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Il blog di Evoluzioni

d i a r i o

Seminare negatività

Non ancora stanchi di credere a segni che non arrivano - dopo che a ottobre, le presunte astronavi non sono comparse (tanto per dire l'ultimo caso fra i continui di questo genere) - si va avanti a credere e a diffondere ansia e angoscia, predicando le catastrofi future imminenti. Quello che mi stupisce è che a comportarsi così sono proprio quelle persone che si acclamano in ricerca "spirituale" - che posso solo mettere virgolettato, visto che di spirituale ha ben poco.
Ma forse è la confusione dei termini. Molte persone definiscono "spirituale" ciò che ha a che fare con l'invisibile, vero o presunto che sia. Mentre il termine proprio è quello che definisce un lavoro personale di crescita ed evoluzione interiore. Cosa che non accade quando ci si lascia coinvolgere da tutta questa serie di allucinazioni. Ciò che poi aumenta il danno è che così facendo si lavora per il male.
Non è vero che "sapendo" delle presunte possibili catastrofi ci si può preparare: e come si potrebbe del resto, qui siamo, sulla Terra, e dobbiamo affrontare ciò che capita con coraggio, dignità e propositività. Dove sta la dignità di chi, in preda all'ansia, grida ai quattro venti che ci sarà la fine? In cosa ci aiuta questo allarme? Dove sta il coraggio di chi si pretende "spirituale" se non è capace di infondere fiducia e forza nell'affrontare ciò che ci attende?
Ma anche senza andare ai disastri possibili e imminenti, la vita quotidiana richiede positività, pacatezza, determinazione, forza, pazienza.
Eppure la follia è imperante.
Che tristezza!

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Dal tempo del budino

Anni fa mi ero divertita con un esperimento "olografico". Ovvero, riflettendo sul fatto che tutto è un ologramma mi ero chiesta se davvero potessi risalire a delle considerazioni filosofico-esistenziali prendendo la prima parola che mi sarebbe capitata sotto agli occhi aprendo a caso il dizionario. La parola fu "budino" e, passata la perplessità del primo momento, mi sono buttata in quella avventura a metà strada fra parole e significati quasi escatologici. Il risultato mi è piaciuto ed è pure piaciuto ad altri, tanto che poi ne ho fatto un libretto che incontra molta simpatia.

Seguendo lo stesso principio "casuale" mi sto divertendo a lasciarmi ispirare a scrivere insights esistenziali. C'è infatti un sito, per chi ama la scrittura creativa - a proposito in inglese - che è veramente eccezionale. Si è riceve, a caso, una parola, scelta random dal computer, dopo di che si hanno due minuti di tempo per scrivere.
La cosa mi sta entusiasmando. Infatti, spesso, quando mi trovavo di fronte a un quesito interiore su cui non arrivavo a nessuna chiara indicazione, avevo provato a "divinare" attraverso le prime parole che trovavo aprendo il dizionario. Ora posso fare ancora meglio con questo sito. Ovviamente, prima mi connetto e penso alla questione, poi clicco per ricevere la parola e quindi scrivo le prime frasi esistenziali che mi vengono in mente. Ecco la mia pagina - ci sono dei refusi, perché la fretta di scrivere non mi permette di controllare la grafia, ma poco importa.

In definitiva per il mio quesito ho ricevuto due parole: pratice e stretching... Ma lascio leggere a voi cosa ho prodotto!

