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GLI ARTICOLI DI EVOLUZIONI

benessere psicofisico, conoscenze mistico-esoteriche, psicologia, pensiero evolutivo quantistico

Entità positive o negative?

I contatti interiori con sedicenti Guide aumentano. E' il fenomeno del channeling. Le informazioni che ci vengono offerte sono per lo più catastrofiche: basta seguire uno qualsiasi di quei siti che raccolgono le diverse canalizzazioni per rendersene conto. L'aspetto "consolante" è che, a detta di queste Entità, saremo prelevati e quindi "salvati" dai disastri che si abbatteranno sulla Terra. L'altro fattore comune è l'arrivo di manifestazioni visibili che ci faranno comprendere che, tali "profezie" sono reali. Alcuni canalizzatori, poi, arrivano addirittura a indicarci con precisione date in cui tali segni compariranno. Per esempio, a ottobre 2008, un'astronave, o forse più, sarebbero iniziate ad atterrare...
Accanto a tutte queste previsioni disastrose c'è poi sempre il tono amorevole di queste Entità che sollecitano a rimanere, e soprattutto, a pensare positivo perché, come ben si sa, il pensiero crea!
Allora come definire tutto questo? E' positivo o negativo? E soprattutto è spirituale?

Innanzitutto non si può fare l'errore di definire spirituale ciò che appartiene alle dimensioni dell'invisibile. Spirituale è ciò che stimola la persona a una sua crescita interiore, di conseguenza a un lavoro su di sé per superare le proprie piccinerie e limitazioni. Il primo segno, infatti, che dimostra che si è in contatto con dimensioni davvero più elevate è che la persona e il suo ambiente familiare migliorano. Le persone sentono il desiderio di sistemare i grovigli e si impegnano a farlo, con pazienza, delicatezza, ma anche con salda e luminosa determinazione. L'armonia che via via aumenta nel loro ambiente, è il segno più immediato e visibile che denota la connessione con guide interiori elevate.
Non sempre i contatti con le Entità operano in tal senso. Anzi, il più delle volte sono invece compensatori di situazioni spiacevoli in famiglia, da cui il soggetto fugge, per rifugiarsi nei contatti con l'invisibile, da cui riceve gratificazioni. Infatti, spesso queste connessioni interiori vanno a lusingare il ricevente, sollecitando il senso di "importanza" che una persona non ancora sgrettata ha bisogno di sentirsi confermare. Scrive la Bailey nel suo libro Dall'intelletto all'intuizione:
Oppure avviene che, mentre lo studente medita, qualche ‘forma’ o qualche entità viene a suggerirgli un’importante attività che è stato scelto a compiere; un messaggio da diffondere a tutto il mondo in ascolto, una grande invenzione da presentare, un giorno o l'altro, all’umanità in attesa, se continuerà a fare il bravo. Egli è allora ben lieto di indossare il manto del profeta e, con fede incrollabile nel proprio valore e nella propria abilità di influenzare le folle - anche se per il momento è relativamente incapace di influenzare chi gli sta accanto - si prepara a svolgere la sua missione divina. Tutti noi corriamo il rischio di illuderci proprio nello stesso modo, quando cominciamo a meditare, se la mente che discrimina non sta in guardia, o se nutriamo aspirazioni segrete ad eccellere in senso spirituale, o soffriamo di un complesso di inferiorità che va equilibrato.
Se non si facesse l'errore di attribuire una qualità di quasi "onniscienza" a ciò che ci arriva dalle dimensioni sottili non si cadrebbe in molti tranelli. Nel mondo sottile ci sono i livelli di maturità ed evoluzione proprio come qui sulla Terra. Non perché ci arriva da quelle dimensioni è garantito che sia il pensiero di un Illuminato!
Scrive una grande esoterista e psicologa al tempo stesso: Dion Fortune, nella prefazione al suo ultimo testo La dottrina cosmica:
Io vorrei non solo consigliare ma implorare chiunque si occupi dell'Invisibile di studiare psicologia e di imparare a conoscere la natura della mente; scoprirà che ciò non disturba ciò in cui crede, ma anzi ne rivela l'elemento razionale. Non crediate che perché una informazione è stata ottenute per vie insolite sia necessariamente vera, non più di quanto una cosa sia necessariamente vera solo perché pubblicata in un libro. Le comunicazioni da parte degli spiriti sembrano avere per alcuni la stessa autorità che la parola scritta ha per l'ignorante, il quale crede che un oggetto sia valido solo perché la pubblicità ne parla bene.

Una comunicazione da parte degli spiriti può provenire da uno spirito in buona fede, e tuttavia essere priva di fondamento. Sebbene l' uomo sopravviva alla morte fisica, la morte non lo fa smettere di essere uno sciocco; se non aveva buon senso sul piano fisico, non ne avrà nemmeno sul piano astrale.
Non credete dunque a tutto ciò che gli spiriti vi dicono, anche se nel vostro cuore siete sicuri che si tratti di spiriti veri. Inoltre ricordate che, se forti di una vostra certa predisposizione andate cercando contatti con l'Invisibile, troverete certamente qualcosa. Ma le entità che che rispondono alle richieste di uno sperimentatore alle prime armi sono le stesse che otterreste andando a chiedere alle persone in mezzo alla strada. Se tenete aperta la porta di casa è molto probabile che entri qualcuno a rubarvi l'ombrello dall'ingresso che non qualcuno pronto a illuminarvi sulle profonde verità spirituali! Lo stesso avviene nel campo delle scienze occulte. (...)

Quelle grandi entità che la Società Teosofica ha fatto conoscere al grande pubblico come Maestri - ma che sono conosciute da tempo immemorabile agli adepti - (...) sono tanto diverse dallo spirito dalla "guida" o dagli spiriti comunicanti medi, quando Michelangelo lo è da un madonnaro di strada. Per arrivare a loro non c'è altro modo che passare dalla porta stressa e seguire la via difficile. (Traduzione dell'Autrice da The Cosmic Doctrine)
Poi c'è da considerare un ulteriore aspetto, ovvero quello della risonanza. Oggi è ben noto a tutti che noi richiamiamo nella nostra vita ciò che risuona sulle nostre frequenze. La legge dell'attrazione fa sì che il simile attiri il simile. Di conseguenza chi canalizza richiamerà Voci che vibrano sulla sua stessa frequenza. Se il ricevente non è davvero un'anima elevata, è quindi inevitabile che l'Entità richiamata per risonanza vibrerà sulle sue note, imperfette. Chi ingenuamente racconta di canalizzare grandi Entità, adirittura c'è chi afferma di canalizzare Gesù, o Dio in persona, ebbene rivela solo una sua non riconosciuta ignoranza, se non addirittura presunzione.
Sempre la già citata esoterista Alice Bailey, così scrive nel libro Dall'intelletto all'intuizione:
Esaminiamo in breve alcuni fenomeni della mente inferiore, che gli studenti così spesso interpretano erroneamente. Essi registrano, per esempio, l’estasi di un incontro col Cristo o con una Grande Anima, apparsa durante la meditazione. Ne sono eccitati e annotano l'avvenimento nel loro diario. Ciò è realmente accaduto? Lo studente ha proprio veduto il Cristo?
Dobbiamo qui ricordare l'assioma che ‘i pensieri sono cose’ e che ogni pensiero prende forma. Due circostanze hanno concorso a produrre il fenomeno, se questo è proprio avvenuto e non è frutto di una fantasia vivida e sovreccitata.

Il potere dell'immaginazione creativa è appena ai suoi inizia ed è del tutto possibile vedere proprio ciò che si desidera vedere, anche se non esiste affatto. Il desiderio di progredire e lo sforzo costante hanno risvegliato, o reso cosciente, l’aspirante sul piano psichico, il piano della vana immaginazione, del desiderio e delle sue illusorie realizzazioni. In questo regno egli ha percepito una forma-pensiero del Cristo o di qualche grande e venerato Maestro.
Il mondo dell’illusione pullula di queste forme-pensiero costruite attraverso i tempi, e l’uomo, tramite la sua natura psichica (che per la maggioranza è la linea di minor resistenza), giunge in rapporto con una di esse, la crede reale ed immagina che gli dica tutto ciò che vorrebbe udire. Desidera essere incoraggiato; è alla ricerca, come tanti, di fenomeni che giustificano il suo sforzo; acquieta il cervello e scivola dolcemente in uno stato psichico negativo.

In tale condizione la fantasia agisce e gli fa vedere ciò che desidera vedere, e udire le magnifiche parole di riconoscimento a cui aspira. Non gli viene in mente che le Guide dell’umanità sono troppo immerse nelle attività di gruppo e nella preparazione dei pensatori e dei servitori dell'umanità, per il cui tramite possono operare, per ‘perdere’ tempo con chi è ancora solo un bambino. Questi ultimi possono essere tranquillamente affidati alle cure di esseri in evoluzione meno eccelsa.

Ma se anche si trattasse di persone così progredite e di così alto sviluppo da essersi guadagnate il privilegio di un simile contatto, il Maestro non sprecherebbe il Suo ed il loro tempo per incoraggiarle e pronunciare parole altisonante e vane. Utilizzerebbe invece quei brevi istanti per indicare qualche debolezza da eliminare o qualche azione costruttiva da intraprendere.
Appunto, i Grandi Maestri, oltre a essere essenziali, si dedicano a suggerire come migliorare la propria essenza e quali azioni positive mettersi a realizzare.
Oggi invece le canalizzazioni sono davvero il contrario di tutto questo. In modo particolare quando avvertono di catastrofi prossime venture. Se per caso, veramente ciò non fosse in atto, lo si creerebbe noi, influenzati come siamo da tali pensieri!
Anche senza stare a puntualizzare l'assurdità di affermazioni in cui si profetizza l'arrivo di eventi spettacolari, come, per esempio, le astronavi lo scorso ottobre, che immancabilmente non si sono presentate, anche tutto il resto è preoccupante. Non tanto per quello che acclamano, ma per la totale mancanza di un minimo di senso critico con cui le persone le accolgono. Sempre la Bailey, nel già citato libro, scrive:
Uomini e donne si affannano a scrivere in modo automatico, ispirato o profetico, per dare al pubblico il risultato delle loro fatiche. Sono scritti che si riconoscono per certe caratteristiche comuni, e possono essere spiegati in vari modi. Emanano da fonti interiori diverse. Sono stranamente simili, mostrano uno spirito amabile e devoto; non dicono nulla di nuovo, e si limitano a ripetere ciò che già molte altre volte è stato detto; sono pieni di affermazioni e di frasi che li ricollegano agli scritti dei mistici o all'insegnamento cristiano; contengono a volte profezie di avvenimenti futuri (si tratta di solito di predizioni terrificanti, ben raramente di carattere lieto); molto confortano l'autore perché gli danno la sensazione di essere un'anima grande e meravigliosa (...).

Alcuni poi sono decisamente distruttivi. Predicano cataclismi immani, e alimentano la paura nel mondo. Anche supponendo trattarsi di predizioni vere, c’è da domandarsi se valga la pena atterrire il pubblico, e se non fosse più edificante aiutarlo a realizzare il suo destino immortale, invece di profetizzargli che un'onda immane sta per sommergerlo, o che una catastrofe eliminerà fra breve alla faccia della terra la città in cui vive.

Come giudicare tali scritti: buoni o innocui, o nocivi, o distruttivi e sovvertitori dell’ordine pubblico? Grosso modo si possono raggruppare in due categorie. Appartengono alla prima gli scritti di quelle anime sensitive che, sempre su livelli psichici, si sintonizzano con l'insieme delle aspirazioni, dei desideri e dei concetti mistici di ogni tempo, oppure con le ansie di tutte le epoche, con le paure razziali ed ereditarie, o il terrore generato dalle condizioni mondiali che attualmente prevalgono. Esse lo annotano e lo scrivono e lo danno da leggere agli amici (...) Che le cose trattate siano buone o cattive, liete - il che accade raramente - o tristi, che vibrino di paura o di presagio, si tratta soltanto di psichismo, e non ne emergono in alcun modo le qualità rivelatrici dell'anima.

Sono della seconda categoria gli scritti che rivelano un processo di auto-educazione, un metodo per il quale il mistico introverso si estroverte. L’autore attinge forse ai tesori di conoscenza del suo subconscio, accumulati con la lettura, il pensiero e le relazioni. La sua mente ha registrato molte cose di cui egli rimane all'oscuro. Poi prende a meditare e d'un tratto capta le profondità della sua natura e raggiunge le risorse del subcosciente e le nozioni scese sotto la soglia della coscienza ordinaria. Si mette a scrivere assiduamente. Perché egli debba considerare quei pensieri come emanati dal Cristo o da qualche grande Maestro, è un mistero.
Probabilmente, il sentirsi un canale attraverso cui il Cristo può comunicare, ne accarezza l’orgoglio - sempre inconsciamente.

Non mi riferisco a tutti quegli scritti detti automatici, così popolari oggi. Voglio sperare che lo studente di meditazione si rifiuti di avere a che fare con le cose pericolose di questo genere. Nessun vero aspirante, nell'impresa di disciplinare se stesso, vorrà cedere le redini e sottomettersi al controllo di una qualsiasi entità, incarnata o disincarnata; ne vorrà affidarsi ciecamente alla prima forza che si presenti. I pericoli di questo genere sono ben noti per aver condotto tanta gente nei ricoveri per alienati, e costretto tanti altri a farsi curare da ossessioni e da ‘idee fisse’.
Pensate, la Bailey, come la Fortune, scrivevano nel lontano inizio del Novecento e oggi le loro parole sono così attuali che sembrano state scritte in questa nostra epoca! La Terra, nonostante tutto, non è andata distrutta perché, ricordiamolo, Dio promise ad Abramo che fin quando ci sarebbero stati almeno dieci giusti non l'avrebbe annientata.
Ebbene c'è da lavorare per essere uno di questi giusti: solo così aiuteremo davvero il mondo a superare le crisi. Senza aspettare ipotetiche astronavi o messaggeri di vario tipo.
C'è da entrare in azione e diventare splendenti, per aiutare chi è offuscato a ritrovare la propria Luce divina dentro di sé.

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Ospiti non graditi: le forme pensiero

Quando nasciamo arriviamo in una situazione, quella della materia, che di fatto è difficile e faticosa, anche quando non è poi così negativa. Infatti l'esperienza terrena ci porta in una dimensione che non ha nulla di così accogliente come il liquido amniotico entro cui abbiamo passato quei mesi di preparazione all'esistenza fisica, o come la nostra esistenza precedente ancora, nelle dimensioni dello spirito.

Il trovarci nella dimensione fisica crea in noi delle immediate sensazioni negative, come spontanea reazione allo stato accogliente in cui ci si trovava prima. Queste, man mano che cresciamo, verranno ampliate dal tipo di educazione e ambiente in cui vivremo, e diverranno "convinzioni" inconsce che radicheranno nella nostra essenza, determinando il tipo di risposta che andranno a sollecitare.
Mi spiego meglio.
Passando da un ambiente ideale, l'arrivo sulla Terra, in un ambiente completamente nuovo e, a confronto con quello precedente, così freddo, rumoroso e poco accogliente, la reazione più scontata è quella di non sentirsi accolti a amati e curati abbastanza. Si è passati infatti da uno stato ideale a uno che davvero non lo è! Questa reazione crea in noi, nella nostra essenza terrena che si sta formando , degli spazi, delle nicchie di negatività. Come delle "stanze" nella nostra dimora interiore, entro cui prendono posto le prime sensazioni negative che si consolideranno poi, attraverso le esperienze future, in forme pensiero negative.

Crescendo, le risposte dell'ambiente che, educandoci, deve anche imporre dei no, non sempre sbagliati, anche giusti e doverosi... eppure questi, assieme alla fornita schiera di no castranti che riceveremo, andranno ad aumentare la consistenza di quegli "ospiti" alloggiati nelle stanze della negatività che si sono via via formate con la nostra nascita, che diverranno così delle forme pensiero sempre più potenti e... autonome! La loro potenza, nel tempo, farà sì che prendano il sopravvento su chi invece dovrebbe essere il reale "padrone di casa".

Un buon lavoro di autoriconoscimento da un lato, che permetta di identificare in quali spazi interiori abbiano preso dimora le forme pensiero, e quindi un altrettanto intenso lavoro per rinforzare l'autorevolezza del padrone di casa, piano piano possono davvero portare a un miglioramento della situazione.

A livello energetico sottile è la presenza di tali sgraditi ospiti che poi richiama per risonanza tutta quella fornita schiera di energie sottili negative, o addirittura le interferenze di entità negative. tutti quanti richiamati e ospitati dalle forme pensiero.

C'è anche da dire che tali forme pensiero rimangono comunque ancorate a noi perché da qualche parte, nel nostro intimo, c'è di sicuro una possibile corrispondenza. Una nota nostra, anche flebilissima, che vibra su quella lunghezza d'onda. Per cui, anche se il nostro animo non è così negativo e possiede solo un'ombra di negatività, questa basta davvero per emettere quella nota e attivare il richiamo! Figuriamoci poi se il nostro animo è ancora molto negativo, quanta "robaccia" sarà in grado di richiamare come negatività!

Come dicevo, un buon lavoro interiore personale, supportato da una accurata pulizia eterica, porta sicuri miglioramenti e depurazione da ospiti non graditi. Tuttavia non va dimenticato che tali spazi interiori, le "stanze" dedicate alle negatività, anche se svuotate, rimangono però lì, vuote e pronte a riaccoglierle non appena noi ci si indebolisce.E' proprio il fatto che comunque della negatività in noi dimora sempre, perché non siamo però perfetti, basta a ricreare una nota di richiamo. Quando il nostro livello energetico si indebolisce, per dello stress psichico o fisico, oppure a causa di traumi, ecco che la forza, l'autorevolezza di noi, come padroni di casa del nostro spazio interiore, diminuisce e le nostre note negative si ricollegano alle forme pensiero che eravamo riusciti a tenere fuori dal nostro spazio.
Come degli sciacalli quelli, allontanati non se ne vanno del tutto, ma conoscendo la nostra imperfezione aspettano fuori dalla porta. Non appena questa si schiude perché la nostra autorevolezza energetica diminuisce, ecco che irrompono da conquistatori nel nostro spazio, andando vittoriosi a riprendere possesso di quelle loro stanze e iniziandola a fare da padroni.

E' per questo che ogni nuon esoterista, o psicologo, sa molto bene quanto difficile, se non impossibile, sia cancellare certe deviazioni interiori che portano a ricadere nelle modalità malate e negative.
Non si dovrebbe mai abbassare la guardia. Soprattutto, quando la stanchezza imperversa, dovremmo sempre fare in modo di riportarci in un buon equilibrio energetico.

