per essere veramente attive, devono essere presenti in quantitativi sinergici, in quanto vitamine e minerali lavorano sempre e solo in gruppo. Il calcio, per fare un esempio, deve sempre essere il doppio del magnesio, altrimenti non viene assimilato, quel calcio non assimilato si va a depositare nei tessuti molli, creando così dei futuri calcoli!!!
Allora cosa fare? Di quali prodotti fidarsi, ma, soprattutto, esistono prodotti di cui fidarsi?

Ci sono delle ottime case che producono prodotti di integrazione, su cui non fanno pubblicità perché la situazione in Italia è disastrosa. Non siamo un paese come l'Inghilterra o l'Olanda o la Germania, in cui l'integrazione è considerata necessaria ormai da moltissimo tempo, e di conseguenza sono garantiti buoni prodotti. Da noi si tenta di limitarne l'acquisto obbligando il paziente a prescrizione medica, che ovviamente non avviene, visto che il medico, o il farmacista, considera la supplementazione pressocché inutile!
Ecco perché le buone case non faranno mai pubblicità. Anzi, chi si promuove si rivela spesso essere un'azienda dal prodotto scarso valore nutrizionale.
Ad ogni modo consigliabili sono la Solgar di Padova, la Long Life di vicino Milano, e Nature's Plus distribuito da Strega di Roma.

Alla mia pagina web di Evoluzioni trovate il mio contatto dove potete scrivermi per saperne di più, anche perché i due libri da me pubblicati con lo pseudonimo di Marina Alessandra Ricci con la Meb: Gli integratori alimentari ortomolecolari, e con Xenia: Guida agli integratori alimentari, non sono più disponibili.

Qui di seguito un promemoria veloce e i suggerimenti.

- Assumere un multivitaminico di base su cui introdurre le specifiche vitamine e minerali di volta in volta necessari (Supradyn)
- Il sangue inizia a cambiarsi dopo 21 giorni e ci vogliono almeno tre mesi per averlo rinnovato del tutto - ecco perché solitamente le cure ricostituenti durano appunto da uno a 3 mesi (in genere si consiglia di fare una pausa di almeno un mese).
- Viste le presioni interiori cui siamo sottoposti oggi si dovrebbe integrare con le vitamine del gruppo B (almeno un 50 mg, ognuna) e il Magnesio. Sono essenziali per la salute e l'equilibrio interiori visto che sostengono le terminazioni nervose e l'umore (in modo particolare le persone che seguono un percorso di crescita!). Della Long life (che è quella che ho trovato più facilmente ordinandola in farmacia) Vitamina B50 e Magnesio 375. Indispensabili nei momenti di stress e affaticamento e sconsolazione. In questo caso una assunzione robusta per almento una decina di giorni potrebbe rimettervi più facilmente in sesto e quindi tornare a un dosaggio meno intenso per il resto dei mesi previsti (nel caso ne prendiate troppe, il vostro corpo le espellerà, per cui non c'è pericolo alcuno!)
- La vitamina C non dovrebbe mai mancare, oltre a stimolare il sistema immunitario è un'ottima antistanchezza (da tenere per es. in macchina!) e inoltre aiuta l'acume mentale - vi consiglio della Long life Vitamina C 1500 oppure quella da 500 mg che è meno forte ma si può prenderla monitorando meglio il dosaggio.
- Durante periodi di grande stress, o di calura o di sforzi fisici, non dimenticatevi di assumere il potassio e il magnesio. Il Polase, che li contiene entrambi è ottimo. Consiglio quello , in compresse, così lo si può anche portare in borsa, da avere all'occorrenza. In estate, assumendo il dosaggio adeguato, sentirete che differenza!

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Materia o Spirito?

Quando pensiamo a un percorso spirituale, noi occidentali ci immaginiamo qualcosa di eterico, sovramentale, o di alto sentimento. Ma l'energia divina fa davvero parte di queste dimensioni? Appunto, siamo abituati ad attribuire alla spiritualità la valenza di un mentale, o di un sentimento, elevati, tuttavia questi due aspetti sono entrambi le manifestazioni di uno stesso tipo di energia, che è quella della esperienza terrena, per cui limitata dalla dimensione umana.
La spiritualità, quella che esula da concetti mentali o sentimentali, ha a che fare con la coscienza, ovvero quella parte profonda, inconscia, sconociuta alla consapevolezza, in connessione con l'Energia vitale.

CHI CREA LA REALTA'?
Tutte le dottrine esoteriche hanno sempre affermato che "il pensiero crea", intendendo che lo stato della propria interiorità, di cui spesso non si è nemmeno consapevoli però, determina la realtà che ognuno di noi attira nella propria vita. Non dimenticiamo poi, che anche i primi fisici quantistici, con Heisenberg in testa, avevano affermato che è l'osservatore con la sua azione a "fissare" ciò che ha osservato, o anche solo si aspetta di osservare, a farlo precipitare nella materia realizzandolo.

Tuttavia, pur non invalidando quanto è stato sostenuto dagli esoteristi e dai primi fisici quantistici, un particolare fondamentale, che costituisce la conditio sine qua non deve essere sottolineato. Un particolare importante che il professor Emilio Del Giudice in un suo magnifico intervento "La materia crea la coscienza" ha messo egregiamente in evidenza. Senza entrare nel merito più specifico di tale intervento (che comunque ritrovate in molte parti nei miei articoli attuali, e di sicuro quelli futuri), basta pensare a una semplicissima situazione: mettiamo di essere fortemente dolenti a causa di un potente mal di testa. E' chiaro che in tale stato non saremo in grado di avere delle buone emozioni, né tanto meno di creare dei buoni pensieri. Appare dunque evidente quanto sia importante avere un fisico in buono stato per fungere da "creatori"! Lo stato della nostra unità psicofisica determina il tipo di qualità energetica a nostra disposizione.

I CANALI ENERGETICI SOTTILI
La Medicina Tradizionale Cinese, che sebbene non ancora riconosciuta ufficialmente dalla scienza medica classica è comunque considerata valida in funzione degli effetti positivi che questa ottiene in modo consolidato dal tempo (per cui tali esperienze di fatto, sostituiscono, al momento, le spiegazioni scientifiche che ancora non si possono dare!), indica che il nostro corpo è attraversato da numerosi meridiani in cui scorre l'energia vitale. Quando qualcosa ostruisce tali canali si ha la degenerazione che, se non curata, porta a un inevitabile deterioramento che si trasformerà poi in patologie conclamate. Ciò che dunque intasa i nostri canali energetici sottili sono le tossine psicofisiche accumulate. Ovvero gli agenti tossici sia fisici sia psicologici, perché mente ed emozioni, quando producono negatività, questa si trasforma in tossina, come, appunto la scienza medica sta sempre più appurando.

INQUINAMENTO E BLOCCHI ENERGETICI
E' chiaro a tutti che il cibo non salutare, l'aria inquinata, il poco riposo e/o il molto stress creino delle tossine. Un po' meno chiaro è che anche i pensieri e le emozioni negative creano, al pari degli agenti fisici inquinanti, altrettanto tossine. Ormai la scienza l'ha ampiamente appurato, tuttavia ne siamo ancora poco consapevoli. E' dunque fondamentale il purificarsi, e questo può avvenire solo se affrontiamo la questione su entrambi i fronti: quello puramente fisico, associato a quello dell'interioità. A questo punto potremo, piano piano, iniziare una lavoro di consapevolezza delle nostre istanze interiori, andando a scoprire quelle più nascoste e spesso anche le più insidiose. Al contempo entreremo maggiormente in contatto con le esigenze salutari del nostro fisico, che è l'unico vero mezzo che ci porterà a sviluppare una sana spiritualità.

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Le terapie riflesse

Oggi ci troviamo di fronte a disagi e malesseri a cui la medicina ufficiale non sa realmente porre rimedio. Con questo non voglio però affermare che la medicina classica è inutile o dannosa, come spesso generalizzano in molti. La medicina classica è ottima nelle emergenze, effettivamente ci salva la vita. Tuttavia oggi la nostra società soffre di malesseri striscianti e subdoli, i cui sintomi sono spesso comuni, per cui risulta quanto mai difficile identificare la vera causa.
Bisogna poi aggiungere che le cause, in genere, risiedono in un insieme di molteplicifattori squilibranti, dati da uno stile di vita sbagliato. Ma questo non è però il tema della mia relazione. Il tema è le terapie riflesse. Per arrivarci continuo col discorso iniziato prima, dove appunto dicevo che la medicina classica si trova in genere impotente nella risoluzione a monte di questi disagi di cui soffre la maggior parte della popolazione.
Chi può si rivolge quindi alle medicine alternative, perché sovente queste sanno apportare migliorie significative alla qualità di vita dell’individuo.

Il grosso problema delle terapie complementari è che non si è ancora ben legiferato in proposito. Sarà un processo molto lungo e irto di grandi difficoltà questo. Pur tuttavia queste tecniche sonogià presenti sul mercato della salute. Dunque il problema che si pone al cittadino è querllo di riuscire a comprendere quando sono consigliabili e quando invece no.
Di tecniche ce ne sono molte che sono davvero buone, ma ce ne sono anche di improvvisate, e altre ancora che si propongono come “scientifiche” – spesso perché sono pure medici a utilizzarle – che però di scientifico non hanno proprio nulla. Questa però non è un’affermazione tesa a invalidarle totalmente, semmai è un’affermazione per fare chiarezza.
Fra queste tecniche oggi sono molto diffuse le terapie cosiddette vibrazionali.
Queste si approcciano al disagio utilizzando il potere curativo delle vibrazioni, ovvero delle frequenze. Ogni cosa nell’universo vibra, per cui emette delle frequenze. Alcune sono congeniali alla vita e quindi ottime per contribuire a un riequilibrio psicofisico. Fra queste le più note sono:

• - l'utilizzo dei colori;
• - l'utilizzo della musica;
• - l'utilizzo delle cosiddette onde di forma (geometria sacra, etc.);
• - l'utilizzo di frequenze specifiche con cui l’organismo viene informato (p. es. radionica; apparecchi Vega e affini)..

Il problema in questi casi è quello di identificare la giusta frequenza da utilizzare per riaccordare il sistema. Se sapessimo con precisione “gli accordi” su cui è sintonizzato il nostro organismo, probabilmente, il problema non ci sarebbe. Invece le cose sono molto più complicate. Il nostro sistema è estremamente articolato e complesso, per cui, anche chi ha tentato di effettuare delle misurazioni, sebbene spesso fossero medici o uomini di scienza, hanno però potuto utilizzare solo dei metodi soggettivi – non esistono infatti macchinari scientifici, per questo, la pecca di tali misurazioni è proprio quella di non essere scientifiche – cioè ripetibili. Il che rende tali misurazioni non affidabili.

Ma per farvi comprendere meglio passo subito a degli esempi molto in voga oggi. Spesso, chi utilizza i metodi indicati prima, si avvale dell’aiuto di “pendoli” – “biotensor” o del Vega test o apparecchiature simili, che però, nonostante la tecnologia impiegata, funzionano sempre e di nuovo come funziona il pendolino. Per cui, anche se si possono ottenere dei buoni risultati – e di sicuro se ne ottengono parecchi – tali metodi sono comunque relativi. La scienza infatti non li considera affidabili e validi. Perché? Perché, come già accennato, non sono ripetibili le misurazioni, quindi rimangono misurazioni soggettive.
Per essere scientifico, infatti, un metodo deve poter essere ripetibile. Se utilizzo un termometro per la febbre otterrò lo stesso risultato con ogni operatore che porga al paziente il misuratore della temperatura. Questo non accade però con quei metodi. La misurazione risulta diversa.

Vediamo quindi cosa accade durante le misurazioni ottenute con gli strumenti appena indicati. E per farlo vi riporto le osservazioni molto interessanti che fece Alberto Tedeschi, il ricercatore indipendente che ha creato la tecnologia White, quando, nel corso delle sue ricerche, iniziò a misurare le frequenze cerebrali di diversi individui in situazioni differenti.
Per questa sua ricerca ebbe modo di misurare moltissime interazioni tra operatore e paziente di parecchie scuole di naturopatia, o di altre tecniche alternative, come pure quelle avvenute tra medico e assistito.
Le innumerevoli misurazioni svolte, evidenziavano chiaramente che durante la sessione avveniva una reale influenza delle onde cerebrali dell’operatore che invadevano il campo delle onde cerebrali del paziente che quindi venivano come “colorate” dall’influenza dell’operatore.
Infatti, si osservò come, durante l’interazione, si formi una specie di cervello unico, dove le frequenze dell’operatore dominano quelle del paziente!
Come potete bene comprendere questo fatto, specie se l’operatore utilizza i mezzi indicati prima, ovvero il pendolo, il biotensor, la kinesiologia, o il Vega test, comporta come risultato che viene “diagnosticato” ciò che appartiene al campo dell’operatore, e non a quello del paziente. Per cui si può quindi affermare che l’operatore, in effetti, misura se stesso!

Visto che utilizzando tali tecniche si misura se stessi, cosa accade? Che cambiando terapeuta, si cambia la “diagnosi”. Ecco perché tali metodi non si rivelano sempre validi. A volte il terapeuta potrà azzeccare la questione, ma altre volte sarà invece offuscato dai propri convincimenti, in genere inconsci.
Bisogna quindi trovare dei metodi che risultino oggettivi. Due sono quelli che esulano dalla soggettività:
- L’iridologia;
- La riflessologia.
Se nell’iride c’è una macchia, tale punto sarà visibile a tutti, in quanto non è solo una “sensazione” che il nostro corpo avverte per cui fa vibrare il meccanismo.
Se si sono formati dei cristalli in determinate zone del piede, questi saranno riscontrabili da tutti, perché sono reali, tangibili.
Ecco, questi due metodi possiamo dunque definirli affidabili, sono infatti oggettivi.

C’è però un altro metodo, diverso, che esula dalla problematica dell’interferenza e che si opera in modo riflesso: è la Biorisonanza Olografica del White di Alberto Tedeschi, di cui vi ho accennato le ricerche sulle onde cerebrali.
Prendendo atto della problematica del cervello unico, Alberto Tedeschi, cominciò a ragionare su una tecnologia che fosse in grado di apportare migliorie allo stato di salute psicofisico, senza però che intervenisse l’interferenza dell’operatore.
Ecco che nasce la tecnologia White di Biorisonanza Olografica, che è stata creata sulla base di raffinati principi di fisica quantistica.
E’ una tecnologia che agisce sull’organismo stimolando la purificazione psicofisica. Purificando l’organismo si purifica anche il cervello, per questo spesso si afferma che il White agisce sulla consapevolezza,f acilitando i riconoscimenti necessari per liberarsi da situazioni intrappolanti e negative in cui si è caduti.

La tecnologia White è pure definita riflessa, in quanto può essere utilizzata in modo olografico, cioè agendo su una piccola parte dell’organismo si entra in risonanza col tutto del sistema, che così riceve le stesse informazioni passate alla parte.
Il professor Emilio del Giudice che dal 2004 si occupa della letteratura scientifica di questa tecnologia, afferma che il White opera sull’organismo attraverso continue informazioni prebiotiche, ovvero che stanno all’origine della vita, che sollecitano la depurazione da tutto ciò che è contro alla vita! Sia questo d’ordine fisico che psichico.
La tecnologia White viene utilizzata attraverso un rimedio personale che la persona si prepara da sola utilizzando la piastra White, su cui rifasa la propria acqua, e quindi irrorandola con una luce White particolare, la 22, che emette quelle informazioni “prebiotiche” di cui parlava il prof. Del Giudice.
Oltre al rimedio personale la persona può lavorare su di sé anche ascoltando i Suoni White, un insieme di sonorità decisamente insolite, che vanno a far vibrare il liquido interstiziale del nostro corpo, aprendolo maggiormente alle informazioni White contenute nei Suoni.

I suoni possono essere ascoltati su una stuoia che contiene una serie di 15 stecche White, che aiuta ulteriormente l’organismo ad assimilare le informazioni emesse dal White.
Il white viene in genere utilizzato da medici e psicologi che lo utilizzano per proporre ai loro pazienti dei rimedi personalizzati, da abbinare al resto della cura. Oppure viene utilizzato da architetti che si occupano di disturbi geofisici contro i quali, attraverso l’applicazione dei prodotti White si stimola gli organismi viventi in quegli spazi a effettuare una disintossicazione e purificazione più accelerata dagli inquinamenti che altrimenti subirebbero.

Ricordo che il White non isola, non scherma, perché questa chiusura è deleteria per gli organismi viventi. Al posto di schermare si dovrebbe invece sollecitare una depurazione più veloce dagli agenti inquinanti, proprio come fa il White. Infatti, gli organismi viventi devono poter essere in connessione con l’esterno, da cui ricevono comunque le informazioni vitali, accanto a quelle che oggi abbiamo identificato essere altamente nocive per l’organismo, tutte derivate da azioni inconsulte dell’essere umano, che ha creato un enorme squilibrio sul pianeta.
Ciò che scherma, blocca anche le informazioni biologiche positive di cui la materia vivente ha bisogno per vivere, per questo, ogni tipo di gadget, che oggi con così tanta facilità viene venduto acclamando la schermatura totale, è da rifiutare, oppure da utilizzare solo in determinate situazioni circoscritte e molto limitate nel tempo.
Tornando a noi, un altro modo per sperimentare il White è quello di iniziare un percorso di autoconoscenza che propongo nei miei incontri, dove la persona lavora su se stessa per riconoscere i condizionamenti occulti che l’hanno portata a scegliere delle vie che non le sono congeniali, per così piano piano iniziare a liberarsene. Quest’azione di riconoscimento è sollecitata enormemente dall’utilizzo del rimedio White che i partecipanti si preparano durante gli incontri, così che la purificazione inizia, cominciando quindi a liberare l’organismo dagli accumuli tossinici che, come ben sappiamo, non sono solo d’ordine fisico, ma anche psichico, visto che emozioni e pensieri negativi si trasformano in tossine, come la pni ha ampiamente dimostrato.

Chi invece desidera sperimentare il White da solo, senza essere seguito da qualcuno, può farlo semplicemente utilizzando una piastrina, che emette le informazioni della Luce 22, quella usata per informare l’acqua del rimedio personale, che è un tipo di informazione molto forte, in quanto distrugge le corazze, permettendo così una liberazione d’energia quando queste, finalmente, vengono del tutto riconosciute e abbattute.
Praticamente, utilizzando il white per assunzione, come rimedio, oppure come piastrina da avere in casa o da portarsi addosso, la parte entra in risonanza, non solo con il nostro organismo totale, ma anche con il nostro ambiente, ovvero il nostro campo vitale, che viene quindi sollecitato a disincrostarsi dalle corazze determinate dalle tossine psicofisiche accumulate.
Comunque, vi invito a visitare la mia pagina web, o ad acquistare i miei testi specifici – o anche ad ascoltare la registrazione della conferenza La via della consapevolezza per approfondire l’argomento.

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Materia e coscienza

All'interno di noi stessi, ancora più in profondo della consapevolezza, che è una rappresentazione del livello mentale ed emozionale, sussiste una specie di mare interno - energetico, scuro e profondo, ma soprattutto ancora ignoto, dove la coscienza si cela dietro a manifestazioni energetiche insospettate dalla consapevolezza.
Emilio Del Giudice in una nostra chiacchierata mi lancia una sfida sostenendo che noi spiritualisti affermiamo essere il pensiero a creare, mentre lui dichiara che è la materia a creare la coscienza. Queste parole mi scuotono dentro: “ma come, e come la mettiamo poi anche con Heisenberg e la sua tesi che è l’osservatore a far precipitare nella materia l’oggetto fissato con l’osservazione…” Ma la miccia è innescata ormai e la questione mi intriga così mi apro all’ascolto.

“La psicodinamica del profondo, iniziata da Freud, ha sottolineato nell'ultimo secolo come la psiche sia una struttura gerarchica che si forma nel livello misterioso in cui le reazioni chimiche delle molecole producono l'energia, che viene poi convogliata, incanalata, organizzata. La parte più profonda e misteriosa di questa nostra interiorità, che non è il livello ell'emozionale-mentale, anche se ne è l'indispensabile premessa, dialoga direttamente con il soma, che accetta ordini dall'inconscio. Viene quindi da sospettare che la psiche sia il modo di essere del soma e sia, in buona sostanza, l'organizzazione che regola l'insieme delle molecole e nello stesso tempo il linguaggio che emerge dalla struttura molecolare.”


In altre parole si potrebbe quindi affermare che la coscienza, ovvero quella parte al di là della consapevolezza e del mentale-emozionale, sia una specie di interfaccia fra il soma e quell'energia sottile universale, che permea e mantiene in vita tutto il creato, ancora non misurabile nella fisica classica, ma ora ipotizzata dai fisici quantistici.

IL CAMPO E LA LIBERA FLUTTUAZIONE
E il professor Del Giudice continua la sua spiegazione:
"La materia, nelle sue componenti elementari è dotata di cariche elettriche, infatti gli atomi sono neutri, ma sono composti da nuclei caricati positivamente ed elettroni caricati negativamente. le oscillazioni della materia carica (per le cariche elettriche), producono dei campi elettromagnetici. La domanda che ci si pone è se le oscillazioni spontanee non diano origine a un sottofondo naturale che stia 'dietro' ai campi elettromagnetici. In effetti c'è qualcosa di simile. infatti le fluttuazioni della materia danno luogo a un ‘campo’ che non è il campo elettromagnetico, bensì è ciò che solitamente viene definito il ‘potenziale del campo elettromagnetico’. In fisica quantistica sappiamo che il potenziale è connesso con le fluttuazioni spontanee della materia, che nella fisica classica non sono invece osservabili e misurabili. L 'evoluzione dinamica di un sistema (osservato dal punto di vista quantistico) non dipende solo dalla forza esterna, ma anche dalla sua fluttuabilità intrinseca, che gli permette di scoprire la situazione energetica più favorevole, quella di minima energia esistente al suo intorno, e farla quindi propria."