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La pallina... da tennis

Ormai manco da casa da quasi una settimana. Andando in giro dormo in casa di altri, in altri luoghi, con altre atmosfere e rumori. La notte amo stare in ascolto, quando non sono troppo stanca da crollare subito addormentata.
Stanotte, anzi erano quasi le quattro, mi sono svegliata perché ho sentito il rumore di una pallina da tennis che cadeva. O almeno così ho creduto.
Una volta sveglia mi sono messa all'ascolto, ma il rumore non si è più presentato.
Mi è venuto quindi in mente che da ragazzina, a casa dei miei, quel rumore era ormai un ospite fisso. Qualcuno, la notte, sembrava divertirsi a lasciar cadere 'sta pallina, per poi riprenderla e lasciarla ricadere, con ovviamente i possibili rimbalzi che questa faceva...
Per lungo tempo ci siamo chiesti chi mai potesse avere 'sto passatempo nel cuore della notte!
Infine un giorno ho letto che la presenza di energie sottili si manifestava in genere con quel rumore, spesso poi associato ad altro, fino alle manifestazioni forti dei Poltergeist.
E in effetti al tempo di cose "strane" ne accadevano parecchie, come le lampadine che sembravano scoppiare, secche e decise, oppure quelle palle di luce che comparivano nelle foto accanto a noi.
In quella casa non ci abitiamo più, è stata rifatta e affittata.
Di palline non ne ho più sentite.
Solo stanotte qualcosa che poi non si è più ripresentato.
Chissà...

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Omaggio a Roerich

Per me l'arte non può essere solo maestrìa nel rendere manualmente l'immagine della realtà. Io ho un po' una visione etica dell'arte, nel senso filosofico del termine. Ovvero l'estetica ha anche un dovere etico per me. Chiaro, non saranno tutti d'accordo e va bene. Per il nutrimento del mio animo e per il mio benessere io opto però per l'elevazione spirituale anche nell'arte. Che, capiamoci bene, non ha nulla a che vedere con l'emozionalità intensa e fantastica di molti autori "new age". L'arte spirituale ha da un lato pulizia di forme e colori e dall'altro quella classicità che non trascende. L'esempio più completo me lo offre Roerich, di cui avevo scritto diversi anni fa e che ora ripropongo, in connessione con la pagina dedicata agli aforismi del maestro Morya, che la moglie di Roerich, Helena aveva trascritto.

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Tempo non tempo

Organizzandomi il lavoro, non riesco mai a tenere in considerazione le festività: semplicemente mi dimentico che esistono. Così, "scopro" ora che domani è festa, e io che mi ero organizzata la giornata come se fosse normale, mi ritrovo ora a dover sistemare il mio tempo in un altro modo.
Con la questione tempo ho davvero dei problemi. Me ne accorgo ormai da una vita. E' come se non riuscissi a interagire con il tempo umano, quello fisico della vita quotidiana, e proceda costantemente con il tempo mio, quello interiore, che in genere non collima con quello esteriore.
Se prima me ne facevo un problema, e anche una vergogna (ma come, una "organizzata" come me, come può dimenticarsi del tempo???), ora comincio invece a pensare che in effetti è lì, in quell'altra dimensione che ci si dovrebbe spostare. Ovvero, fare le cose nella dimensione terrena, ma con l'animo stare bene ancorati in quell'altra...
Però è anche vero che così facendo collimerebbero solo coloro in grado di incontrarsi nell'altra dimensione, a livello sottile, dove le anime interagiscono.

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La "sindrome" di Pauli

Una volta si parlava di "Poltergeist", ovvero energia psicocinetica che si creava da forti emozioni/tensioni interne. Ora non se ne parla più e mi chiedo perché, visto che comunque tali energie si scatenano. Mi viene in mente, per esempio, quel paesino nel sud dove le cose quotidiane prendono fuoco e la gente non ne può più di essere vittima di quel fenomeno...

Io ora lo chiamo "effetto" Pauli. Infatti Wolfgang Pauli, un noto nome della fisica quantistica, aveva il problema di entrare in "risonanza" con le apparecchiature elettriche/elettroniche che così diventavano instabili o smettevano di funzionare. Un bel problema davvero per uno che di professione stava tutto il giorno a lavorare con dei congegni elettronici. Il suo era sviluppato a tal punto che un giorno, in cui lui non era presente in laboratorio, le apparecchiature smisero di funzionare a dovere e tutti pensarono immediatamente che Pauli fosse arrivato al centro, visto che il malfunzionamento riscontrato era tipico di quando i macchinari andavano in "fibrillazione" a causa sua. Però lui non c'era e tutti si stupirono di quanto stava accadendo. L'arcano si risolse quando scoprirono che, al momento dell'"incidente", Pauli stava proprio passando poco distante, comodamente seduto in treno!