Cosa consuma la nostra energia? La stanchezza appunto, le situazioni di tensione, anche quella creata dall'eccitazione, i desideri troppo intensi, le emozioni in genere troppo coinvolgenti, i traumi, gli spaventi, i dolori, i legami stretti e soffocanti con altre persone...
Ma anche situazioni fisiche che stancano l'organismo fatiche, situazioni ambientali pesanti, come il troppo freddo o il troppo caldo, momenti atmosferici particolarmente ottenebranti. Diversi esoteristi parlano di venti particolari, o di sole troppo martellante, o di cieli plumbei... insomma tutte situazioni che incidono malamente sull'equilibrio dell'organismo che si trova così a perdere più energia del solito e corre il grosso rischio di diventare più vulnerabile agli attacchi.

Tutte le volte che ci si trova in tali stati si dovrà innanzitutto cercare di ritrovare il proprio equilibrio, altre volte però non sarà possibile intervenire a riarmonizzare fino a quando la particolare situazione, epr esempio quella atmosferica, non sarà passata. In quel caso si sappia, che un buon guerriero dello spirito sa anche attendere il momento giusto!

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Figli di dei minori

Nella tradizione vedica si parla di 33 divinità e demoni - Deva i primi e Asura i secondi [1] - che si battono nell'universo per aiutare, o, di contro, divorare, a seconda della loro intrinseca natura. Infatti i Deva e gli Asura sono i Guardiani del creato, l'yin e lo yang cosmico che cercano di spingere le creature verso i loro rispettivi domini benefici o malefici [2]. Dio, l'Assoluto e perfetto, sta al di sopra di questo dualismo, e verrà raggiunto poco per volta, man mano che le creature avranno adottato e quindi stabilmente perseguito la loro scelta fra il bene e il male. Per farlo, ovviamente, necessiteranno di diverse incarnazioni.

Anche la visione ebraica e cristiana parla di angeli e demoni (vi consiglio la lettura dell'articolo Angeli, dei, o demoni, di Mauro Poletti), la cui traduzione letterale può anche essere i "vigilanti", o "custodi" nel caso specifico degli angeli.

Sicuramente più complesso è invece il processo indicato dai cristiani gnostici, coloro che mantennero gli insegnamenti originali del Cristo. Innanzitutto la precisazione che si trova nel Vangelo Gnostica di Pietro, in cui si afferma che il dio ebraico Jehovah (YHWH) non è l'Essere supremo universale, il Padre di cui parla Gesù, un Dio d'amore. Pietro afferma che gli Ebrei si illudevano di conoscere l’Essere Supremo, ma lo ignoravano, e conoscevano solo un falso dio, un impostore, la cui vera natura era loro sconosciuta. Non per nulla il Cristo non chiama mai l'Altissimo Signore Dio Padre con la definizione ebraica di Jehovah, che identifica un dio di potere vendicativo, che esercitava più che altro paura e rispetto sul suo popolo. Un grande storico inglese del '700, in una sua opera: "Declino e Caduta dell’Impero Romano", così descrive questo "dio": “[un] essere soggetto alla passione e all’errore, capriccioso nei suoi favori, implacabile nel suo risentimento, meschinamente geloso del proprio culto superstizioso, e limitato nella sua parziale provvidenza ad un solo popolo e alla sua transitoria esistenza”.

Secondo gli Gnostici, l'Altissimo Padre, sconosciuto, perché davvero molto lontano dallo stadio evolutivo in cui noi umani ci troviamo, creò gli angeli, gli arcangeli, poteri e domini. Questi sono i suoi "Splendenti" che, come lo stesso Dio padre, sono a sua immagine e somiglianza e, di conseguenza, creatori anch'essi. I primi Ebrei conoscevano Jehovah come solo uno dei tanti Elohim, il quale, in realtà, divenne un "Satanael", ovvero uno Splendente in contrapposizione al Dio Supremo. Insieme a lui altri Elohim ribelli, che vengono identificati come "deboli artigiani".

Nel testo dello storico biblico Max J. Dimont "Jews, God and History" (Ebrei, Dio e la Storia) troviamo spiegato che nel V secolo prima di Cristo, i sacerdoti ebrei aggiunsero ai documenti biblici un proprio piccolo contributo manuale (conosciuto come la pia frode), così che la distinzione che permetteva di riconoscere “Jehovah Elohim” non fu più evidente. Da ciò l'identificazione nell'unico Dio Altissimo di quella figura che invece con il Signore Dio Padre non voleva avere più nulla a che fare.

"Saturnius (90-150), che istituì un’importante comunità gnostica in Siria, insegnò che il Vero Unico Dio, il Padre Celeste rivelato da Gesù, dimora nel più alto Regno della Luce. Tra questo trascendentale Regno di Luce ed il nostro mondo infinito esistono molte gerarchie intermedie di arcangeli, angeli e potenze spirituali; i creatori dell’universo e i plasmatori dell’uomo. Per follia e vanità Satanael si ribellò contro il Regno della Luce, traviando un gruppo di esseri angelici. Satanael e i suoi servi riuscirono a intrappolare gli esseri spirituali in corpi fisici. Saturnius ci racconta come gli angeli di Satanael tentarono di creare corpi umani fisici ad immagine degli esseri spirituali. Questo era il loro piano per tenere gli esseri spirituali legati per sempre ai corpi fisici.
Nel racconto sulla creazione di Saturnius, gli angeli di Satanael poterono solo dar vita ad una forma primitiva di androide. Era necessario animarlo con uno spirito dei regni superiori. Satanael, di conseguenza, richiamò nel suo universo senz’anime una scintilla di luce dai regni celesti e l’intrappolò nel corpo materiale di Adamo.
Secondo Apelles, un altro maestro gnostico precedente, gli esseri spirituali vennero attirati lontano dai reami celesti dall’opportunità di vivere esperienze fisiche, attraverso le macchinazioni di Jehovah, che li imprigionò in corpi di carne. Generazione dopo generazione, le scintille di luce si incarnarono in forme umane. Ben presto, questi esseri spirituali vennero assorbiti dal mondo materiale, tanto da perdere la consapevolezza delle proprie origini nel Regno di Luce. Si ritrovarono catturati nel mondo del Demiurgo Satanael. Divennero schiavi dei maligni angeli creatori e le cose del loro mondo."(Tratto da "Gli dei oscuri")

Queste tesi gnostiche vogliono sottolinerare come l'essere umano sia figlio di dei minori, dai quali è dipendente, oltre che prigioniero.

Qualunque sia la verità, comunque le varie tesi si assomigliano, sebbene alcuni particolari ovviamente differiscano. Ciò che corrisponde è il legame di noi umani con gli "dei", siano questi angeli nei migliori dei casi, o i demoni, nella maggior parte delle volte. La frequenza di risonanza è l'amore, nelle connessioni positive, oppure la paura, o il potere, quando si tratta di connessioni negative. Ma anche per la prima risonanza, quella dell'amore, spesso si tratta solo di un camuffamento del potere. Infatti queste entità, siano positive o negative, necessitano del nostro contributo per vivere - come noi del loro, del resto! Ci deve sempre essere uno scambio energetico che si realizza attraverso un dono d'amore, o di emozioni negative legate alla paura o alla brama di potere. Spesso capita che entità basse si "travestano" da entità illuminate ed elargiscono ciò che a prima vista sembra un dono d'amore, quando invece è un dono di potere. Ovvero, attraverso la presunta cura nei nostri confronti si elargisce potere all'orgoglio, all'ego, del contattista.
La fatidica domanda che le entità pongono al canalizzatore, quando parlano senza mezzi termini, è "cosa vuoi?". Chiedono cioè cosa si desidera in cambio della propria disponibilità. E' una domanda tremenda, che mette davvero alla prova l'integrità della persona, specie se affaticata da anni di sfortune, giusto capitate per portare la persona a questo essenziale momento di scelta.

Un'amica che da anni veniva sottilmente invitata al contatto con le dimensioni invisibili, quando infine si rese disponibile, per lo meno ad ascoltare cosa le entità volessero da lei, di fronte alla tentazione di questa richiesta seppe solo rispondere "un paio di scarpe", visto che al momento ne aveva veramente bisogno!
Nonostante le prove cui la vita l'aveva sottoposta, non cadde nel tranello e l'entità, visto il tipo di risposta che ricevette, scomparve infine dalla sua vita.

Gli dei nostri guardiani, o custodi, si danno da fare per noi, nel bene e nel male. L'importante è arrivare a essere in connessione con gli angeli della luce, gli Splendenti, e riuscire a evitare le ingannevoli tentazioni di chi si mostra splendente solo nell'apparenza. Ma qui, purtroppo, si può fare ben poco a chi è degno figlio di tali emanazioni. Si può solo sperare che le frequenze d'amore di chi comunque ci segue e anela perché noi si riconosca la verità, giungano infine a toccare il nostro cuore e liberino gli occhi dell'anina dalle seducenti illusioni.

NOTE AGGIUNTIVE
[1] Deva significa "i Risplendenti", mentre Asura significa "i senza luce".
[2] Curiosamente, nello Zoroastrismo, i Deva sono gli dei del male, mentre gli Asura, che però vengono chiamati Ahura, sono quelli del bene.

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La radiestesia dell'anima

Molti sono i passaggi implicati nel processo evolutivo per la crescita della nostra anima, molte le esperienze che dobbiamo vivere per toccare con mano ciò di cui dobbiamo prendere coscienza per poi migliorarci ed evolvere. Il percorso è lungo, irto di ostacoli, difficoltà, prove, e anche di tranelli che ci fanno scambiare le cosiddette lucciole per lanterne. La massiccia essoterizzazione degli antichi insegnamenti spirituali, che vengono spesso proposti alla stessa stregua di manuali tutto fare, di pronto intervento per stare bene, essere vincenti e brillare sulla scena di questa nostra società, ha fatto perdere l’essenza più vera e significativa del cammino spirituale. Il tutto subito, il tutto facile e a portata di mano, ci ha portato a dimenticare che la maturazione interiore implica un percorso che non può essere tacciato di facilità. Anche se ora, nell’era della sintesi, è quanto mai importante saper velocizzare i processi, ma con forza e non con superficialità!

Ne parliamo con Bruno Pepe, un riservato signore di Milano, ora trasferito a Crema, con alle spalle un passato da imprenditore che però, accanto alle questioni prettamente materiali dell’esistenza, ha studiato e sviluppato delle profonde esperienze esoteriche che oggi, in sordina quasi e senza alcuna pubblicità, propone a chi gli chiede aiuto per rimettere in carreggiata la propria esistenza. «Una volta, i circoli spirituali - spiega BP – erano connotati dal rigore nell’approccio. I passi che l’adepto doveva seguire erano praticamente simili in ogni scuola esoterica. Prima fondamentale premessa per gli sviluppi successivi era la conoscenza di sé. Perché tutto prende origine da quello che abbiamo dentro.»

Questo a noi oggi può sembrare una dinamica scontata, conosciamo ormai molto bene come si possa scrutare la psiche per ravvisare le “giustificazioni” psicologiche del nostro modo di vivere. Invece no, conoscere se stessi va ben oltre questa prima, e spesso superficiale, spiegazione. Innanzitutto, spiega BP, «per conoscersi è davvero importante imparare a individuare i numerosi tranelli che il mentale ci propone.» La mente, che è parte della struttura fisica che acquisiamo con la vita, è abituata a motivare egregiamente l’”impalcatura” creata, in cui l’ego vuole emergere. Bruno Pepe è chiaro nel sottolineare come questo primissimo lavoro, lungo e decisamente faticoso, spesso anche molto doloroso, rappresenti però ciò che possiamo definire le fondamenta di quello che in seguito l’anima sarà in grado di realizzare. Bisogna riconoscere i propri lati oscuri e capire cosa ci spinge a essere in quel modo, così da poterci migliorare.

Tutto questo richiede una pura e obiettiva auto osservazione accompagnata da tantissima umiltà, un insieme di elementi che non tanti accettano di impiegare. L’ego è forte nella nostra società, anche in quegli spazi dove si professa la cosiddetta ricerca spirituale. Inoltre, afferma Bruno Pepe, «c’è stata la fascia generazionale dei quarantenni di oggi che si è avvicinata a questa dimensione del sottile con troppa ambizione» non per nulla, ricordo io, è la generazione di Nettuno in Scorpione, la configurazione del mago e dello stregone! In ogni modo la poca umiltà è sempre inibitoria della vera spiritualità. «Per fortuna - aggiunge Pepe - oggi riscontro un positivo interesse nelle generazioni dei giovanissimi, i ventenni, che si avvicinano con una modalità più autentica, soprattutto senza le sovrastrutture che spesso hanno incapsulato i quarantenni. Allo stesso modo anche chi è più avanti negli anni, dopo che la vita li ha già provati e resi così più aperti a mettersi in gioco.»

Ma perché dunque è così importante imparare a conoscersi veramente per quello che si è? «Perché noi attiriamo sempre ciò con cui entriamo in risonanza. Siamo dei diapason sulla cui nota risuonano le note affini.
Quindi, sia nella vita materiale, dove ci dedichiamo a situazioni che ci corrispondono e frequentiamo ambienti con cui sentiamo intesa, sia nella dimensione dell’ invisibile, noi entriamo in risonanza con le essenze che ci corrispondono. Se non avviene dunque quella presa di coscienza e di rivisitazione del proprio vissuto non si riesce ad andare avanti più di tanto nel lavoro spirituale.
Nella Bibbia si afferma “Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è” (Prov. 23:7). Il pensare che si intende non è il lavorìo, la costruzione del razionale, bensì l’iniziale impulso interiore che reagisce ancora prima che la mente intervenga a razionalizzare. La mente codifica ciò che è dentro di noi come qualità di stati d’animo. È questo nostro pensiero istintivo che determina la qualità del nostro essere. Se io provo determinate emozioni e poi mi comporto diversamente, allora mi atteggio, ma quello non è il mio modo di sentire ed essere veramente! È la mia reazione immediata la manifestazione del mio vero sé, anche se poi l’ho modulata e magari non l’ho espressa, quella però rivela ciò che sono veramente.

La mente coglie quello che siamo, e dopo la parte razionale elabora il pensiero, lo stimolo ricevuto, così da modularlo in una forma che pensiamo accettabile.
E questo è il lavoro di riconoscimento che dobbiamo imparare a fare, il distinguere quello che siamo veramente dentro, da ciò che invece mostriamo a noi stessi e agli altri. Fino a quando si continua a credere di essere ciò che si pretende, non si entrerà mai in reale connessione con se stessi. La domanda da porsi, alla quale rispondere con grande e umile onestà è: “Quale è l’immediata e spontanea reazione che provo di fronte a questa situazione?” Ebbene, questo è ciò che sono veramente! Il fatto che poi non manifesto quei particolari sentimenti, non significa che non li abbia provati! Le convenzioni – anche necessarie, perché altrimenti saremmo ancora dei primitivi! – ci portano a comportarci in determinati modi; questa imposizione però non rende il nostro reale stato energetico interiore migliore. Ed è quindi a quella nostra genuina vibrazione cui rispondono le energie sottili esteriori. Comprendersi, ovvero riconoscersi per quello che si è ci permette di iniziare il lavoro di miglioramento interiore, di pulizia. Sono le frequenze interiori che devono elevarsi!»


Eppure oggi questo lavoro così importante del riconoscere se stessi per quello che si è e non per quello che si desidera essere o mostrarsi è un’istanza davvero poco reclamata! «Oggi c’è una specie di “risveglio” di massa che il mercato della nuova spiritualità ha portato in auge. Molta la gente è infervorata d’entusiasmo per quanto ritiene di aver già acquisito grazie a più corsi o seminari che ha frequentato. Invece starebbe alla correttezza di chi offre tali incontri il far capire che è veramente solo un inizio e che i passaggi per le diverse illuminazioni sono dei percorsi molto personali che non si raggiungono frequentando corsi. Nessuno, anche il miglior maestro, ha la capacità di dare agli altri questo genere di raggiungimento. Purtroppo viviamo in un tempo in cui si vuole però il self service anche nella spiritualità. Solo che poi i risultati si vedono! Di circoli, associazioni, centri ne sono nati a bizzeffe in tutta Italia e nel mondo ma, al di là delle buone intenzioni, la qualità è carente. Ciò che limita è la nostra parte mentale, il nostro ego che ha bisogno di autoaffermazione e vuole primeggiare. Oggi è andata persa la volontà di applicarsi al lavoro su di sé, manca l’umiltà di riconoscersi, e di contro si vorrebbe essere mondati in un colpo solo così da essere candidi come neve. Ma le cose non vanno in questo modo.

In più, c’è anche da dire, che molti si avvicinano a questo tipo di conoscenze per curiosità, quando invece si dovrebbe farlo per capire e scoprire così che il mondo del sottile è una realtà molti simile alla nostra. Ha i suoi differenti livelli e le sue diverse qualità, proprio come nella vita tangibile in cui ci sono gli aspetti positivi e quelli negativi, a volte manifesti, altre nascosti…
Alcune persone non vogliono avvicinarsi a queste dimensioni invisibili perché le associano alla morte e ai diavoli.
Non sanno invece che i demoni arrivano solo quando sono richiamati da quello che siamo dentro, che non abbiamo voluto o saputo riconoscere, accettare e quindi migliorare. E nessuno è indenne da parti proprie di oscurità. È importante guardarsi sempre dentro e riconoscerle. Alcune sono più evidenti, ma altre sono latenti se non addirittura ben nascoste e quindi non visibili alla consapevolezza. Ecco, questo è veramente il grosso lavoro iniziale da compiere e da continuare ad assolvere sempre e di nuovo, quotidianamente, così da poter veramente intraprendere il cammino spirituale. È chiaro che se non ci dedichiamo a comprendere con umile accettazione quello che siamo, per poi migliorarci, la vita ci porterà sempre e di nuovo a sbattere contro la nostra realtà, fino a quando, finalmente, ne prenderemo visione e potremo iniziare il lavoro di auto miglioramento che ci è richiesto per evolvere.

Il miglioramento da apportare si realizza nel momento in cui, conoscendoci, possiamo prevenire la formazione di quel pensiero istintivo di cui abbiamo parlato prima. Arrivare quindi a riconoscere ciò che può determinare le nostre reazioni immediate ci permette di prevenirle, così da dirigere diversamente l’energia e fare in modo tale pensiero spontaneo non abbia a formarsi con intensità.»

Il percorso interiore di Bruno Pepe ha comportato la frequentazione di circoli esoterici e medianici, specie dopo che in famiglia la perdita di un giovane parente ha dato avvio a una serie di fenomeni che ben poco lasciavano ai dubbi la questione delle dimensioni ultraterrene. Da questo gruppo di persone si è poi formato un cerchio molto ristretto che si riunì attorno a un sacerdote milanese, che la chiesa aveva però abbastanza allontanato, perché i suoi ammaestramenti erano considerati poco canonici.

In questo gruppo si approfondivano gli insegnamenti spirituali ed esoterici e si allenava la capacità di percepire più chiaramente il tipo di energie sottili che sono in costante contatto con noi. È chiaro che un lavoro di questo tipo esige la continua e obiettiva analisi di sé e quindi la purificazione dei propri moti, in modo che non accada l’involontaria proiezione delle proprie ombre! Ogni insegnamento esoterico ha sempre fermamente preteso che gli adepti si adoperassero per degli anni ad apprendere come riconoscersi e quindi migliorare se stessi, così da evitare che le presunte percezioni niente altro fossero che l’evocazione di quei lati oscuri di sé che non sono riconosciuti.