Dunque, questo campo determinato dal potenziale elettromagnetico, è un "qualcosa" in libera oscillazione e, evidentemente, ci si può sintonizzare con questa fluttuazione solo se noi - come tutta la materia vivente del resto - siamo in libera fluttuazione.
All’interno di questo “potenziale elettromagnetico”, questa enorme e articolata fase che contiene e vivifica il tutto, ognuno di noi, oscillando al suo ritmo primordiale, dovrebbe trovare la propria dimensione corrispondente. Proprio come la disposizione di un’orchestra, in cui i violini si trovano tutti in una sezione, le grancasse in un'altra, i piatti in un'altra ancora e trombe e tromboni in un'altra dislocazione, e l'insieme risulta sinergico, armonico e funzionale per il singolo e il tutto, noi saremmo fatti per mantenere la nostra collocazione all'interno del nostro gruppo di appartenenza. Questo può accadere spontaneamente se il nostro organismo oscilla liberamente.

Alberto Tedeschi, un ricercatore indipendente che ha elaborato una interessante tecnologia di Biorisonanza Olografica - il White – a cui il professor Del Giudice si è ora appassionato, spiega ulteriormente:
"La malattia è sempre un accumulo di energia dell’individuo, che genera un blocco e quindi una chiusura, un non dialogo. Questo avviene nel proprio corpo che comunque si interfaccia anche col macro cosmo, con cui è in risonanza a un livello di network più esteso. Quando il corpo, per una serie diversa di problematiche, si chiude e non riesce più a dialogare, ovvero a entrare in fase con il proprio gruppo di coerenza di specie, si isola e si creano poi situazioni sempre più negative e di disagio.”


IL NON DIALOGO
Le tossine psicofisiche generano degli agglomerati inquinanti e ostruenti all'interno dei nostri canali energetici sottili. In tale situazione noi fluttiamo sempre meno liberamente e, di conseguenza, abbiamo sempre più difficoltà a oscillare in sincrono con la fase, ovvero con il nostro gruppo di appartenenza. Per questa ragione ci risulta poi anche impossibile comprendere "che strumento" siamo e quindi entrare in risonanza con i nostri simili: abbiamo infatti smesso di sentirci! Appare dunque estremamente evidente perché sia così importante purificarci dalle tossine psicofisiche che generano ostruzioni e blocchi ai nostri canali energetici sottili.
Quanto più questi sono fluidi tanto più noi siamo liberi di oscillare secondo la nostra natura, che ci permette quindi di entrare in risonanza con gli altri, a noi corrispondenti, "violini" o "grancasse" che siano. L'inquinamento dei nostri canali genera una nota discordante che ci può solo far risuonare con le altre note dissonanti di questo cacofonico mondo deteriorato. Ritrovare la nostra nota e iniziare a risuonare con i nostri simili ci separa da chi non ci corrisponde, senza però alcun giudizio di negatività nei loro confronti. C'è posto per tutti a questo mondo ma non tutti devono però stare nello stesso posto!

A questo punto è pure possibile comprendere come mai il professor Del Giudice afferma che è la materia a creare la coscienza. Basta solo riflettere e l'affermazione è chiara. Provate un po’ a immaginarvi che tipo di pensieri, e quindi di creazioni mentalli-emozionali, sareste in grado di fare se attanagliati da un feroce mal di testa, o altri disagi fisici? Certo, il pensiero, lo stato della nostra interiorità evoca la realtà che attiriamo, in genere inconsapevolmente, nella nostra vita. Per poter iniziare a utilizzare mente ed emozioni in modo mirato, come lo intendevano gli spiritualisti, o anche Heisenberg, il nostro cervello, sede tra l’altro delle nostre emozioni, deve poter funzionare bene.
Se il nostro corpo è inquinato da tossine psicofisiche, è ovvio che la qualità della nostra coscienza sarà il risultato di quell’offuscamento. Per cui è indispensabile come prima istanza avere una materia, un corpo efficiente, queste determinerà la qualità della nostre energia, dopo di che potremo agire da "osservatori" quantistici e far precipitare nella nostra realtà ciò che osserviamo/pensiamo positivo per noi, ma non certo prima!.

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Vegetariani: sì, certo!

La medicina classica, generalmente, tende a sconsigliare l'alimentazione vegetariana, in quanto non completa di proteine nobili. Non tutti i medici la pensano però allo stesso modo, la dottoressa Luciana Baroni si dichiara invece favorevole, vediamo perché.

Assieme ad altri medici, ma non solo, favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti in questo ambito, e sulla spinta dei fatti di cronaca che hanno evidenziato la possibile contaminazione delle carni, la dottoressa Baroni ha fondato una Società "Scienza vegetariana", per promuovere questo tipo di alimentazione.
"Abbiamo deciso di fondare questa Società, che sarà formata anche da medici, poiché riteniamo sia doveroso, nell'interesse della salute collettiva, dare una risposta alla 'caccia alle streghe' che si scatena ogni qualvolta sia possibile attaccare la validità di questa scelta e perseguitare le persone che l'hanno compiuta.
Infatti – continua la dottoressa – i detrattori dell'alimentazione vegetariana - nutrizionisti solo in piccola parte - spesso parlano senza competenza specifica in materia, ma semplicemente sull'onda di una vecchia convinzione (che appare ormai dogma di dubbia validità) per cui solamente un'alimentazione basata su prodotti di origine animale (la classica "bistecca") sia valida in termini salutistici.
In realtà, alla luce di quanto è presente nella letteratura almeno degli ultimi 15-20 anni (gli studi scientifici sull'argomento sono in netto aumento) il problema di scegliere se passare ad una dieta vegetariana potrebbe non essere tanto del 'perché farlo', ma piuttosto del 'perché non farlo'.

Sfatiamo subito i preconcetti sulla carenza proteica e sulle carenze vitaminiche e di oligoelementi: tutti gli aminoacidi essenziali possono essere facilmente introdotti con alimenti tra loro complementari, già esistenti nella cucina italiana tradizionale; per quanto riguarda i nutrizionali, in realtà l'unica carenza vitaminica su cui tutti gli Autori concordano è quella che riguarda la vitamina B12 nei vegani: i prodotti animali a base di latte e derivati infatti la contengono, e comunque per i vegani stanno entrando in uso prodotti alimentari arricchiti con vitamine ed altri oligoelementi.
L'alimentazione vegetariana parrebbe per contro totalmente priva dei rischi, se non addirittura protettiva nei confronti di malattie, che sono ormai con certezza correlabili all'alimentazione a base di carne."

Sul sito dell'Associazione è possibile trovare una raccolta di diversi studi, che dimostrano, continua la dottoressa "come, nei soggetti che seguono una equilibrata dieta vegetariana, quindi priva almeno di carne e pesce, vi sia una minor incidenza di alcuni tipi di tumore (mammella, prostata, polmone, intestino) e di malattie croniche invalidanti (ipertensione, obesità, dislipidemia, arteriosclerosi, osteoporosi, diabete, demenza) e come i soggetti non-carnivori abbiano una miglior spettanza di vita, oltre che qualità della stessa."
E nel sito l'Associazione sta raccogliendo anche i nominativi di diversi professionisti, in grado di seguire le persone che decidono di operare questa scelta per sé e per i propri congiunti, infatti, come ricorda la dottoressa, "in situazioni quali gravidanza, allattamento, età infantile ed età anziana il vegetarismo è ovviamente possibile ma richiede particolare attenzione per evitare di incorrere in carenze nutrizionali specifiche di queste fasi della vita."

COSA AFFERMA LA SCIENZA
La dottoressa Baroni spiega che "spesso chi si interessa di Nutrizione Vegetariana viene accusato di occuparsi di argomenti privi di validità e rilievo scientifico. Chi avanza questo tipo di obiezioni sovente è male informato. A partire dagli anni '50 (i primi articoli pubblicati ad opera di MG Hardinge risalgono al 1954) è sorto un filone di ricerca, portato avanti da clinici ed epidemiologi, che si occupa di indagare gli aspetti medico-scientifici della Nutrizione Vegetariana.
Sin dai primi Studi di popolazione condotti dai Ricercatori della Loma Linda University, che hanno avuto il grosso merito di aver dato il via a questo importante settore della Medicina, i soggetti vegetariani, quando confrontati con i non-vegetariani, sembrano godere di un miglior stato di salute, in relazione a minori tassi di mortalità totale e di incidenza di patologie maggiori quali i tumori e le malattie cardiovascolari. La popolazione dei Cristiani Avventisti del Settimo Giorno (Seventh-Day Aventists) ha fornito ai Ricercatori il primo numeroso campione di individui con stili di vita facilmente classificabili all'interno di poche variabili, compreso il tipo di dieta.

Mentre sicuramente la minor abitudine al fumo rende ragione del miglior stato di salute di molti vegetariani, va indubbiamente valorizzato anche l'effetto negativo sulla salute da parte dell'assunzione di elevate quantità di carne rossa (e grassi animali), soprattutto per quanto riguarda l'incidenza di malattie croniche, quali cancro del colon, coronaropatia, cancro prostatico. Bassi consumi di carne rossa non sarebbero tuttavia sufficienti da soli a spiegare il generale miglior stato di salute dei vegetariani. Dai dati scientifici a nostra disposizione risulta infatti come elevati consumi di frutta e verdura siano correlati a questo stato di salute positivo. Il consumo di alimenti vegetali non elaborati permette anche una più elevata introduzione di fibre, che sono risultate ulteriormente un fattore protettivo nei confronti della salute.

I vantaggi delle diete Vegetariane sono quindi riconducibili, più che al minor consumo di carne rossa, al maggior consumo di alimenti con effetti positivi sulla salute, quali frutta, verdura, cereali integrali, oli vegetali non-idrogenati.
Come afferma la dottoressa, ci vorranno "ulteriori ricerche per stabilire quale sia l'introito ottimale di frutta e verdura, quali siano realmente i costituenti di questi alimenti dotati di effetti positivi sulla salute, quale sia l'assunzione ottimale di olii vegetali e di cibi che li contengono. Gli sforzi di Clinici e Ricercatori della Nutrizione devono quindi essere diretti a stabilire quale sia la dieta Vegetariana ottimale."

DIETA LATTE-OVO VEGETARIANA
ESCLUDE: carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei.
PERMETTE: latte e suoi derivati, uova e loro derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: L'introduzione di alimenti di origine animale (latte ed uova) permette di evitare carenze nutrizionali di qualunque genere.
SVANTAGGI: Se condotta in modo scorretto, con eccessiva introduzione di alimenti di origine animale, vengono annullati i vantaggi di questo regime dietetico, a causa di un'eccessiva introduzione di grassi animali e di altre sostanze (soprattutto presenti in latte e derivati) che predisporrebbero a certi tipi di tumore ed a malattie croniche (ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).

DIETA LATTO-VEGETARIANA
ESCLUDE: carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati.
PERMETTE: latte e suoi derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: L'introduzione di alimenti di origine animale (latte e suoi derivati) permette di evitare carenze nutrizionali di qualunque genere. L'eliminazione di uova e loro derivati, dal punto di vista nutrizionale, contribuisce a ridurre l'assunzione di grassi di origine animale, soprattutto colesterolo.
SVANTAGGI: Se condotta in modo scorretto, l'eccesso di latte e suoi derivati, provoca un'elevata introduzione di grassi animali e di altre sostanze (soprattutto presenti in latte e derivati) che predisporrebbero a certi tipi di tumore ed a malattie croniche (ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).

DIETA VEGANA
ESCLUDE: TUTTI i prodotti di origine animale (carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati, latte e suoi derivati).
PERMETTE: qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: è ridotto il rischio di sviluppare tutte le patologie correlate all'assunzione di prodotti di origine animale (alcuni tipi di tumore, ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).
SVANTAGGI: l'eliminazione di prodotti di origine animale è causa di mancata assunzione di vitamina B12 (presente solamente nel regno animale), che quindi deve essere introdotta con appositi supplementi. Se condotta in modo scorretto, predispone inoltre ad altri tipi di carenze nutrizionali (ferro, calcio, proteine e zinco, insufficiente apporto energetico). Questo tipo di dieta va concordata con un nutrizionista, in modo da poterne sfruttare appieno i vantaggi senza rischiare di incorrere in carenze nutrizionali qualitative e quantitative.


NOTA FINALE
Per conoscere i ristoranti giusti ci si può rivolgere al sito Vegetariani.it

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L'energia che guarisce

È incontestabile che esiste un tipo di energia in grado di guarire e di rigenerare, oggi conosciamo diverse terapie che utilizzano la trasmissione di questo "fluido" attraverso la mani o, addirittura, il giusto pensiero.
Lo spazio, secondo le scoperte dei fisici, non sembrerebbe vuoto bensì immerso in un campo energetico dalla concentrazione estremamente elevata. Gerald Feinberg nel 1966, fisico dell’Università della Columbia (USA), lo ha descritto come composto da particelle che si muovono più velocemente della luce. Da questa caratteristica deriva il nome " ‘tachione", da lui scelto per definirlo. Infatti, il termine proviene dal greco "tachy" e significa "accelerazione" - "velocità" (vedi le nostre parole italiane ‘tachimetro’ o ‘tachicardia’ che hanno la stessa origine).

Queste particelle costituiscono una fonte di energia libera, che sta al di fuori del campo elettromagnetico, quindi al di sopra delle frequenze, e indipendente dalla luce e dal sole. Questa energia primaria più veloce della luce è fonte infinita di libera energia nello spazio e sembra essere quel certo quid che tiene l’intero universo in armoniosa e sinergica crescita, cioè in fase di entropia negativa (vedi a box a lato sull’entropia). Lo si potrebbe paragonare a una specie di ‘collante vitale cosmico’ che impregna l’intero creato, e ha in sé lo spettro di tutte le frequenze, necessarie alla crescita e benessere di tutto ciò che contiene.

L'ENERGIA INESAURIBILE
Benché l’energia tachionica sia stata definita ‘ufficialmente’ solo nel 1966, questa era stata già identificata da diversi studiosi e ricercatori molti secoli prima.

- Thephrastus Bombastus von Hohenheim, meglio conosciuto come Paracelso (1493-1541) sosteneva che l’organismo umano fosse influenzato, oltre che dalle stelle e da altri corpi celesti, da una specie di emanazione sottile, o fluido, che pervadeva tutto l’universo.
- L’austriaco Franz Anton Mesmer, nel 1778, affermava di guarire attraverso l’utilizzo illuminato di una energia universale, da lui definita fluidum. Sosteneva che questa fosse un fluido fisico, di consistenza sottile, che riempiva l’universo e che connetteva tutti gli esseri viventi, la terra e i corpi celesti.
- Nikola Tesla, fisico e ingegnere di origine croata (1856-1943), così si esprimeva a tal proposito: “Ho scoperto una fonte di energia sconosciuta e inesauribile che può essere utilizzata. Ovunque, nel cosmo, vi è energia.” A prova di questa sua scoperta Tesla mise a punto un esperimento con una pesante macchina di lusso che funzionava (raggiungeva una velocità di 130 km/h!) attingendo a questa misteriosa fonte energetica, da lui chiamata ‘energia del campo gravitazionale’. Oggi, questi esperimenti sono considerati un classico esempio di conversione dell’energia tachionica.
- Georges Lakhovsky, vissuto all’inizio del secolo, ha lasciato un’impronta fondamentale nella biologia, grazie alla sua preparazione in fisica. Afferma l’esistenza di ciò che lui definisce universione, termine composto da ‘universo’ e ‘ione’, ad indicare il “campo energetico che riempie tutto l’universo ed è allo stesso tempo presente negli spazi intermolecolari e intra-atomici dei componenti elementari della materia.” (Tratto da "Terapie vibrazionali" di Roberto Tresoldi, Tecniche Nuove)
- Henry Moray, il fisico americano che attorno al 1929 riuscì a convertire quella che lui definiva ‘energia radiante’ in utilizzo elettrico.
- Il medico austriaco Wilhelm Reich, fuggito con l’arrivo del nazismo prima in Norvegia poi negli Stati Uniti, n el 1938 descrive come la materia organica non viene necessariamente generata dalla materia organica, ma può anche essere prodotta dall’aggregazione di minuscole vescicole energetiche che lui chiama bioni. Nel corso degli esperimenti sui bioni Reich osserva la comparsa di una particolare luminescenza, che lui poi definirà energia orgonica (da organismo e orgastico), un’energia che carica e irradia da ogni sostanza vivente e non vivente. (Tratto da "Terapie vibrazionali" di Roberto Tresoldi, Tecniche Nuove)
- Il medico e scienziato tedesco Hans A. Nieper così si esprimeva, al simposio sull’energia tecnologica di Hannover nel 1980: “Ora è realtà provata che la terra è immersa in un campo energetico, chiamato campo tachionico, di alta intensità. L’utilizzo di questa energia tachionica introdurrà la terza rivoluzione energetica.”

LA FUNZIONE DELL'ENERGIA COSMICA
Questa specie di fluido energetico, di cui tutto il creato è permeato - quindi anche noi esseri umani -, è quell’energia che mette in grado i sistemi vitali di mantenere il proprio ordine rigenerandosi – grazie all’innata capacità di assimilare questa stessa energia vitale. Il nostro campo energetico, quindi il nostro intero organismo e la nostra realtà, hanno la naturale tendenza ad equilibrarsi, rinforzarsi e rigenerarsi - tendendo al loro meglio. Sono queste le qualità di autoguarigione insite in ogni organismo (una ferita si rimargina da sola e noi, questa capacità di autoguarirsi del nostro corpo, la troviamo semplicemente scontata!).
Quando il flusso di questa energia si restringe, o si blocca, gli organismi perdono la capacità di autorigenerarsi, si determinano sempre più disturbi e disfunzioni, finché il corpo non si deteriora in un vero e proprio processo entropico (di disordine e disgregazione).
Per avere un corpo in salute e perfettamente equilibrato nelle sue funzioni dovremmo riuscire a mantenerci aperti a questo flusso d’energia cosmica. Purtroppo, noi esseri umani, abbiamo la deleteria capacità di bloccare questo libero scorrere della forza vitale, causandoci, così, tutti quei disturbi psico-fisici che abbruttiscono la nostra vita. Il grosso lavoro di riconoscimento ed eliminazione delle cause, siano queste d’ordine fisico (come l’intossicazione costante a cui sottoponiamo il nostro organismo), che di ordine emotivo, spesso, è lungo e articolato, e sovente abbiamo bisogno di aiuto per riuscire a farlo.

PASSARE IL "FLUIDO"
Se ci facciamo male, istintivamente, ci mettiamo la mano sopra. Da sempre è conosciuta l’imposizione delle mani per stimolare la guarigione. Quanto più si è “carichi” di questa energia cosmica, tanto meglio riusciamo a trasmettere questa carica e nelle mani, le antiche dottrine spirituali (cristianesimo incluso), hanno sempre indicato esserci dei punti di trasmissione dell’energia.

“Le mani sono degli strumenti di trasmissione dell’energia magnetica assolutamente eccezionali, c’è una grande forza di emissione a livello del palmo, e c’è una forza variabile a seconda delle dita: il dito che emette maggiormente è il pollice e per questo lo si usa per fare le unzioni sacerdotali; anche il dito indice e il medio emettono abbastanza energia, mentre l’anulare e il mignolo ne emettono pochissima. I Faraoni egiziani e i sacerdoti della tradizione cristiana benedicono con anulare e mignolo chiusi sul palmo e le altre tre dita aperte (gesto conosciuto come ‘benedizione alla greca’, n.d.a), anulare e mignolo chiudono il centro di emissione del palmo, per evitare che l’energia si disperda, mentre le altre tre dita, che emettono maggiormente, canalizzano l’energia. In alcune scuole esoteriche, come l’ordine rosacruciano di Morcre, si usano molto le tre dita per fare delle imposizione a livello della colonna vertebrale e trasmettere l’energia in punti ben precisi che poi agiscono sul corpo. (…) Potete inoltre incrociare le punte delle dita le une con le altre affinché l’energia non si disperda. Anche quando si mettono le due punte delle dita a contatto (pollice con indice, per esempio) si crea un circuito chiuso: per questo il prete, nella chiesa cattolica, dopo aver consacrato l’Eucarestia, tiene il pollice contro l’indice; non è una posizione pratica, ma è efficace perché crea un circuito d’energia che concentra in lui la forza.” (Da "Guarigione spirituale" di Charles Rafael Payeur, Edizione L'età dell'acquario)

“Per canalizzare l’energia magnetica, la tecnica migliore è la respirazione” (ibidem), inspirando infatti allarghiamo i polmoni e immettiamo l’ossigeno a noi vitale. In latino e in greco si definiva l’aria "soffio" (spiritus, pneuma), in sanscrito si definisce "prana", indicando appunto il soffio vitale che ci permette di stare in vita. La respirazione ci distende internamente e permette così all’energia di fluire con maggiore facilità, depurandoci al contempo dalle tossine accumulate.

La nostra carica fisica ci permette di avere a disposizione abbastanza energia da poter comunicare agli altri. I pranoterapeuti, per una loro configurazione particolare, hanno una carica energetica molto superiore a quella dei “normali” esseri umani. Questo surplus energetico permette loro di passare tale carica attraverso l’imposizione delle mani (o del pensiero).

- Anche se tutti possiamo passare (o rubare) energia agli altri: siamo, infatti, delle specie di antenne rice-trasmittenti, è ovvio che se vogliamo contribuire al benessere altrui dobbiamo curare di essere noi, in primo luogo, abbastanza carichi per poterlo fare, altrimenti ci esauriamo.

