10 December 2008
Seminare negatività
Non ancora stanchi di credere a segni che non arrivano - dopo che a ottobre, le presunte astronavi non sono comparse (tanto per dire l'ultimo caso fra i continui di questo genere) - si va avanti a credere e a diffondere ansia e angoscia, predicando le catastrofi future imminenti. Quello che mi stupisce è che a comportarsi così sono proprio quelle persone che si acclamano in ricerca "spirituale" - che posso solo mettere virgolettato, visto che di spirituale ha ben poco.
Ma forse è la confusione dei termini. Molte persone definiscono "spirituale" ciò che ha a che fare con l'invisibile, vero o presunto che sia. Mentre il termine proprio è quello che definisce un lavoro personale di crescita ed evoluzione interiore. Cosa che non accade quando ci si lascia coinvolgere da tutta questa serie di allucinazioni. Ciò che poi aumenta il danno è che così facendo si lavora per il male.
Non è vero che "sapendo" delle presunte possibili catastrofi ci si può preparare: e come si potrebbe del resto, qui siamo, sulla Terra, e dobbiamo affrontare ciò che capita con coraggio, dignità e propositività. Dove sta la dignità di chi, in preda all'ansia, grida ai quattro venti che ci sarà la fine? In cosa ci aiuta questo allarme? Dove sta il coraggio di chi si pretende "spirituale" se non è capace di infondere fiducia e forza nell'affrontare ciò che ci attende?
Ma anche senza andare ai disastri possibili e imminenti, la vita quotidiana richiede positività, pacatezza, determinazione, forza, pazienza.
Eppure la follia è imperante.
Che tristezza!
Ma forse è la confusione dei termini. Molte persone definiscono "spirituale" ciò che ha a che fare con l'invisibile, vero o presunto che sia. Mentre il termine proprio è quello che definisce un lavoro personale di crescita ed evoluzione interiore. Cosa che non accade quando ci si lascia coinvolgere da tutta questa serie di allucinazioni. Ciò che poi aumenta il danno è che così facendo si lavora per il male.
Non è vero che "sapendo" delle presunte possibili catastrofi ci si può preparare: e come si potrebbe del resto, qui siamo, sulla Terra, e dobbiamo affrontare ciò che capita con coraggio, dignità e propositività. Dove sta la dignità di chi, in preda all'ansia, grida ai quattro venti che ci sarà la fine? In cosa ci aiuta questo allarme? Dove sta il coraggio di chi si pretende "spirituale" se non è capace di infondere fiducia e forza nell'affrontare ciò che ci attende?
Ma anche senza andare ai disastri possibili e imminenti, la vita quotidiana richiede positività, pacatezza, determinazione, forza, pazienza.
Eppure la follia è imperante.
Che tristezza!
Labels: L'intangibile, Negativo
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