Il lavoro che oggi Bruno Pepe svolge, accanto agli insegnamenti proposti negli incontri, è quello di aiutare le persone a liberarsi dai “parassiti” sottili. L’altra dimensione è infatti popolata da ogni genere di entità, agglomerati di energie e forme pensiero. Alcuni di questi possono essere buoni, altri meno buoni, altri cattivi – o meglio, non illuminati, perché il negativo si manifesta sempre e solo quando si ignora, non si conosce, la Luce.
«Il sottile ha diversi strati, - spiega BP – diversi piani, che sono però omnipresenti e si distinguono attraverso la diversità di frequenza con cui ognuno vibra. Nelle vibrazioni più dense ci sono tutte quelle entità ancora impregnate di desideri fisici e materiali che le porta a ricercare emozioni legate al denaro, al sesso, al potere, alla rabbia… Chi nella vita terrena ha superato quegli stadi lascia dietro di sé quegli aspetti quando poi si trova nella dimensione sottile. Chi invece non ha fatto ancora quel passo vibrerà in maniera più gretta e pesante.»

Ma quando, in quali occasioni le influenze negative si innescano nella nostra vita? L’abbiamo già detto, entriamo in risonanza con ciò che ci corrisponde, di conseguenza la nostra nota interiore richiama all’esterno e nelle dimensioni sottili le note in risonanza. Ma non è solo quando le nostre vibrazioni interiori sono basse che attiriamo l’equivalente negatività. Anche quando il nostro stato interiore è basso perché scarico. Il minus, che sia perché la nostra interiorità è negativa, o perché è sfibrata, attira sempre e comunque negatività.
Come si dice in Naturopatia è il terreno che facilita la malattia, perché un corpo debilitato permette a virus e batteri che normalmente convivono nel nostro organismo di diventare pericolosi e proliferare. Esattamente lo stesso accade nel mondo del sottile. Se la nostra energia è bassa allora gli elementi nefasti che ci stanno attorno possono diventare dei veri e propri parassiti.

LA RADIESTESIA DELL'ANIMA
«Noi siamo fatti non di materia, ma di energia di diversa qualità.» Afferma Bruno Pepe: «Con questa energia si può interagire. Il mezzo per farlo è il crederci fortemente.» La volontà, carica d’energia è alla base, dopo di che, spiega BP, si deve imparare a riconoscere con onestà e umiltà i nostri aspetti meno edificanti, le nostre limitazioni e i nostri difetti, allora avremo abbastanza energia buona con cui richiamare nel nostro campo aurico le entità ed energie di Luce che seguono l’evoluzione dell’umanità per aiutarci a crescere e a dirigerci a convenire verso il Bene supremo.

Fatte queste dovute premesse viene ora spontaneo chiedersi perché tale definizione di “radiestesia dell’anima” «Studiando le antiche tecniche di guarigione, ma soprattutto chi aveva determinate facoltà e perché le aveva, via via ho iniziato ad applicarle nella pranoterapia. Avevo già notato che potevo indirizzare l’energia e i risultati erano davvero eccellenti. Ho cercato quindi di capire sempre meglio cosa si verificava. È sempre stato l’assillo della mia vita capire come avvengono certi fenomeni e perché funzionano in un certo modo…»

Chiedo a BP come poteva sapere dove indirizzare le energie, mi risponde che nel silenzio interiore, entrava in connessione con la propria energia, con il proprio campo aurico «a tutti è capitato di essere vicino a qualcuno che, pur non conoscendolo, ci comunica un senso di disagio, o di piacere. Questo è dovuto alla energia che emana che si frammischia alla nostra. Ecco perché mettendosi in ascolto del proprio campo aurico si può imparare a percepire l’altro, e comprendere dove ha bisogno di energia e in che modo!»
Anche questo è un ulteriore motivo che sottolinea la necessità di una propria pulizia interiore. Se il nostro canale non è lindo, come facciamo a essere sicuri che ciò che percepiamo viene dall’altro e non da noi? È chiaro che la nostra capacità di percezione viene inquinata. In psicologia si conosce molto bene il fenomeno della proiezione: riversiamo sugli altri ciò che non abbiamo riconosciuto in noi stessi. E questo accade sempre, è un movimento spontaneo che bisogna imparare a riconoscere. Altrimenti, le parti scure, non svelate di noi stessi sono ciò che dal nostro “proiettore” interno sporco, proietteremo all’esterno, sugli altri.

«L’energia di una persona è un po’ come la sua carta d’identità, il suo Dna energetico. Lì c’è scritto tutto di quella persona. E noi tutti lo percepiamo, anche se non tutti sono coscienti del cambiamento energetico che avviene in noi quando siamo in contatto con gli altri. Ma quasi tutti però percepiscono “a pelle” se qualcuno piace o è invece “indigesto”. Lo stesso si può dire con i luoghi. In certi posti possiamo avvertire un’atmosfera dura, pesante, mentre altri sono spazi che comunicano amenità… Tutto dipende dalla qualità energetica del posto. È la percezione energetica di ciò che ci sta attorno e delle persone che ci permette, nelle terapie sottili, di comprendere dove indirizzare l’energia.

Da quel momento per me è quindi iniziato un nuovo tipo di approccio alle energie sottili che mi ha permesso di interagire con le energie fisiche, attraverso il pensiero – le forme pensiero – come pure attraverso l’aiuto attivo delle nostre Guide, che per la nostra religione cattolica sono indicate come Angeli custodi. Le esperienze vissute mi avevano fatto toccare con mano l’esistenza di questi Esseri accanto a noi.
Nel piccolo gruppo di sperimentatori, di cui dicevo prima, un amico che ora, come me opera in questo modo, ha trovato che utilizzando il biotensor si aveva maggiore visibilità. Per questo ho poi chiamato il tipo di operazioni che svolgo e che insegno “radiestesia dell’anima”, perché utilizziamo questo apparecchio.
Tuttavia non ha nulla a che vedere con la radiestesia classica, può in qualche modo avvicinarsi forse anche alla radionica, in quanto al posto della codificazione in numeri, si utilizza qui la forma pensiero, che è un altro modo di codificare l’energia.»

«Il percorso, per chi vuole imparare questa modalità operativa – continua BP – l’ho suddiviso in due livelli. Il primo, dove le persone imparano come utilizzare il biotensor per questo genere di operazioni; e un secondo livello dove si inizia a lavorare con le forme pensiero, ovvero la forza creatrice del pensiero indirizzato, ovvero che viene orientato là dove necessario.»

L’energia segue il pensiero, dicono gli esoteristi… ma che tipo di pensiero è quello che intendono gli esoteristi? «Come già detto, è importante fare un distinguo: un conto è il pensiero della mente, del razionale, un conto è invece il pensiero dell’anima, che è più un sentire, un istinto quasi. Non un pensare articolato come quello del mentale che poi lo analizza. Il sentire crea, è il motore che spinge, poi la mente conferisce una forma. Sono due cose completamente diverse tra loro ed è importante distinguerle, altrimenti non funziona» e ci si sfibra, aggiungo io. Non per nulla i grandi esoteristi invitavano a fare molta attenzione perché se non si comprende bene si finisce davvero col perdere il lume della ragione, diventando degli esaltati, oppure davvero sfinendosi mentalmente.

L'APPRENDIMENTO
«Nel primo livello si impara a conoscersi; l’utilizzo del biotensor serve appunto per avere delle risposte visibili, comprendendo, tra l’altro, che non è l’oggetto a dare le risposte, ma che queste vengono da noi. Noi siamo lo strumento, l’attrezzo le rende semplicemente evidenti.»
Il biotensor è dunque una specie di estensione di noi stessi che tra l’altro ci aiuta a mantenere più facilmente la concentrazione che, altrimenti, saremmo obbligati con grande dovizia di pensiero a mantenere focalizzata in noi, «infatti – continua BP – mantenere la centratura per qualche minuto va bene, ma quando si deve operare per delle ore diventa davvero difficile mantenere la focalizzazione. La gente non può immaginare quanto costa a livello energetico lavorare nella costante centratura!
L’utilizzo del biotensor e l’approfondimento della conoscenza di sé vanno di pari passo con l’apprendimento di come entrare in contatto con le Guide per poi interagire con le energie che ci circondano o che sono in noi.»

Molti Lettori forse si chiederanno perché dover fare un corso per imparare a contattare le Guide quando oggi così tanti fanno channeling. Ormai si sa, tutti possono risvegliare queste voci interiori...
Proprio per questo! Proprio perché all’inizio non è scontato che siano le voci luminose delle Guide a presentarsi. Come già detto, richiamiamo ciò che siamo, per questo è importante imparare a riconoscere ciò che può proiettarsi da dentro di noi assumendo le spoglie di entità elevate, quando invece sono prodotti evocati dalla nostra interiorità egoica. E credetemi, bastano poche nozioni di psicologia per accorgersi quanto spontaneo e naturale sia questo meccanismo!

Dunque è necessario essere guidati per imparare a riconoscere i propri semi e piano piano entrare in sintonia con le voci di chi ci guida da lassù. Inoltre, non dimentichiamolo, tutto ciò che ha a che fare con il sottile, in genere si trasmette. Certo, c’è comunque molto da imparare e si può farlo con i testi da studiare, però quel certo quid che fa la differenza, in genere viene passato, trasmesso da operatore a nuovo operatore. E questo avviene poco alla volta, non in una qualche presunta “iniziazione”! Accade semplicemente attraverso la nostra maturazione che ci apre a ciò che all’inizio non siamo in grado di percepire né di capire appieno!

Avere qualcuno che ci segue all’inizio di questo cammino permette di assimilare bene e di verificare la correttezza di quanto pratichiamo, anche se, ovviamente, non tutti poi riusciranno a operare. «Già dalle prime lezioni si intuisce chi riuscirà ad andare avanti e chi invece si perderà. Le persone già pronte dentro si approcciano in modo semplice e aperto. Chi è invece ancorato al mentalismo fa spesso moltissime domande che però non sono l’espressione dell’animo, chiedono dal punto di vista tecnico, mentre a livello interiore non hanno aperto il loro sentire.»

Volendo ricapitolare possiamo così riassumere: è fondamentale imparare a conoscere se stessi così da distinguere i propri movimenti interiori, così da non proiettarli all’esterno e leggerli quindi negli altri. A questo punto il nostro strumento corpo diventa sempre più pulito e possiamo contare su una percezione sempre meno inquinata. «Più noi siamo puliti e più siamo in armonia dentro di noi, più penetrante diviene la percezione delle energie.»
È col corpo che sentiamo in noi, nel nostro campo aurico, l’interazione con le energie esterne: siano queste di altri esseri umani con cui abbiamo a che fare, o di luoghi, o di animali o piante. È grazie all’ascolto di questa energia che si mescola alla nostra che possiamo comprendere lo stato energetico che si è connesso al nostro. Così comprendiamo dove l’energia debba essere indirizzata.
L’utilizzo del biotensor ci permette di focalizzarci con maggiore facilità su quanto noi sentiamo nella nostra energia combinata a quella di situazioni esterne con cui ci relazioniamo.
Attraverso la nostra pulizia interiore e una consolidata carica energetica possiamo ottenere l’aiuto delle Guide che ci permetterà poi di aiutare a nostra volta chi si rivolgerà a noi per purificare la propria vita dagli accumuli negativi.

IN CHE COSA CONSISTE L'AIUTO
Bruno Pepe insegna a operare con le energie sottili in modo da purificare la vita delle persone, le relazioni, gli ambienti. E questo è poi ciò che fa quando le persone gli si rivolgono per ottenere aiuto.
Come abbiamo già accennato prima, se la nostra interiorità è bassa attira nella propria dimensione terrena avvenimenti negativi analoghi. Siamo come dei diapason che richiamano le note consonanti. «In funzione della qualità della nostra energia noi attiriamo ciò che è sulla nostra frequenza. Non ciò che pensiamo coscientemente, ma ciò che siamo veramente entra in risonanza con il simile!»
L’aiuto offerto da Bruno Pepe, oltre a liberare la persona dal negativo accumulato, può aiutarla a riconoscere in sé i semi che generano ciò che poi accade nella sua vita terrena. E anche quando il negativo è stato richiamato da energia vitale scarica l’intervento di Bruno Pepe è rigenerante: la visione si rischiara e si riesce più facilmente a individuare la propria vocazione da realizzare.

E infine ci sono quei casi, purtroppo soventi, dove è la forte energia malevola di altre persone che ci sovrasta e colpisce togliendoci la carica vitale e aprendoci così al male che ci viene augurato.
Fa quasi specie parlare di queste cose oggi, che viviamo in questa nostra “modernissima” era tecnologica. Eppure queste realtà esistono, e sono vere e possenti. Molti esorcisti, seppure con linguaggio prettamente cattolico, spiegano come il demonio non si impossessa delle anime “solo” in modo eclatante, ma entra subdolamente, depauperando sempre di più l’energia della persona che piano piano cambia, mentre ogni tipo di avversità si abbatte su di lei e su coloro che le vivono accanto.

Comunque sia il modo in cui le negatività sono entrate nella nostra vita, sono però da pulire. L’operato di Bruno Pepe aiuta a “rinfrescare” il proprio ambiente interiore ed esteriore. Piano piano veniamo liberati da pesi invisibili ma potenti che annichilivano la nostra vita. Piano piano si riacquista fiducia e significato. Lentamente spurghiamo, gradualmente iniziamo a risalire la china.

NOTE AGGIUNTIVE

RADIESTESIA
La radiestesia è quella tecnica attraverso la quale si possono individuare le onde energetiche negative, emanate dalla Terra, che le apparecchiature non sono ancora in grado di percepire (o che sarebbero troppo care da utilizzare nel quotidiano). I rabdomanti, che una volta, al posto del biotensor o del pendolino, usavano dei rami particolari di alcuni alberi (ancora oggi alcuni la preferiscono) erano invece specializzati nel ritrovamento di acque sotterranee. I contadini, o chi aveva appezzamenti di terreno, spesso li chiamava per sapere dove far costruire dei pozzi.

RADIONICA
Anche la radionica utilizza la stessa attrezzatura e rivolge la sua attenzione allo stato “vibratorio”, messo tra virgolette, perché anche in questo caso le apparecchiature non sono ancora in grado di percepire tali oscillazioni così sottili. .La radionica interviene quindi nell’operazione di riequilibrio apportando una “terapia curativa” attraverso l’indirizzo sull’interessato delle frequenze numeriche più indicate. Ci sono fior fior di tabelle con elencate le frequenze, ovvero i numeri, che corrispondono a tutto l’organismo umano e ai disturbi che questo può aver sviluppato. Comunque, in entrambi i casi, questa è una spiegazione davvero molto parziale, dato che la tematica è complessa e meriterebbe sicuramente un articolo più approfondito..

CONTATTO
Bruono Pepe è reperibile al seguente numero: 0373.23.05.21

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La mappa dello spirito

L'umanità, da sempre, si è posta in ascolto delle voci interiori di coloro in grado di comunicare con l’aldilà. L’incertezza su cosa ci aspetta dietro alla porta che con la morta apriamo (per alcuni è invece purtroppo un chiudersi!), ci spinge a cercare. La scienza, che vuole avere tutto provato, è chiaro che non può accettare certe spiegazioni non convalidate dalla verifica, pur tuttavia, la possibile validità di certi esposti è comunque data dalla ripetibilità. Mi spiego. Per la scienza qualcosa è valido quando lo si può verificare da tutti. Cioè, se qualcuno sostiene qualcosa di nuovo, anche gli altri scienziati devono poter riprodurre quanto sostenuto, seguendo il protocollo steso dal ricercatore che afferma quella particolare tesi.
In altre parole è la ripetibilità dei risultati ottenuti dall’esperimento in questione che determina la sua validità.

Sebbene in questo campo la verifica non è possibile, non si può certo mandare un’équipe di scienziati nell’altra dimensione perché stendano i loro rapporti sul caso e quindi tornino con i risultati! Si può però tacciare come validi certi rapporti stesi secondo il criterio scientifico da persone con una solida preparazione.
Come già scritto (vedi gli articoli presenti nella sezione “intangibile”), chi può essere considerato il primo ricercatore a redigere un rapporto “scientifico” sulle realtà ultraterrene è stato il francese Allan Kardek che nel 1800 scrive “Il libro degli spiriti” (edizioni Mediterranee). In questi anni lo spiritismo fu un argomento davvero in auge. Ci furono poi diverse società esoteriche che vennero fondate proprio in quel periodo: ricordiamo, per esempio, la società teosofica, ma anche molte altre, di cui alcune sfociarono poi nel nazional socialismo… Comunque, quando si riferiscono alla vita oltre la morte le indicazioni sono praticamente simili in ognuna.

Dopo le due guerre mondiali fu tra gli anni 60/70 che si ricominciò a parlare di dimensioni sottili, la cosiddetta “nuova era” stava iniziando, persino una canzone famosa la inneggiava (The age of Aquarius)! Fu proprio in quegli anni che un divenne davvero famoso in tutto il mondo: “La vita oltre la vita” del dottor Moody Raymond jr. Un medico che aveva raccolto le testimonianze di chi era tornato in vita dopo essere stato diagnosticato clinicamente deceduto. Al contempo anche la dottoressa svizzera Elisabeth Kübler-Ross aveva iniziato a raccogliere testimonianze analoghe (vedi mio articolo: Chi c’è nell’aldilà). Le esperienze raccontate erano davvero molto simili e implicavano persone che certamente non si erano mai incontrate, per cui si può dedusse che qualcosa del genere dovesse/potesse veramente succedere dopo la nostra dipartita.

Un altro fatto particolare si verificò negli anni successivi, quando alcuni psicologi e terapeuti che utilizzavano l’ipnosi regressiva per curare pazienti i cui traumi affondavano in un passato dimenticato, al comando “torna al momento in cui il disagio si è creato”, si trovarono di fronte a resoconti di avvenimenti accaduti in altre vite.
Ovvero il paziente, sotto ipnosi, raccontava di eventi traumatici successi in vite precedenti, che avevano causato l’insorgere di quel particolare trauma, di cui ancora nella vita attuale portava gli strascichi!
Piano piano, specie dopo lo shock iniziale (del terapeuta questa volta!), iniziarono a investigare con maggiore accuratezza sulle dimensioni delle altre vite esposte dai pazienti. Un testo che sintetizza egregiamente quanto venne scoperto utilizzando l’ipnosi è quello del dottor Michael Newton. Uno psicologo che utilizzando appunto l’ipnosi regressiva ha potuto redigere un rapporto esaustivo sull’organizzazione della nostra esistenza nella dimensione sottile. Il testo venne pubblicato da Armenia alcuni anni fa col titolo “Memorie dell’anima” (purtroppo oggi è fuori catalogo, ho così linkato la mia copia tradotta in pdf).