Il ricercatore Diego Melandri, nel suo bel testo "Le energie cosmiche e i loro effetti sull’uomo", così mette in guardia:

“La persona con una carica energetica importante può conferire energia ad altre persone che ne siano carenti. Il principio di fisica che regge questo fenomeno è semplice: due corpi che vengono a contatto tendono a portare la loro reciproca energia al valore medio dato dalla loro somma diviso due. Che si tratti di scambio di calore o di scambio di energia vitale, o di magnetismo, o di elettricità, il principio è lo stesso.

Alla luce di questo principio di termodinamica dobbiamo valutare l’efficacia e la pericolosità in momenti differenti, degli scambi d’energia che avvengono fra pranoterapeuti e soggetti. Ora, pur rimanendo giusto il principio che il pranoterapeuta rilasci da sé la sua energia in eccesso per favorire persone sofferenti e quindi in carenza di energia, dobbiamo fare un rapido calcolo per valutare in successione cronologica l’efficacia e la pericolosità di queste operazioni ripetute in tempi ristretti.

Il pranoterapeuta, 'caricato' dal riposo notturno, si appresta a porre le mani sul soggetto n° 1. Mettiamo che il pranoterapeuta si trovi a una carica energetica di 60 Hz, e la persona sofferente a 30. Poste le mani, il valore medio si stabilisce per i due in 60+30 diviso 2, con risultato di 45 Hz. Questo porta alla persona n°1 una buona frustata d’energia, ma il pranoterapeuta a un valore ancora superiore, ma ridotto a 45 Hz. Il soggetto n° 1 va a casa contento e il pranoterapeuta si accinge a operare col soggetto n° 2. Poniamo che questo si trovi a 31 Hz, il contatto tra i due potenziali porterà l’energia di entrambi a 45+31 diviso 2, che dà un risultato di 38 Hz. Ciascuno. Adesso il pranoterapeuta si accingerà a operare sul soggetto n° 3. A qualunque valore energetico si trovi tale soggetto, porterà sicuramente l’energia dell’operatore pranoterapeuta al di sotto del limite di guardia a noi conosciuto, che è di 35 Hz, valore per una buona salute.

A questo punto il pranoterapeuta stesso è in pericolo, in quanto non avendo dei valori energetici in grado di contrastare in qualche modo le negatività di potenziale delle successive persone, assorbirà lui stesso le negatività di queste e le ‘scaricherà’, per lo meno come informazione energetica, in ogni operazione successiva. (…) Le conseguenze, al di là delle buone intenzioni di partenza, possono essere serie, se la successione degli interventi è troppo numerosa. (…)

La salvezza, sia dei pranoterapeuti che per i loro clienti, è rappresentata da una forma di energia che possa essere scambiata senza esaurirsi.”

Non sussiste questo pericolo utilizzando – con cognizione di causa – le frequenze necessarie al riequilibrio (vedi la radiestesia o le altre metodiche della medicina vibrazionale), oppure tecniche come il Reiki, o altre che utilizzano la “canalizzazione” consapevole dell’energia cosmica (si veda a questo proposito il bel libro di Diane Stein sul Reiki, riportato nella bibliografia consigliata.) Tuttavia, per quanto riguarda il Reiki, rimane molto difficile, per l'operatore stesso, diventare canalizzatore e non utilizzare, invece, la propria energia. Questione questa che, nonostante i richiami mentali che l'operatore del Reiki possa fare per attivare l'energia cosmica, rimane irrisolta. Spesso, infatti, non è l'energia universale a riversarsi sui pazienti, bensì l'energia dell'operatore. Specie se questo non ha una preparazione spirituale e mentale che renda le sue capacità di entrare in risonanza con l'energia cosmica davvero attive e potenti!

ILLUMINARE LA PROPRIA ENERGIA
James Redfield, il famoso autore della profezia di Celestino, ha la grande capacità di tradurre in romanzo, senz’altro più accessibile ai più, le informazioni reperite dagli antichi testi sacri delle tradizioni spirituali e dalle più moderne scoperte della nuova fisica. Nel suo ultimo lavoro "Il segreto di Shambhala", nuovamente, la metafora del viaggio avventura ci illustra come affrontare le prove quotidiane del nostro viaggio avventura che è, appunto, la vita di tutti i giorni. E così, in poche pagine, troviamo la spiegazione di come aumentare la nostra carica energetica, e perché è così importante farlo. La nostra energia, infatti, determina i risultati – positivi o negativi, a seconda dei nostri convincimenti, anche inconsci – che attiriamo nella nostra esistenza.

Se vogliamo avere una vita stimolante e positiva dobbiamo innanzitutto elevare la nostra carica energetica attraverso:

- una sana alimentazione, il giusto riposo dopo l’attività, il movimento e la respirazione, che contribuiscono a mantenere vigorosa la nostra batteria,

- il distacco interiore dai forti coinvolgimenti emotivi (siano essi positivi e negativi), e vivere saggiamente, in quanto le emozioni “bruciano” l’energia,

- per connettersi poi, consapevolmente, con l’energia divina “respirando” la bellezza che ci attornia e l’amore supremo, lasciandoli fluire dentro e fuori di noi, così che questa carica recuperata ci guidi, indicandoci la via e allarghi, rafforzando, il nostro campo energetico. Quanto è maggiore e positiva nei convincimenti la nostra carica energetica, tanto immediati e positivi saranno gli effetti equivalenti richiamati nella nostra vita.

Il punto messo in evidenza è la necessità di mantenere sano il nostro organismo, evitando ciò che lo intossica, e l’urgenza a elevarci al di sopra delle emozioni, soprattutto quelle negative come la paura e la rabbia, che possono solo richiamare degli effetti disastrosi, ed essere così in grado di divenire sempre più canali coscienti di questa energia cosmica divina, che sostiene e guida verso le realizzazioni migliori. Nel momento che consapevolmente canalizziamo questa carica energetica e spirituale saniamo il nostro organismo e la nostra vita, gli individui con cui entriamo in contatto e, di conseguenza, contribuiamo a sanare il pianeta.

NOTE AGGIUNTIVE

L'ENTROPIA
In fisica si definisce entropia quando la quantità di energia libera decresce, l’energia, cioè, in grado di poter essere trasformata in lavoro utile. Se si brucia un pezzo di legno questo si trasforma in energia calorica, si utilizza così l’energia libera determinata dallo stato di potenzialità. Una volta bruciato non è possibile ricreare il pezzo di legno mettendo insieme la cenere, il fumo e il calore, per cui si è aumentata l’entropia. Quando l’entropia è al minimo, l’ordine interno di un sistema è al massimo. Questa legge è applicabile a ogni sistema fisico chiuso, isolati dal loro ambiente, così che non vi sia alcuno scambio possibile di energia in entrata e in uscita. I sistemi viventi, invece, aperti e connessi armoniosamente con il tutto, rivelano possedere una grande tendenza all’ordine, quindi all’entropia negativa. L’entropia negativa rappresenta uno stato che tende naturalmente all’ordine biologico e alla vita.

BIBLIOGRAFIA
Realtà vibrazionale, Marina Alessandra Ricci, Xenia Edizioni, Milano
Terapie vibrazionali, Roberto Tresoldi, Tecnive Nuove, Milano
Guarigione spirituale, Charles Rafael Payeur, Edizioni l’Età dell’Acquario, Grignasco
Le energie cosmiche e i loro effetti sulla vita dell’uomo, Diego Melandri, (stampato in proprio, Moderna, Ravenna 1994)
Il risveglio della mente globale, Peter Russel, Urra Edizioni, Milano
Attivazione del corpo di luce, Saul Goodman, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena
Il libro del Reiki, Diane Stein, Armenia Editore, Milano
Il segreto di Shambhala, James Redfield, Corbaccio Editore, Milano

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Malattie del benessere

È sempre più dimostrato che certi alimenti, troppo “ricchi” per la vita sedentaria che facciamo, creano degli intasamenti e interferiscono negativamente con il benessere dell’organismo. In generale si può affermare che quando si ingeriscono troppe calorie queste vengono trasformate in acidi grassi. Alcuni vengono accumulati, altri si dirigono invece dai mitocondri, le centraline energetiche delle cellule, sovraccaricandole di energia e obbligandole così a lavorare di più, quindi a invecchiare più in fretta.

Per esempio, il consumo eccessivo di carne e di latticini è la causa principale di una sovrabbondante assunzione di proteine. Questa abbondanza è stata associata a problemi di intasamento di organi e vasi, disidratazione e affezioni cardiache, disfunzioni renali ed epatiche, fermentazioni e infezioni. Una dieta iperproteica crea dei sottoprodotti tossici in forma di azoto inutilizzato, la loro espulsione può gravare fortemente sui reni, a meno che non si bevano grandi quantità d’acqua. Il latte, come abbiamo visto, contribuisce ad aumentare le proteine che ingeriamo, ma non solo. Questo alimento e i suoi derivati, sono estremamente ricchi e, per questo, creano moltissimi problemi. Infatti sono forniti abbondantemente di zuccheri (dal lattosio), di grassi e di proteine. Come si può ben immaginare, è troppa l’energia che mettono a disposizione di organismi, non più costretti a farne un grande uso! Di conseguenza, tanta sovrabbondanza, nel tempo, intasa gli organi addetti all’eliminazione e quindi si accumula e crea tossicità.

Il latte, oltre ad essere un cibo ricco di proteine, è ricco in zuccheri e in grassi. Come si può ben immaginare è veramente troppa l’energia che mette a disposizione, di conseguenza, tanta abbondanza, nel tempo intasa gli organi addetti all’eliminazione, per cui si accumula e diventa tossico.
Anche la sovrabbondanza di grassi crea intossicazioni, intasamenti e accumuli. Ricordiamo che i grassi salutari sono gli oli spremuti a freddo, in modo particolare quelli di semi girasole, mais, soia che contengono buone percentuali di acidi grassi essenziali - indispensabili per la protezione e nutrizione delle cellule, delle mucose e della pelle, mentre il nostro olio d’oliva ne è quasi privo! Gli oli non spremuti a freddo subiscono dei trattamenti chimici a dir poco sconcertanti. Questo, per esempio è il trattamento eseguito per estrarre l'olio non spremuto a freddo:

Pulitura seme
Macinazione
Riscaldamento a 150°
Estrazione con benzina
Decantazione dell'olio con benzina
Filtrazione dell'olio e benzina
Distillazione della benzina dall'olio
Eliminazione delle lecitine con acqua
Eliminazione delle gomme con acido fosforico
Eliminazione acidi grassi liberi con soda caustica
Lavaggio da saponi con acqua
Decolorazione con terre acidificate
Deodorazione con vapore a 250° che elimina i tocoferoli
Neutralizzazione saponi con acido citrico
Filtrazione

Oltre a essere sconsigliabili gli oli spremuti a caldo, lo sono pure le margarine o tipo margarina, dove gli oli subiscono una saturazione attraverso a un processo di idrogenazione, che permette alla sostanza grassa e liquida di divenire solida. Questo procedimento di idrogenazione sconvolge profondamente la loro struttura naturale iniziale, a causa di tutti i procedimenti chimici adottati, rendendo i grassi idrogenati degli alimenti altamente nocivi, a dispetto di quanto molta pubblicità ha voluto far credere al pubblico. Per cui si faccia attenzione di evitare l’uso di margarina, ma anche di tutti quei prodotti che sull’etichetta presentano l’utilizzo di margarina o grassi idrogenati!
Ovviamente non c’è bisogno di ricordare che l’assunzione di troppi grassi animali alza il colesterolo nel sangue, portando l’individuo sulla strada dell’arteriosclerosi.

Altri prodotti, che nella stragrande maggioranza dei casi, creano accumuli e intolleranze sono costituiti dai lieviti e dai carboidrati raffinati (farine e zuccheri). Ciò è dovuto in primo luogo per la nostra flora batterica scompensata (a causa dei farmaci assunti, della vita irregolare e insalubre a cui noi oggi sottostiamo) che permette al fungo Candida di proliferare (in ogni organismo sono presenti normalmente batteri e funghi, il problema insorge quando, a causa di cattive abitudini alimentari, destabilizziamo la flora - che è preposta alla salvaguardia del nostro benessere - mettendo batteri e funghi dannosi in maggioranza!). La Candida, come tutti i funghi, si ciba di prodotti zuccherini e di lieviti. Nutrendoci in abbondanza di tali prodotti (come oggi, purtroppo accade!) noi continuiamo a nutrire questo fungo che, riproducendosi velocemente, ci toglierà sempre più energia e ci sentiremo continuamente stanchi e spossati! In secondo luogo, la sovrabbondanza di calorie, apportata da questi cibi così ricchi, obbliga il corpo a trasformarle in acidi grassi da ciò il rischio di avere il colesterolo alto, anche se non si assumono grassi animali e il medico, a questo punto, vi consigleirà quindi di diminuire o eliminare i dolci!

Fra gli alimenti più penalizzati, per la questione delle intolleranze, ci sono le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate, tabacco). Sembrerebbe che gli alcaloidi presenti in queste piante rimuovono gradualmente il calcio dalle ossa e lo depositano nei tessuti molli come le articolazioni, i reni, le arterie e altre parti del corpo dove non vi appartiene. Questa “calcificazione” dei tessuti molli causa poi dolori artritici, reumatoidi, borsiti, gotta, gomito del tennista, dolori lombari, mal di testa, ipertensione arteriosa e numerosi altri disturbi collaterali.
Per controbilanciare la presenza irritante di questi accumuli di sostanze di rifiuto il nostro organismo produce muco in abbondanza, così da cercare di schermare le membrane che costituiscono le pareti dei nostri organi interni. Il muco subentra quando, di fronte alla continua presenza di sostanze irritanti, che causerebbero una costante reazione allergica, l’organismo cerca di evitarlo, producendo questa viscosità che dovrebbe preservare le mucose e impedirne l’irritazione. Un eccesso di muco (che solitamente non avvertiamo quando si forma nell’apparato digerente, ma che invece ben percepiamo se si forma nei polmoni, e/o nella zona retronasale - causandoci o raffreddori continui, o il senso di fastidio, dato dal fatto che non si riesce mai a espellere del tutto quel muco!) è il classico segnale della presenza nell’organismo di accumuli di residui tossici

La sovrabbondanza di cibi troppo ricchi e/o tossici, accumulandosi, in quanto non riescono a essere espulsi dall’organismo, intasa anche gli intestini. Se il tubo digerente è intasato e incrostato dai rimasugli delle sostanze ingerite e mai dei tutto eliminate -a causa del sovraccarico a cui è sottoposto - noi ci intossichiamo. Il sangue non può più rigenerarsi e le tossine, mai del tutto espulse, circolano nell’organismo, creando, all’inizio, piccoli malesseri, a cui nessuno bada più tanto, ma nel tempo questi disguidi nel funzionamento del nostro organismo, creano dei reali scompensi e malattie.
Accanto all’intossicazione da materiale nocivo accumulato, secondo l’Association Médicale Kousmine Internationale, i rifiuti ammassati negli intestini impediscono l’assimilazione degli elementi nutrizionali.
“Questi depositi di rifiuti possono raggiungere i 5-7 cm di spessore e indurirsi come pneumatici, impedendo, a lungo andare, l’assorbimento e la penetrazione all’interno dell’organismo di vitamine e sali minerali, (…) con conseguente carenza nutrizionale, indipendentemente dalla qualità del cibo o dalle vitamine assunte.” (Da Il metodo Kousmine)
Spesso le reazioni di malessere a questi intasamenti e intossicazioni non sono violente, ma proprio per questo esse sono più subdole e insidiose, in quanto determinano la formazione di patologie croniche complesse che si instaurano con lentezza. Il nostro organismo è cablato in modo tale da eliminare tutto ciò che è dannoso. Tuttavia, quando il materiale di rifiuto è molto, gli organi preposti per l’eliminazione (intestini, reni, polmoni, pelle), messi sotto carico, possono rallentare la loro funzionalità fino a bloccarsi, con un conseguente accumulo di materiali tossici. Gli accumuli di questi rifiuti vengono depositati sotto forma di grasso, di calcio (calcoli), di placca (nelle arterie e sui denti), muco, feci indurite che vengono trattenute negli intestini, tumori, cisti e acqua. A questo punto il nostro sistema immunitario, che è quell’insieme di attività incaricate a difendere l’organismo dagli attacchi nocivi, prova a eliminare questi prodotti di rifiuto scatenando, magari, un raffreddore o una tosse umida o altri disturbi/sfoghi, con cui cerca di depurarsi dai depositi accumulati.
Per aiutare l’organismo a espellere i prodotti di rifiuto accumulati è buona abitudine introdurre meno alimenti ricchi (proteine, grassi e carboidrati) e assumere più alimenti scompositivi (frutta e verdura).

Quindi, ogni terapia dietetica, anche quella adottata per dimagrire, per avere degli effetti salutari e duraturi dovrà per forza partire da un regime depurativo, che alleggerendo gli intestini rinnoverà, al contempo, il sangue. Un’alimentazione più leggera e ricca di cibi scompositivi è il primo passo da fare per iniziare una depurazione (la dieta va fatta per ca. 15 giorni, poi si potranno introdurre gli altri alimenti, ma sempre in modo corretto, come appunto esposto fino adesso!).
Ogni depurazione avviene con una crisi di eliminazione. Il corpo, purificandosi dai residui originati da quegli agenti o alimenti, vive una vera e propria crisi, chiamata di guarigione, perché la sofferenza provocata da questa purificazione è comunque un processo benefico. Per provocare questa purificazione bisogna astenersi completamente dall’assumere la sostanza negativa.

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Musica per guarire

Oggi sono in molti a proporsi come musicoterapeuti, nonostante il fatto che non si sia ancora definito in cosa dovrebbe consistere questa terapia. Molti infatti partono dal presupposto logico, ma un po' troppo semplicistico, che se una persona è sovraeccitata per stare meglio dovrà solamente ascoltare della musica tranquilla per ritornare in uno stato di equilibrio. Oppure il contrario, che se una persona è triste e giù di tono, basterà farle ascoltare della musica vivace per farla riprendere. Tuttavia, le cose non funzionano in modo così elementare e, nel corso dell'articolo vedremo anche perché.
L'ascolto della musica, è un mezzo potentissimo, effettivamente in grado di risuonare nella materia e interagire con essa. Proprio per questa sua capacità, la musica è dunque adatta a modificare lo stato psico-fisico del nostro organismo.

Inoltre, non va poi dimenticato che, per le caratteristiche delle onde vibratorie, il corpo risponde sempre e comunque alle frequenze del suono, anche quando non ne siamo consapevoli, o quando l'apparato uditivo è compromesso
A livello fisico le modificazioni indotte dalle diverse sonorità, finora riscontrate dagli scienziati e ricercatori, sono principalmente quelle di:
• calmare, se il battito del brano non è superiore di 55 al minuto;
• eccitare, se il battito è invece superiore.

In base a questi primi effetti, la musica può quindi:
1. accelerare o rallentare il metabolismo del corpo in base al ritmo del brano;
2. se tale brano è definito “eccitante” produce un calo nella risposta sensoriale, se invece è “tranquillo” lo incrementa – in alcuni casi, però, lo ha lasciato invariato;
3. alterare la frequenza di respirazione accelerandola o rallentandola secondo il ritmo;
4. ridurre la fatica e lo stress facilitando il flusso d'energia corporea;
5. influenzare le secrezioni interne;
6. ridurre o incrementare l'immaginazione e l'intelligenza.

LA MUSICA TERAPEUTICA
Secondo il dottor Randall .McClellan, insegnante alla Sonic Arts Foundation e noto a livello mondiale per le sue musiche in grado di ridurre lo stress,
“esiste un tipo di musica, legata maggiormente ai ritmi del mondo naturale, piuttosto che alle culture umane, che possiede un elevato potere di guarigione a livello profondo. Le sue radici sembrano affondare nelle tradizioni musicali più antiche e nelle loro variazioni che da allora risuona nella terra e in tutti gli esseri che la abitano. (...) È la musica che oggi si sente nei suoni del Koto e Shakuhachi del Giappone, nel richiamo alla preghiera musulmano, nel Gamelan dell'Indonesia, e che ci invita a rimanere fermi, ad ascoltare, a sentire in noi la sua risonanza e a fare esperienza dell'immobilità, dove lo spirito può parlarci in un linguaggio che trascende ogni parola.

Tecnicamente si tratta di una musica più originaria, scevra di sovraccarico intellettuale, che cerca una forma di espressione oltre i limiti di emozioni personalizzate e di affezioni estetiche culturali. Essa riecheggia i suoni della Terra da cui ha tratto ispirazione. La sua qualità è la calma e la sua emozione è la gioia dello spirito. I suoni della Terra più comuni sono quelli ininterrotti del vento e dell'acqua in movimento. Se uditi da lontano, questi suoni ci appaiono come sibili o scrosci continui ma quando il vento si avvicina, o noi ci avviciniamo a una cascata, cominciamo a scoprire il numero infinito di suoni individuali che creano il suono composito.
Questo genere di suoni si riflette in musica nel 'tenuto', l'emissione costante di una nota che, in diverse forme, è presente in ogni genere musicale. Con l'evoluzione della vita sulla Terra, cominciò ad emergere un secondo suono prevalente: il suono ritmico degli insetti, delle rane e degli uccelli che in musica si rispecchia nell'uso di 'ostinati', brevi figurazioni melodiche e/o ritmiche, anch'esse rintracciabili in ogni cultura musicale. Nell'oceano, simbolo universale dell'inconscio e della sicurezza della nostra vita nel grembo materno si ritrova il tenuto nel suo fragore e l'ostinato nei marosi che si riversano a riva. (...) Probabilmente, a livello inconscio, il tenuto e l'ostinato, rintracciabili in tutta la musica, rappresentano due elementi necessari alla vita; l'acqua e l'aria. Componenti molto importante della musica guaritrice." (Da "Musica per guarire", Muzzio Editore)


È stato calcolato che il nostro corpo, nella sua globalità, vibra con una sua frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo – quando è nel suo stato più naturale e rilassato. La terra vibra alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (detta risonanza Schumann). Il sistema nervoso di tutte le forme di vita è sintonizzato su tale frequenza. Le onde del cervello quando sono in alfa – cioè quello stato di serena vigilanza che si acquisisce nella meditazione e attraverso la pratica costante di tale disciplina – sono intorno agli 8 cicli al secondo. Dunque, una musica terapeutica per eccellenza – al di là delle proprie inclinazioni musicali – è quella che facilita l'entrata in alfa. Come procedere per ottenere tale risultato? Vediamolo.