Ecco, lo stesso problema ho io, ormai da molti anni. All'inizio ero spaventata: le apparecchiature davano i numeri, smettevano di funzionare a dovere e presentavano sregolatezze che nessun tecnico riusciva a capire. Ora non mi spavento più ma la situazione non è per questo migliore. E comunque è rimasta insoluta. Infatti sempre e di nuovo il computer dà problemi: programmi che smettono di essere efficienti come dovrebbero, addirittura da un giorno all'altro "perdono" pezzi che vanno reinstallati. Comandi che non rispondono più a modo e si mettono a fare cose non previste. Programmi che letteralmente scompaiono mentre altri compaiono... Così, spesso accade che, per fare qualcosa di molto veloce, mi ritrovo invece impantanata in un mare di disturbi da dipanare, che in genere, al posto di mansuetamente districarsi, si ingarbugliano ancora di più in un mio crescendo di profonda costernazione.
Allora devo smettere, lasciare perdere tutto e andare dalle mie piante, che come si sa, aiutano a scaricare.

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La preghiera di guarigione

Finalmente riesco a introdurre l'invito di cui accennavo nel post scorso, per la lettura dell'articolo: "l'energia della preghiera".

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By trials and errors

E' così che si procede nella scienza "per tentativi ed errori". Ed è così che si procede nella vita "per tentativi ed errori".
Il giochino giapponese che ho inserito prima, davvero fenomenale, è per me la metafora più azzeccata della vita. Ci capitomboli dentro senza libretto d'istruzione, se non un incitamento iniziale: "esplora". Non si sa bene cosa e come, ma ti ritrovi a tastare il terreno e scoprire fauci di mostri che si aprono su di te spaventato, ma che poi realizzi dell'inutile terrore. Infatti la bocca si apre sì minacciosa, ma non fa altro. Intanto però continui a tastare e tentare. Capisci che la pallina rossa tocca a te farla rotolare e guardi in giro. Se clicchi su quello che servirà dopo, ma non adesso, ti distrai un po', per vedere se succede qualcosa e poi, appurato che non è quello da muovere ti afretti a cercare dell'altro, quello che infine sposta in avanti il gioco.
E così, piano piano, a furia di errori nei tentativi si arriva alla fine. Anche un po' esausti devo dire e soprattutto con la sensazione di averci capito poco.

Mi rendo conto che menti più abituate della mia a simili giochetti avranno capito sin da subito come funziona. Io invece no. Ad ogni modo, ciò che più mi ha sorpreso, è la sensazione così analoga a quella che provo nella vita.
C'è un disegno superiore che non colgo nei dettagli, anche se mi rendo perfettamente conto che c'è un ordito sotto, e ci sarebbe pure una trama che mi attende. Ma appunto, spesso non la colgo e ci metto un bel po' prima di capire il disegno da realizzare!

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Il teismo, la bellezza e il divino