Il dottor Newton così parla sulla differenza tra le due tipologie di sperimentazione:
«Medici come il dottor Raymond Moody ed Elisabeth Kübler-Ross hanno documentato le esperienze extra corporee di persone che sono state vicine alla morte in seguito a gravi incidenti. Sto parlando dei pazienti dichiarati clinicamente mori e poi riportati in vita grazie all’intervento dei medici. L’anima è in grado di abbandonare il corpo che la ospita, specie in situazioni di pericolo di vita, e poi farvi ritorno. Molti pazienti raccontano di essere rimasti sospesi sopra il loro corpo, soprattutto in ospedale, mentre i medici cercavano di rianimarli. Con il tempo questi racconti sbiadiscono, quando la persona torna in vita.
Le descrizioni di coloro che rievocano la loro morte in una vita precedente non contraddicono le affermazioni rese da persone dichiarate clinicamente morte e poi tornate in vita. L’unica differenza è che i primi non rievocano un episodio di morte temporanea, ma sono in grado di descrivere la vita dell’anima dopo la morte fisica.»


La morte è sempre e solo l’aprirsi verso una dimensione di libertà e leggerezza, anche quando le anime dovranno sostenere gli “esami” di verifica assieme alle loro Guide e al gruppo di appartenenza. Afferma il dottor Newton:
«La persona che muore subisce una metamorfosi in quanto l’anima si separa dal corpo che l’ha ospitata. La morte viene comunemente associata alla perdita della vita, ma in realtà è vero il contrario. Noi abbandoniamo il corpo ma la nostra energia si unisce alla forza di un’entità divina. I miei pazienti affermano che dopo aver rievocato la loro morte in una qualche vita precedente, si sentono di nuovo liberi dal corpo mortale e desiderosi di ricominciare il loro viaggio spirituale verso un luogo di pace a loro familiare.»


Come già indicato dai racconti di chi è tornato che abbiamo letto nei testi di Moody o di Kübler-Ross, al distacco dal corpo fisico l’anima viene richiamata attraverso una specie di galleria dalla quale accedono al mondo spirituale. Il dottor Newton così riferisce:
«I miei pazienti affermano che la migrazione delle anime avviene in modo (…) semplice. L'effetto tunnel, che essi sperimentano dopo la morte, costituisce la via d'accesso al mondo delle anime. L'ani¬ma abbandona il proprio corpo molto rapidamente; tuttavia, il passaggio vero e proprio nel mondo spirituale si verifica in modo graduale. In seguito. il ritorno ad un'altra vita sulla Terra viene descritto come un viaggio più breve.
L'ubicazione di questo tunnel in rapporto alla Terra varia nei resoconti fatti dai miei pazienti. Alcuni lo vedono aprirsi sopra di loro al momento della morte, altri affermano di abbandonare la Terra e di levarsi in cielo per raggiungere l'entrata del tunnel. In tutti i casi, il tempo impiegato per raggiungere questa porta di accesso diventa irrilevante una volta che l'anima ha abbandonato la Terra.»

IL RITORNO
Una volta superato il tunnel, le anime iniziano il loro vero percorso nel mondo spirituale che le porterà alla loro destinazione. Il dottor Newton così continua:
«La maggior parte di loro sa di non essere morta, ma di aver semplicemente abbandonato sulla Terra il peso ingombrante del corpo. Questa consapevolezza porta a vari livelli di accettazione, a seconda del tipo di anima. Alcuni soggetti si guardano attorno con stupore, altri sono più distaccati nel descrivermi ciò che vedono. Molto dipende dalla maturità spirituale della persona e dalle esperienze vissute. La reazione più comune è una sensazione di sollievo, seguita da un'espressione del tipo: "Che bello! Sono di nuovo a casa, in questo luogo meraviglioso".

Ci sono anime molto evolute, che abbandonano il proprio corpo e raggiungono la loro destinazione spirituale molto velocemente, e tutto quanto descritto fino ad ora avviene in un lampo per loro. Si tratta, comunque, di casi isolati. In genere, le anime non si muovono o rapidamente e alcune sono addirittura riluttanti ad abbandonare la Terra. Se escludiamo le anime turbate, che lottano per rimanere vicine al proprio corpo, ho osservato che sono gli spiriti più giovani (quelli con minor numero di vite precedenti) a rimanere vicini al loro ambiente dopo la morte. »


Il dottor Newton afferma che i suoi pazienti,o meglio, la maggior parte di questi, dopo essere usciti dal tunnel, ha una visione poco chiara del luogo in cui si trova. Il dottore ritiene possibile che ciò avvenga a causa della densità vibrazionale del piano astrale che circonda la Terra. Secondo lui in questo strato si potrebbe trovare quello che l’antroposofia di Rudolf Steiner, di derivazione teosofica, definisce il kamaloca. Ovvero il luogo post-mortem dove si provano gli effetti dei propri desideri, sentimenti ( piacevoli o spiacevoli ) e passioni avute sulla Terra. In questo spazio si sperimenta tutto ciò che si è fatto patire o gioire alle persone conosciute nella vita terrena. Il termine deriva dal sanscrito Kama, cioè desiderio e Loka, luogo. Che in un qualche senso ricorda anche il purgatorio della Chiesa Cristiana.

È come se l’aldilà fosse composto da strati che vanno da quelli più vicini alla Terra, con le frequenze ancora molto dense, a quelli più elevati dove le essenze che le abitano sono sottili ed eteriche. Il passaggio attraverso questi strati dipende dalla maturità dell’anima. Chi è a uno stadio evolutivo ancora basso si fermerà nelle zone dalle frequenze più dense. Chi è invece più maturo “sale” verso l’alto. Tuttavia nelle dimensioni sottili non c’è classificazione negativa. Anche coloro che vibrano a frequenze più basse sono accolti e seguiti con amore.
Ci sono alcune persone che, una volta uscite dal tunnel, o anche quando stanno per lasciarlo, odono una musica celestiale che conferisce loro energia rigenerante. Ma è in genere sempre la luce la vibrazione che tutte le anime percepiscono. Una luce che è allo stesso tempo ”sostanza” rigenerante e “calamita”. Le anime infatti descrivono come sia questa luce a esercitare un’azione magnetica che le direziona dove devono dirigersi!

All’uscita dal tunnel in genere le anime vengono accolte dai loro cari. In alcuni casi capita però che questi vengano a prendere l’anima disorientata già alla sua uscita dal corpo. Spesso le Guide della persona deceduta attendono in disparte che l’anima si rassicuri attraverso il contatto con le anime di persone care, venute ad accoglierla. Quando invece la morte è stata improvvisa allora le Guide si presentano subito ad accoglierla. In casi come questi la persona deceduta ha la forte sensazione di aver ancora situazioni da sbrigare sulla Terra e per questo il risentimento e la frustrazione sono forti. La Guida cerca allora di aiutare quell’anima a lasciare dietro di sé quanto aveva sulla Terra e a comprendere il senso di quanto accaduto. il riesame del proprio operato sulla Terra avviene più avanti per tutte le anime.

A quanto pare, afferma il dottor Newton,
«una volta giunti nel mondo spirituale, non abbiamo neppure il tempo di chiederci dove siamo o cosa ci accadrà. Le nostre Guide, le anime gemelle e gli amici ci attendono per mostrarci il loro affetto e rassicurarci.»


Le anime gemelle sono quelle entità con cui abbiamo un particolare legame. Anche queste anime, come quelle degli altri che ci vengono ad accogliere, non è detto che appartengano al nostro stesso livello evolutivo, tuttavia con loro c’è una profonda sintonia e amore spontaneo. Le anime gemelle però non sono i nostri spiriti guida, anche se ci seguono con particolare affetto e attenzione, interagendo volentieri nelle vite terrene da sperimentare assieme.

«Un aspetto curioso del mondo spirituale – afferma il dottor Newton - è che le persone che hanno rappresentato qualcosa per noi sulla Terra sono sempre pronte ad accoglierci, anche quando sono impegnate a vivere un’altra vita in un altro corpo.»


Sembra che l’anima abbia la capacità di staccarsi dal corpo in cui è incarnata, non solo in momenti di estrema sofferenza, o durante il sonno, quando può ricongiungersi alle Guide per, così dire, “ripassare” la lezione da portare avanti sulla Terra. Lo può fare anche in altri momenti, dice il dottor Newton che «scinde la propria essenza, in modo da essere presene in più luoghi contemporaneamente».

Queste anime si presentano adottando il sesso con cui noi le abbiamo conosciute meglio, ma è chiaro che nel mondo disincarnato le anime possono assumere un qualsivoglia genere sessuale e aspetto!
Dopo l’incontro e l’accoglienza le anime vengono condotte al loro gruppo dalle Guide. Se l’anima è particolarmente evoluta incontrerà le sue Guide più avanti però. In base alla maturità ed evoluzione dell’anima la dimensione vibratoria d’appartenenza sarà la corrispondente, dove si incontrerà il proprio gruppo. Qui si inizierà lo studio delle esperienze fatte in vita, di quello che si è riusciti a raggiungere e quello che invece non si è stati capaci di migliorare. Il gruppo di appartenenza è veramente molto simile a una classe, dove però i componenti sono tutti molto amici.

DA DOVE VENIAMO E DOVE ANDIAMO
Nel rapporto steso dal dottor Newman leggiamo che i pazienti riportati in stato d’ipnosi al momento della vita tra le vite ogni tanto hanno accennato al fatto che non sempre le esperienze di vita vengono fatte sulla Terra. Sembrerebbe che ci siano moltissimi tipi di esperienza vitale in altri pianeti e dimensioni dell’universo, proprio come le scuole iniziatiche affermano. Quella sulla Terra sembrerebbe essere una delle esperienze più basse e più dure per l’anima da sostenere, ma anche molto bella perché, così affermano i pazienti del dottore quando sono sotto ipnosi nelle dimensioni sottili “la Terra è bellissima!”. Tuttavia, di fronte alle delicate domande del dottor Newton, che desiderava approfondire la questione della vita su altri pianeti, i pazienti si sono mostrati alquanto reticenti a spiegare. Il dottor Newton riferisce che tutto ciò che ha potuto esplorare è stato comunque grazie alle Guide che hanno permesso tale lavoro. Quando queste non desideravano che si venisse a sapere più di quello che noi umani siamo al momento in grado di metabolizzare i pazienti del dottore davano risposte molto vaghe su cui non gli era possibile indagare.

Sappiamo però che l’anima sceglie di fare esperienze di vita – sulla Terra o da qualche altra parte – per poter evolvere. Infatti è solo con la pratica e l’esperienza diretta che si comprende. E il karma, che spesso viene indicato come una legge dura e punitiva, niente altro è che il vivere direttamente quell’esperienza che con la nostra inavvedutezza abbiamo imposto ad altri in vite precedenti. Del resto lo sappiamo anche noi: con la sola teoria non si matura, c’è sempre bisogno della pratica. Alcune anime scelgono addirittura più esperienze di vita contemporaneamente. Ma anche di questo i pazienti non hanno spiegato più di tanto…
Per cui le vite, per le anime, sono come delle specie di palestre dove mettere in pratica ciò che hanno imparato, o pensato di sapere. Sì perché a volte le anime non riescono a mettere in pratica le loro intenzioni. A volte non sono abbastanza forti da saper gestire le influenze determinate dalle fisicità, e così si lasciano andare perdendo il collegamento con quel filo conduttore che aveva fatto scegliere loro quella particolare incarnazione. Specie le anime dei primi livelli fanno fatica a gestire gli stimoli della materia.

Le anime non vivono da sempre, vengono create. Come anime giovani si devono sperimentare molte incarnazioni per evolvere e avvicinarsi sempre di più alla dimensione della luce costante, eterna, pura. Quando non si riesce a migliorarsi e si rimane coinvolti in azioni malvagie l’anima al suo ritorno viene messa in isolamento. Non è una punizione questa, è una necessità, per dare modo all’anima, assieme alla sua Guida, di comprendere e superare anche il dolore che comunque sorgerà nel rendersi conto di aver sprecato così malamente una possibilità!

Il dottor Newton spiega:
«Ogni spirito fa ritorno al mondo spirituale dopo la morte e viene accolto con amore e seguito con pazienza. È vero, però, che alcune anime vengono messe in isolamento per un periodo. Ciò avviene (…) sotto il controllo le guide. Questi spiriti non seguono lo stesso percorso delle altre anime. Fra i miei pazienti, coloro che sono stati coinvolti in azioni malvagie in una vita precedente mi riferiscono che le anime incapaci di contrastare l'impulso umano di nuocere ad altri vengono isolate al loro ritorno nel mondo spirituale. Queste entità non si mescolano alle altre un lungo periodo di tempo.
Ho riscontrato che le anime più giovani, quando si associano ripetutamente a una condotta umana estremamente negativa, debbono sottostare a un isolamento spirituale totale. Alla fine, esse vanno a costituire un gruppo a sé, sotto la supervisione di guide attente. Non si tratta di una .punizione, ma di una sorta di Purgatorio dove le anime riacquistano la¬ consapevolezza. Poiché le azioni malvagie commesse sulla Terra possono essere assai diverse. l'istruzione spirituale e il tipo di isolamento inflitto variano di caso in caso. La scelta avviene durante la fase di orientamento, cioè alla fine di ogni vita. Il tempo di isolamento e riadattamento non è sempre uguale. Ci sono anime che si reincarnano sulla Terra subito dopo il loro periodo di isolamento e cercano di riabilitarsi mediante una buona prestazione in vita.»


Tuttavia può capitare che l’anima, nonostante ripetuti tentativi nelle incarnazioni, non proceda, non si evolva. A quel punto viene “rielaborata”. Ecco cosa dice un paziente: «Quando la negatività si manifesta ripetutamente in più reincarnazioni, l’anima viene riadattata.» Il dottor Newman gli chiede in che modo e il paziente, un po’ vago risponde: «Non viene distrutta, ma rimodellata…». Su questa operazione il dottore non è riuscito ad avere più informazioni.

«Ci sono molti modi per ritrovare la propria identità spirituale. – Continua il dottor Newton – Come mi ha riferito uno dei miei pazienti “Le anime vengono mandate sulla Terra per ingaggiare la loro lotta”. In altre parole, a queste entità vengono concessi il tempo e l’opportunità di crescere. Le anime che continuano a manifestare atteggiamenti negativi durante la loro permanenza sulla Terra devono imparare a superare le difficoltà attuando dei cambiamenti. Da quanto ho potuto constatare le anime possono migliorare il loro karma negativo impegnandosi ad agire bene sulla Terra.»


I DIVERSI LIVELLI
A prima vista si riconosce il livello evolutivo di un’anima dal tipo di colore che irradia nella sua limosità. I pazienti del dottor Newton spiegano che il colore bianco neutro o grigio indicano che l’anima è all’inizio del suo processo evolutivo. Successivamente l’aura si tinge dei colori primari, ovvero il rosso, il giallo e il blu, che seguono appunto questo ordine.
«Le persona in stato di ipnosi fanno riferimento ai colori per descrivere le anime, soprattutto quando queste appaiono in lontananza o sono prive di forma. – Dice il dottore – Dai miei pazienti ho potuto apprendere che le entità più evolute proiettano particelle di energia che si muovono molto rapidamente, di colore blu o viola. (…) Se il colore o la densità riflettono il grado di conoscenza, allora l’emanazione di onde luminose bianche o gialle indica una concentrazione inferiore di energia vibrazionale, rispetto il colore blu o viola.»


Il primissimo livello, quello che il dottor Newton definisce del Principiante, ha un colore bianco omogeneo. Il secondo livello, quello Intermedio, ha un colore bianco con sfumature che vanno dal rosso al giallo. Il terzo livello, quello intermedio, è un bel giallo chiaro compatto, senza alcuna traccia di bianco. Il quarto livello, l’Intermedio avanzato, è un giallo carico che va verso l’oro e, successivamente, assume tracce di azzurro. Il quinto livello, quello Avanzato, si presenta azzurro senza traccia di giallo e successivamente tende all’indaco-viola. Il sesto livello, molto Avanzato, si presenta blu scuro-viola.
Il dottore aggiunge: «Ogni tanto le anime molto evolute fanno riferimento a un livello più alto del Livello sei. Queste entità superiori, cui perfino le Guide con la qualifica di “maestro” devono rispondere, emanano un’aura di colore viola intenso e sono molto vicine al Creatore. Mi è stato riferito che queste figure, simili a delle ombre, sono inafferrabili e vengono venerate dalle altre anime nel mondo spirituale. (…) I miei pazienti affermano che l’anima, dopo aver raggiunto la piena maturità non si incarna più. Dunque per le incarnazioni sulla Terra si usufruisce spesso di anime appartenenti ai gruppi meno evoluti, perché queste entità hanno bisogno di incarnarsi più volte per progredire e quindi sono più disponibili a ritornare qui.»

Il dottor Newton spiega poi meglio le caratteristiche dei diversi livelli.
«Le anime principianti spesso vivono diverse vite in stato confusionale, senza raggiungere alcun obiettivo, perché sono influenzate dall’ambiente terrestre, dove non regnano la coerenza e l’armonia del mondo spirituale. Le anime meno evolute si lasciano sopraffare da coloro che detengono il potere nella società degli uomini. (…) Gli spiriti meno esperti vengono soffocati per la loro incapacità di pensare in modo autonomo. L’evoluzione dell’anima è un processo molto complesso e tutti noi progrediamo per stadi in aree diverse e in modo diseguale.
Le anime intermedie invece hanno un alto senso della moralità e il loro comportamento è ineccepibile e non si vantano dei loro successi, hanno poi maggiore autocontrollo. Sono persone che credono nel futuro dell’umanità e infondono coraggio agli altri. I livelli tre e quattro dello stadio intermedio rappresentano una fase importante di sviluppo. Infatti, a partire da questo momento, le entità spirituali si vedono affidare la responsabilità di altre anime più giovani. Questi livelli costituiscono un periodo di prova e solo le anime che superano questa fase di addestramento preliminare diventano guide giovani.»


Tuttavia, spiega poi meglio il dottor Newton, non tutti sono destinati a divenire insegnanti, dipende dalle caratteristiche dell’anima, ma ognuno trova il suo compito da assolvere. Sembra infatti che le anime avanzate si “specializzino ognuna in un determinato settore”.

«Le anime del quinto livello sono persone spiritualmente più evolute, sono tolleranti e danno reagire bene di fronte alle difficoltà. Un’altra loro caratteristica è l’eccezionale intuizione.» Il dottore non ha avuto molti pazienti dei livelli alti, solo un’amica si è poi rivelata del quinto livello, mentre non c’è stato nessuno per il sesto. In effetti, non c’è da stupirsi visto che a quei livelli evolutivi la persona non avrà certo bisogno di un supporto psicologico! Comunque, è stato possibile lo stesso arrivare ad avere un’idea abbastanza precisa dei vari livelli di crescita interiore. Di fatto, per evolversi e maturare spiritualmente e realizzare la propria essenza interiore è importante saper riconoscere i propri errori, avere il coraggio e la forza di affrontare incessantemente le situazioni della vita con pacatezza e determinazione, e aiutare coloro che da soli arrancano. Il compito che ci aspetta, una volta che raggiungeremo livelli più evoluti, è quello di divenire co-creatori, fino a quando raggiungeremo lo stadio dove ci sono gli esseri che i pazienti più evoluti del dottor Newton hanno definito gli “Anziani”. Questi sono le entità che stanno attorno al Creatore e partecipano attivamente alla realizzazione di questo stupendo progetto di vita ed energia, cui comunque tutti appartengono, anche coloro che si trovano nelle fasce più periferiche.