LA TERAPIA CON LA MUSICA
La più antica classificazione degli stati emotivi generati dalla musica viene dall'India dove vennero descritti i nava rasa, cioè i nove sentimenti che la musica può provocare:
• Shringara: erotico, romantico, dolce;
• Hasya: comico, scherzoso;
• Karuna: patetico, triste, tragico;
• Raudra: esasperato, drammatico;
• Veera: audace, grandioso, maestoso;
• Bhayanaka: che incute timore e reverenza, solenne;
• Adbhuta: meraviglioso, rallegrato, gioioso;
• Shanta: pacifico, rilassato, tranquillo;
• Vibhatsa: disgustoso.

È su questa antica suddivisione che ancora oggi gli scienziati musicologi basano i loro studi. Kate Hevner, la ricercatrice che ha dato una struttura terapeutica agli effetti della musica, ha creato una Mood Wheel – una Ruota degli Umori – riferendosi a otto dei nove umori indiani (ha però tralasciato il “disgustoso”), e li ha disposti in cerchio, su di una ipotetica rosa dei venti. In questo modo indica il percorso terapeutico da far percorrere al paziente, portandolo da uno stato emotivo negativo a quello più positivo immediatamente adiacente, finché non viene raggiunto l'umore desiderato.
Infatti, come le studiosa ha appurato, quando ci si trova in un particolare stato negativo, per esempio di tristezza o eccitabilità, non è proponendo la musica all'opposto del loro stato che si riesce a ottenere un risultato. Anzi, molto spesso si ottiene esattamente il contrario, perché il tipo di musica proposto, sebbene salutare, non entra però in risonanza con il soggetto, che si chiude e spesso, addirittura, si innervosisce.

La Ruota con il percorso dei vari umori, da seguire, però, in senso antiorario, è la seguente:
• a sud est dolce;
• a sud tragico;
• a sud ovest con solenne;
• a ovest maestoso;
• a nord ovest passionale;
• a nord gioioso;
• a nord est scherzoso;
• a est tranquillo.
Di conseguenza, in base alla teoria di Kate Hevner, una persona eccitata dovrà dapprima ascoltare un brano scherzoso, per poi passare all'umore successivo, ovvero l'umore gioioso, poi al passionale, in seguito al maestoso, poi il solenne, quindi il tragico, per infine arrivare al dolce e quindi al tranquillo. In questo modo riuscirà a calmarsi, avendo fatto un reale percorso terapeutico.

MUSICA TRANSPERSONALE
In base alla classificazione della Ruota degli Umori, la musica terapeutica per eccellenza, ovvero la melodiosità da raggiungere alla fine del percorso terapeutico appena indicato, è quella definita “tranquilla”, anzi forse si dovrebbe però precisare che è una “tranquillità transpersonale (spirituale n.d.A.)” dove le emozioni si placano eliminando i picchi, sia in negativo che in positivo, permettendo così, nell'equilibrata immobilità interiore, l'apertura alla felicità spirituale. Queste sonorità sono quelle più indicate a riportare equilibrio vitale ed armonico nella nostra realtà organica e psicologica. Tuttavia, come abbiamo appena indicato, per fare musicoterapia, è però necessario portare l'individuo alla tranquillità, accompagnandolo in un percorso che riprende il suo stato attuale, per guidarlo, poco alla volta, attraverso le diverse sonorità indicate, verso quella che gli porterà una maggiore pace interiore.

L'effetto della musica è cumulativo e si associa al modo in cui ci poniamo all'ascolto, all'ambiente che ci creiamo prima, durante e dopo... per esempio la musica che ascoltiamo la mattina è quella che poi influenzerà maggiormente la nostra giornata. E nella giornata stessa bisognerà fare attenzione al tipo di musica a cui si è sottoposti, come quando si è nei supermercati, o al lavoro, o la musica che si sceglie quando si è in macchina.
“La musica equilibra le energie fisiche, mentali ed emotive per mezzo della risonanza. Attraverso la risonanza, le forme vibrazionali generate nello spazio della musica possono imporre forme simili nel nostro campo elettromagnetico risultanti dal centro dell'immobilità dell'equilibrio. In questa condizione, niente può turbare a lungo il nostro equilibrio, anzi, emettiamo un suono simile a quello di un diapason ben intonato che, attraverso la risonanza, si rafforza e sconfigge le emozioni e le strutture di pensiero negative” (Randall McClellan – ibidem)


Si può dunque veramente affermare che quando portiamo le nostre vibrazioni ad essere in sintonia con l'universo, siamo in armonia con noi stessi e con la vita.

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Le acque sacre

Quasi un po’ per caso, durante un pellegrinaggio a Lourdes, la dottoressa Ciccolo della medicina auricolare di Milano, provò un giorno a misurare le frequenze dell’acqua con l’apparecchietto a sua disposizione. Secondo la scuola francese di auricolomedicina del dott. Nogier di Lione, 7 sono le frequenze di base su cui risuonano i tessuti biologici. Per riportare armonia e salute in una o in tutte e sette le zone principali del corpo si deve “semplicemente” sintonizzarli, nuovamente, sulla loro frequenza specifica. Queste sette frequenze possono quindi essere considerate le frequenze su cui è cablata la vita.
Fu quindi una sorpresa quando, misurando l’acqua sorgiva di questo luogo sacro, vi trovò tutte e 7 le frequenze di base, con la predominanza di due frequenze complementari.

Stimolata da questa sua scoperta iniziò a testare le acque sorgive dei diversi luoghi di culto della terra. In particolare si dedicò ad analizzare quei luoghi di culto dedicati a una figura divina femminile dove, quasi sempre, sgorga una fonte, e scoprì che le diverse acque sacre contenevano sempre le 7 frequenze con una predominanza di due complementari. Le frequenze, misurabili in Herz, vennero definite, secondo i parametri dell’auricolomedicina, con le lettere dell’alfabeto, dalla A alla G.

Iniziò così ad approfondire le sue ricerche, dedicandosi a lavorare con le acque di quei luoghi di culto vicini alla nostra cultura (tralasciò dunque di investigare più a fondo le acque provenienti, per es. dal Gange, o da altre fonti "sacre" al di fuori del nostro ambito italiano o particolarmente legato all'Italia).

Identificò 4 tipi fondamentali di acque:
- L'acqua di Lourdes, corrispondente all’elemento terra e con predominanza delle frequenze A e G,
- L'acqua di Montichiari, corrispondente all’elemento acqua e con predominanza delle frequenze B e F,
- L'acqua di Medjugoije, corrispondente all’elemento aria per le predominanze C ed E, e corrispondente all’elemento fuoco per la predominanza di D.

Secondo l'auricolomedicina le diverse frequenze sono terapeutiche per i seguenti contesti:

Frequenza A – ca. 2,5 Hz – è un’energia di tipo elettrico ed è la frequenza di base dei tessuti, quindi corrisponde alla cellula, alle mucose, alla pelle. Rappresenta la nostra reattività. Curando il tessuto iniziale si purificano e ricostruiscono le cellule, quindi gli organi, l’organismo intero e si ricostituisce la nostra capacità di sana interazione con l’ambiente.
Frequenza B – ca. 5 Hz – è un’energia di tipo magnetico, regola l’assunzione dell’energia attraverso l’etere, l’ossigeno, il cibo. Regola tutte le disfunzioni dell’apparato respiratorio, digestivo e pranico, quindi le ghiandole endocrine – ad eccezione delle surrenali.
Frequenza C – ca. 10 Hz – è un’energia di tipo magnetico-polarizzata, corrisponde all’apparato circolatorio, muscoli, ossa, sistema renale e genitale, di cui cura le disfunzioni.
Frequenza D – ca. 20 Hz – è un’energia conduttrice di tutte le altre energie, regola l’equilibrio delle simmetrie, cioè la comunicazione tra i due emisferi cerebrali con la razionalità e l’emotività e permette così di attingere all’energia universale entro cui si sviluppano tutte le altre energie.
Frequenza E – ca. 40 Hz – è un’energia di tipo magnetico-polarizzata, corriponde al midollo spinale, ai nervi e al sistema neurovegetativo. Regola il funzionamento inconscio degli organi.
Frequenza F – ca. 80 Hz – è un’energia di tipo magnetico, riguarda i centri nervosi della sottocorteccia che comandano le funzioni della frequenza E, si riferisce principalmente alla sensazione di essere a proprio agio o a disagio.
Frequenza G – ca. 160 Hz – è un’energia di tipo elettrico, corrisponde alla parte consapevole di noi, che tuttavia viene influenzata dalla ricezione di tutte le altre frequenze e, a sua volta, sarà in grado di influenzarle.

ULTERIORI RICERCHE DI LABORATORIO
Il dottor Alberto Ansaloni, stimato ricercatore all’Università Statale di Milano, ha condotto una serie di esperimenti per appurare se l’energia “emessa” dai pranoterapeuti (chiamata “bioenergia”) fosse scientificamente verificabile o no. Esegue diversi esperimenti rigorosamente scientifici, dove utilizzò l’acqua come mezzo di ricezione di questa energia, in cui viene fatto precipitare dell’ossicloruro di Bismuto colloidale, creando così un sistema chimico instabile, sensibilissimo agli stimoli esterni.

A seguito di questi esperimenti arriva alla conclusione che “l’intervento della Bioenergia induce, come primo impatto sulla materia, delle modificazioni sull’acqua. L’acqua si comporta come il sistema che riceve e fissa su di sé la Bioenergia, assorbendola e convertendola in altre forme di energia che rimangono accumulate, (…). L’energia viene successivamente liberata dall’acqua e ceduta ad altro sistema chimico (nel nostro caso la reazione colloidale) che la assorbe, modificando la sua struttura: la reazione colloidale sarebbe quindi solo rivelatrice della variazione indotta dalla Bioenergia sulla parte recettiva del sistema, cioè l’acqua.”

Quindi le ricerche appurano come la Bioenergia sia in grado di modificare la struttura del mezzo utilizzato per l’esperimento e, dato che l’organismo umano è composto in gran misura da acqua, l’esperimento lascia presupporre che questa energia, effettivamente, interagisca con il corpo umano.

Il dottor Ansaloni conduce quindi delle ricerche molto rigorose, assieme alla dott.ssa Ciccolo, sulle acque sacre, da sempre conosciute per le loro proprietà curative, e nota immediatamente come queste acque si presentano simili a quelle trattate da un pranoterapeuta, dopo una seduta bioradiante, senza che vi sia contatto fisico ma solo con le mani tenute per venti minuti a qualche centimetro di distanza. La conclusione a cui arrivano è quella che queste acque possiedono lo stesso tipo di “energia” di quelle irrorate di Bioenergia e bioattivate. Il dottor Ansaloni non indaga sugli effetti terapeutici di queste acque ma si “limita” a constare, a livello scientifico, che queste acque sono cariche di un’energia diversa da quella contenuta dall'acqua "normale".

LE ACQUE "MARIANE"
Un’ulteriore scoperta è quella che queste acque sacre, chiamate anche “mariane” in quanto, solitamente, sgorgano nei pressi di luogo di culto dedicati alla Vergine, hanno la capacità di attivare altre acque “normali” (quindi anche quella del rubinetto) attraverso l’immissione di 3 gocce di acqua sacra in un litro di acqua normale e un’attesa di 24! Un’acqua attivata in questo modo presenta le stesse qualità di quella originale, per cui, a sua volta, potrà attivare della nuova acqua, senza che questa perda in “potere”.

Così spiega Ansaloni: “le acque provenienti dai luoghi di culto sopra citati riescono a trasmettere le loro caratteristiche a campioni di acqua comuni, per mezzo di diluizioni successive: proprietà che abbiamo definito di ‘attivazione’. Il fenomeno è particolarmente interessante in quanto si osserva che, a dispetto di forti diluizioni di acqua attiva in acqua non attiva, non si assiste ad attenuazione del livello di attività.”
Lo stesso fenomeno è stato poi osservato con le acque bioattivate da un pranoterapeuta.

CONCLUSIONE
A questo punto è lecito pensare che le Acque Sacre non siano, per così dire, di origine "spirituale", bensì posseggano una forte "carica energetica" fisica, lo stesso che accade nei pranoterapeuti che, misurando la loro normale carica energetica, questa risulta essere di molto superiore a quella media, generalmente misurabile negli esseri umani "normali". In molti luoghi di culto, specie se questi sono stati eretti su templi di più antica natura, lo spazio scelto corrispondeva sempre a un punto in cui tali energie della Terra venivano catalizzate e quindi amplificate dalla costruzione. In questi luoghi si avverte pure un tipo di energia particolare, che è simile a quella che oggi si misura nei pranoterapeuti. In questi luoghi, solitamente dedicati al culto della Grande Madre, c'era quasi sempre una fonte che, ovviamente spillava un'acqua carica di quelle energie risanatrici!

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La sfida ambientale

Il pensiero alternativo ha avuto l'indiscusso merito di aumentare la consapevolezza nei confronti del benessere personale, sociale e pure quello ambientale.
Molti sono gli sforzi che si stanno effettuando per cercare di salvare il pianeta dalla catastrofe, anche se, purtroppo, gli interessi economici sembrano spesso prevalere sul buon senso. La visione separata dal tutto, che noi Occidentali abbiamo sviluppato nel corso della nostra storia, legata al predominio della mente, ci impedisce ancora di entrare in contatto rispettoso con le realtà diverse dalle nostre, come appunto possono essere quelle che troviamo disseminate sulla Terra su cui viviamo, la natura, gli animali… Il manifesto per questa nostra nuova consapevolezza, che in molti hanno e stanno tentando di far nascere nelle coscienze di noi Occidentali, è stato il discorso di capo Sealth (Seattle), della tribù Suquamish, in risposta a un'offerta del Presidente Franklin Pierce, nel 1853, per l’acquisto di due milioni di acri, di ciò che oggi è lo stato di Washington, al prezzo di 150.000 dollari. Qui di seguito vi proponiamo la versione completa.

OGNI PARTE DELLA TERRA E' SACRA
“Come potete comprare o vendere il cielo, o il calore della terra? L’idea è strana per noi. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria e lo scintillio dell’acqua, come potete, voi, comprarli? Ogni parte di questa terra è sacra per la mia gente. Ogni ago di pino lucente, ogni spiaggia sabbiosa, ogni foschia nei boschi ombrosi, ogni radura e ogni insetto ronzante è sacro alla memoria ed esperienza del mio popolo. La linfa che scorre lungo gli alberi porta le memorie dell’Uomo rosso. I morti dell’Uomo bianco dimenticano il paese dove sono nati quando vanno a camminare fra le stelle. I nostri morti, mai dimenticano questa terra meravigliosa perché essa è la madre dell’Uomo rosso. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. Le piante fiorite sono nostre sorelle, il cervo, il cavallo, la grande aquila, essi sono nostri fratelli. Le creste rocciose, i fiori nella prateria, il calore del corpo del pony e l’uomo, tutto appartiene alla stessa famiglia.
Allora, quando il Grande Capo a Washington manda a dire che desidera comprare la nostra terra, chiede veramente molto a noi. Il Grande Capo ci manda a dire che riserverà un posto per noi in modo che potremo vivere confortevolmente; sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Noi prenderemo in considerazione la vostra offerta di comprare la nostra terra, ma non sarà facile, perché questa terra è sacra per noi. Quest’acqua scintillante che scorre nei ruscelli e nei fiumi non è solo acqua ma il sangue dei nostri avi. Se vi vendiamo della terra dovrete ricordarvi che è sacra e dovrete insegnare ai vostri figli che è sacra e che ogni riflesso evanescente nell’acqua limpida dei laghi, racconta di eventi e memorie della vita del mio popolo. Il mormorio dell’acqua è la voce del padre di mio padre. I fiumi sono nostri fratelli, essi spengono la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e portano nutrimento ai nostri figli. Se vi vendiamo della terra dovrete ricordarvi e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono nostri fratelli e i vostri fratelli e, d’ora innanzi, dovrete dare ai fiumi la stessa gentilezza che date al fratello.

Sappiamo che l’Uomo bianco non comprende il nostro modo. Una porzione di terra, per lui, è la stessa di un’altra, poiché lui è come lo straniero che viene di notte e prende dalla terra qualsiasi cosa lui abbia di bisogno. La terra non gli è sorella ma nemica e quando l’ha conquistata vi si stabilisce abbandonando alle sue spalle la tomba di suo padre, poiché non gli importa. Rapisce la terra dai suoi figli, poiché non gli importa. La tomba di suo padre e i diritti di nascita dei suoi figli vengono dimenticati. Tratta sua madre: la terra, e suo fratello: il cielo, come cose che possono essere comprate, saccheggiate o vendute come pecore o brillanti perline. Il suo appetito divorerà la terra lasciandosi alle spalle solo un deserto.
Io non so, i nostri modi sono diversi dai vostri. La vista delle vostre città reca dolore agli occhi dell’Uomo rosso. Ma forse è perché l’Uomo rosso è selvaggio e non comprende. Non c’è posto quieto nelle città dell’Uomo bianco. Nessun luogo dove udire le foglie aprirsi in primavera o il fruscio delle ali di un insetto. Ma forse è perché sono selvaggio e non comprendo. Lo sferragliare sembra solo un insulto alle orecchie. E cosa c’è da vivere se un uomo non può sentire il grido solitario del caprimulgo o le discussioni delle rane intorno a uno stagno la notte? Io sono un Pellerossa e non comprendo. L’Indiano preferisce il soffice suono del vento che si slancia come una freccia sulla superficie di uno stagno e l’odore stesso del vento, lavato da una pioggia di mezzodì o profumato dal pino ad ombrello.
L’aria è preziosa per l’Uomo rosso poiché tutte le cose condividono lo stesso soffio: la bestia, l’albero, l’uomo. L’Uomo bianco non sembra notare l’aria che respira, come un uomo morente da giorni è insensibile al suo stesso fetore.

Ma se vendiamo la nostra terra, dovrete ricordarvi che l’aria è, per noi, preziosa, l’aria condivide il suo spirito con tutta la vita che sostiene. Il vento che diede a nostro nonno il suo primo respiro accoglie anche il suo ultimo sospiro. E se noi vendiamo la nostra terra la dovrete mantenere da conto e sacra, come un posto dove persino l’Uomo bianco potrà andare ad assaporare il vento addolcito dai fiori della prateria.
Così noi considereremo la vostra offerta di comprare la nostra terra. Se noi decideremo di accettare, porrò una sola condizione: l’Uomo bianco dovrà trattare gli animali di questa terra come suoi fratelli.
Io sono un selvaggio e non comprendo che il mio modo. Ho visto migliaia di bestie che marcivano nella prateria, abbandonati dall’Uomo bianco che gli aveva sparato da un treno in corsa. Io sono un selvaggio e non comprendo come il fumante cavallo di ferro, possa essere più importante del bisonte che noi uccidiamo solo per vivere.
Cos’è un uomo senza le bestie? Se tutte le bestie scomparissero l’uomo morirebbe di una grande solitudine dello spirito. Perché, qualsiasi cosa accada alle bestie, presto accadrà pure all’uomo, tutto è connesso. Dovete insegnare ai vostri figli che la terra sotto ai loro piedi è la cenere dei nostri nonni. Così essi rispetteranno la terra, dite ai vostri che la terra è ricca delle vite della nostra stirpe. Insegnate ai vostri figli ciò che noi abbiamo insegnato ai nostri: che la terra è nostra madre. Qualsiasi cosa accada alla terra, presto accadrà ai figli della terra. Se l’uomo sputa sul terreno, sputa su se stesso.
Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, l’uomo appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono connesse, come il sangue unisce una famiglia. Tutte le cose sono connesse. Qualsiasi cosa accada alla terra, accadrà ai figli della terra. L’uomo non ha tessuto l’ordito della vita, lui non è che un filo. Qualsiasi cosa faccia all’ordito, la fa a se stesso.
Persino l’Uomo bianco, il cui Dio cammina fianco a fianco chiacchierando con lui come amici, non è esonerato dal comune destino. Potremmo essere fratelli, dopo tutto. Vedremo.

Una cosa io so e che l’uomo bianco un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Voi, ora, forse penserete che lo possedete come vorreste possedere la nostra terra, ma non potete. È il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’Uomo rosso e per il Bianco. Questa terra gli è preziosa e danneggiare la terra è come opprimere di disprezzo il suo Creatore. Anche i Bianchi scompariranno, forse prima delle altre tribù. Contaminate il vostro letto e soffocherete, una notte, nei vostri stessi detriti. Ma morendo, voi brillerete luminosi, ardenti della forza di Dio che vi ha portato a questa terra e per qualche scopo speciale vi ha dato il dominio su di essa e sull’Uomo rosso.
Questo destino è un mistero per noi, poiché non comprendiamo il massacro dei bisonti, i cavalli selvaggi domati, i segreti angoli della foresta appesantiti dall’odore di molti uomini e la vista delle colline mature offuscata dai fili che parlano.
Dov’è la boscaglia? Scomparsa. Dov’è l’aquila? Scomparsa. La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza!”