Ieri sera sono andata a letto presto. In teoria adoro ritirarmi a leggere bella comoda sotto le coperte. Poi in pratica finisce sempre che mi addormento quasi subito e senza nemmeno essermi gustata in pieno la serata di lettura. Comunque ci riprovo spesso, così ieri sera dalla mia biblioteca ho cercato un buon compagno di serata. Purtroppo finisce quasi sempre con un senso di frustrazione la mia ricerca, perché una volta davanti ai libri non so mai decidermi se scegliere un testo che sia di stimolo a nuove possibili riflessioni o se invece dedicarmi al riposo, magari con un giallo di Agatha Christie che adoro. Qualsiasi cosa decida non sono mai del tutto convinta della mia scelta e così mi ritrovo sempre e comunque inappaggata. Ad ogni modo ieri ho poi optato per Lo zen e la cerimonia del te, che avevo comprato proprio quando era uscito e da allora non avevo più ripreso in mano. Nelle prime pagine l'autore, Kakuzo Okakura, parla di come loro orientali abbiano trovato nella cerimonia del te un modo per esprimere quello che viene definito il "teismo". Riprendendo le sue parole, si tratta di "quell'arte di celare la bellezza così che la si possa scoprire, di accennare quello che non osiamo rivelare apertamente".
Può quindi essere riportato all'essenzialità minimalista orientale che così tanto apprezziamo nello stile giapponese.

Io non credo però di essere così raffinata. Sebbene mi piaccia tantissimo quel tipo di insieme, è comunque troppo artefatto, anche quando riprende la natura nelle sue magnificenti coreografie, fatte anche di sabbia, pietre e rami particolari. Ciò nonostante, quando cerco lo stimolo alla contemplazione, dove l'animo mio può finalmente espandersi e respirare divino, allora quella è davvero la migliore coreografia. Così, infine, mi chiedo, se dopo tutto non abbiano ragione loro quando curano nell'essenzialità minimalista e raffinata i loro templi, che al suono di gong, recitazioni corali di mantra, e lunghi silenzi, cercano di aprire le porte interiori alla contemplazione del divino in noi.

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Acque particolari

Sono stata invitata a un congresso per parlare di acque "particolari". Questa definizioni è senz'altro la migliore, ma si potrebbe pure chiamarle "magiche", o di "di potere". Di sicuro sono acque dalle frequenze insolite. Per esempio, molti templi primitivi venivano eretti vicino a una fonte, e di solito erano dedicati alla Grande madre, che la Chiesa ha poi trasformato in Madonne nere. Ancora oggi si dice che le chiese dedicate alla Madonna in genere, ma in special modo alla Vergine nera, abbiano nelle vicinanze delle fonti, che la modernità ha spesso chiuso e quindi dimenticato.
Come già dicevo in un qualche post precedente, l'Ortodossia vede nella manifestazione di una energia sottile, impalpabile, eppure presente, anche se scientificamente non è ancora misurabile, l'espressione materiale dell'energia divina. Le acque sgorganti da questi luoghi di potere posseggono esse stesse quel particolare potere e sono acque di guarigione. L'acqua infatti è un ottimo mezzo che si impregna delle frequenze coin cui viene in contatto. Il ricercatore francese Benveniste, che purtroppo fu molto combattuto dalla scienza ufficiale e morì nella controversia, aveva scoperto quella che poi si definì la memoria dell'acqua. Ciò con cui l'acqua entra in contatto questa assorbe riemettendo a sua volta quelle stesse frequenze.
Anche il più noto Masaru Emoto, un ricercatore giapponese che in questi ultimi anni è diventato davvero famoso per quello che ha scoperto sull'acqua, in definitiva dimostra proprio quello. Ovvero che investendo questo elemento con un pensiero - ovvero una frequenza - questa poi, congelata, mostra nella armonia o disarmonia dei suoi cristalli se il pensiero immesso era positivo o negativo (vedi Migliorare la propria realtà).

Non è una novità questa per gli esoteristi che agli adepti in esercizio davano il consiglio di prendere un bicchiere d'acqua durante la meditazione quotidiana, tenerlo bene con le due mani e intanto pensare fortemente a una qualità che volevano sviluppare. Poi bere e continuare così, ogni giorno, fino a quando, poco alla volta, la qualità si fosse realizzata.
Certo si può parlare di suggestione, e sicuramente anche questa gioca un ruolo importante. Ma oggi parliamo pure di risonanza informativa. Siamo fatti per il 70% di acqua, se ingeriamo un liquido impresso con un'informazione molto forte e determinata questa porterà la frequenza all'acqua delle nostre cellule, che piano piano inizieranno adotteranno l'informazione ricevuta e, poco alla volta, entreranno in risonanza attuando il cambiamento apportato.