NOTE AGGIUNTIVE

IL METODO SCIENTIFICO
Tale criterio comporta la raccolta di dati da situazioni verificate come serie, la loro analisi e comparazione, per poi arrivare alla formulazione delle ipotesi. Dunque, anche in un campo davvero delicato come quello delle dimensioni ultraterrene si possono accogliere determinate argomentazioni, quando vengono elaborate secondo il metodo scientifico.
Per quanto riguarda la validità delle tesi qui prese in esame vorrei ricordare che persino materie quali la filosofia e la psicologia, rimangono anch’esse nella sfera delle ipotesi, visto che, scientificamente parlando, non possono essere verificate. Tuttavia, il ragionamento scientifico nell’analizzare i casi secondo deduzione permette di accettare e di verificare semmai sul campo la validità di questi postulati.

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Gli spiriti tra noi

Anche se noi siamo fatti di carne al contempo risuoniamo però con le dimensioni sottili di cui noi facciamo parte. L’essere umano infatti può essere paragonato a un interfaccia tra materia e spirito. Genericamente definiamo spirituale tutto ciò che viene dall’intangibile, per cui si fa presto a dire “spiriti” quando invece esistono delle differenze sostanziali.
Ci sono gli spiriti angelici o demoniaci, e le entità disincarnate come quelle dei Maestri che guidano l’umanità. Fra questi si collocano a volte gli alieni, quando si presentano in forma sottile e con il compito di assistere i “fratelli umani”. Ci sono poi gli spiriti dei defunti, che non sempre riposano in pace, e infine ci sono gli elementari, ovvero le forme pensiero che vengono agglomerate nella dimensione a cavallo tra l’emozionale e il mentale.
Queste possono diventare vere e proprie persecuzioni ossessive da impossessare l’essere umano che si è lasciato invadere da tali onde negative.

Allo stesso modo ma in forma più potente si possono attirare gli spiriti erranti, ovvero quei defunti che non sanno staccarsi dalla dimensione terrena, a causa di forti legami che ancora provano verso la materialità. Questi possono letteralmente invadere la volontà di soggetti deboli, o dalla psiche contorta o poco pulita, imponendo in qualche modo le loro passioni e pulsioni.
Infine passiamo alla categoria dei demoni, gli spiriti del male, che si impossessano talvolta dell’animo della persona quando questa, per le ragioni sopra indicate, si rivela aperta e vulnerabile. Gli scompensi e le disarmonie facilitano l’apertura su dimensioni potenzialmente pericolose. Per esempio, si scrive nel link sugli spiriti erranti, un attacco di rabbia che fa “perdere la testa” in effetti sbalza lo spirito del soggetto fuori dal suo corpo e permette così a quelle entità vaganti o demoniache di prendere possesso all’interno di quel corpo.
Tutto ciò che porta “fuori di sé”, grandi spaventi, tensioni, frustrazioni, e ovviamente rabbie, aprono la psiche dell’individuo che diventa così più vulnerabile nei confronti di tali attacchi.
Ecco perché è sempre consigliabile non coinvolgersi in compagnie disarmoniche o che hanno a che fare con l’occulto. Troppo facilmente l’equilibrio psico-fisico viene destabilizzato!

A PROPOSITO DI ESORCISMI
Scrive Ambra Radaelli su Repubblica a settembre. 2004: Dice padre Gabriele Amorth, presidente onorario dell'Associazione internazionale esorcisti: "La mia grande battaglia, iniziata nel 1986, è stata convincere i vescovi che il diavolo non solo esiste, ma crea fenomeni. D'altronde, molti non avevano mai visto né sentito parlare di esorcismo, una pratica che era quasi abbandonata da circa 300 anni". L'Associazione è stata fondata nel '91, e tre anni dopo è diventata internazionale. "Impossibile sapere quanti sono oggi gli esorcisti. Io direi che in Italia sono più di 300, ma pochissimi a tempo pieno come me: molti dedicano a questa attività uno-due giorni la settimana. All'estero la situazione è disastrosa: in Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo sono assenti, o al massimo ce ne sono un paio".

"Si parla di esorcismo quando la Chiesa domanda, pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto siano protetti contro l'influenza del Maligno e sottratti al suo dominio": questa la definizione di Medina Estévez.
Precisa monsignor Attilio Cavalli, esorcista della diocesi di Milano: "L'esorcismo è un'intensa invocazione a Dio perché allontani il male, di qualsiasi genere, dalla vita delle persone. Il termine significa infatti "tenere lontano". In casi di particolare tormento o assalto da parte del Maligno, è possibile fare una speciale implorazione per ottenere la liberazione dal male, che viene concessa esclusivamente da Dio".

Amorth afferma di non fare letture ad hoc: solo il Vangelo, in particolare il prologo di San Giovanni, "che parla della cacciata dei demoni. Neppure io", dice, "sapevo nulla di esorcismi quando il cardinale Ugo Poletti mi ha nominato. Lavorando con Candido Amantini, il mio maestro (padre passionista, famosissimo a Roma, ndr), mi sono accorto del numero delle richieste".
Mestiere duro, quello dell'esorcista. "Serve una grande capacità di ascolto, una lunga opera di cura spirituale e pazienza", dice monsignor Giovanni Battista Proia, canonico di San Giovanni in Laterano, a Roma, e da vent'anni esorcista.

"Il che spesso rende il lavoro gravoso: devo fare centinaia di colloqui, ascoltare racconti noiosi e ripetitivi. Questo mi dà una grande stanchezza, fisica e psichica. Ma non posso fare altrimenti: guai a pretendere di capire e giudicare subito. La gente viene già con l'idea di volere l'esorcismo, che però è opportuno in cinque casi su mille. Il 90% soffre per turbamenti umani: incomprensioni in famiglia, scuole frequentate controvoglia, senso di inferiorità, incertezze, amarezze, sconfitte. In questi casi do qualche consiglio e una benedizione. Gli altri possono essere affetti da disturbi psichiatrici, o da un'epilessia magari nascosta. Per questo, io chiedo anche di quali malattie si è sofferto da bambini e da adolescenti".

"Il rituale", spiega il cardinale Medina Estévez, "elenca alcuni criteri per capire se ci si trova di fronte a una possessione. Tra questi: parlare o capire lingue sconosciute; rendere note cose distanti o nascoste; possedere forze al di là della propria condizione; mostrare avversione a tutto ciò che è sacro". Ma i nostri esorcisti non sono così legati alla regola. "In assenza dei quattro parametri", spiega Proia, "si può parlare di presenza diabolica quando si ha un'inspiegabile agitazione, un'amarezza verso la vita, un senso di freddo, l'impressione di vedere ombre". Secondo Amorth, "i quattro fenomeni si verificano durante l'esorcismo, non prima. Per stabilire se c'è possessione, io considero l'avversione al sacro, l'appartenenza a sette sataniche e la partecipazione a sedute spiritiche".

L'ESORCISMO
Come si svolge un esorcismo, lo raccontano Proia e Amorth. "È una sorta di confessione, ma un po' più lunga", dice il primo. "In un luogo appartato, la persona si inginocchia e prega assieme a me. Io recito formule particolari, lui mi segue. Gli impongo le mani sul capo, gli faccio il segno della croce sulla fronte, lo aspergo con acqua benedetta. Di solito, il soggetto è piuttosto tranquillo; talvolta, invece, è agitato, grida". "A volte i posseduti vanno legati; bestemmiano, si scuotono, dicono parolacce", dice Amorth. "Al demonio, l'esorcista si rivolge sempre con forme di comando: "Nel nome di Cristo, vattene!", oppure: "Dimmi il tuo nome". In genere non vuole parlare, per non scoprire le proprie carte. Ma alcuni (ce ne sono tantissimi, gerarchizzati: Satana è il loro capo) alle mie domande rispondono: "Questo è mio, me l'hanno dato", dicono, riferendosi al posseduto. "Quando andrai via?", chiedo. "Quando sarà morto". Domando il nome del demonio, se è solo o sono diversi, quando lasceranno la persona, come e perché sono entrati in lei".

E come sceglie i suoi obiettivi il diavolo? "Alle volte sono loro stessi a esporsi, praticando l'occultismo. Oppure, sono vittime di malefici commissionati da altri: non è facile trovare chi li pratica - la maggior parte dei maghi sono imbroglioni - ma è possibile. Nel caso dei santi, poi, il diavolo entra in loro per di-stoglierli dal bene". "Maggiormente colpiti sono i più docili e vulnerabili", aggiunge Proia, "gli adolescenti, i malati, i soggetti dalla psiche contorta, vittime di fissazioni. Più i maschi, perché, a differenza delle donne pensano di poter risolvere il problema da soli, e vengono da noi quando il danno è già fatto".
"Il maligno è nemico di Dio", spiega Cavalli.
"Quindi, si avventa specialmente contro chi lo segue. Va però ricordato che Dio non permette che veniamo messi alla prova al di sopra delle nostre forze; il demonio non può togliere la libertà né la vita; Cristo, nella morte e risurrezione, lo ha già sconfitto". Anche se per farlo uscire da un posseduto, dice Amorth, "ci vogliono anni, e non accade quasi mai durante l'esorcismo, ma spesso in un tempio mariano o mentre la persona è intenta alle solite faccende. Uno dei miei lavori più duri fu su un contadino semianalfabeta. Levitava a due spanne da terra e parlava perfettamente l'inglese, ripetendo: 'I am Lucipher, king of scorpions'.
Il diavolo è uscito da lui nella data che aveva preannunciato, durante il lavoro nei campi. Il ragazzo ha avuto l'impressione di emettere un altissimo grido, che però nessuno ha sentito".

Cosa vuole Satana? Proia: "Allontanare da Dio, conducendo al peccato". Amorth: "Le anime". Per arrivare a questi scopi, "può provocare sciagure, come la collisione di treni o roghi. Ecco perché il suo intervento in Sicilia non si poteva escludere a priori". "Sono casi che si possono verificare, ma ovviamente sono da valutare con molta prudenza", ammonisce Cavalli. "Vengono detti infestazioni diaboliche. Vanno sottoposti al vescovo, che può autorizzare particolari preghiere con la guida di un sacerdote".

NOTE AGGIUNTIVE

EFFETTI DELLE INTERFERENZE SOTTILI
Le entità invisibili, attraverso un fenomeno di risonanza, sono attratte verso energie già presenti in una persona, in un gruppo, in una struttura od in una località. In altre parole, gli spiriti possiedono una specie di "appiccicosità" verso il comportamento umano; in un certo senso, agiscono come un gatto che, con insistenza, desidera occupare la sua poltrona preferita.
La loro presenza (che può variare da poche entità a parecchie dozzine per individuo), produce delle interferenze:
- Nel corpo della persona, incluso il funzionamento degli organi e dei sistemi corporei.
- Nella struttura mentale e psicologica della persona.
- Nelle relazioni interpersonali.
- Nelle attività della persona, come nel lavoro, nello studio e nello sport.

A seconda del livello evolutivo raggiunto (qui non ci stiamo riferendo all’evoluzione intellettuale, ma a quella spirituale, anche quando questa è raggiunta inconsciamente), una persona può trovarsi associata agli spiriti in modo più o meno marcato, ed in maniera positiva o negativa:
1. Il collegamento può esistere con spiriti semi-senzienti che, in modo quasi meccanico, imitano funzioni fisiche e mentali negative (quali mangiare eccessivamente, sonnolenza, depressione, irritabilità, ecc.) della persona-ospite alla quale, per risonanza, si associano. Gli spiriti sono cioè attratti dalla matrice psicologica della persona rinforzando, in un processo di feedback, i suoi aspetti negativi. Il risultato finale è un aumento del livello di difficoltà nella vita giornaliera della persona.
2. Un aspetto più severo dell’interferenza degli spiriti negativi sulla persona è dato dalla presenza di lover boys / lover girls. Questi sono spiriti che entrano in una "relazione" con l’essere umano, considerandolo come un compagno/a esclusivo a tutti gli effetti e impedendogli di formare legami armoniosi con altri. Di questa situazione la persona stessa può essere all’oscuro od esserne vagamente consapevole.
3. Il caso estremo d’interferenza da parte di spiriti negativi avviene quando questi causano una parziale (raramente totale) espulsione dell’anima, "occupando" il corpo della persona. Le circostanze che favoriscono l’evento sono la presenza di una mente fievole, una completa mancanza di spiritualità od uno shock severo (causato, ad esempio, da un incidente fisico o psicologico).

Qualsiasi sia il livello d’interferenza (squatting) del corpo o della mente, o del grado d’occupazione di una località raggiunto da spiriti negativi o da anime, il metodo descritto è in grado d’eliminare la totalità delle interferenze e di ristabilirne le condizioni iniziali.
(Nota tratta da Spirit Action)


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Rapporto sugli Alieni

Se si leggono con attenzione i diversi testi scritti da studiosi che si sono attivamente occupati del tema e i resoconti delle esperienze dirette avute da chi sembra aver avuto contatti reali con queste "entità" si svela un insieme di informazioni decisamente interessanti e anche inquietanti.
Ciò che noi definiamo col termine generico di "extraterrestri" non si riferisce solo a entità provenienti da altri pianeti o dimensioni fuori dalla Terra, ma anche ad entità che sono già da sempre presenti sul nostro pianeta, non sono però solitamente visibili, perché vibrano su frequenze diverse dalle nostre. Quindi possiamo definire i primi gli "extraterrestri" propriamente detti, e i secondi "intraterrestri".

Questi due gruppi si assomigliano per scopi e modalità, anche se sono estremamente diversi fra loro, non solo fra i due gruppi stessi (gli "extra" e gli "intra"), ma anche all'interno di questi stessi gruppi si distinguono molte "razze" con motivazioni di contatto con noi a volte decisamente differenti fra loro.
Sebbene sia difficile essere esatti nel definirli, in quanto i contatti avuti con loro dimostrano come sia diffusa la menzogna, per quanto riguarda se stessi e le altre "razze" di entità, si può azzardare l'ipotesi che ci siano entità buone ed entità cattive.

EXTRATERRESTRI
Fra le azioni compiute dalle varie razze degli extraterrestri ci sono le seguenti:
- ammazzano il bestiame, che viene trovato completamente prosciugato del loro sangue (vedi);
- prosciugano dal sangue i neonati;
- rapiscono in modo particolare bambini, ma anche adulti;
- alcuni di questi rapimenti (abduction) non sono definitivi, in quanto le persone poi ritornano (e sotto ipnosii, perché sono rari quelli che riescono a ricordare normalmente, raccontano di essere stati sottoposti a esperimenti e test "medici");
- effettuano delle manipolazioni genetiche sugli esseri umani (uomini e donne), che poi danno alla luce degli esseri che, se nati sulla Terra, in genere non vivono;
- sollecitano nella psiche umana le emozioni, in modo particolare di aspettativa (per un qualche buon evento che dovrebbe accadere), eccitazione, ansia, paura, angoscia...

Si tende a indicare gli extraterrestri che eseguono tali operazioni come i "cattivi"; tuttavia, ce ne sono alcuni di quelli che eseguono esperimenti e test sugli umani, che affermano di non avere cattivi propositi nei confronti dell'umanità, ma che sono solo interessati a studiarci. In definitiva, possiamo dire che noi esseri umani forniamo in un qualche modo materia prima per questi esperimenti e nutrimento. Non solo per la questione del sangue ma anche e soprattutto per la questione dell'energia psichica che noi produciamo attraverso le nostre emozioni, che molte di queste entità risvegliano in noi.

INTRATERRESTRI
Per quanto riguarda gli "intraterrestri", quelli che convivono da sempre sulla Terra assieme a noi, troviamo traccia della loro presenza anche negli antichi testi, dove vengono definiti "dei" (o Dio, nel caso dell'Antico Testamento), ma possono anche essere chiamati "angeli", "disincarnati", "spiriti dei defunti"…
Questi sembrano vivere utilizzando la nostra energia psichica, per cui hanno un particolare interesse a contattarci e a fare in modo che i loro racconti ci assoggettino in un qualche modo, così da legarci a loro, anche perché, così facendo, poi, gli esseri umani fanno ulteriori cose che portano a loro nutrimento.
Il Dio dell'Antico Testamento, come pure gli altri Dei dell'Antichità, sono gli "dei" che si manifestano a noi in ciò che oggi è definito come "religione". Le religioni assoggettano e, nel modo come sono portate avanti, sono degli enormi produttori di energia emotiva (fa anche gli esempi dei casi di devozione per le varie apparizioni e miracoli).

Dato che oggi le religioni, per certi versi, stanno perdendo peso, queste entità ora cercano di coinvolgerci anche attraverso altre modalità:
- ovvero i vari gruppi di contatto (via channeling o medianità), dove si presenta l'entità che si spaccia per "maestro" e tiene legato a sé il gruppo in attesa di un qualche evento, e mantiene assicurata la sua dipendenza dandogli ogni tanto dei "contentini" (miracoli et similia) e solleticandogli una qualche emozione (brama di essere degli "eletti", brama di conoscenza, brama di potere, brama di una qualche altra cosa…), mentre "sprona" le persone del gruppo a diventare sempre più "mansuete", per cui aperte alle sue esigenze;
- un altro modo per assicurarsi loro le nostre energie psichiche sono le grosse manifestazioni, per esempio quelle sportive dove, dietro alla facciata dell'aspetto ludico e agonistico (fautori di grosse emozioni nel pubblico) si nascondono i grossi interessi economici che provocano anch'essi delle notevoli emozioni (brame);
- un altro modo è infine dato dai raduni per i grossi concerti musicali, dove la musica, cioè quel tipo di musica, produce nel grosso gruppo che si riunisce ad ascoltarla, delle enormi emanazioni emozionali.

I CONTATTI
I grandi e potenti della Terra hanno stretto un patto con le Entità malvagie (non è chiaro se con quelle degli extra o degli intraterrestri, probabilmente con le razze di entrambi), per cui, in cambio del potere assicurato loro, danno gli esseri umani come nutrimento – ovvero come nutrimento psicologico, fomentando tutte quelle emozioni di cui si parlava prima. Questi potenti vengono chiamati i "grigi", si aiutano tra di loro, ci danno la parvenza di libertà, tuttavia ben poco è veramente fuori dalla loro portata.
Il modo per "salvarsi" è ovviamente quello di non lasciarsi acchiappare a livello emotivo, o attraverso il proprio desiderio di potere, di emergere o di sapere (quando il sapere è arroganza…).