LA "SUPERIORITA'" DELL'ESSERE UMANO
Leggendo le parole di capo Sealth vediamo scorrere davanti ai nostri occhi anni e anni di incredibili violenze fatte sulla natura che, in effetti, oggi si rivelano non soltanto nel disastro ecologico che abbiamo causato, ma anche nella nostra incapacità di percepire noi stessi come corpo, con la sua bellezza e saggezza innata.
Nel corso della nostra storia abbiamo sempre più sviluppato l'idea di essere non solo separati dall'insieme della creazione ma anche e soprattutto di essere superiori. In parte anche la religione ha contribuito al manifestarsi di questa convinzione, nel momento che nella Bibbia, proprio nelle prime pagine, dove si racconta della creazione del mondo e dell'uomo, Dio dice ad Adamo ed Eva: "Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra." (Genesi 1, 28). In questo caso le direttive di Dio sono state veramente prese alla lettera!
Ma ora ci troviamo di fronte a dei reali disastri ed è quindi lecito e d'obbligo pensare alle possibili soluzioni per migliorare la situazione.
Aurelio Peccei (vedi anche qui), un grande manager FIAT, fondatore e Presidente del primo organismo internazionale che cominciò a mettere in dubbio il dogma "crescita economica = progresso", il Club of Rome, nel 1981 pubblicava a Parigi, città dove l'illustre Club di scienziati e pensatori si trasferì nel 1985, alla morte del suo animatore, il libro "Cent pages pour l'avenir".

In questo testo Peccei, analizzava la situazione ambientale e indicava poi dei punti chiave, per arrivare a migliorare la situazione del pianeta. Furono in molti, allora, a indignarsi di fronte alle sue parole, in modo particolare la classe borghese, "benpensante" e cattolica. Infatti Peccei era molto esplicito nel metter in guardia sui disastri a cui si andava incontro, e proprio per questo la società continuava a considerarlo un fastidioso allarmista. Tuttavia, al di là della sua crudezza, ("Gli uomini continuano a vivere sul pianeta come vermi sulla carogna") lavorava intensamente su progetti che erano dettati dal suo amore per la vita in tutte le sue forme e dalla preoccupazione per la piega che stavano prendendo le cose del mondo. Aurelio Peccei amava definirsi "a hopeless generalist" – "un irrimediabile generalista", che preferiva dedicare le sue forze a migliorare di un millimetro il livello di vita generale, piuttosto che a risolvere uno specifico problema in un sol campo o in un solo luogo.

UN FUTURO MIGLIORE?
Peccei sollecitava a:
- sviluppare un'etica sociale che avrebbe permesso di intraprendere quei passi, necessari a migliorare lo stato del pianeta e di tutto ciò che lo abita;
- custodire la natura e rispettare tutte le forme di vita, perché solo questo è in grado di garantire una qualità di vita migliore per tutti;
- proteggere le diverse culture dell'umanità perché sono un'importante eredità da salvaguardare;
- fare in modo che ogni generazione lasci ai suoi eredi un mondo migliore di quello che trovato;
- prendersi cura solo di quelle necessità che avrebbero migliorato la situazione non solo pochi singoli ma della comunità;
- garantire un "minimo sociale" per l'assistenza dei cittadini;
- allo stesso modo, garantire un "massimo sociale", per non sprecare in eccessi;
- considerare la sicurezza una necessità primaria da raggiungere, non attraverso gli armamenti, bensì sviluppando la maturità culturale degli individui e della società;
- rispettare il fatto che non ci deve essere dipendenza fra "economia" ed "ecologia";
- sviluppare l'etica della semplicità, piuttosto che quella del consumo.
Se si considerano i punti sollecitati da Peccei e poi si analizza la situazione in cui oggi ci troviamo, non è possibile evitare un certo sconforto

Al World Summit di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile, Kofi Annan, il 27 agosto 2002 così parlava, illustrando, forse, il desiderio dei più nel voler mettere fine a una situazione che grava su di noi come una vera e propria spada di Damocle:
"Immaginate un futuro d'incessanti uragani e alluvioni, d'isole e regioni costiere densamente popolate inondate dall'innalzamento degli oceani, terreni un tempo fertili resi sterili da siccità e desertificazione, emigrazioni di massa di rifugiati per cause ambientali, conflitti e guerre per contendersi l'acqua e altre preziose risorse naturali.
E ora immaginate che è possibile sperare un contesto migliore, con tecnologie rispettose dell'ambiente; città vivibili; abitazioni, mezzi di trasporto e industrie che sfruttano fonti alternative d'energia; e migliori standard di vita per tutti i popoli della Terra, non per una fortunata minoranza soltanto.

Scegliere tra queste due opposte visioni spetta a noi. Le attuali tendenze forse non sono del tutto incoraggianti, e ormai sappiamo abbastanza di problemi ecologici da temere il peggio. Tuttavia siamo ancora in tempo per allontanarci dall'orlo del peggio. Cosa ancora più importante, esiste un altro cammino da percorrere, migliore per i popoli, meno dannoso per l'ambiente e possibile grazie alle politiche, alle conoscenze e alle tecnologie oggi a nostra disposizione. L'umanità ha mosso i primi passi in questa migliore e più illuminata direzione. Scopo del World Summit di Johannesburg sullo Sviluppo Sostenibile è far sì che questi primi passi in quella direzione continuino, che noi tutti ci mettiamo immediatamente e definitivamente in marcia.
(…) Oggi ci occorre una rivoluzione intesa nel senso di una comune gestione del pianeta. Per troppo tempo troppe persone hanno creduto che i limiti naturali del benessere si fossero ormai raggiunti. Per troppo tempo troppe persone hanno confidato esclusivamente nelle conquiste della tecnologia come nell'unica e ineluttabile risposta a qualsiasi limitazione delle risorse o qualsiasi vulnerabilità potesse presentarsi.

Col tempo, tuttavia, a mano a mano che l'umanità si è andata ritrovando in territori inesplorati per quanto concerne lo sfruttamento dell'energia e la crescita della popolazione e, in particolare, a mano a mano che andava affiorando il naturale desiderio da parte dei popoli di condividere quella prosperità finora goduta da pochi, abbiamo cominciato a capire i pericoli insiti nell'attuale modello di sviluppo.
Ora che le foreste sono state abbattute, che le falde acquifere si sono prosciugate, che l'atmosfera è satura di sostanze tossiche e che gli oceani sono pressoché svuotati di pesci; ora che il clima ha iniziato a ritorcersi contro di noi, riflettendo il nostro dissoluto modo di vivere, il mondo comincia a vedere i pericoli delle attività umane nel suo complesso. Le varie società del mondo stanno cercando di far sì che la crescita economica e la protezione dell'ambiente vadano di pari passo, e non siano in conflitto tra loro. Molti gruppi hanno cercato di diffondere una presa di coscienza. Molti imprenditori stanno cogliendo le occasioni che le tecnologie e le pratiche rispettose dell'ambiente offrono.

Come comunità mondiale abbiamo tenuto decisive conferenze, come quella di Stoccolma nel '72 e quella di Rio de Janeiro nel '92, abbiamo negoziato dozzine di accordi multilaterali, abbiamo fondato istituzioni come il Programma Ambientale dell'Onu, e abbiamo delineato una comune visione del cammino da percorrere con i Millennium Development Goals, che comprendono la cancellazione della povertà e della fame, la riduzione della mortalità infantile, il raggiungimento dell'uguaglianza tra i sessi e dell'educazione primaria universale. Ma, come spesso succede, la nostra comprensione, quella dell'opinione pubblica e quella della comunità scientifica è andata ben oltre la risposta politica. Il Summit offre la possibilità di recuperare lo svantaggio.

Johannesburg mira a dare pari attenzione alla duplice aspirazione dello sviluppo sostenibile. (…) Per i più poveri dell'umanità in particolare, sviluppo significa possibilità di nutrirsi, di andare a scuola, di curarsi, per sé e per i loro figli. Ma lo sviluppo che tiene in scarsa considerazione la sostenibilità, alla fine è solo autolesionistico. La prosperità costruita saccheggiando l'ambiente naturale non è affatto prosperità, è soltanto un rinvio temporaneo del disastro futuro. La questione non è in questi termini: ambiente contro sviluppo oppure ecologia contro economia. No, i due ambiti possono esser integrati. Non è questione di ricchi o poveri, tutti hanno interesse allo sviluppo sostenibile.

(…) Le previsioni catastrofiche, i panorami apocalittici e gli scenari funesti non sono sufficienti a ispirare i popoli affinché cambino le loro politiche o il loro modo di comportarsi quotidianamente. Ma non possiamo neppure sottovalutare i problemi che ci stanno di fronte, o pensare che lo sviluppo sostenibile si attuerà per conto proprio. All'alba di questo nuovo secolo dobbiamo fare una scelta. Abbiamo sia le risorse umane sia quelle materiali che occorrono per attuare uno sviluppo sostenibile, non un concetto astratto, ma una realtà tangibile. A Johannesburg i popoli dovranno essere uniti: per dimostrare la nostra appartenenza a un destino comune, per dimostrare che affronteremo questa sfida seriamente, e infine per esercitare una maggiore responsabilità nei confronti di ciascuno di noi, degli altri e della Terra dalla quale dipendono il progresso e il benessere comuni."

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I colori sono forze

"Un colore esprime il suo valore solo quando è in consonanza con un altro vicino. Ciò che conta, nei colori, sono le relazioni. Una tonalità, da sola, è unicamente un colore, due tonalità possono, invece, già diventare un accordo, una vita." (Henry Matisse)

A differenza delle onde sonore, le onde luminose possono viaggiare nello spazio vuoto, non necessitano dunque di alcun mezzo fisico per manifestarsi.
Gli antichi testi hanno sempre parlato di consonanze, ovvero di come i colori vibrino all'unisono con i nostra chakra. Riattivare la giusta attività vibratoria dei nostri chakra, attraverso la visualizzazione dei colori corrispondenti, significa risintonizzare i nostri corpi sottili sulla propria onda vibratoria in armonia con le vibrazioni cosmiche.
La creazione è vibrazione - quindi anche luce - noi siamo creature figlie della luce e la luce, come disse Le Clézio, è costantemente all'opera nella creazione. Infatti, ciò che determina nelle piante il rallentamento del ciclo vegetativo non è tanto l'insorgere del freddo invernale bensì la diminuzione della luce diurna. Anche noi esseri umani, proprio come tutte le creature, siamo sensibili alla mutazione della luce:
"Poiché la luce è la fonte d'energia all'origine dei cambiamenti chimici, sembra logico supporre che variando le caratteristiche dell'energia luminosa si modificheranno le trasformazioni chimiche". (Da "Health and Light", di J.N.Ott).
Colori e forme influenzano fortemente il nostro inconscio e la pubblicità, oggi, si avvale di queste conoscenze per identificare e utilizzare ciò che più riscuote rispondenza emozionale sui possibili acquirenti. Queste tecniche si avvalgono delle conoscenze e degli insegnamenti di antica origine, che oggi la psicologia ci ripropone in veste moderna.
La nostra scienza ha comunque iniziato a identificare le particolarità della luce grazie a Isaac Newton, che nel 1666 formulò la prima teoria del colore. Fece passare la luce del sole attraverso un prisma che scompose la luce nei sette colori fondamentali: il rosso, l'arancione, il verde, il blu, l'indaco e il violetto (ametista). Nel 1914 Wilhelm Ostwald individuava i colori di base da cui era possibile produrre tutti gli altri: il rosso, il blu e il giallo. La luce, nei suoi sette colori che la formano, è energia radiante visibile. Essa viaggia nello spazio sotto forma di onde vibratorie che si diversificano tra loro in base alle lunghezze d'onda misurate in Ångström (Å) che equivalgono a un centimilionesimo di centimetro.

Il rosso va da 6000 a 6700 Å,
l'arancione da 5900 a 6000 Å,
il giallo da 5800 a 5900 Å,
il verde da 5000 a 5500 Å,
il blu da 4700 a 5000 Å,
il viola da 4300 a 4600 Å.

L'AZIONE DEI COLORI
Henry Matisse diceva che "i colori sono forze". Infatti i colori "curano", influenzando il meccanismo psicofisico dell'individuo. È importante conoscere gli effetti dei colori sulla psiche (e di conseguenza sull'organismo), in quanto la scelta attenta dei giusti colori nell'ambiente o nei vestiti o, magari anche solo negli accessori, può contribuire ad apportare quei tocchi riequilibratori, a volte così importanti e necessari nella vita quotidiana.
Alcuni colori sono in grado di rilassare e mettono di buon umore, mentre altri stimolano e rinvigoriscono. A grandi linee possiamo così sintetizzarli:

Il rosso - il fuoco nelle fondamenta. È vitalizzante. È ottimo per tutto ciò che è rallentato e ipofunzionale. È benefico per tutto ciò che è contratto e teso dalla rigidità, è un corroborante, che, rilassando, tonifica favorendo la circolazione del sangue e dell'energia.
Corrisponde al senso dell'olfatto, appartiene al primo chakra (in musica corrisponde al Do);
L'arancione - la spinta all'azione. Sblocca, libera tutto ciò che è represso e stagnante permettendo di superare le limitazioni. Apre ai nuovi impulsi di crescita favorendo l'evoluzione e il cambiamento.
Corrisponde al senso del gusto e all'attaccamento alla vita, appartiene al secondo chakra (in musica corrisponde al Re).
Il giallo - l'autonomia della consapevolezza. Stimola le funzioni endocrine, la digestione, il fegato, l'intestino e la pelle, di conseguenza depura, disintossica, liberando dalle tossine fisiche e psicologiche. I canali, così purificati, sono in grado di assimilare meglio e di raggiungere quindi un benessere generale. La tonalità chiara è più indicata per l'intelletto che aiuta a chiarire e a riordinare. Quella più intensa, invece, si rivolge maggiormente al fisico.
Corrisponde al senso del tatto, appartiene al terzo chakra (in musica corrisponde al Mi).
Il verde - il cuore della situazione. È composto dal blu e dal giallo, esercita un'azione rasserenante e chiarificante al tempo stesso. Stimola la ghiandola pituitaria e il plesso cardiaco. Porta equilibrio al fisico e alla mente sintonizzandoli su di un'armonica connessione. Si riferisce al verde erba e si consiglia di utilizzarlo quando non si sa a quale colore fare riferimento.
Corrisponde al senso dell'intuizione, appartiene al quarto chakra (in musica corrisponde al Fa).
Il blu - la saggezza interiore. Rallenta i ritmi per cui è eccellente nelle iperfunzionalità, nelle infiammazioni e nelle eccitazioni. È un potente antisettico. È rinfrescante, rilassante, soporifero. Viene anche definito il colore della verità, ovvero la qualità in grado di vedere il tutto.
Corrisponde al senso della vista, appartiene al quinto chakra (in musica corrisponde al Sol).
L'indaco -altri modi, altri mondi. È un insieme di potenza e di praticità e corrisponde alle parti spirituali che influenzano il corpo favorendo quei cambiamenti, in sintonia con le forze spirituali più elevate.
Corrisponde ai bioritmi, in quanto controlla l'epifisi, appartiene al sesto chakra (in musica corrisponde al La).
Il violetto (ametista) l'insieme di tutte le vite. È il colore che purifica gli ideali aprendo l'animo alle più alte ispirazioni che guidano all'autorealizzazione. Viene considerato il colore della meditazione, in quanto inibisce le attività permettendo così di ottenere una migliore concentrazione interiore.
Corrisponde al senso dell'udito, appartiene al settimo chakra (in musica corrisponde al Si).

Il bianco, ovvero la somma dei sette colori, facilita una visione, emotivamente meno coinvolta, della vita. C'è linearità nel pensiero e pacatezza, si osservano le connessioni universali, riuscendo così a mantenerle come riferimento equilibrante per la propria esistenza. Rappresenta il potere del silenzio interiore, dell'immobilità attiva, e conferisce grandi possibilità di recupero. Sviluppa i legami spirituali.
Chi cerca questo colore, ha bisogno, o esprime le caratteristiche della limpidezza, del potere armonico e della essenzialità.
L'oro segnala il bisogno di perfezione e saggezza suprema.
L'argento è il colore dell'universalità e di una ampia conoscenza, chi lo utilizza può quindi manifestare, a livello inconscio, questo suo bisogno o questa sua capacità.

Ma, accanto ai colori dell'arcolbaleno con l'oro e l'argento, ce ne sono molti altri che, abitualmente, fanno parte della nostra vita. Dato che sono sempre la somma di diversi colori, i significati di ognuno si assommano a quelli degli altri. Vediamone comunque alcuni.

Il rosa viene considerato il colore che unisce, il colore del tenero amore che alimenta la vita. Linda Clark nel suo "Cromoterapia", riferisce di una donna che, arrivata a una certa età, riuscì a riacquistare un aspetto sano e giovanile grazie a profonde e regolari "inspirazioni" di rosa, colore che poi indirizzava su quelle parti del suo corpo che maggiormente avevano bisogno di rifiorire.
Il pesca è considerato il soffio di Dio, infatti è un insieme di rosa e di giallo e aiuta a progredire spiritualmente.
L'azzurro è il colore della mente, facilita il pensiero astratto e la riflessione, la meditazione, in quanto infonde la pace e la serenità necessaria.
Il celeste a piccole dosi è rasserenante, tuttavia è bene non esagerare perché, se troppo, può calmare troppo l'umore e portare alla depressione.
Il grigio, manifesta le qualità del giudizio e del discernimento. Se è in una tonalità tendente al bianco, vengono aggiunte delle qualità propositive, se invece tende al nero, si sarà più portati a un'analisi che tende al pessimismo.
Il marrone è un colore che aiuta a ritirarsi in se stessi (in effetti è il colore preferito delle biblioteche), apporta senso di stabilità, equilibrio e sicurezza. Tuttavia, se troppo, può risultare pesante e provocare ottusità.

NOTE AGGIUNTIVE

CONSIGLIATI
Un bel sito per approfondire piacevolmente le informazioni sui colori è Fralenuvol.
Color Ray Healing
Colorstrology

BIBLIOGRAFIA
- L'Arcobaleno uomo,
Annie Wilsono-Lilla Bek, Edizioni Siad
- Guarire con i colori,
Roland Hunt, Meb Edizioni
- Cromoterapia,
Linda Clark, Red Edizioni
- Vibrazioni di guarigione,
Carla F. Caporale, Verdechiaro

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PNI: sani dentro, sani fuori

L’interesse su come gli stati interiori influenzino la condizione della nostra salute è di vecchia data. Già il medico greco Galeno (130-200 d.C.) aveva evidenziato come certe tipologie umane avessero la predisposizione a sviluppare determinati disturbi.
Galeno aveva descritto come il tipo ‘melancolico’ avesse la tendenza a sviluppare dei tumori più di ogni altra tipologia. La medicina, sin dalle sue origini, aveva osservato lo stretto rapporto esistente fra il corpo e la psiche, da qui il detto romano: mens sana in corpore sano. Negli ultimi anni, con il concetto di disturbo psicosomatico - cioè della psiche che influisce sul soma, il corpo - la scienza sta tentando di identificare e meglio comprendere queste importanti connessioni. In modo particolare si sono concentrati gli studi sull’effetto dello stress.

LO STRESS INFLUISCE SULLA SALUTE
Nel 1950, il medico e ricercatore austriaco Hans Selye, naturalizzato in Canada, conduce uno dei primissimi studi sugli effetti dello stress all’Institute of Experimental Medicine and Surgery di Montreal, di cui lui era a capo.
Da questo rapporto si legge come lo stress ambientale determini negli animali, come negli uomini, il rilascio di adrenalina (vedi box), a cui poi l’organismo si adegua. Tuttavia, se l’agente stressogeno continua nel tempo, il naturale meccanismo di adattamento comincia a indebolirsi, provocando infine una serie di disturbi che Selye chiamò ‘malattie da adattamento’. Selye evidenziò come lo stress influisce sul sistema nervoso simpatico, su quello endocrino e quello linfatico.
Gli studi successivi a quelli di Seyle (Canon 1953) dimostrarono come, non solo l’esaurimento fisico, bensì le emozioni acute troppo prolungate fossero una delle cause principali dello stress. (Vedi pie' pagina: ‘Stress ed emozioni’.) E nel 1984, i ricercatori Lazarus e Folman allargarono definitivamente il significato di stress a una situazione con una forte componente psicologica, derivante, cioè, da una reazione alle sollecitazioni dell’ambiente che “la persona percepisce come imponenti ed eccessive per le sue risorse a disposizione”. Questa ridefinizione, tuttavia, non ha evidenziato gli effetti fisiologici sul sistema immunitario. Di questo specifico settore si occuperà la psiconeuroimmunologia, chiamata anche PNI per comodità.

LA PNI
Ha avuto inizio con uno studio di Engel, nel 1962, che partiva dalla ricerca sui modelli di malattia multifattoriale generati dallo stress. Questo studio fu ampliato, in seguito, da Solomon che si concentrò sull’impatto degenerativo causato dallo stress sul sistema immunitario. Nel 1981 i ricercatori Ader e Cohen coniarono il temine di ‘psiconeuroimmunologia’ per descrivere le interazioni che avvengono tra il sistema nervoso e quello immunitario. La PNI riconosce fermamente la natura multifattoriale del benessere e del malessere. Le ricerche, continuate in questo campo, evidenziarono come le emozioni negative e lo stress siano in grado di influire negativamente sulle cellule.