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In Duomo

L'altro giorno ho deviato le mie camminate per commissioni e sono andata in Duomo. Era una giornata splendente e il marmo bianco quasi rosato si imponeva dalla facciata, mentre tutte le sue guglie che si stagliavano in un cielo azzurrissimo mi sembravano quasi punti fini di un cristallo sacro.
Il Duomo, a Milano, è forse ancora l'unica chiesa la cui risonanza è percepibile. Una volta la si sentiva anche nella mia chiesa preferita, Sant'Ambrogio, ma negli anni le onde frequenziali dissonanti di una città faticosa, e lo orde di visitatori che entrano come se fossero a un mercato, hanno consumato quel poco di risonanza che ancora poteva avere. Così è rimasto il Duomo.
Forse a causa della sua mole, la città non riesce ancora a esaurirlo e, entrando, la persona abituata a essere cosciente di questo genere di percezioni, può ancora avvertire che qualcosa lì dentro si muove e tocca lo spirito e anche delicatamente il corpo.
Mi era piaciuto molto leggere che l'Ortodossia vede l'espressione dell'energia divina in due aspetti. Uno è quello puramente interiore, l'altro è invece determinato da quell'energia sottile che i Templi dovrebbero saper raccogliere (vedi I Templi energetici). Anche io la penso così e per questo sono spesso a caccia di Templi ancora attivi. Sì perché ormai la situazione attuale è così impregnata da frequenze dissacranti che i Templi cittadini fanno fatica a reggere.
Ma il Duomo, ancora ancora, respira divino e così è un dono entrare e lasciarsi toccare da quel soffio così prezioso!

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Ci sarà poi la fine?

Chi frequenta o segue siti o gruppi "spirituali" - che metto virgolettato perché in effetti la spiritualità sarebbe altro... - saprà ormai da tempo di certe fatidiche date che pendono sopra la nostra testa di umani come una spada di Damocle. Ormai si sa che a un certo punto, ovvero nel 2012, dovrà accadere qualcosa che cambierà completamente la nostra storia umana.
Di fronte a tali assunti vorrei fare delle osservazioni.
L'essere umano ha sempre seguito i vaticini. E' solo da quando lo "spirito scientifico" si è man mano impossessato del pensiero comune che ci si pone con un certo senso critico, spesso davvero esasperato però. Lo spirito scientifico ha sì il rigore nel procedere ma, al contempo, è fatto pure di reale apertura a sondare l'ignoto, che spesso purtroppo manca in coloro che si celano sotto lo stendardo della "pura scienza".

Senza cadere così in tali sciocche esagerazioni vorrei addentrarmi nelle considerazioni di tali profezie. Analizzando le diverse visioni profetiche del passato, in genere sono davvero poche quelle che poi si realizzano. Tuttavia con questo non voglio dire che siano del tutto sbagliate.
Chi ha la visione profetica è in grado di vedere sì nel futuro, ma spesso vede solo una parte del quadro generale, così che descrivendo ciò che vede, gli avvenimenti poi risultano sempre, o quasi, diversi da come erano stati profetizzati.
E' come se, osservando un quadro complesso, ovvero composto da tanti personaggi presenti sulla tela, noi lo descrivessimo solo focalizzandoci su un particolare e tralasciamo il resto. E' chiaro che la descrizione risulta poi sbagliata. Lo stesso accade con le profezie. Anche quando a farle sono le voci di presunte o reali Guide dall'aldilà. Sì perché ciò di cui non si tiene conto è che anche nel mondo sottile ci sono i vari livelli evolutivi, e spesso, chi parla con umani disponibili, non proviene dalle alte sfere, anche se sostiene il contrario (pure tra gli spiriti si pecca di ego, se questi non sono ancora evoluti molto! Chi desidera approfondire legga La mappa dello spirito).