NOTE AGGIUNTIVE

IL PROFESSOR DINI
Il professor Dini (nato nel 1921), nel 1948 inizia la sua carriera accademica come assistente all'Università di Pisa, per poi diventare professore in diversi settori che si occupavano di ricerca missilistica e di nuovi mezzi di propulsione. All'inizio degli anni '50 venne invitato negli Stati Uniti, dove ha collaborato al "Jet Propulsion Laboratory" del CALTECH (Californian Institute for Technology) a Pasadena. Fu in quel periodo che entrò in contatto con Wernher von Braun e attraverso di lui iniziò la sua collaborazione con la NASA, dove svolse diversi lavori di ricerca. Da quel momento i suoi contributi furono continuati e si allargarono poi anche alla ESA (European Space Agency). Dal 1966 è il coordinatore nazionale di "Propulsion & Energetics Panel der Advisory Group for Aerospace Research and Development", un settore della NATO.


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Migliorare la propria realtà

Ogni pensiero spirituale, come pure gli insegnamenti esoterici, sostengono che la realtà è il risultato della nostra maniera di essere, di sentire. Questa nostra intima essenza crea dei vortici energetici sottili che richiamano nella materia i risultati corrispondenti. È il potere delle cosiddette “forme pensiero”. Il continuo, costante, pensiero realizza come può nella materia l’oggetto dell’intima convinzione.
Tanto per fare un esempio concreto riporto l’esperienza di Alexandra David Neal, viaggiatrice francese appassionata del Tibet (vedi Mistici e Maghi del Tibet, Astrolabio 1949), che racconta come lei stessa ebbe modo di appurare la veridicità di tale concetto esoterico.

Secondo le regole apprese dai monaci tibetani pensò dunque di realizzare un Tulpa che le facesse da commensale e riempisse un po’ la solitudine del suo eremitaggio. È credenza in Tibet che la concentrazione fissa e costante su di un pensiero “coaguli” nella forma quelle immagini mentali fino a creare delle vere e proprie forme visibili ai più e con una personalità che, nel tempo, diventa una loro propria, data dall’idea iniziale e fissa che li ha concepiti. Queste creazioni sono conosciute col nome di Tulpa.

La Neal trovò nella figura di un gioviale monaco il modello ideale che poteva contenere le sue raffigurazioni mentali, poi continuò indefessamente a visualizzarlo, sempre più chiaro nei particolari e nell’immagine, finché, dopo alcuni mesi, il brav’uomo era bello che formato. A poco a poco il Tulpa si fissò sempre di più nella realtà e divenne una specie di compagnia costante che appariva anche senza essere visualizzato. I pastori che le andavano a portare il latte lo credevano un monaco vero in carne e ossa! Poiché la David Neal stava passando un periodo in cui soffriva particolarmente quella solitudine, la compagnia, anche se muta di quella presenza, sembrava rincuorarla. Tuttavia, col passare del tempo, la cosa cominciò a infastidirla - anche perché la presenza sembrava sempre più determinata a esistere, quasi fosse mossa da volontà propria. La David Neal si accorse dunque quanto fosse divenuto difficile far svanire quella presenza, ormai indesiderata, della sua proiezione mentale!

I pensieri, dunque, che noi così spesso abbiamo senza alcun controllo, sono di fondamentale importanza nella nostra vita. Essi rivelano le nostre convinzioni più profonde nei confronti della realtà. Tale intima convinzione si materializza nel tempo nella materia. Questi postulati non sono più solamente indicazioni che ci derivano dai pensieri mistico-spirituali, bensì vengono oggi supportati dalle scoperte della nuova fisica. Questa ha dimostrato che è ciò su cui si focalizza l’osservatore a determinare il “precipitare” nella materia di quanto si sta ricercando. Ovvero il desiderio, ma anche la semplice concentrazione su un determinato aspetto fa sì che questo si materializzi nella realtà studiata.
Che lo stato interiore abbia un suo potere lo ha pure rilevato lo studioso giapponese Masaru Emoto che ha fotografato i cristalli di acqua congelata, precedentemente sottoposti a l pensiero focalizzato di concetti come “amore”, “odio”, “bontà”, “fratellanza”, “morte”, “distruzione” ma anche pensieri che raffiguravano individui quali Hitler, Madre Teresa di Calcutta… Il risultato ha evidenziato come i pensieri positivi generassero cristalli armonici e piacevoli, mentre quelli negativi producevano cristallizzazioni disarmoniche.

Tuttavia è pure indispensabile aiutarsi a mantenere uno stato interiore ottimale imparando a scegliere i giusti pensieri.
"È il nostro cervello la fonte della nostra forza e del nostro futuro, a condizione di usarlo nel modo corretto. Dobbiamo discernere cosa generano i nostri stati mentali e usare la nostra intelligenza per scegliere con saggezza quelli da adottare. Per cambiare e imparare ad affrontare ogni sorta di emozioni è fondamentale analizzare quali pensieri sono utili, costruttivi e benefici – l’atteggiamento mentale è importante." (Dalai Lama)


Se un pensiero distruttivo ci attanaglia noi continuiamo a indirizzare energia a tale situazione negativa. Inoltre ci verrà spontaneo condividere la nostra apprensione con gli altri che a loro volta contribuiranno a partecipare energeticamente a tale pensiero.

Invece, se qualcosa di spiacevole accade e poi lo allontaniamo dalla nostra mente, questo non mette radici in noi diramandosi come un cancro! È successo, ma poi lo lasciamo andare occupandoci di guardare avanti e senza lasciarci intossicare dai suoi acidi. Importante è focalizzarsi su una nuova idea più propositiva, abbandonando la sensazione negativa alle spalle, rifiutandoci di darle spazio nei nostri pensieri.
In altre parole si deve fare attenzione a intervenire immediatamente sostituendo il negativo con un’immagine migliore, sempre però attinente alla realtà dei fatti (non ci si può discostare molto dal reale, altrimenti il nostro inconscio non lo reputa possibile e quindi non lo metabolizza!).
In questo modo, poco alla volta ci abitueremo a trasformare il circolo vizioso dei pensieri negativi in uno virtuoso!

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Oltre i confini della Terra

Giulia D'Ambrosio è davvero un personaggio interessante. Docente AMISI - Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica, è medico neuropsichiatra, psicoterapeuta, si occupa di adulti e bambini. In modo particolare Giulia D’Ambrosio si dedica a coloro che hanno subito una abduction. Ovvero che sono state vittime di rapimenti alieni (si veda il sito della dottoressa: Primo contatto e si leggano gli interessanti articoli).
È vero, oggi come oggi gli alieni sono un argomento controverso. La scienza non si espone e se lo fa è per lo più per negare. Pur tuttavia c’è qualcosa di inspiegabile che non può essere liquidato con la definizione di allucinazione. Per questo mi piace riportare un evento che non può non considerare. Si tratta di un fatto strabiliante, di cui furono testimoni in migliaia. È ricordato come l’avvistamento di Firenze, che avvenne nel lontano ottobre 1954. La testimonianza più famosa è quella del giornalista Batini autore di un esauriente articolo su La Nazione - la riporto nel primo boxettino a lato.

Questo episodio eclatante l’ho voluto ricordare per coloro che sostengono che certi fatti sono solo frutto della fantasia. Dobbiamo accettare il fatto che qualcosa di ancora insondabile esiste, anche se noi oggi ne sappiamo ancora poco. Di fatto, dalla notte dei tempi, ci sono documentazioni che riportano l’avvistamento di strani oggetti volanti e, addirittura, la presenza sulla Terra di esseri da altre dimensioni. Ultimamente si parla non solo di avvistamenti, ma anche di rapimenti: le abduction.

Chiediamo alla dottoressa:
Come vuoi spiegarci il fenomeno UFO e i rapimenti di cui si parla oggi?
“La maggior parte dei tecnici della neurologia e della psicoterapia non credono alla realtà oggettiva degli extraterrestri, e tanto meno al fenomeno degli Incontri Ravvicinati. Non sappiamo però se abbiano avuto contatto con qualche caso, e pensiamo di no.
Il tema degli Incontri Ravvicinati sta però diventando rilevante per un numero sempre maggiore di psicoterapeuti. E si desidera richiamare l'attenzione su un fenomeno che si sta diffondendo nel mondo e che viene indicato come ‘Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo’ (IR4), con particolare riguardo a quelli definiti come ‘abduction’.
Se desideriamo penetrare il mistero che avvolge le esperienze di IR4, dobbiamo però preparaci ad affrontare in modo organico le potenzialità della psiche umana, considerando che la razza umana è ben lungi dall'avere sperimentato tutta la sua forza e la sua significanza psichica. Ne è a malapena cosciente. E questo fa buon gioco ai nostri ‘visitatori’".

COMINCIAMO DAGLI ARCHETIPI
Vuoi provare ad approfondire la questione?
"Si sente spesso parlare di ‘archetipi’ quando capita di trattare l'argomento dei dischi volanti.Jung diceva che sul disco volante l'Umanità poteva proiettare l'esigenza di avere un punto di riferimento esterno che fosse foriero di salvazione ma che accontentasse anche l'abitudine a un progresso di ordine tecnologico ("Jung parla", a cura di W. McGuire e R.F.C. Hull, Edizioni Adelphi). Con ciò non voleva comunque affermare che i dischi volanti fossero un'allucinazione o una creazione psichica. Egli poteva trattare del loro significato simbolico nei sogni, ma si arrabbiava se qualcuno gli chiedeva conto dell'esistenza degli extraterrestri, perché riteneva di non avere nessun genere di prove al riguardo. Ciò nonostante li riteneva una realtà.

L'archetipo è una costituzione preformata della psiche, una sorta di 'modulo' che tutti noi ci portiamo e su cui innestiamo le esperienze della nostra vita ("L'uomo e i suoi simboli", a cura di C.G. Jung, Edizioni Cortina). Gli archetipi si esprimono tramite i simboli. Viviamo la nostra vita attivando di volta in volta l'archetipo dell'essere Padre o Madre o Fanciullo, o quello delle nostre parti Maschili o Femminili, e aggiungiamo le nostre 'note' peculiari a questa musica di fondo, gli archetipi, prodotti dalle migliaia e migliaia di esperienze umane che ci hanno preceduto.

Gli archetipi riguardano ogni aspetto della nostra condizione di esseri viventi: esistono quindi anche gli archetipi della Fine e dell'Inizio delle Ere Umane, sedimentati nel corso della Storia del nostro Pianeta. Ognuno di noi modella l'archetipo della Fine e quello dell'Inizio - la Nuova Era - a seconda degli avvenimenti di ordine affettivo che hanno caratterizzato la propria vita - e probabilmente a seconda di altri bagagli personali meno comunemente esplorabili."

Dunque potrebbe essere che le manifestazioni extraterrestri siano archetipi attivati?
"Gli archetipi che l'Umanità sta costellando, in questo particolare inizio di secolo, sono quelli dell'Inizio e della Fine, ed è con questi archetipi inconsciamente attivati che gli esseri umani guardano all'eventuale incontro con extraterrestri. Con la fine del millennio l'archetipo della Fine ci sta coinvolgendo tutti, perché un'Apocalisse è stata da lungo tempo annunciata e il collasso della nostra cultura sembra esserne il segno da almeno trent'anni.

Una parte delle persone vive questo passaggio con molta fede nella Nuove Era, preparandosi da un punto di vista psicologico con lavori di vario genere, più o meno approfonditi. Un'altra parte è pessimista e raggiunge punte massime di reattività allo scoppio di nuovi conflitti bellici o a ogni ondata di profughi provenienti dai Paesi più poveri.
All'interno di questo archetipo che stiamo collettivamente vivendo vanno ricollocate le esperienze di avvistamento di UFO e le testimonianze di IR4, la cui interpretazione ricalca lo schema di apparizione di un elemento di salvezza e di evoluzione, oppure nutre fantasie persecutorie.

Come si accennava sopra, l'uso del concetto di archetipo in ambito ufologico è stato abbondante, ma non ci risulta che nella letteratura scientifica esistano lavori che abbiano verificato l'esattezza della comparsa dei dischi volanti come rappresentazione di un archetipo.
La domanda piuttosto dovrebbe essere questa: ha un qualche collegamento il fatto che l'Umanità stia vivendo collettivamente un archetipo della Fine con l'aumento degli avvistamenti dei dischi volanti e, soprattutto, con l'incredibile aumento di testimoni di IR4? I dischi volanti sono un simbolo archetipico collegato alla 'fine del mondo'?"

IL METODO DELLA RICERCA
In che modo state cercando di verificare una possibile risposta?
"È stato formato un gruppo di persone disponibili a lavorare su una ‘fine del mondo’: i soggetti erano volontari interessati ad approfondire questa tematica. L'archetipo di una apocalisse è stato attivato con una consegna specifica alcuni giorni prima del lavoro di gruppo, facendo in modo che le persone avessero il tempo di porsi nello stato d'animo adatto a immaginare un momento estremo. I soggetti sono arrivati così al momento del lavoro con un piccolo bagaglio personale, in cui erano inclusi anche alcuni sogni.

Sono stati formati dei gruppetti di quattro persone al massimo, le quali dovevano creare e poi rappresentare una situazione relativa a un evento estremo e gli accadimenti successivi. È stato interessante vedere, a seconda dei gruppi formatisi, quale tipo di soluzioni e organizzazioni le nuove piccole società si davano per sopravvivere all'evento estremo, tenendo conto del fatto che ogni persona era stata costretta a lavorare con l'esatto contrario dei pregi e difetti che aveva scelto di portarsi. Una delle consegne, infatti, era quella di portare con sé due pregi e due difetti propri che, al momento del lavoro in piccoli gruppi, sono stati trasformati nel loro contrario. L'esperienza insegna, infatti, che in situazioni di emergenza grave (si vedano i colpi di stato, per esempio) vengono attivate le caratteristiche ‘Ombra’ delle persone."

A che risultati siete arrivati?
"Nei tre quarti dei casi all'archetipo della Fine è stato subito collegato un efficace archetipo di Inizio, aperto a soluzioni pratiche e alla speranza. In un quarto dei partecipanti si è posta come meta cosciente avere dei figli. Un altro quarto dei soggetti è andato invece incontro a una situazione di disgregazione, con furto delle risorse indispensabili alla sopravvivenza.
Questa prima parte del lavoro aveva lo scopo di incoraggiare le persone a utilizzare al massimo le risorse interiori, mettendosi in uno stato di ascolto anche creativo. A questo punto è stato loro chiesto di immaginare una risorsa esterna che venisse a fornire una spinta al processo vitale e di ricostruzione. Questa è la parte del lavoro che riguarda la ricerca psichica in ambito ufologico.

La maggior parte delle persone ha impostato l'aiuto su elementi naturali: vengono così rappresentati la pioggia - il potere vivificante - l'arcobaleno - collegato alla pioggia e simbolo dell'unione e della comunicazione tra cielo e terra - il Sole e la luce, il vento, l'acqua e il fuoco - quale fonte di calore e luce per funzioni pratiche, per difendersi, per attirare. E' comparso in misura significativa il simbolo dell'albero, che è tra i simboli della Rinascita indicati nella Bibbia: ‘a colui che vincerà, darò a mangiare dell'albero della vita’, è detto nell'Apocalisse. L'albero della ‘vita senza morte’ rappresenta l'immortalità o, meglio, la Realtà Assoluta che è eterna, il Primum Movens.
Soltanto due soggetti hanno rappresentato elementi esclusivamente simbolici. Il primo è una spirale, definita come ‘un senso di infinito, di qualcosa che non muore mai’ ; si tratta di una spirale destrogira, cioè che si svolge in senso orario, il cui significato è la ‘presa di coscienza’.

L'altro elemento è costituito da una sfera, certamente un simbolo inquietante e ‘pieno’ nello stesso tempo. La totalità e la perfezione sono rappresentate da questo solido geometrico, come pure l'omogeneità, l'unicità e l'infinito.
La sfera merita un approfondimento, perché è un simbolo che compare nelle rappresentazioni e nei sogni dei soggetti testimoni di avvistamenti UFO e di IR4. Come nel cerchio, il punto centrale della sfera è equidistante da ogni punto della superficie esterna. La superficie esterna rappresenta la realtà ordinaria, ma infinite sfere concentriche possono susseguirsi all'interno della sfera e questo rappresenta la possibilità di avvicinarsi sempre di più al Punto di Inizio, approfondendo gli stati non ordinari dell'essere. Non a caso, uno dei film di fantascienza più particolari degli ultimi tempi è stato ‘Sphere’, laddove una sfera proveniente da un altro spazio-tempo insegnava alle persone quanto il pensiero, il desiderio o la paura possano trasformare la materia. La persona che ha rappresentato questa sfera non ha saputo indicare il motivo per cui l'ha disegnata, e non aveva certamente in mente nessun nesso con UFO o extraterrestri. Nessuna delle persone presenti al lavoro ha immaginato, come aiuti esterni, esseri provenienti da altri mondi.

A nostro parere questo risultato è significativo: UFO ed extraterrestri non sembrano essere simboli archetipici. Le descrizioni di avvistamenti o di incontri rappresentano quindi - dal punto di vista della psicologia del profondo e alla luce di questo lavoro di ricerca - un accadimento vissuto su un qualche piano di realtà. Auspichiamo che questo metodo di indagine venga applicato su larga scala e che ci aiuti a trovare e approfondire le conferme teoriche che sono indispensabili al mondo accademico psichiatrico perché tutta la materia in questione venga considerata con serietà anche negli ambiti più ortodossi della psicoterapia.”

CONSIDERAZIONI
Come proseguirà la ricerca?
"- Se gli IR 4 sono un'invenzione o un'allucinazione, che senso potrebbero avere, e che cosa gli esseri umani stanno cercando di comunicare a se stessi mediante una fantasia di massa?
- Se gli IR 4 sono esperienze reali, qual è la nostra cognizione della 'realtà'? Cosa intendiamo per 'realtà', e chi la crea?
- Se gli IR 4 avvengono in dimensioni materiali, atomiche, strutturali diverse da quelle che consideriamo quotidiane, quali sono le risorse con cui il nostro cervello e la nostra mente possono accedervi? Il nostro cervello può essere stimolato - in quanto puro e semplice 'organo' - in modo diverso da quello che conosciamo? Ha quindi funzioni più vaste di quanto non sia appurato? Possiamo dirigere la nostra mente in direzioni diverse rispetto all'uso quotidiano che ne facciamo?

Gli esseri umani sono sempre stati affascinati dall'esistenza di altre dimensioni. Quello che noi banalmente chiamiamo 'il culto dei morti' è un tentativo di dare corpo a un'intuizione che l'essere umano ha da sempre, cioè che al di là della vita conosciuta ci sia un mondo i cui parametri di manifestazione sono differenti rispetto a questo. Facilmente si potrebbe ribattere che l'Uomo ha da sempre avuto paura della morte e che questo è un modo di esorcizzare la paura. Negli ultimi quarant'anni comunque abbiamo visto espandersi il desiderio delle persone di far rifiorire tutta la cultura dell'ultradimensionalità.