Il sistema immunitario è quel dispositivo che permette al nostro organismo di controllare ed eliminare tutti quei fattori che potrebbero scatenare una patologia.
Ormai da molti anni, gli esperimenti eseguiti nei principali organi di ricerca statunitensi, ma anche europei, hanno statisticamente provato che, migliorando le qualità psicologiche della vita, il sistema immunitario tende a riprendersi. In pazienti ammalati di cancro, o da altre malattie degenerative, si è riscontrato che, quelli sottoposti a particolari attenzioni psicologiche, riuscivano a vivere più a lungo di quelli che invece non erano seguiti psicologicamente. Inoltre si approcciavano alla morte con spirito più sereno.
Sembrerebbe che siano gli alti livelli ansia a influire negativamente sul sistema immunitario, indebolendo sempre di più le sue capacità. Dopo dieci anni di ricerca all’Ohio State University a Columbus, negli Stati Uniti, si è dimostrato che la risposta degli anticorpi e del sistema immunitario diminuisce con il crescere dell’ansia.

Esiste, dunque, una intima relazione tra il cervello e il sistema immunitario e le ricerche, oggi, dimostrano che avvengono dei cambiamenti biologici significativi quando si è vittima di stress ansiogeno prolungato.

ALCUNE SOLUZIONI
Diversi sono i metodi che oggi abbiamo a disposizione per migliorare la risposta del sistema immunitario, e per eliminare, dunque, quelle informazioni negative fissate dalle nostre emozioni (vedi pie' pagina: ‘Memoria delle cellule, ovvero la memoria dell’acqua’).
Le tecniche di biorisonanza, per esempio, si avvalgono dello strumento elettronico per risintonizzare l’organismo sulle sue giuste frequenze. Così facendo si trasmette al corpo la giusta informazione che dovrebbe sostituire, nel tempo, cioè dopo ripetute sessioni, quella negativa.
Su questo principio della biorisonanza si sono sviluppati diversi metodi e apparecchiature. Anche altre tecniche, pur essendo di antichissima origine, oggi si sa, che sfruttano proprio il principio delle frequenze. Per esempio, la visualizzazione usata nella meditazione, è generatrice di frequenze armonizzanti. La vibrazione interiore provocata dalla recitazione di mantra o preghiere è anch’essa apportatrice di frequenze armonizzanti - addirittura ci sono preghiere o salmodie speciali per ‘trattare’ ogni tipo di disagio! Tutto l’universo è vibrazione, quindi frequenza. Ogni manifestazione ha il suo giusto valore di frequenza. Quando, per una qualsiasi ragione, ci si ‘stona’, le frequenze non sono più quelle che dovrebbero essere, e si manifesta così il disordine, quindi, la malattia.
Le diverse discipline spirituali hanno, nei secoli, proposto delle tecniche di meditazione o preghiera che, a livello scientifico, si sono potute constatare positive nel far recuperare la salute agli individui. Il problema è che si sono rivelate salutari solo in alcuni individui. Perché? Ancora ci viene in aiuto la PNI.

Dagli studi effettuati per identificare ciò che è in grado di influire positivamente sulle emozioni, oltre alle attenzioni psicologiche, si è testato il movimento fisico. La conclusione è stata che, se il movimento fisico viene imposto contro voglia, questo obbligo viene recepito come stressogeno e influisce, quindi, negativamente sul sistema immunitario. Quando invece si fa del movimento come risultato di un desiderio volontario, allora l’effetto è rigenerativo sul sistema immunitario.
In poche parole, dove c’è costrizione e imposizione, si genera tensione. La tensione prolungata crea ansia, emozioni negative in genere, e questo si manifesta in un indebolimento delle capacità difensive del corpo. Ogni situazione che crea tensione è dunque negativa, anche se, in se stessa, la situazione non lo sarebbe. A chi non è capitato di vedere degli individui che seguivano un cammino spirituale, o una qualunque altra tecnica o modalità, che, pur essendo così ligi alla disciplina non potevano certo dirsi delle persone che emanavano un senso di salute e benessere interiore. Spesso sono individui interiormente tesi a migliorarsi, a evolversi, a contenersi, o a dare il proprio esempio e aiutare gli altri...
Se la tecnica salutare è perseguita con rigidità gli effetti sul benessere psico-fisico potrebbero essere realmente devastanti!
“Un numero crescente di persone si sforza di usare la coscienza per stare bene, per creare la propria realtà di salute e assumersi piena responsabilità di ciò che accade. (...) ‘Pensare positivo’ ha effetti collaterali e nutrirsi forzatamente di speranza è sempre più spesso riconosciuto pericoloso. (...) Quasi sempre, in questi esercizi, si fa riferimento alla parte cosciente della psiche. Tuttavia, la psicologia moderna ha dimostrato che gran parte della vita psichica non risiede nella coscienza, ma nell’inconscio. (...) L’inconscio implica considerevolmente la preghiera. (...) Oggi identifichiamo la preghiera quasi esclusivamente con la razionalità e la consapevolezza, qualcosa da esprimere in modo cosciente attraverso il linguaggio. (...) Uno dei principi fondamentali della psicologia di C. G. Jung è che nella psiche di ogni uomo c’è un impulso intrinseco verso la totalità e l’integrazione. Questa ‘urgenza all’unità’ è sostanzialmente spirituale ed è alla base dei principi di tutte le grandi tradizioni religiose, è il bisogno di tornare, o di ricongiungersi, in qualche modo, all’Assoluto. Questa spinta verso la totalità è la caratteristica fondamentale della preghiera e del fervore religioso, il sentirsi attirati verso qualcosa di più alto, più grande, più profondo.” (Da Il potere curativo della preghiera, Larry Dossey)
DEL FERVORE
Questa specie di slancio interiore si può provare quando l’animo si libera dalle pesantezze generate dalle emozioni negative. Nell’antichità si usavano i canti devozionali, che ancora oggi sono presenti in molte dottrine orientali, per elevare l’animo a Dio. Il fervore ha a che fare con l’amore, è un’apertura interiore di fiducia e abbandono. È uno stato in grado di purificare intensamente l’animo. Forse, un animo puro, semplice e devoto è la giusta premessa per una vita in salute e benessere interiore.

NOTE AGGIUNTIVE

COSA E' L'ADRENALINA
È un ormone prodotto dalla parte midollare delle ghiandole surrenali, un altro suo nome è quello di ‘epinefrina’. Si produce quando l’organismo, sottoposto a una tensione, deve essere messo in grado di gestire l’eventuale pericolo. L’adrenalina, riversandosi nel sangue, si diffonde in tutto il corpo accelerando i battiti cardiaci e aumentando la pressione del sangue - permettendo, così, ai muscoli di lavorare più in fretta e più a lungo del normale.

STRESS ED EMOZIONI
Lo stress è una sollecitazione derivante da degli stimoli esterni - la parola inglese che lo descrive, significa, appunto, sollecitazione. Questo procura in noi delle immediate risposte emotive che possono essere percepite come benefiche, oppure, in altri casi, come negative.
Questi stimoli vengono percepiti come positivi, quando ci permettono di sviluppare e manifestare le nostre qualità al meglio. Lo stimolo provoca, allora, una reazione emotiva di risposta che ci procura la soddisfazione di sfidarci e di vincere. In questo caso, oggi, alcuni ricercatori definiscono questo tipo di stress come ‘eustress’.
Se, tuttavia, gli stimoli sono troppo intensi oppure troppo pesanti, e, soprattutto, troppo prolungati nel tempo, questi provocano in noi delle emozioni di incapacità, paura, a volte anche di dolore. Questo stress negativo viene chiamato da alcuni ‘distress’.

LA MEMORIA CELLULARE, OVVERO LA MEMORIA DELL'ACQUA
Sembrerebbe che tutto ciò che ci accade, e produce in noi una risposta emotiva, si fissi nell’organismo, mantenendogli quella informazione costante, anche se, in effetti, nella realtà quella situazione non sussiste più. In psicologia, questo, viene definito come avvenimenti che l’individuo non ha ancora integrato, cioè gestito e risolto. Tuttavia, chiunque abbia fatto esperienza di terapia psicologica sa, fin troppo bene che, certi avvenimenti, anche se compresi, spesso rimangono fortemente impressi nel nostro cuore. Il tempo, forse, placa l’intensità del ricordo, che, comunque permane con le sue caratteristiche negative o positive.

In occasione di uno degli ultimi Saben di Milano, si sono riuniti in una tavola rotonda Paolo Bellavite - professore di Patologia Generale all’Università di Verona, Emilio del Giudice - fisico e ricercatore presso il CNR di Milano, Alexandra Delinick - medico omeopatico e ricercatrice presso l’Istituto di Tecnologia dell’Università di Atene, Madeleine Bastide - biologa e ricercatrice presso l’Università di Montpellier in Francia. Questi studiosi hanno confermato, in base i loro studi, che l’acqua possiede una memoria, e che, quindi, si può utilizzare questa sua prerogativa per dare all’acqua l’informazione che si desidera questa porti e trasmetta.
L’organismo umano è composto in prevalenza di acqua. In questo nostro liquido organico rimangono probabilmente impresse le informazioni ricevute, quindi anche le nostre emozioni.

UN TEST PER MISURARE LO STRESS
Qui di seguito viene data una lista in cui si misura, in punti, l’intensità dello stress. Alla fine di questa lista si possono leggere i limiti igienici, quindi gestibili dall’organismo senza incorrere in vere ripercussioni sulla salute.

Morte del coniuge ----------------------- 100
Divorzio --------------------------------- 73
Separazione dal partner ------------------ 65
Prigione ------------------------------- 63
Morte di un familiare stretto ----------- 63
Incidente o malattia personale ---------- 53
Matrimonio --------------------------- 50
Licenziamento -------------------------- 47
Riconciliazione matrimoniale ----------- 45
Pensionamento -------------------------- 45
Malattie in famiglia ------------------ 44
Gravidanza --------------------------- 40
Difficoltà sessuali ------------------- 39
Nuovo membro in famiglia -------------- 39
Cambiamento stato finanziario ------ 38
Morte di un amico stretto --------- 37
Cambiamento di mansioni nel lavoro -------- 36
Cambiamento del numero di litigi col coniuge 35
Ipoteca elevata --------------------- 31
Cambiamento nelle abitudini di dormire - 30
Perdita di un bene o di un prestito --- 30
Cambio di responsabilità sul lavoro --- 29
Figlio o figlia che lascia la casa ---- 29
Fastidi con la legge ------------------ 29
Notevole successo personale ----------- 28
La moglie comincia o finisce di lavorare - 26
Inizio o fine della scuola --------------- 26
Cambiamento nelle condizioni di vita -- 25
Cambiamento nelle abitudini personali --- 24
Problemi con il proprio corpo ------------ 23
Cambiamento nelle condizioni di lavoro -- 20
Cambiamento di residenza ----------------- 20
Cambio di scuola dei figli --------------- 20
Cambiamento nei divertimenti ------------- 19
Cambiamento DI attività legate alla religione 19
Cambiamento nelle attività legate al sociale 18
Ipoteca o prestito non molto elevato ---- 17
Cambiamento nel nucleo familiare ------- 15
Cambiamento abitudini alimentari -------- 15
Vacanze --------------------------------- 15
Natale ---------------------------------- 12
Violazione della legge ------------------ 11

Calcolando un punteggio che sta al di sotto dei 150 punti annui si è ancora in grado di gestire lo stress con le nostre normali risorse energetiche.
Tra i 150 e i 199 si è in uno stato di medio rischio.
Dai 200 ai 299 il rischio di mettere a repentaglio la propria salute diventa più pesante.
Sopra i 300 punti il pericolo è effettivamente esistente.
Secondo gli studiosi Rahe e Holmes, i soggetti con punteggi superiori ai 300 si erano ammalati nell'arco degli otto mesi successivi agli eventi stressanti, mentre chi aveva un punteggio inferiore fino a 150 erano colpiti da disturbi vari.
Anche il rumore è causa invisibile di notevole tensione con effetti deleteri. Ricercatori danesi hanno scoperto che chi viveva in ambienti abbastanza tranquilli, da 51 a 63 decibel - pari ad un ufficio con poche persone, non accusava tutti quei disturbi che invece portavano frequentemente dal medico chi viveva in ambienti rumorosi, da 69 a 78 decibel - pari ad un ufficio con numerose macchine da scrivere.
Per curiosità riportiamo la misura in decibel di diversi rumori estremamente disturbanti. L'avvio di un jet: 140, un'arma da fuoco: 125, il martello automatico: 116, la musica rock e simili: 110, la sirena: 105.

PROPRIO PERCHE' SANTI...
Alcuni ricercatori moderni, per comprendere cosa rende ‘santi’ alcuni individui, hanno operato i loro studi su santoni e guru, la cui presenza emanava una indiscutibile pace e serenità - confermata pure dal rilevamento delle onde cerebrali. Sorprendentemente questi presentavano spesso intossicazioni fisiche ingiustificate - considerato lo stile di vita salutare che seguivano! Si potrebbe ipotizzare che questi individui attirano su di sé parte dei mali dell’umanità - per aiutarla così a purificarsi.
Diversi sono gli esempi illustri di grandi maestri e/o santi che sono morti a causa di malattie degenerative:Santa Bernadetta, a cui apparve la Vergine a Lourdes nel 1858, morì giovanissima per una tubercolosi diffusa, chiamata anche ‘cancro delle ossa’;
Jiddu Krishnamurti, un grande e incomparabile maestro spirituale, morì per un cancro al pancreas;
Suzuki Roshi, che portò il buddismo Zen fuori dal Giappone, morì per un cancro al fegato;
Sri Ramana Maharshi, uno dei più amati santi dell’India moderna, morì per cancro allo stomaco.

LETTURE CONSIGLIATE
Il potere curativo della preghiera, L. Dossey, Red edizioni.
Psiconeuroimmunologia, F. Bottaccioli, Red edizioni.

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La dieta dei cinque sapori

Da quando si iniziò a conoscere la Medicina Tradizionale Cinese abbiamo imparato a comprendere come le cinque energie di base si intersecano e interagiscono tra loro nell'apportare benessere o, al contrario, sviluppare il malessere.
Le cinque energie di base che costituiscono la vita, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, sono:
il Vento che crea il Legno, genera la Primavera e corrisponde all'Est, alla coppia di organi: Fegato con Vescichetta biliare e i Muscoli, mentre rivela la sua energia negli occhi, nella emozione della rabbia, nel gusto acido e nel colore verde;
il Calore intenso che crea il Fuoco, genera l'Estate e corrisponde al Sud, alla coppia di organi Cuore e Intestino tenue, mentre rivela sua energia nella lingua, nella emozione della vitalità e della gioia, nel gusto amaro e nel colore rosso;
l'Umidità che crea la Terra, genera la Tarda Estate e corrisponde al Centro, alla coppia di organi Stomaco con Milza e Pancreas e i Tessuti, mentre rivela sua energia nella bocca, nella emozione dell'ansia, nel gusto dolce e nel colore giallo;
l'Aridità che crea il Metallo, genera l'Autunno e corrisponde all'Ovest, agli organi Polmoni, Pelle/capelli e Intestino crasso, mentre rivela sua energia nella naso, nella emozione della tristezza, nel gusto piccante e nel colore bianco;
il Freddo intenso che crea l'Acqua, genera l'Inverno e corrisponde al Nord, alla coppia di organi Rene con Vescica e Ossa, mentre rivela sua energia nelle orecchie, nella emozione della paura, nel gusto salato e nel colore nero.

L'I Ching, l'antico libro di saggezza cinese, così definisce le relazioni tra organi:
Il fegato nutre i muscoli (Legno), che rinforzano il cuore (Fuoco); il fegato governa gli occhi;
il cuore nutre il sangue (Fuoco), che ravviva lo stomaco (Terra); il cuore regola la lingua;
lo stomaco rinforza i tessuti (Terra), che proteggono i polmoni (Metallo); lo stomaco governa la bocca;
i polmoni rinforzano la pelle e i capelli (Metallo), che proteggono i reni (Acqua); i polmoni governano il naso;
i reni rinforzano le ossa e il midollo (Acqua), che rinforzano il fegato (Legno); i reni regolano le orecchie.

Tutto questo significa che dei:
disturbi agli occhi evidenziano problemi al meridiano del Legno, ovvero al Fegato con Vescichetta biliare e, di conseguenza, ai Muscoli;
disturbi alla lingua evidenziano disturbi al meridiano del Fuoco, ovvero agli organi Cuore e, di conseguenza, all'Intestino tenue;
disturbi alla bocca, evidenziano disturbi al meridiano della Terra, ovvero agli organi Stomaco con Milza e Pancreas e, di conseguenza, ai Tessuti;
disturbi al naso, evidenziano disturbi al meridiano del Metallo, ovvero agli organi Polmoni, Pelle e, come conseguenza, anche all'Intestino crasso;
disturbi alle orecchie, evidenziano disturbi al meridiano dell'Acqua, ovvero agli organi Rene con Vescica e, come conseguenza, le Ossa.

Lo stesso accade quando l'emozione di un elemento è troppo accentuata:
chi prova troppa rabbia (espressa o inespressa), avrà la tendenza a manifestare disturbi agli organi del suo meridiano, il Legno, ovvero Fegato con Vescichetta biliare e i Muscoli;
chi è troppo vitale, appassionato, esuberante, avrà la tendenza a manifestare disturbi agli organi del suo meridiano, il Fuoco, ovvero Cuore e Intestino tenue;
chi prova troppa ansia, avrà la tendenza a manifestare disturbi agli organi del suo meridiano, Terra, ovvero Stomaco con Milza e Pancreas e i Tessuti;
chi patisce per sentimenti di troppa tristezza, depressione, avrà la tendenza a manifestare disturbi agli organi del suo meridiano, Metallo, ovvero Polmoni, Pelle e Intestino crasso;
chi soffre di troppi timori e paure, avrà la tendenza a manifestare disturbi agli organi del suo meridiano, Acqua, ovvero Rene con Vescica e Ossa.

Quando le energie dei cinque elementi sono in rapporto sinergico, il buon funzionamento di ognuna nutre e accresce l'energia successiva, infatti il famoso diagramma con il cerchio, su cui sono dislocate le 5 energie che si susseguono, mostra come le caratteristiche di ognuna servano ad alimentare la successiva. Così abbiamo che:
il gusto acido, che corrisponde all'energia Legno, alimenta gli organi che si trovano nel tipo di energia successiva, ovvero Cuore e Intestino tenue (Fuoco);
il gusto amaro, che corrisponde all'energia Fuoco, alimenta gli organi dell'energia successiva, ovvero Stomaco, Milza, Pancreas e Tessuti (Terra);
il gusto dolce, che corrisponde all'energia Terra, alimenta gli organi dell'energia successiva, ovvero Polmoni, Pelle e Intestino crasso (Metallo);
il gusto piccante, che corrisponde all'energia del Metallo, alimenta gli organi dell'energia successiva, ovvero Rene, Vescica e Ossa (Acqua);
il gusto salato, che corrisponde all'energia Acqua, alimenta gli organi dell'energia successiva, ovvero Fegato, Vescichetta biliare, Muscoli (Legno).
A questo punto il giro energetico ricomincia. (Vedi grafico)

L'I Ching così definisce questo ciclo generativo:
il legno brucia per produrre:
il fuoco le cui ceneri si decompongono
in terra dove si formano
i metalli che una volta dissolti si trasformano
in acqua (ovvero liquidi).

Ma accanto a questo ciclo sinergico, ve ne è pure uno distruttivo:
il Legno è tagliato dal Metallo (ovvero il gusto piccante del Metallo può incidere sulle emozioni del Legno, accentuando la percezione della rabbia;
il Fuoco è spento dall'Acqua (il gusto salato dell'Acqua può esasperare le emozioni esuberanti del Fuoco);
la Terra è penetrata dal Legno (il gusto acido del Legno può aumentare le emozioni d'ansia della Terra);
il Metallo è dissolto dal Fuoco (il gusto amaro del Fuoco può accentuare le emozioni di tristezza del Metallo);
l'Acqua è bloccata dalla Terra (il gusto dolce della Terra può intensificare le emozioni di paura dell'Acqua).
Si veda il grafico con gli elementi, dove le energie, intersecandosi, formano una specie di pentacolo, con gli loro effetti negativi che generano le une sulle altre.

LA DIETA DEI CINQUE SAPORI
In base all'alternanza delle 5 stagioni a cui corrispondono i 5 sapori specifici, si possono iniziare delle diete mirate, con lo scopo di aiutare gli organi corrispondenti ai 5 elementi.
Fare una dieta dei 5 sapori significa scegliere il sapore corrispondente alla stagione in cui ci si trova e dargli la preferenza in quell'arco della sua durata stagionale. Così, in Primavera potremmo enfatizzare i sapori aciduli, in Estate introdurremo più cibi dal sapore amarognolo, nella tarda Estate aumenteremo i cibi che tendono al dolce, in Autunno quelli piccanti e in Inverno i cibi più salati.

BIBLIOGRAFIA
"Il medico di se stesso", Naboru Muramoto, Feltrinelli Editore
"La dieta energetica", Henri Chenot, Bur Edizioni
"Il libro del Do In", Jacques de Langre, La Via Macrobiotica Roma

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Una questione di pancia

Le filosofie orientali considerano la zona dell'Hara, la "pancia", la sede della nostra energia vitale, i più grandi igienisti, gli iniziatori delle odierne scuole di naturopatia, sostengono con enfasi l'importanza di intestini efficienti per una buona salute. Il benessere sta dunque nella pancia?
Il sangue si forma negli intestini, nell'intestino tenue per l'esattezza. Quanto più l'intestino è in forma, tanto meglio funzionerà e tanto più buon sangue riuscirà a produrre. Ma oggi, vedi cattiva alimentazione, cattive abitudini, stress, inquinamento e via dicendo, la maggior parte degli individui deve fare i conti con un intestino che non funziona bene. Anche se il disagio non è del tutto evidente, quindi non si può lamentare una già manifesta costipazione o il suo contrario, le difficoltà intestinali sono presenti.