Questa premessa è dunque per dire che l'esattezza dei vaticini lascia a desiderare, anche se, tuttavia, questi indicano comunque un qualcosa che c'è nell'aria e che, in un qualche modo, si realizzerà.
Così, riferendomi a quella fatidica data, penso che il cambiamento non dovrà avvenire da quel momento in avanti ma, come dicono gli esoteristi più attenti, siamo già entrati nella zona della trasformazione. Tutto è già in atto e chi è pronto per tale salto, sta già accelerando la propria evoluzione interna.

(Chi fosse interessato a tali profezie, sto raccogliendo in un blog: Misteri, tutto ciò che si dice nel web a proposito dell'insolito, esoterico, inspiegato).

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Il mondo sottile

Era da molto che non mi interessavo alle dimensioni sottili. Probabilmente perché erano tematiche già così tanto approfondite che non avevo nulla di nuovo da studiare (per chi non lo sapesse, tutto, ma veramente tutto, è stato già scritto a tal proposito...). Invece, in questi ultimi mesi l'argomento si è ripresentato, anche perché ho conosciuto Bruno Pepe e da lì mi è ritornato in mente tutto il tempo che avevo speso per addentrarmi nella questione.

I mondi invisibili mi hanno sempre spaventata e proprio per questo ho sentito la necessità di approfondirli. Se qualcosa è ignorato e buio, la conoscenza illumina l'oscuro e dipana la paura. Per questo, quando qualcosa mi inquieta lo devo affrontare, sviscerandolo in ogni suo più piccolo dettaglio, così da imparare a non averne più paura. Del resto il "nemico" che conosci non lo temi!

Con questo rinnovato interesse sto tentando ora di riassumere le conoscenze e sto preparando nuovi articoli.

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Per un mondo di luce

«Se voi gridate la vostra voce si sente appena a una cinquantina di metri, ma quando voi pensate i vostri pensieri vanno attorno al mondo tanto lontano e presto quanto una radio. I pensieri di ogni singolo giorno portano benedizione o maledizione nel grande fiume dell’opinione mondiale. Ogni uomo, nel corso della sua vita, riversa milioni di pensieri benevoli o malevoli nella perpetua corrente della storia dell’uomo, lasciando la sua impronta nel tempo illimitato. Se la trasmissione mentale opera tra gli individui, vuol dire che ognuno ha un’enorme responsabilità per l’espansione del bene e del male. Significa che ogni nostro pensiero è un aiuto o un danno per l’altro. La più impellente necessità della nostra epoca riguarda la mentalità globale della gente che pensa il pensiero del mondo, che compie le azioni del mondo e prega le preghiere del mondo.» (Da: Preghiera, la più grande forza del mondo, di Frank C. Laubach)

Mai come in questo periodo dell’anno la natura ci richiama all’interiorità. È il periodo dove le tenebre sovrastano la luce. È il periodo in cui ci si può ritirare in se stessi e ripensare alla propria vita per ricercare quella luce che le dovrebbe dare il senso e la direzione. Ma quanti pensieri negativi offuscano quella luce? Le pesantezze della vita quotidiana, spesso, ci annichiliscono, il coraggio va perduto e ci si abbandona allo sconforto... Se ci si lascia andare e si attende passivamente che qualcosa, dal di fuori, illumini questo buio, cadiamo nella dipendenza che ci porta a rincorrere tutto pur di avere, in un modo o in un altro, un qualche attimo di sollievo. Ma, se nonostante l’oscurità, si fa luce al proprio cuore con pensieri di fede, allora quella nostra voluta luce interiore non potrà che richiamare luce nella propria vita.

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