E' necessario accostarsi a questa cultura senza spavalderia, senza certezze cieche - perché la nostra lontananza di specie da questi fenomeni ci ha reso ingenui - ma con l'intento di osservare attentamente, di ascoltare, di leggere molto e di sentire dal profondo di noi stessi quali sentimenti si muovono e anche quali desideri. L'onestà di riconoscere i desideri che sorgono dentro di noi a contatto con questa cultura dell'ultradimensionale ci mette al riparo dal confondere i desideri con la realtà. Alla fine una briciola, un brandello di realtà rimane: e questo è il nostro genuino, minuscolo contatto con la verità dei fenomeni d'altra dimensione.

Dunque vuoi dire che si deve veramente fare attenzione a non prendere ogni fenomeno come paranormale?
" L'essere umano produce fenomeni strani e inquietanti di vario genere. In parte si tratta di processi fisiologici, come le paralisi muscolari prima del risveglio, durante le quali possiamo sperimentare allucinazioni di grande effetto, perché miste a elementi realmente esistenti nel luogo in cui stiamo dormendo. Queste paralisi con allucinazioni sono probabilmente delle Esperienze Fuori del Corpo (OBE) non riuscite. Le OBE stesse mettono, per chi riesce a sperimentarle con serenità, nella condizione di staccarsi dal corpo materiale e dallo spazio-tempo conosciuto e di provare la sensazione che davvero nulla di quello che rimane quaggiù sia così importante, tanta è la vastità della dimensione che si percepisce durante queste esperienze.

Da tempo, in psicologia, sono riconosciute la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione e la psicocinesi come percezioni extrasensoriali (ESP) facenti parte del bagaglio dell'essere umano e anche di altri esseri viventi. L'unica cautela che va usata nel trattare ciò è di doversi ricordare che questi fenomeni non sono così diffusi nelle loro espressioni eclatanti come spesso viene dichiarato; sono tuttavia diffusi in modo frustro, tanto che la gente di solito non dà loro veramente importanza.
C'è poi una porta verso i grandi spazi dell'universo che è accessibile a tutti, ed è quella che a mio parere dovrebbe essere aperta per prima: si tratta del sogno.

Le potenzialità del sogno si manifestano nel rivelarci il nostro substrato interiore, ma non sono solo, perché una volta raggiunta una certa consapevolezza della propria natura, possiamo cominciare a ricevere informazioni d'altro genere, di solito legate allo scopo che dovremmo attribuire alla nostra vita. E' intuibile che una persona che arrivi a questi livelli abbia lasciato dietro di sé la falsità, la corruzione e l'ingiustizia. Non che con ciò si diventi dei santi, ma diciamo che si lasciano alle spalle il bisogno di sfruttare gli altri esseri umani e il pianeta su cui viviamo.

Alcuni studiosi del campo neurologico (Bruno Severi - "La Sleep Paralysis e gli Alieni" - Quaderni di Parapsicologia ) hanno cercato di interpretare i fenomeni IR 4 come legati a diversi meccanismi di ordine fisiologico che occorrono piùo meno normalmente, come ad esempio l'evento che viene denominato 'paralisi nel sonno'. Durante questo stato, per la durata massima di un minuto, può succedere che il dormiente si svegli e che i suoi sensi siano del tutto funzionanti, ma che il corpo sia bloccato. A questa forma semplice di paralisi si affianca una variante con allucinazioni, dette 'ipnagogiche' che vengono descritte nei testi di neurologia come fenomeni di liberazione, verosimilmente legate al 'riposo' delle funzioni di coscienza del cervello.
Nelle forme allucinatorie con paralisi si possono avere visioni, sentire suoni o voci o addirittura si può avere l'impressione di toccare, di essere toccati, di muoversi, di avere un peso sul petto, di sentire odori. Si possono vedere luci o nebulosità luminose e i sintomi si possono accompagnare a OBE, sensazioni di uscire dal proprio corpo e di librarsi all'interno della stanza o all'aperto. La durata di simili fenomeni pare essere di una decina di minuti al massimo.

Allora come affrontare il fatto che comunque qualcosa di insolito accade?
Ci sono in giro molte teorie e nessuna esposizione di una metodologia di lavoro seriamente condotto. In questo senso l'approccio al fenomeno deve essere cauto, tenendo presente ogni genere di teoria. Ma ci deve essere il supporto di un grande rigore professionale: prima fra tutti, la regola di non parlare in senso definitivo di ciò che non si conosce direttamente.
Ognuno di noi ha un suo modo di vivere e di utilizzare le esperienze. Sono i nostri bisogni a dirigere l'atteggiamento che abbiamo verso l'esterno e l'interpretazione dei fatti. Chi è vissuto con un desiderio non colmato di affetto, e ha scelto una strategia di ritiro nei confronti dei propri sentimenti, vede negli extraterrestri il nemico. Ma anche chi li vede a priori come portatori di una luce nuova sta facendo i conti con qualcosa che ha a che fare con la ricerca d'amore. Odio e amore sono due facce della stessa realtà, e da sempre l'essere umano si aspetta che l'Amore arrivi dall'alto, dal cielo. Solo un sano rapporto con questo tipo di Forza - insieme a una conoscenza coltivata - consente l'esplorazione profonda e disincantata dei fenomeni dell'Universo.

NOTE AGGIUNTIVE

GLI UFO SU FIRENZE
Erano le 14,30 del 27 Ottobre 1954 alla redazione del giornale giunse la telefonata di uno studente di ingegneria, Alfredo Jacopozzi, che affermava di vedere, insieme ad altre persone, diversi dischi volanti nel cielo di Firenze. Oggetti visti anche dal giornalista che, nel frattempo, era salito sui tetti di via Ricasoli per osservare una "cosa" bianca, tonda, lucida, immobile. A un tratto tra l'oggetto e la cupola del duomo sfrecciò un altro "palloncino bianco", più veloce di un aereo; poi un altro "disco" e un altro ancora. Sei oggetti che lasciarono al loro passaggio degli strani "fiocchi". fili lanuginosi bianchi simile a bambagia.
I telefoni impazzirono. Avvistamenti ovunque. Una voce concitata annunciava che a Sesto un disco si era aperto e diviso in tre parti; queste si erano dirette in tre direzioni diverse mentre "delle ragnatele lucenti cadevano lentamente al suolo" posandosi sui tetti, alberi, auto; ovunque. Poi avvenne la cosa più clamorosa, il cui ricordo è ancora vivo nella mente dei numerosi testimoni che assisterono all'inconsueto fenomeno. Allo stadio Comunale si stava giocando la partita d'allenamento fra la Fiorentina e la Pistoiese. Gli spettatori erano alcune migliaia. Il secondo tempo era iniziato da poco, quando il pubblico cominciò a non dare più retta alla partita. L'attenzione degli spettatori era stata attratta da due oggetti biancastri che andavano avanti e indietro ad alta quota."Erano le 15.27, quando comparvero sulla torre di Maratona, uno dietro l'altro", riferisce Beppe Chiappella, giocatore della Fiorentina. "Procedevano con un'andatura costante. Poi uno si fermò ad altezza del centrocampo.

Ci fu tanto chiasso che l'arbitro che dirigeva l'incontro fu costretto a interrompere il gioco per alcuni minuti". Al momento in cui i dischi volanti lasciarono i cieli di Firenze, si videro cadere fiocchi e fili bianchi, lanuginosi, che ricoprirono tetti, prati e campi. La misteriosa sostanza si dissolveva al contatto con gli oggetti, e al contatto con le mani la disgregazione era ancora più rapida. Alcuni giornalisti riuscirono a prenderne dei campioni e, insieme a quella raccolta da altri, venne analizzata dal professor Canneri Giovanni, direttore dell'Istituto di Chimica Analitica dell'Università fiorentina, con l'aiuto del suo assistente professore Danilo Cozzi.
Dall'esame microscopico e da quello spettrografico risultò che si trattava di una "sostanza a struttura fibrosa, notevole resistenza meccanica alla trazione e alla torsione. Al riscaldamento imbruniva lasciando un residuo fusibile e trasparente.

Il residuo fusibile spettrograficamente mostrava contenere prevalentemente: Boro, Silicio, Calcio e Magnesio. Sostanza a struttura macromolecolare probabilmente filiforme. In linea puramente ipotetica, la sostanza esaminata nella scala microchimica poteva essere un vetro borosilicico". Secondo il professore poteva essere fabbricata insufflando aria ad altissima velocità su una massa di vetro fuso ad alta temperatura. Tanto più l'aria è veloce quanto più la temperatura di fusione è alta e tanto più la fibra è sottile. Dopo tale dichiarazione molti "esperti" si profusero in tentativi di spiegazioni plausibili del fenomeno.

Il fatto che le analisi abbiano stabilito la composizione del materiale non spiegava però la curiosa manifestazione, perché non era facile capire in che modo un reattore o un "disco", potesse rilasciare una scia di quel tipo.
Il 28 ottobre, in concomitanza del passaggio di strani oggetti in cielo, continuava la curiosa pioggia di filamenti vetrosi/lanuginosi a Prato, Firenze e Siena che imbiancò la sommità del passo della Consuma come una nevicata; i filamenti brillavano al sole somigliando proprio a neve. Il 29 Ottobre si ripeterono le segnalazioni di dischi volanti e di filamenti di bambagia su Firenze.

Il fenomeno si ripeté nei giorni successivi in diverse città, soprattutto dell'Italia centrale, da Roma a Perugia, da Civitavecchia a Lucca sempre accompagnato dalla discesa di filamenti vetrosi. Molta gente si riversò nelle strade per osservare i dischi che sfrecciavano a velocità fantastica e assistere alla caduta della bambagia filamentosa.
A Siena il fenomeno assunse le stesse caratteristiche di Firenze; dischi, sigari, sfere, che passarono a brevi intervalli e una pioggia di bambagia, simile a fili di neve, si dissolveva al calore della mano o a contatto del terreno. Cadde per oltre due ore, di continuo e lentamente. Complessivamente su Siena passarono undici oggetti, tre di loro viaggiavano in perfetta formazione. In totale da Modena a Roma pervennero moltissime segnalazioni di questi passaggi. Gli avvistamenti continuarono copiosi anche nel mese successivo in tutto il territorio nazionale. A volte in modo clamoroso. Per esempio, il 14 novembre, domenica, una ventina di sigari volanti furono avvistati nei cieli di Gela, in Sicilia, dove vennero anche raccolti e analizzati altri residui di fili di bambagia silicea.
L'ultima "nevicata" nazionale si verificò il 4 dicembre nell'Aretino.

USA E UFO
Perché gli Americani sono così sensibili agli invasori spaziali?
Ho riflettuto su questa notevole questione. Dopo lo svolgimento del lavoro sull'Apocalisse (i cui effetti sulle persone che hanno partecipato non sono qui riportati) ho collegato il fatto che scegliere di invocare elementi naturali per aiutare la Vita e un Inizio è un modo tipicamente celtico.
I Celti sono nati dalla fusione di due popoli. Il primo era una popolazione europea la cui vita era legata all'agricoltura; essi avevano massima cura della Terra e a quell'epoca Dio era donna.
Nel 2000 a. C. una popolazione audace, proveniente dal Mar Nero, portò in Europa una cultura molto più guerriera, e il loro dio era maschile. Fortunatamente queste due culture si fusero insieme e da questo incontro nacque la cultura celtica. I Celti hanno creato il modo di pensare indipendente dell'Europeo; erano una stirpe orgogliosa, aggressiva, fieramente indipendente e tribalmente fiera, che aveva imparato a onorare tutte le sfaccettature della Natura e unitamente gli déi tribali. Così sembrerebbe naturale che, in un momento di pericolo, l'inconscio di un soggetto europeo evochi il potere della Natura.
Il popolo americano, benché abbia radici europee nella maggior parte dei casi, sembra averle perdute. Nel suo miscuglio di razze, gli Americani, originariamente, non si sono fusi con la popolazione preesistente e questo archetipo di invasione sta ancora funzionando nel loro inconscio, portandoli a invadere altre nazioni quando lo ritengano necessario, a nutrire il timore che altri Paesi li spiino e ad aver paura dell'invasione da parte di alieni.
Non voglio diminuire l'importanza del fenomeno o della presa in carico di cui i soggetti IR4 sicuramente hanno bisogno. Desidero puntualizzare che è necessario guardare a questa materia in modo attento ed esperto, prendendo in considerazione quando la testimonianza è reale e quando funzioni psicologiche soggettive stanno invece agendo inconsciamente sulle persone. Sicuramente una revisione delle relazioni tra l'attuale popolazione americana e quella dei Nativi dovrebbe essere sentita come una necessità, allo scopo di evitare anche tutte le implicazioni sotterranee di una situazione non risolta.
Per quanto ci riguarda, ritengo che una maggiore consapevolezza del cambiamento che ci sta attraversando possa avere l'effetto di ricondurci al senso della Vita come a una scelta. Questo vuole essere un augurio, perché accadano in ognuno presa di responsabilità e coscienza di sé.

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Chi c'è nell'Aldilà?

Verso il 1800 scoppia il fenomeno dello spiritismo. Un ricercatore e studioso francese Allan Kardek riporta con fedeltà, in un libro intitolato Il Libro degli Spiriti (Mediterranee), i racconti fatti dai disincarnati attraverso le prestazioni di medium, di ciò che avviene nel momento della morte.
La descrizione del passaggio è praticamente la stessa per tutte le entità. Ci si sente risucchiare fuori dal corpo, si osserva poi il proprio corpo e la gente tutt’intorno, si viene dunque attratti in un tunnel buio dove, all’uscita, si incontrano i parenti e gli amici che ci accolgono con gioia e immenso amore. Infine avviene l’incontro con gli esseri di luce che propongono all’anima una riflessione sulla sua vita appena conclusa.


La documentazione riportata da Kardek non si riferisce soltanto ai casi in cui il decesso è avvenuto dopo una malattia - per cui il trapasso, superato lo sconvolgimento momentaneo, è comunque fonte di un infinito senso di benessere - ma anche a casi in cui l’anima perde il corpo improvvisamente - come durante una battaglia, o incidenti o altro. In quel caso si legge che l’individuo si sveglia in un ambiente protetto, come per esempio un ospedale, non sa della sua morte e pensa di essere stato ferito e trasportato in quell’infermeria. Viene “curato” e accudito. Gli si permette di riposare mentre, poco alla volta, viene accompagnato ad accettare l’altra dimensione in cui si trova. C’è poi la descrizione di altri casi dove l’anima, poiché troppo legata alla terra da sentimenti negativi, non riesce a superare la zona “astrale densa”, il tunnel, e vaga in questo limbo finché non accetta la luce nel suo cuore. Questo stato può durare alcuni secondi come centinaia di anni.

Un altro racconto medianico ci descrive la vita oltre la vita. È degno di nota perché, chi detta al medium, è un personaggio ben conosciuto al pubblico. Sir Arthur Conan Doyle, un anno dopo la sua dipartita, “detta” medianicamente nel 1931, a Grace Cooke la descrizione dell’Aldilà, (questo scritto verrà poi pubblicato ne Il Libro dell’Aldilà, Mediterranee), e così racconta la sua morte:

«Quando lasciai il mio corpo, per un lungo periodo non riuscii a liberarmi dagli intricati legami terreni e neanche sarei in grado di descrivere la precisa “geografia” della mia posizione. Mi sentivo stranamente collegato al luogo della mia nascita e della mia infanzia ma non riuscivo né a tornare indietro né ad avanzare... Ero come bloccato e tutte le mie speranze di comunicare con i miei amici erano frustrate... Non riuscivo a spiegarmene la causa. Mi resi conto che potevo proiettare dei pensieri e mi sembrava che frammenti imprecisi filtrassero attraverso la densità che mi circondava e raggiungessero la mia famiglia per rassicurarla ... A un tratto mi parve d’essere, per così dire, intercettato da un raggio di luce. Una forza sconosciuta venne in mio aiuto e mi consentì di comprendere il mio vero stato; in seguito venni a sapere che quel raggio di luce era una proiezione d’amore e di energia... Mi fu d’inestimabile aiuto... Ogni anima passa attraverso una certa sfera quando lascia la terra. Per alcune si tratta soltanto di ore e di giorni, per altre ci possono volere degli anni... Quindi quando l’anima passa attraverso le sfere grigio astrali e viene toccata dalla Luce dello spirito eterno di Dio, in un attimo viene trasformata: si spoglia del vecchio corpo terrestre e indossa il corpo celeste.»

ESPERIENZE DI CHI E' TORNATO
Nel 1975 il dottor Moody Raymond jr. scrive un libro che diventa un best seller in tutto il mondo: La Vita oltre la Vita. In questo testo venivano raccolte le testimonianze delle esperienze di post mortem vissute da individui, clinicamente deceduti, e che, inspiegabilmente per la scienza, erano tornati in vita. La dottoressa svizzera Elisabeth Kübler-Ross, che per prima in quegli anni ebbe il coraggio di parlare di tanatologia (dal greco thanatos morte, e logos discorso, studio - è lo studio della morte, delle sue cause e delle sue manifestazioni) al vasto pubblico, considerò con grande interesse le ricerche del dottor Moody, che sembravano, tra l’altro, confermare ciò che lei stessa aveva potuto constatare nelle esperienze di pre-morte dei malati terminali.
Il dottor Moody così riassume il processo:

“L’individuo sta morendo e nel momento che raggiunge l’acme della sofferenza, sente il medico dichiarare che è clinicamente morto. Avverte allora un rumore sgradevole, come un tintinnio o un ronzio e, contemporaneamente, sente di essere risucchiato lungo un tunnel buio. Alla fine di questo, si rende conto di essere uscito dal proprio corpo ma di trovarsi ancora nell’ambiente in cui era prima e di vedere in lontananza il suo stesso corpo, come se fosse uno spettatore. Vede i tentativi di rianimazione o la gente intorno a lui e prova un senso di sconvolgimento emotivo. Dopo breve tempo si riprende e si abitua alla sua strana condizione. Avverte di avere ancora un ‘corpo’ ma di una natura diversa e dotato di capacità ben diverse da quelle del corpo fisico appena lasciato. Intanto cominciano ad avvenire altre cose. Degli individui gli si fanno vicini per aiutarlo. Spesso sono parenti o amici precedentemente deceduti e appare pure uno spirito pieno d’amore indescrivibile che è un essere di luce. Questo gli rivolge senza parlare l’esortazione a valutare la propria vita e lo aiuta, mostrandogli come in un playback, gli avvenimenti della sua esistenza.