Il tubo digerente si intasa e incrosta a causa del sovraccarico a cui è sottoposto e a causa delle sostanze ingerite che non riesce a eliminare del tutto, così- noi ci intossichiamo. Il sangue non può più rigenerarsi e le tossine, mai del tutto espulse, circolano nell’organismo, creando, all’inizio, piccoli malesseri, a cui nessuno bada più tanto, ma nel tempo questi disguidi nel funzionamento del nostro organismo, creano dei reali scompensi e malattie.

L'IMPORTANZA DI UN INTESTINO EFFICIENTE
Accanto all’intossicazione da materiale nocivo accumulato, secondo l’"Association Médicale Kousmine Internationale", i rifiuti ammassati negli intestini impediscono l’assimilazione degli elementi nutrizionali. "Questi depositi di rifiuti possono raggiungere i 5-7 cm di spessore e indurirsi come pneumatici, impedendo, a lungo andare, l’assorbimento e la penetrazione all’interno dell’organismo di vitamine e sali minerali, (…) con conseguente carenza nutrizionale, indipendentemente dalla qualità del cibo o dalle vitamine assunte." (Da "Il metodo Kousmine".)
Ma anche il naturopata francese Adamski sottolinea nel suo libro e nei suoi diversi corsi, che le Estetiste ben conoscono, l'importanza di un intestino efficiente, e sempre più medici, ora, si stanno ora rendendo conto di come, una qualsiasi terapia nutrizionale, debba per forza partire da una ristabilizzazione delle funzioni intestinali. A un incontro tenutosi a Milano lo scorso 17 febbraio, il dott. Didier Chos, presidente dell'"Institut européen de diététique et micronutrition" con sede a Caen in Francia, ha ulteriormente sottolineato e dimostrato, ai medici presenti, come non sia possibile pensare di rafforzare l'organismo bisognoso di supplementazione nutrizionale (ormai, oggi, abbiamo tutti bisogno di integrare!) se prima non viene ripristinata la funzionalità intestinale con un apporto mirato di prodotti contenenti i giusti fermenti lattici, in grado di riequilibrare la flora presente nell'intestino e regolarizzare così il transito.

LA REAZIONE DELL'ORGANISMO AGLI ACCUMULI
Per controbilanciare la presenza irritante degli ammassi di sostanze di rifiuto determinati dal cibo ingerito, il nostro organismo produce muco in abbondanza, così da cercare di schermare le membrane che costituiscono le pareti dei nostri organi interni. Il muco subentra quando, di fronte alla continua presenza di sostanze irritanti, che causerebbero una costante reazione allergica, l’organismo cerca di evitarlo, producendo questa viscosità che dovrebbe preservare le mucose e impedirne l’irritazione. Un eccesso di muco (che solitamente non avvertiamo quando si forma nell’apparato digerente, ma che invece ben percepiamo se si forma nei polmoni, e/o nella zona retronasale - causandoci o raffreddori continui, o il senso di fastidio, dato dal fatto che non si riesce mai a espellere del tutto quel muco!) è il classico segnale della presenza nell’organismo di accumuli di residui tossici
Spesso le reazioni di malessere a questi intasamenti e intossicazioni non sono violente, ma proprio per questo esse sono più subdole e insidiose, in quanto determinano la formazione di patologie croniche complesse che si instaurano con lentezza. Il nostro organismo è "cablato" in modo tale da eliminare tutto ciò che è dannoso. Tuttavia, quando il materiale di rifiuto è molto, gli organi preposti per l’eliminazione (intestini, reni, polmoni, pelle), messi sotto carico, possono rallentare la loro funzionalità fino a bloccarsi, con un conseguente ulteriore accumulo di materiali tossici. Questi rifiuti vengono depositati nell'organismo sotto forma di grasso, di calcio (calcoli), di placca (nelle arterie e sui denti), muco, feci indurite che vengono trattenute negli intestini, tumori, cisti e acqua. A questo punto il nostro sistema immunitario, che è quell’insieme di attività incaricate a difendere l’organismo dagli attacchi nocivi, prova a eliminare questi prodotti di rifiuto scatenando, magari, un raffreddore o una tosse umida o altri disturbi/sfoghi, con cui cerca di depurarsi dai depositi accumulati.

Per aiutare l’organismo a espellere i prodotti di rifiuto accumulati è buona abitudine introdurre meno alimenti ricchi (proteine, grassi e carboidrati) e assumere più alimenti scompositivi (frutta e verdura) ricche di fibre e, ovviamente, assumere degli alimenti o degli integratori, capaci di ripristinare la flora batterica e le funzioni dell'intestino.

UN SECONDO CERVELLO NELLA PANCIA
Le filosofie orientali hanno sempre parlato del "cervello" che si trova nella pancia, esso viene localizzato nel 2° chakra. È' considerato "il cervello di ieri", dove vengono rielaborati gli avvenimenti accaduti, che necessitano di essere "digeriti", cioè, assimilati e integrati. E', di fatto, la sede dell’assimilazione – si trova nella zona dell’ombelico e governa i processi assimilativi e circolatori, gli organi sessuali interni e i reni. Quando funziona bene, fluidifica le energie fisiche e psichiche, sblocca, infatti, i possibili ristagni fisici e le repressioni psichiche (per es. le emozioni non elaborate che, sempre, si accumulano negli intestini). Vista la sua azione fluidificante su ciò che è stagnante, l’energia viene liberata e attivata, così che i processi vitali e assimilativi vengono corroborati e stimolati ad assorbire nuovo nutrimento – sia mentale che fisico. Da ciò il senso di libertà, creatività e senso di appagamento sollecitato in questo centro.

Il dott. Michael D. Gershon, uno scienziato alla "Columbia Presbyterian", negli Stati Uniti, ha identificato le similitudini esistenti fra cervello e intestino. In un articolo su questo tema, apparso su "Focus" di marzo 2001, vengono sottolineate le evidenti somiglianze: "l'intestino non solo è simile, con le sue anse, alla massa cerebrale. È' anche avvolto da una 'calza' di 100 milioni di cellule nervose (neuroni e neurotrasmettitori), che hanno attività simile a quelle del cervello in testa". Come viene descritto nell'articolo a questo secondo cervello spettano le "decisioni viscerali" quelle spontanee e inconsapevoli, intimamente connesse con la percezione delle emozioni di gioia e di dolore (infatti una cattiva notizia può immediatamente scombinare l'attività dell'intestino o il ritmo del cuore o la respirazione!). Il dott. Gershon però sostiene che la percezione buona o cattiva della realtà (da cui hanno origine le emozioni – che sono delle reazioni spontanee agli input esterni) dipenda principalmente dallo stato del nostro intestino: «Gli intestini non funzionano male perché l'individuo è disturbato, ma l'individuo è disturbato perché gli intestini funzionano male!» Vale a dire che, se il nostro intestino è sano ed efficiente, la nostra percezione della realtà diventa più ottimista e positiva.

Non appena un segmento dell'intestino viene dilatato dall'arrivo del cibo, le cellule nervose di questa zona iniziano a secernere neuromediatori, cioè proteine. Queste inibiscono o eccitano le cellule muscolari, che determinano i movimenti e il funzionamento dell'intestino, e "comunicano" al cervello nella testa la situazione, che questo poi manifesta attraverso le emozioni – anche inconsce – determinate, appunto, dal funzionamento dell'intestino.
Il movimento intestinale viene principalmente regolarizzato dal neuromediatore serotonina, una proteine che, come ben si sa, è pure intimamente connessa con lo stato d'animo. Se l'organismo secerne poca serotonina la conseguenza è la stitichezza – con feci che si induriscono, in quanto rimangono più a lungo nell'intestino crasso, che è preposto a riassorbire i 9 litri di liquidi messi in circolo nell'intestino tenue per poter elaborare meglio il cibo. Se invece ne secerne molta, l'effetto sull'intestino è l'esatto contrario – e le feci saranno liquide, in quanto non hanno soggiornato nell'intestino crasso, dove avrebbero eliminato il liquido in eccesso.

CIO' CHE MANGIAMO DETERMINA IL NOSTRO STATO EMOZIONALE
Il nostro intestino funziona in base al "carburante" che noi immettiamo nel nostro corpo, anche attraverso l'alimentazione. A determinati alimenti l'intestino reagisce in un modo, ad altri in un altro. L'abitudine a nutrirsi con cibi poco sani, come abbiamo già visto, determina un deterioramento della funzionalità intestinale e, tutto ciò, influenza decisivamente lo stato del nostro umore. Una presenza ottimale di serotonina, permette all'intestino di funzionare a dovere, ma è anche alla base di uno stato emotivo positivo. Questa sostanza è stata pure definita l'ormone della felicità, perché da essa dipende il nostro buon umore. L'aminoacido da cui deriva è il triptofano che, però, per essere utilizzato, ha bisogno della presenza di carboidrati. Il già citato dott. Didier Chos, ha messo in evidenza come un'alimentazione scorretta, che non prevede cioè una buona assunzione di carboidrati, proteine, frutta e verdura, porti facilmente a degli scompensi nutrizionali che si rivelano successivamente, in bisogni compulsivi nei confronti di alcuni cibi, a discapito di altri. E' noto che sempre più persone oggi, sono portate a spilluzzicare, in modo particolare dolci, in quanto la poca assunzione di proteine, con il giusto apporto di carboidrati, le rende carenti in serotonina. Se questo ormone non viene prodotto a sufficienza dall'organismo, il risultato sarà quello di un umore estremamente irritabile e fondamentalmente poco gratificato. La voglia di dolci si risveglia, in modo particolare, tra le 17 e le 18 e verso le 22. Da qui il consumo di cioccolato, dolci in genere e aperitivi. L'organismo cerca di compensare a questa mancanza richiedendo dei carboidrati (cioè zuccheri, derivati anche dagli amidi). Tuttavia, essendo questi raffinati, la trasformazione di questi in zuccheri è immediata e determina quindi la produzione di insulina che abbassa immediatamente il livello dello zucchero nel sangue. A questo punto, si instaura un circolo vizioso che ci sollecita, nuovamente, lo stesso bisogno impellente di zucchero. (Si ricorda che, se i carboidrati ingeriti fossero integrali, il corpo necessiterebbe di maggior tempo a elaborarli, di conseguenza entrerebbero in circolo poco alla volta – non si solleciterebbe quindi la produzione di insulina – e potrebbero essere dunque a disposizione dell'organismo, contribuendo a mantenere più stabilmente la sensazione di benessere.)

LA MEMORIA DEL CORPO
Si parla di memoria dell'acqua, in quanto questo elemento è in grado di mantenere le informazioni che ha ricevute (da questo assunto ha origine l'omeopatia!). Il nostro organismo è formato in buona parte da liquidi (di cui ovviamente acqua), di conseguenza le cellule del nostro corpo memorizzano gli avvenimenti con cui sono entrate in contatto. Se il nostro organismo possiede tutti gli elementi nutrizionali necessari al suo buon funzionamento, l'intestino, che, come abbiamo visto, può essere paragonato a una specie di cervello istintivo, sarebbe in grado di reagire produttivamente a tutti gli stimoli esterni con cui entra in contatto – siano questi anche negativi. Così facendo comunicherebbe al cervello nella testa la buona riuscita del suo approccio con l'esterno e questo verrebbe immediatamente tradotto dalla massa cerebrale come un'emozione positiva e gratificante. Se già da bambini abbiamo a disposizione questi elementi nutrizionali che ci permettono di interagire positivamente con le situazioni esterne, la memoria che si fisserà nelle nostre cellule sarà positiva. Se, al contrario, il nostro organismo ne è carente, la reazione sarà d'ansia, o di timore e si fisserà in maniera negativa nel nostro organismo (questo spiega perché i bambini che soffrono di coliche nell'infanzia hanno un rischio maggiore di diventare adulti sofferenti di colon delicato e irritabile!).

NELLA PANCIA IL NOSTRO INCONSCIO?
L'importanza della funzionalità intestinale sta sempre più diventando chiara, anche agli occhi di coloro che si sono dedicati allo studio delle emozioni. Si può affermare che gli studiosi, a questo punto, comincino veramente a ipotizzare che il cervello addominale sia effettivamente la matrice biologica dell'inconscio. Ogni volta che l'addome si contrae, ed emette serotonina o altri neuromediatori, le informazioni viaggiano lungo il nervo vago fino alla testa, dove vengono quindi tradotte in emozioni di benessere, malessere, allegria, stanchezza, vitalità, in umore buono o cattivo. Il cervello addominale racconta la sua versione alla testa, che questa poi traduce in emozioni. A questo punto è ben ipotizzabile che lo stato dell'umore e le sue possibili deviazioni e patologie – fra cui anche la depressione – derivino in buona parte dalla buona o non buona funzionalità intestinale.

BIBLIOGRAFIA
"Il metodo Kousmine" Association Médicale Kousmine Internationale, Edizione Tecniche Nuove, Milano.
"La rivoluzione alimentare", Frank Laporte Adamski, Ala Editrice, Milano.
"The second brain", Michael D. Gershon, Harper Collins, New York.

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Cibo amico

Il cibo è una delle fonti primarie per il nostro sostentamento, è importante imparare a conoscere le qualità del cibo così da mettere insieme una dieta sana, ma fattibile e soprattutto giusta, che non cada in eccessi di rigore inutile.
Il nutrimento che ci tiene in vita è dato da un insieme equilibrato e armonioso di fattori, l'alimentazione, l'aria che respiriamo, i ritmi salutari che applichiamo ma anche da tutto ciò che dall'esterno si mette in relazione con noi: gli stimoli che toccano i nostri cinque sensi o gli stimoli che interagiscono con il nostro modo di pensare, di sentire, di comportarci... Per vivere bene, dobbiamo essere consapevoli degli effetti provocati da questo insieme di elementi nel nostro organismo – che è sempre inteso come unità psico-fisica. Salute e benessere sono faccende squisitamente a responsabilità personale, sì, squisitamente, perché, dopo che si è deciso di porre riparo agli errori e passato il primo impatto, che sicuramente può rivelarsi duro, tuttavia in seguito tutto si raddolcisce e può anche diventare entusiasmante, oltre che gratificante. Proprio come la scalata di una vetta, all'inizio potrebbe sembrare pesante, il tragitto lungo e, in alcuni casi, anche noioso oltre che faticoso, ma all'avvicinarsi della vetta il cuore esulta per aver superato la propria pigrizia, i dubbi, le paure...

Quando si decide di ripristinare la propria vita si può farlo in un modo semplice, incominciando per esempio dalla alimentazione, trovando una dieta equilibrata e soprattutto fattibile, che agisca su di noi e il nostro ambiente in modo globale .
Il cibo è un fattore importantissimo, carico di significati emotivi, spesso inconsci e da scoprire, così da comprendere l'origine dei propri atteggiamenti o preferenze alimentari. Trovando il giusto rapporto con il cibo ripristiniamo il giusto rapporto con la vita. Il cibo è vita, ma se mangiamo male, o se assumiamo alimenti non sani, tutto ciò ci rapporta più alla malattia e alla morte, che con la vita!

YIN E YANG - OVVERO IL PASSIVO E L'ATTIVO
Sintetizzando quanto la Naturopatia insegna e facendo quindi una grossa generalizzazione, possiamo affermare che gli organismi umani si dividono in due grosse tipologie:
­ l'organismo attivo, scattante, dinamico, sempre in movimento e pronto all'azione;
­ l'organismo passivo, che funziona lentamente, si muove poco, tende alla riflessione e al non agire.

Ognuna di queste tipologie, in base al proprio temperamento, tenderà a preferire cibi che le corrispondono (lo stesso accade in ogni contesto, per esempio la musica, i colori nel vestiario, gli abbinamenti dell'arredamento…).
Il tipo attivo tenderà a optare preferibilmente verso cibi che stimolano all'azione, quali per esempio la carne. Mentre il passivo, preferirà invece quei cibi che facilitano la tranquillità, come i cereali.
Questa "spontanea" predilezione può contribuire poi ad aumentare i possibili accumuli tossinici creati dal cibo. Infatti, un eccesso di carne crea delle tossine definite cristalloidi (in quanto si formano dei veri e propri cristallini che si depositano nelle giunture e poi dolgono), mentre un eccesso di carboidrati crea delle tossine chiamate colloidali (in quanto si presentano con un sembianza molliccia e appiccicosa e danno quindi quell'aspetto flaccido all'organismo).

Il cibo e la struttura psico-fisica dell'individuo producono poi le corrispondenti emozioni che, a loro volta, aumentano il tipo di tossine corrispondenti.
­ I corpi attivi, per la loro caratteristica portata all'azione, sviluppano emozioni cariche, che possono tramutarsi in aggressività e violenza più o meno espressi. Questo tipo di emozioni produce tossine cristalloidi, ovvero acidificanti.
­ I corpi passivi sviluppano emozioni che tendono di più alla tristezza, alla frustrazione, e producono tossine di tipo colloidale.
Ovviamente, se già la tipologia psicologica dell'individuo produce il tipo di tossine corrispondente, è chiaro che, se si assumono poi quei cibi che le sviluppano ulteriormente, si andrà più facilmente incontro a degli accumuli tossinici notevoli. Nella questione cibo è molto importante non generalizzare mai con delle affermazioni sommarie del tipo "la carne fa male": infatti, alle tipologie passive la carne fa bene, mentre i cereali, se troppo abbondanti, non lo saranno per niente, visto che aumenteranno le colle (l'aspetto flaccido) e amplificheranno la loro tendenza alla passività.
Si ricordi però che sempre e comunque tutta la questione alimentazione si basa sui giusti equilibri, perché anche il corpo passivo che assume troppa carne, col tempo finisce con lo sviluppare le tossine cristalloidi e l'aggressività che questa comporta!
Quindi si faccia ben attenzione e si scelga una dieta che equilibri il tono troppo attivo o troppo passivo del proprio organismo, mantenendo però la giusta e sana misura e, soprattutto, imparando a scegliere il cibo sano.

IL GIUSTO CIBO
Il cibo è senz'altro la fonte principale di nutrimento, tuttavia oggi si tende a dimenticare che non basta mettere qualcosa in pancia, è importante che ciò che si mangia abbia quegli elementi in grado di farci funzionare. In un'auto non si può semplicemente riempire il serbatoio di "qualcosa", bisogna che sia il carburante giusto, quindi super, o super senza piombo, o metano, o gasolio ... uno non vale l'altro. Lo stesso dicasi per il nostro organismo. Per "funzionare" abbiamo assolutamente bisogno di elementi come gli aminoacidi o più comunemente detti proteine, di glucidi o zuccheri , di lipidi ovvero i grassi. Oltre a ciò non bisogna dimenticare le importantissime vitamine e gli indispensabili minerali. Questi elementi sono alla base di un buon funzionamento del nostro organismo, senza di loro ci troveremmo a usare ciò che è presente nel nostro corpo, vivremmo insomma di noi stessi, fino a che le disfunzioni aumenteranno di intensità e ci porteranno a malattie vere e proprie, a invecchiamento precoce e alla morte.

Il cibo di una volta era più semplice, integrale e vitale – oggi non lo è più. Bisogna dunque operare una scelta consapevole e resistere all'influenzamento costante che la pubblicità opera su di noi per l'acquisto di quel cibo, tanto allettante all'occhio ma completamente vuoto e nocivo. Ci sono delle regolette di base, facili da seguire che ci permetteranno di adottare la giusta alimentazione, salutare per il corpo e per lo spirito. Una dieta non deve essere mai una specie di punizione, bensì l'inizio di un rapporto d'amore con noi stessi e con la vita!
Nell'organismo, a seconda che sia più tendente all'attivo oppure al passivo e anche in base al tipo di alimentazione preferita si formano due tipi di tossine principali: i cristalli o le colle/muco. Vediamole.

MUCO: OVVERO LE TOSSINE COLLOIDALI
Quando si ingeriscono alimenti che irritano, il corpo reagisce producendo del muco lungo le pareti degli organi interni, così da proteggerli dall'irritazione provocata.
Cibi irritanti (in ordine decrescente)
­ Medicinali vari,
­ le uova,
­ le carni rosse,
­ il pesce/molluschi (molto meno il pesce bianco),
­ i formaggi stagionati,
­ (o anche il pepe, invece il peperoncino o lo zenzero sono ottimi!)

­ Tuttavia il corpo produce muco o colle anche quando si ingeriscono cibi che di per sé sono "collosi", vedi le farine raffinate che più elaborate sono, tanto maggiore è la quantità di muco prodotta (infatti se si mischia dell'acqua alla farina bianca raffinata si produce una colla casalinga!).

Di conseguenza creano muco cibi raffinati farinosi come (in ordine decrescente):
­ prodotti da forno con farine raffinate (pane, gallette, grissini, crackers e dolciumi),
­ riso brillato,
­ legumi,
­ castagne,
­ spagnolette (meno invece le noci e le mandorle).
­ (i cereali integrali in chicco i in pasta creano molto poco muco!)

Riassumendo, si produce muco (colle) assumendo cibi che irritano o cibi che di per se stessi sono collosi. Ottimi per sciogliere il muco: gli agrumi e il tè, da associare al linfodrenaggio che attivizza il metabolismo lento che porta all'accumulo.

ACIDOSI: OVVERO LE TOSSINE IN CRISTALLI
Sono dei residui tossinici che derivano da un eccesso di acido urico (acidosi), acido piruvico, e acido ossalico.
L'eccesso di acidosi, viene provocato dagli scarti di prodotti azotati che generano l'acido urico. Un sovraccarico di proteine animali produce un accumulo di acido urico nel sangue (da questo si determina poi anche la gotta).
L’acido ossalico viene provocato dal metabolismo degli zuccheri raffinati, che tende a fermentare a livello intestinale, soprattutto nella parte destra del colon, nel colon ascendente. È questa fermentazione dello zucchero nell'intestino, a formare l’acido ossalico.
Anche l’acido piruvico deriva dal metabolismo degli zuccheri, ma non è causato dalla fermentazione intestinale di questi, bensì dalle sostanze di cui lo zucchero raffinato è carente (infatti, lo zucchero integrale produce poco acido piruvico!).
L’acido piruvico si forma perché nello zucchero raffinato non sono presenti determinati enzimi, vitamina B1 e manganese. Tali sostanze, infatti, permetterebbero un buon uso dello zucchero e quindi eviterebbero la formazione dell'acido piruvico

Riassumendo i cristalli si formano con un'alimentazione sovraccarica di proteine animali e di alimenti a base di zucchero raffinato. Per eliminare i cristalli si consiglia di bere tanto, per stimolare l'eliminazione attraverso i reni o il sudore.

STIMOLARE GLI EMUNTORI
Quando si vuole stimolare la purificazione si ricordi che gli emuntori, ovvero gli organi preposti all'eliminazione tossinica hanno le seguenti corrispondenze.
Gli Emuntori sono suddivisibili in primari e secondari, a seconda della loro resistenza.
Emuntori primari sono la coppia fegato-intestino e il rene, i primi due stimolabili in caso di tossine da muco colloidali, il secondo in caso di acidosi/cristalli (vedi paragrafo più avanti).
Emuntori secondari sono quelli che intervengono in caso di affaticamento dei primari, essi sono: il polmone, omologo della coppia fegato-intestino, con le ghiandole lacrimali, le ghiandole salivari; mentre il sudore, attraverso la pelle, può diventarlo come omologo del rene.

L’emuntore più resistente è la pelle in cui sono contenute 3 ghiandole emuntoriali:
- ghiandole sudoripare: equivalenti del Rene;
- ghiandole sebacee: equivalenti ad un secondo fegato, un secondo polmone;
- strato basale che è al di sotto dell’epidermide ed equivale ad un secondo intestino.
Queste tre ghiandole ci consentono, in virtù della loro corrispondenza organica, di poter intervenire sull’eventuale malfunzionamento dei singoli organi corrispondenti.

- Per stimolare l'eliminazione del muco/colle: fegato/polmoni, lacrime, saliva.
- Per stimolare l'eliminazione degli acidi/cristalli: rene/pelle-sudore.

NOTE AGGIUNTIVE

REGOLE ALIMENTAZIONE
- Misura – Il troppo stroppia sempre, anche se può pure capitare di permetterselo ogni tanto! In questo caso lo si accetti serenamente come manifestazione spontanea di un momento andato così che però non diviene abitudine. La misura si manifesta anche nell'accettare i momenti "fuori misura" che possono capitare.
- Cibi di stagione e del luogo – A tutti sarà chiaro che seguendo i ritmi naturali e mangiando ciò che matura al momento avremo il massimo nutrimento, inoltre, quando gli alimenti non provengono da lontano, offrono proprio ciò di cui abbisognano le persone che si trovano nello stesso luogo. La natura risponde perfettamente all'armonia offrendo sempre ciò che è necessario per affrontare la situazione geografica in cui ci si trova.
- Cibi il meno raffinati ed elaborati possibile, biologici – In questo modo manteniamo il giusto ritmo del nostro corpo che, per estrarre il nutrimento necessario, deve svolgere il suo lavoro, si mantiene attivo e funzionante, e ci mette il giusto tempo su cui è calibrato l'organismo. Non si causano ingorghi, accumuli, blocchi. Tutto scorre a tempo debito. Il ritmo è un fattore importantissimo, non si può accelerare nulla o rallentare nulla senza creare grossi scompensi.
- Utilizzare grassi vegetali, ovvero gli oli, sempre spremuti a freddo, eventualmente ogni tanto anche del burro, ma sempre e solo crudo o appena appena sciolto.
- Abbinare sempre ai cibi costruttivi delle buone quantità di cibi depurativi e vitalizzanti (ovvero alle proteine: carni, uova, pesce, formaggi – in preferenza caprini e pecorini, della verdura, e/o frutta - però lontana dai pasti quest'ultima).

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Il piacere che risveglia l'Energia

Così spesso penalizzata, la sensibilità dei sensi è un mezzo potentissimo per riequilibrare le proprie energie e, allo stesso tempo, per attingere all’energia primaria.
Generalmente è l’oriente ad essere famoso per l’attenzione dedicata al misticismo del sesso, tuttavia anche nel misticismo cristiano troviamo un piccolo lascito di queste antiche saggezze nell’esicasmio. Ciò consiste in una meditazione delle chiese cristiane d’oriente che insegna a concentrarsi sull’energia della zona intorno all’ombelico, per portarla, poco alla volta, a rigenerare tutto il corpo. In definitiva, anche questa forma di esercizio-meditazione mostra l’importanza attribuita a quella parte del corpo, che racchiude in sé, in potenza, la fonte della nostra carica energetica.

Nelle varie dottrine religiose è sempre la visualizzazione, associata a una corretta respirazione, che aiuta ad aprire i sensi e a sviluppare energia. Ovviamente le tecniche più conosciute sono quelle del tantra, oppure le tibetane, le yogiche o le cinesi. Queste tecniche fanno parte del bagaglio culturale religioso di queste popolazioni e sono altamente rispettate. Qui di seguito diamo un piccolo esempio di come nei testi religiosi viene poeticamente illustrata l’importanza dei sensi.

UN DIALOGO FRA SHIVA E SHAKTI
Sulla cime del monte Meru, che rappresenta il centro dell’universo, Shiva, lo Yogi supremo, e Shakti, la sua sensuale controparte femminile, dialogano insieme sul significato dell’esistenza.
Ancora strettamente abbracciata dal suo amante la dea si rivolge a Shiva:
“Oh, mio amato, per amore del nostro amore e a beneficio dell’umanità, vuoi rivelarmi dei segreti sulla natura della sessualità?”

Shiva risponde:
“Mia adorata, sono intossicato d’amore per te e colmato dalla tua passione. Come potrei rifiutarmi di rispondere alla tua richiesta? I segreti sessuali sono per certo l’argomento più importante a cui due amanti dovrebbero dedicarsi. Nessun antro argomento lo eguaglia in importanza. Attraverso il potere del sesso tutti gli esseri umani e tutte le altre creature entrano nella vita. Il sesso è l’onda della vita, il potere della realizzazione, la forza evolutiva e trascendentale. Attraverso la conoscenza dei segreti sessuali, il potere primordiale che ci ha portato ad esistere, si può arrivare ad ottenere la Liberazione.”

IL BUDDA E LE DAKINI
Il Budda siede, nella posizione del Loto, sotto un grande albero su di una collina vicino alla riva di un fiume. È assorto in meditazione e pare provato. Sembra passare una profonda crisi interiore, il suo viso è sofferente. All’improvviso, muove la sua mano destra e tocca la terra, mentre le sue labbra pronunziano qualcosa. In quel mentre appare, dalla foresta, una magnifica giovane donna di colore giallo che porta una ciotola di caglio del latte. Mentre si avvicina il Budda si apre a un sorriso e accetta l’offerta della giovane donna che lo riempie di felicità: “Il mio nome è Mamaki, l’essenza dell’elemento terra. Vengo dal sud, ma la mia vera casa è l’India. Non sono che un’orfana: salvami con il tuo amore appassionato, vieni, fa dell’amore solido con me ora così che io possa vivere e tu raggiunga il tuo scopo!”

Il Budda tocca ancora la terra e appare un’altra giovane donna di colore blu: “Il mio nome è Locana, l’essenza dell’elemento acqua. Vengo dall’est, ma la mia vera casa è l’Africa. Non sono che un’orfana: salvami con il tuo amore appassionato, oh Incarnazione della Legge Spirituale, vieni, fa dell’amore fluido con me ora, così che io possa vivere e tu raggiunga il tuo scopo!”
Il Budda tocca ancora la terra e questa volta appare una giovane donna di squisito colore rosso: “Il mio nome è Pandara, l’essenza dell’elemento fuoco. Vengo dall’ovest, ma la mia vera casa è la terra del sole di mezzanotte. Non sono che un’orfana: salvami con il tuo amore appassionato, oh, Completamente Buono, fa dell’amore fiero ed espansivo con me ora, così che possa vivere e tu raggiunga il tuo scopo!”

Al prossimo tocco del Budda appare una magnifica giovane donna di colore verde: “Il mio nome è Tara, l’essenza dell’elemento aria. Vengo dal nord, ma la mia vera casa è la Cina. Non sono che un’orfana: salvami con il tuo amore appassionato, oh, Compassionevole, fa dell’amore con me tutto pieno di compassione ora, così che io possa vivere e tu raggiunga il tuo scopo!”
Il Budda tocca ancora la terra e compare una deliziosa ragazza di colore bianco: “Il mio nome è Ishvari, l’essenza dell’elemento spazio. Vengo dal Centro Originale, ma la mia vera casa è la cima del monte Meru. Non sono che un’orfana: salvami con il tuo amore appassionato, oh Eroico, fa dell’amore che tutto pervade con me ora, così che io possa vivere e tu raggiunga il tuo scopo!”

Comprendendo che tutte queste forme mistiche della Grande Madre erano apparse per aiutarlo nella sua ricerca della Liberazione il Budda entra nel Samadhi (il vuoto divino n.d.r.) e fa l’amore con tutte le forme femminile contemporaneamente. Il Budda soddisfa ciascuna delle Dakini che gli portano così completamento. Ascendendo in un arcobaleno dai cinque colori, sono trasportate in un altro reame.

ALLA CORTE DELL'IMPERATORE GIALLO
È notte, le stelle si muovono lentamente nel cielo e la luna è piena. La vista è magnifica, in uno stupendo giardino taoista vi troviamo un delizioso padiglione con delle lanterne rosse appese tutt’intorno. All’interno l’atmosfera è densa della fragranza di splendidi fiori. Candele e lanterne illuminano l’unica grande stanza tappezzata di seta rossa e da magnifici tappeti. Sdraiato su di un lussuoso letto sta l’Imperatore Giallo, intento ad ascoltare tre giovani donne orientali di inimmaginabile bellezza.
“Benché non siamo tre, in effetti noi siamo una. Proprio come tu se il Figlio del Cielo noi siamo le Figlie della Terra. Siamo chiamate la Ragazza Semplice, la Ragazza Eletta, la Ragazza Scura. La nostra funzione è quella di iniziarti alle Supreme Verità riguardanti la sessualità. Io sono Hsuan-nu, la Ragazza Scura, il Picco dell’Immortalità. E queste sono le mei amate sorelle.”

“Io sono Ts’ai-nu, la Ragazza Eletta, e sono anche chiamata la Dea dai Molti Colori.
Così come l’Imperatore deve familiarizzarsi con ogni cosa nel suo impero per governarlo bene, lo stesso deve fare con i segreti dell’amore sessuale, così da imparare ad armonizzarsi con la sua Regina e concubine.”
“Io sono S-nu, la Ragazza Semplice, e sono anche chiamata la Regina del Fiume Bianco. In verità, è la donna l’unica vera iniziatrice; il ruolo dell’uomo è quello di essere uno studente volenteroso, (...) così, all’interno di questo padiglione sarò io, assieme alle mie sorelle, che determinerà l’ordine degli eventi e l’Imperatore Giallo colui che li eseguirà.”

È stato calcolato che il nostro corpo, nella sua globalità, vibra con una sua frequenza fondamentale che va dai 7,8 agli 8 cicli al secondo – quando è nel suo stato più naturale e rilassato. La terra vibra alla frequenza fondamentale di circa 8 cicli al secondo (detta risonanza Schumann). Il sistema nervoso di tutte le forme di vita è sintonizzato su tale frequenza. Le onde del cervello quando sono in alfa – cioè quello stato di serena vigilanza che si acquisisce nella meditazione e attraverso la pratica costante di tale disciplina – sono intorno agli 8 cicli al secondo. Dunque, una musica terapeutica per eccellenza – al di là delle proprie inclinazioni musicali – è quella che facilita l'entrata in alfa. Come procedere per ottenere tale risultato? Vediamolo.

BIBLIOGRAFIA
I testi dei dialoghi sono menzionati nel libro di Nick Douglas e Penny Slinger Sexual Secrets.

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Quando la cura è in musica

Musicoterapia è un termine che sempre di più sta entrando nel nostro linguaggio: sappiamo che la musica può fare bene o, al contrario, disturbare, non solo a livello emozionale, ma influire negativamente sul benessere organico.

Nel 1973 Peter Tompkins e Christopher Bird scrissero un libro che divenne immediatamente famoso "La vita segreta delle piante". Proprio in questo testo il grande pubblico fu messo a conoscenza, per la prima volta, di alcuni esperimenti eseguiti sulle piante utilizzando la musica.

L'idea venne a uno studioso di storia antica e di filosofia dell'India, il dottor Singh, che era anche a capo del dipartimento di botanica dell'Università di Annamalai, a sud di Madras. Nella mitologia indiana si dice che Krishna, l'ottava manifestazione del dio Vishnu, che forma assieme a Brahma e a Shiva la trinità divina indù, usasse la musica per favorire la produzione e la vegetazione. Il dottor Singh cominciò quindi a osservare al microscopio le variazioni possibili delle piante, sottoposte al suono di un diapason. Incoraggiato dai risultati, fece disporre delle Impatiens balsamina (le popolarmente dette "gambette di vetro") in un laboratorio. Qui, ogni giorno alla stessa ora e per 25 minuti, ricevevano una "terapia" musicale eseguita con uno strumento indiano. Dopo un mese di stimolazione musicale le piantine vennero portate all'aperto e messe a fianco di altre piantine che non avevano ricevuto tali sollecitazioni, ma che erano però state debitamente curate. Al tempo del controllo finale, si rivelò che le "balsamine" sottoposte a terapia musicale avevano in media generato un 72% di foglie in più e la crescita era stata maggiore del 20%.

Dopo il 1960, tempo in cui vennero rese note le ricerche effettuate dagli studiosi indiani, diversi furono i test eseguiti sulle piante, per scoprire con maggiore chiarezza gli effetti rigeneranti della musica sugli organi vitali.
Tuttavia, ora si poneva una domanda: quale musica poteva essere considerata la migliore?
A tal proposito vennero fatti degli esperimenti negli Stati Uniti per determinare quali fossero le note musicali più vivificanti, tuttavia le reazioni delle piante erano discordanti. Gli studiosi decisero allora di sottoporre la piante non a delle singole note, ma a due diversi generi di musica: la rock e la classica. Il risultato fu che le piante vicino alla fonte di musica rock tentarono di allontanarsi dagli altoparlanti; quelle sottoposte a musica classica si attorcigliarono "amorevolmente" attorno alla sorgente musicale. Inoltre, la musica rock sembrava produrre sulle prime una crescita abnorme delle piante in altezza, che generavano foglie piccolissime, per poi però portarle a morire per "esaurimento". Un'altra peculiarità prodotta dalla musica rock fu che esse necessitavano di molta più acqua di quelle invece deliziate dalla musica classica.

LA MUSICA INTERAGISCE CON LA MATERIA
Nel 1787, Ernst Chladni, giurista, musicista e fisico tedesco, contemporaneo di Mozart, pubblica "Entdeckungen über die Theorie des Klanges", "Scoperte sulla teoria dei suoni", in questo lavoro pionieristico Chladni getta le basi della futura scienza dell'acustica, la scienza del suono. In modo particolare Chladni si adoprò per rendere visibile ciò che veniva generato dalle onde acustiche. Questo fu possibile attraverso della sabbia che, al suono del violino, si conglomerava in diverse forme geometriche. Questa fu la prima dimostrazione "scientifica" che indicava chiaramente come il suono interagisse con la materia.

Forse, gli esperimenti più eclatanti, per i risultati ottenuti, furono quelli eseguiti dal medico svizzero e ricercatore, il dottor Hans Jenny verso gli anni '60. Si dedicò, infatti, a studiare a fondo gli effetti dei suoni sulla materia. Fotografò al microscopio e non, ogni tipo di sostanza: plastica, impasti, liquidi, polveri e molto altro, mentre venivano sottoposti a dei suoni. I risultati furono decisamente incredibili: ciò che prima del trattamento era semplicemente un insieme di materia organica, una volta sottoposta ai suoni assumeva diverse forme geometriche. In base a quanto poté osservare, le forme armoniche che venivano prodotte, corrispondevano sempre a dei suoni armonici. Così scrive infatti nel suo libro "Cymatics": "Abbiamo ora la sicurezza che sistemi armonici come quelli che abbiamo osservato nei nostri esperimenti, derivano da oscillazioni provocate da intervalli e frequenze armoniche". Gli esperimenti del dottor Jenny furono estremamente meticolosi, ben documentati e assolutamente riproducibili, questo a garanzia della totale scientificità con cui vennero svolti.
Anche il biologo Rupert Sheldrake, famoso per la sua teoria dell'esistenza di un campo morfogenetico emanante da ogni essere o oggetto della creazione, descrive la materia vivente come una rete di gerarchie vibrazionali, in risonanza. Il che fa comprendere che la materia si organizza in modo tale da risuonare con l'input vibrazionale più influente con cui viene in contatto.

Un libro: "The Message from Water," del giapponese Masaru Emoto, mostra chiaramente non solo gli effetti della musica sull'acqua, una sostanza estremamente ricettiva ad assumere le influenze vibrazionali imposte, ma anche come i nostri pensieri e le nostre emozioni – che sono anch'essi delle frequenze – influiscono sulla struttura di questa sostanza. Questo dimostra una volta di più quanto sia efficace l'utilizzo terapeutico della musica, a livello puramente organico, dove la materia vivente del nostro organismo si può riconfigurare armonicamente, attraverso una cura che preveda il giusto utilizzo di frequenze armoniche; ma anche a livello emotivo, riarmonizzando le nostre emozioni che, a loro volta, influiranno beneficamente sulla materia (visto che il pensiero è in grado di modificare la struttura organica – si vedano le foto riportate nel libro di Emoto in cui si possono osservare le diverse strutture formate dall'acqua ghiacciata sotto l'influenza di parole e pensieri).

UN ESPERIMENTO A TORINO
Al 5° Congresso Europeo di Endocrinologia, svoltosi a Torino dal 9 al 13 giugno 2001 e promosso dalla "European Federation of Endocrine Societies", si è svolto un simposio satellite sulla "Musicoterapia: dalle emozioni alla psiconeuroendocrinologia". Il professor Ezio Ghigo, della Divisione Endocrinologia del Dipartimento di Medicina Interna dell'Università di Torino, e Filippo Massara della Ludi Sounds di Milano – il primo che in Italia si è dedicato alla produzione di musiche terapeutiche, attraverso l'ausilio di musicisti e medici, hanno presediuto l'incontro.

La loro relazione, che ha visto partecipi altri nomi di ricercatori: Laura Gianotti, Silvia Destefanis, Fabio Lanfranco, Josefina Ramunni, Valeria Mondelli, della Divisione Psichiatria del Dipartimento Neuroscienze dell'Università di Torino, ha illustrato ampiamente un esperimento da loro condotto su pazienti afflitte da amenorrea ipotalamica funzionale (ovvero la mancanza del ciclo mestruale). Come leggiamo nel loro resoconto:
"Spesso questa patologia si associa a calo ponderale, alterazioni nutrizionali anche minime, eccessivo esercizio fisico o ancora a stress L'evidenza che l'ascolto musicale nell'uomo normale o iperteso determina una riduzione dei livelli circolanti di quegli ormoni generalmente aumentati in corso di stress psichico ed emotivo. , ci ha indotto a verificare l'effetto di una sequenza di brani scelti e proposti da Filippo Massara, sulla secrezione spontanea di gonadotropine, LH e FSH, nonché di estradiolo, la cui diminuzione e perdita, caratterizza l'amenorrea ipotalamica funzionale
Sono state studiate quattro giovani donne con amenorrea ipotalamica funzionale da più di cinque anni.

Prima, durante e dopo quattro settimane di ascolto musicale, si è potuto constatare un progressivo incremento dei livelli di gonadotropine e di estradiolo in tutti i soggetti e una spiccata amplificazione della risposta di LH e FSH, suggerendo che la somministrazione di musica possa determinare modificazioni neuroendocrine".
UNO STATO CORPOREO SORRIDENTE
Filippo Massara descrive la compilazione dei brani, scelti per questo esperimento, essere il risultato delle sue lunghe ricerche, sperimentazioni e frequentazioni con musicisti e medici. La musica è un importantissimo mezzo, attraverso cui si può recuperare il "sorriso del corpo". Le ricerche dimostrano come, uno stato corporeo "sorridente", faccia aumentare la produzione di endorfine. Più la beatitudine aumenta, più il nostro corpo sorride. Più sorride e maggiore è la stimolazione neuroendocrina e la produzione di sostanze "beatificanti".

Come indicano le statistiche, nei primi mesi di vita il piccolo dell'uomo sorride in media 400 volte al giorno, mentre la media dell'adulto scende addirittura a 15 volte, si può facilmente dedurre che, durante il nostro percorso di crescita, perdiamo poco alla volta quella capacità di sperimentare la gioia. Quando sussiste un blocco interiore che non ci consente di arrivare alle nostre emozioni e sentimenti più vivi e positivi, la musica può essere un reale supporto che permette la riconquista di quei territori nascosti. La presa di coscienza delle nostre capacità di provare emozioni e sentimenti attraverso il nostro corpo che risuona con le frequenze armonizzanti e liberatorie, ci conduce sulla via di un percorso immaginativo-emotivo, in grado di farci riabbracciare quella parte di noi apparentemente dimenticata, per riportarla in vita e far ritrovare al corpo la sua unicità armonica. Il suono, la musica, le emozioni toccano il corpo, svegliano le emozioni nel profondo e diventano un fatto neuroendocrino e psichico.
L'ascolto della musica è dunque un mezzo potentissimo, in grado di modificare lo stato psico-fisico del nostro organismo.

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