A un tratto si sente vicino ad una barriera, o a una specie di confine, che sembra rappresentare il vero punto di stacco tra la vita terrena e l’altra vita. Sente allora di dover tornare sulla terra, che quello non è ancora il suo momento, ma cerca di opporre resistenza perché è affascinato dall’altra vita e non se la sente di tornare in questa. È pieno di sentimenti di gioia, amore e pace, non se ne vorrebbe distaccare. Tuttavia poi accetta e si riunisce in qualche modo al suo corpo fisico e torna in vita. Più tardi tenta di riferire ad altri la sua esperienza, ma gli riesce difficile farlo. Non trova parole umani capaci di descrivere quegli episodi non terreni. Spesso gli altri non lo prendono sul serio e rinuncia a parlare. Tuttavia l’esperienza avuta segna la sua esistenza cambiando totalmente il suo rapporto con la vita.”

LE MEMORIE DI ALTRE VITE
Un altro esperimento interessante venne condotto da diversi medici e psicologi statunitensi. Furono ipnotizzate persone in analisi e vennero quindi condotte indietro negli anni fino a superare il momento della loro nascita e a tornare in quel “luogo” o in quello “spazio” dove si trovava l’essere prima di incarnarsi. Anche in questo caso veniamo a conoscenza dei diversi livelli in cui l’anima approda.
Questi luoghi sembrano divergere in base alla consapevolezza dell’anima del trapassato. Questa viene determinata non solo dall’evoluzione dell’individuo ma anche dalla tradizione religiosa di provenienza. In poche parole un cristiano, un induista, un musulmano, e via dicendo, ognuno di questi si troverà in una dimensione che corrisponde a ciò che in terra gli era stato insegnato. Nel libro Memorie dell’anima (Armenia), Michael Newton riporta una sintesi di ciò che i suoi pazienti gli raccontarono, dopo essere stati condotti, attraverso l’ipnosi, nei remoti e nascosti ricordi legati alle esperienze dell’aldilà. È un resoconto che riconferma ciò che gli altri, prima di lui, avevano riportato.

Comprendiamo così che l’anima è in viaggio e le incarnazioni sono tappe di un percorso evolutivo. Fra le varie tappe ci sono dei momenti, che possiamo definire di ripensamento, dove l’animo tira le somme dell’esperienza appena trascorsa e determina quindi, assieme alle sue amorevoli guide, il prossimo gradino da superare. Ma tutto senza imposizione. Ognuno fa le scelte che sente di voler fare. Nessuno è obbligato a evolvere, a crescere, a trasformarsi, ma ognuno segue le spinte che gli vengono dal profondo del cuore, così l’animo evolve, cresce e si trasforma nel modo a lui più consono e naturale.

I VIAGGI FUORI DAL CORPO
Le dimensioni ultraterrene, non sono solo visitate da coloro che hanno lasciato la loro vita attuale ma anche da alcuni tipi di sensitivi e da individui con particolari caratteristiche che permettono loro di uscire dal proprio corpo. Questo tipo di esperienza viene chiamato OOBE: out of body experiences, esperienze fuori dal corpo. Alcuni individui sono in grado di sperimentare questi viaggi in modo spontaneo, altri, invece, si possono esercitare e, nel tempo, riuscire a visitare queste dimensioni sconosciute.

L’americano Robert A.Monroe, autore e regista della radiotelevisione, verso gli anni 60 scrive un libro: I miei Viaggi Fuori dal Corpo, (Meb) in cui racconta le sue esperienze spontanee di viaggi fuori dal corpo. All’inizio questi fenomeni erano semplicemente delle strane sensazioni vibrazionali che lo prendevano quando stava per addormentarsi. Lui tentava di stare calmo ed analizzare la sensazione, poi una notte ebbe la prima uscita: "Era notte fonda, ero a letto e stavo per prendere sonno. Mia moglie si era addormentata accanto a me. Mi sembrò che ci fosse un flusso di corrente nella mia testa e, rapidamente, la sensazione si diffuse in tutto il corpo. Mentre giacevo, cercando di decidere in quale altro modo potessi analizzare la cosa, mi accadde di pensare come sarebbe stato bello prendere un aliante e andare a volare l’indomani (quello era il mio hobby del momento) Senza preoccuparmi delle conseguenze - perché ancora ignoravo che ce ne sarebbero state - indugiai sul pensiero piacevole del volo.

Dopo un istante mi accorsi di qualcosa che premeva contro la mia spalla. Con vaga curiosità portai la mano verso l’alto per sentire di cosa si trattasse. La mano trovò una parete liscia. Mossi la mano quanto me lo permetteva la lunghezza del braccio e la parete continuava, liscia, ininterrotta. Tutti i miei sensi erano vigili: cercai di vedere nella semioscurità. Era un muro e mi appoggiavo al muro con la spalla. Immediatamente dedussi che mi ero addormentato ed ero caduto dal letto. Non mi era mai accaduto prima, ma stavano accadendo tante cose strane, che cadere dal letto era perfettamente possibile. Guardai ancora. Qualcosa non andava. Questo muro non aveva finestre, non c’erano porte, non c’erano mobili appoggiati. Non era un muro della mia camera da letto. Eppure aveva qualcosa di familiare.

Di colpo lo identificai. Non era un muro, era il soffitto. Fluttuavo contro il soffitto, rimbalzando dolcemente ad ogni movimento. Spaventato mi girai nell’aria e guardai di sotto. Nella penombra sotto di me c’era il letto. Due persone erano nel letto. A destra mia moglie. Accanto a lei qualcun altro. Tutti e due apparentemente addormentati.
Che strano sogno pensai. Ero curioso, chi potevo sognare a letto con mia moglie? Guardai meglio, e lo shock fu tremendo. Il ‘qualcuno’ nel letto ero io! La mia reazione fu quasi immediata. Io ero qui e il mio corpo era lì. Stavo morendo, questa era la morte e io non ero ancora pronto per morire... Disperatamente, come un tuffatore, mi precipitai verso il mio corpo e mi ci immersi. Sentii il letto e la coperta, e quando aprii gli occhi mi trovai a guardare la stanza dalla normale prospettiva del letto."

Questo è l’inizio di una serie di esplorazioni delle dimensioni astrali di questa terra e di altri luoghi che Monroe non sa identificare e che descrive nel suo libro rendendoci partecipi della sua curiosità e, in alcuni casi, della sua paura. Anche la coppia francese Meurois-Givaudan parla di queste dimensioni astrali (libri editi da Amrita), che vengono portati a visitare dalle guide che li accolgono. I loro viaggi sono senz’altro più spirituali di quelli di Monroe, ci rivelano mondi di smeraldo e cristallini, dove maestri illuminati seguono con amore le sorti degli umani. In questi mondi disincarnati lo spirito va a scuola per comprendere l’arcano della creazione e avvicinarsi così sempre di più alla coscienza universale.

Vivere sulla terra è per imparare attraverso l’esperienza diretta, vivere nell’altra dimensione è per imparare la teoria che poi si potrà applicare nella materia del mondo che ci sceglieremo, la terra o forse anche un altro pianeta. Il cosmo è pieno di mondi a nostra disposizione per crescere ed evolverci!

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La realtà invisibile

Assistiamo a un vero e proprio carosello di sfoggio "paranormale": chi ti legge l’aura, le carte, fa il pendolino o ha delle percezioni perché sente le "voci" di esseri che vanno dall’extra terrestre a quelle di spiriti guida … E tutti a raccontarti della tua vita passata, presente e futura… mossi, a loro dire, dal pio desiderio del tuo "bene" e di quello dell’umanità!
Precisiamo subito che certi fenomeni esistono davvero, la nuova scienza oggi asserisce, sempre più convinta, che siamo intercomunicanti, di conseguenza chi, per sua natura, ha maggiormente sviluppato certe capacità percettive, avverte sicuramente il vissuto della persona che gli sta di fronte.

Ogni cosa lascia un’impronta e per questo è possibile leggere sia la storia di un individuo, sia i vari moti interiori che si muovono nel suo animo.
Tuttavia, non si può negare, che il filtro tra noi e la percezione degli altri è sempre e comunque lo stato della nostra interiorità! Non per nulla le antiche scuole esoteriche di un tempo non facevano che sottolineare l'importanza di conoscersi, e conoscersi davvero, così da distinguere ciò che nella nostra percezione è il frutto della nostra interiorità, da ciò che invece ci arriva dall'altro.

A riprova che veramente la realtà altrui si frammischia alla nostra e viceversa, mi piace riportare di alcuni esperimenti svolti da Alberto Tedeschi. All'inizio delle sue ricerche, quando, per intenderci, stava approfondendo la misurazione delle onde cerebrali, aveva notato che nelle interazioni fra più individui è sempre il cervello di chi si trova in posizione più autorevole, o è semplicemente più carico, a imporre le proprie vibrazioni al cervello dell'altro. Nello specifico, aveva misurato centinaia di interazioni fra medico/terapeuta e paziente, osservando come le frequenze dei due cervelli si sintonizzassero sempre su quelle del terapeuta o del medico, visto che il paziente in quella situazione si trovava in una posizione subordinata. In altre parole, durante l'interazione, il cervello del paziente assumeva le stesse frequenze del medico o del terapeuta. Infatti Alberto amava affermare che ognuno è il "re" del proprio territorio!

In situazioni di quel tipo diventava così difficile per il terapeuta percepire chiaramente lo stato del suo paziente a livello sottile, perché fra loro due si instaurava una sovrapposizione dello stato vibratorio del medico/terapeuta su quello del paziente! Ecco perché Alberto tendeva a non dare molta fiducia a coloro che operano usando il bio tensor senza considerare che prima devono essere davvero in grado di percepire se stessi in modo accurato, così da saper riconoscere l'interazione che avviene con l'altro! Chi non fa questo profondo lavoro su se stesso difficilmente riesce a essere accurato nella lettura.
Inoltre le percezioni sono spesso frammentarie. Come se di fronte a un film si captasse dei particolari qua e là, senza nemmeno l’esatta sequenzialità degli avvenimenti percepiti. A volte si riesce a comprendere il filo della storia, mentre altre si percepisce solo ciò che si è in grado di comprendere. Chi non ha vissuto particolari situazioni non arriva a identificarle! E' come se si tentasse di far capire il gusto di un frutto esotico di cui non si conosce l'esistenza. La percezione di quel qualcosa di insolito verrà classificata in base a ciò che di conosciuto c'è nel proprio bagaglio di conoscenze!.

Non va poi sottovalutato che, pur ammettendo la reale capacità della persona di percepire con buona purezza l'altro, ciò che però percepisce è, alla stessa maniera, fatti realmente accaduti assieme anche ai pensieri, paure, speranze, emozioni che si muovono nell’animo di quella persona. Infatti il cervello non fa alcuna differenza fra le emozioni e i pensieri evocati da fatti realmente accaduti, da quelli invece semplicemente evocati da idee e fantasie! Questi ultimi potranno certamente trasformarsi in realtà, ma dipenderà da quali pensieri l’individuo si troverà a seguire.

Nel nostro subconscio ci stanno le convinzioni intime, derivanti dall’inevitabile condizionamento subito attraverso l’educazione e l’ambiente che, a sua volta, condiziona l’esito delle nostre esperienze. Tutto questo crea una specie di codice interiore. Chi si mette in ascolto dell'altro a livello sottile rileva lo stato intimo del soggetto, dove, allo stesso modo, ci stanno situazioni reali vissute e situazioni invece solo pensate, desiderate, temute...
La preoccupazione per una malattia, nel corso di un responso, può venire percepita come la malattia stessa che si sta preparando a venire, mentre quella, al momento, rappresenta solo un pensiero, una preoccupazione appunto.

Ricapitolando possiamo dire che il primissimo livello percettivo è sempre quello del nostro stato. E' la nostra interiorità che colora la percezione.
Se abbiamo abbastanza lavorato su noi stessi per imparare a riconoscere il nostro possiamo a questo punto discernere quello che è nostro da quello che invece ci arriva dall'interazione con l'altro.
A questo livello dobbiamo imparare a riconoscere lo stato interiore dell'altro, con le sue situazioni realmente vissute e quelle che invece tende a riprodurre come stato d'animo e di pensiero.
Questo livello è quello più semplice da percepire e la maggior parte dei cosiddetti sensitivi si muove in questa dimensione.

Al di sopra di questo esistono però dei livelli superiori, dove si muovono le vere entità di luce. Pochissimi sono i sensitivi che, attraverso la loro purezza interiore, riescono a entrare in contatto con questa dimensione che, tuttavia, è costantemente accanto a noi, anche se noi, nella nostra densità terrena, non la percepiamo. Sono le grandi Guide che seguono il cammino dell’umanità. Il contatto interiore con queste guide ha reso possibile la stesura di libri illuminati, indicazioni e stimolo per la crescita evolutiva dell’anima; fra questi, forse i più famosi sono quelli del Maestro Tibetano, riportati dalla sensitiva inglese di inizio secolo Alice Bailey, editi in Italia da Nuova Era Edizioni di Roma, oppure il più recente e più semplice Rapporto dalla dimensione X, di Giorgio de Simone, edito dalle Mediterranee di Roma

Il vero ricercatore, colui o colei che cerca la via per crescere e non le illusoriche e gratificanti scorciatoie, potrà attraverso lo studio di questi testi cominciare un percorso evolutivo che li porterà ad affinare la propria sensibilità e capacità percettiva. È un percorso all’inizio molto solitario e duro, ci si discosta dalla "pazza folla", non si trovano più contatti appaganti con gli altri, si incomincia a vedere e a riconoscere quanto, in questo mondo, viene fatto e propagato per distrarre dall’essenziale, spesso addirittura da quegli stessi "maestri" che ora la new age, nel suo voler rendere manifesto ogni segreto da conquistare, ha letteralmente dissacrato in una pseudo-spiritualità di pronto utilizzo. Tuttavia, come dice Maestro Morya: La nebbia avvolge i fianchi del monte, ma la cima è sempre nella gloria del sole. A quei raggi la nebbia si sperde e vedi il mio Amore. La costanza nel perseverare sul cammino, premierà chi, nonostante la fatica e la solitudine, si avventurerà a scalare questa"‘montagna sacra"

NOTE AGGIUNTIVE

DISCERNERE LE PERCEZIONI
Diverso è invece il discorso se si parla di radiestesia. Chi ha seguito una scuola che prepara all’utilizzo ‘scientifico’ delle bacchette, del biotensor o del pendolo, impara a svolgere un grande lavoro su di sé per apprendere a decodificare le percezioni che riceve e, anche se ciò non implica una obiettiva certezza, è sicuramente più preparato di chi, invece, nei meandri delle immagini mentali confonde il semplice pensato con l’accaduto! Le scuole di radiestesia, attraverso gli innumerevoli esercizi – con debito controllo da parte dell’insegnante – insegnano a distinguere le percezioni che si ricevono, così da comprendere, effettivamente, se i segnali si riferiscono a un qualcosa già in atto, oppure a un qualcosa temuto o desiderato dal soggetto.

Non si faccia invece troppo affidamento ai libri che, con molta faciloneria, insegnano a utilizzare il pendolo. In quasi tutti non si trova il consiglio a sviluppare un indispensabile senso critico nel valutare le risposte. Tutti possono far muovere il pendolo, il problema sta nel saper giudicare le risposte. Quando si è troppo coinvolti nell’esito della risposta, perché riferita a un qualcosa che ci tocca personalmente, difficilmente questa sarà veritiera!

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L'energia che guarisce

È incontestabile che esiste un tipo di energia in grado di guarire e di rigenerare, oggi conosciamo diverse terapie che utilizzano la trasmissione di questo "fluido" attraverso la mani o, addirittura, il giusto pensiero.
Lo spazio, secondo le scoperte dei fisici, non sembrerebbe vuoto bensì immerso in un campo energetico dalla concentrazione estremamente elevata. Gerald Feinberg nel 1966, fisico dell’Università della Columbia (USA), lo ha descritto come composto da particelle che si muovono più velocemente della luce. Da questa caratteristica deriva il nome " ‘tachione", da lui scelto per definirlo. Infatti, il termine proviene dal greco "tachy" e significa "accelerazione" - "velocità" (vedi le nostre parole italiane ‘tachimetro’ o ‘tachicardia’ che hanno la stessa origine).

Queste particelle costituiscono una fonte di energia libera, che sta al di fuori del campo elettromagnetico, quindi al di sopra delle frequenze, e indipendente dalla luce e dal sole. Questa energia primaria più veloce della luce è fonte infinita di libera energia nello spazio e sembra essere quel certo quid che tiene l’intero universo in armoniosa e sinergica crescita, cioè in fase di entropia negativa (vedi a box a lato sull’entropia). Lo si potrebbe paragonare a una specie di ‘collante vitale cosmico’ che impregna l’intero creato, e ha in sé lo spettro di tutte le frequenze, necessarie alla crescita e benessere di tutto ciò che contiene.

L'ENERGIA INESAURIBILE
Benché l’energia tachionica sia stata definita ‘ufficialmente’ solo nel 1966, questa era stata già identificata da diversi studiosi e ricercatori molti secoli prima.

- Thephrastus Bombastus von Hohenheim, meglio conosciuto come Paracelso (1493-1541) sosteneva che l’organismo umano fosse influenzato, oltre che dalle stelle e da altri corpi celesti, da una specie di emanazione sottile, o fluido, che pervadeva tutto l’universo.
- L’austriaco Franz Anton Mesmer, nel 1778, affermava di guarire attraverso l’utilizzo illuminato di una energia universale, da lui definita fluidum. Sosteneva che questa fosse un fluido fisico, di consistenza sottile, che riempiva l’universo e che connetteva tutti gli esseri viventi, la terra e i corpi celesti.
- Nikola Tesla, fisico e ingegnere di origine croata (1856-1943), così si esprimeva a tal proposito: “Ho scoperto una fonte di energia sconosciuta e inesauribile che può essere utilizzata. Ovunque, nel cosmo, vi è energia.” A prova di questa sua scoperta Tesla mise a punto un esperimento con una pesante macchina di lusso che funzionava (raggiungeva una velocità di 130 km/h!) attingendo a questa misteriosa fonte energetica, da lui chiamata ‘energia del campo gravitazionale’. Oggi, questi esperimenti sono considerati un classico esempio di conversione dell’energia tachionica.
- Georges Lakhovsky, vissuto all’inizio del secolo, ha lasciato un’impronta fondamentale nella biologia, grazie alla sua preparazione in fisica. Afferma l’esistenza di ciò che lui definisce universione, termine composto da ‘universo’ e ‘ione’, ad indicare il “campo energetico che riempie tutto l’universo ed è allo stesso tempo presente negli spazi intermolecolari e intra-atomici dei componenti elementari della materia.” (Tratto da "Terapie vibrazionali" di Roberto Tresoldi, Tecniche Nuove)
- Henry Moray, il fisico americano che attorno al 1929 riuscì a convertire quella che lui definiva ‘energia radiante’ in utilizzo elettrico.
- Il medico austriaco Wilhelm Reich, fuggito con l’arrivo del nazismo prima in Norvegia poi negli Stati Uniti, n el 1938 descrive come la materia organica non viene necessariamente generata dalla materia organica, ma può anche essere prodotta dall’aggregazione di minuscole vescicole energetiche che lui chiama bioni. Nel corso degli esperimenti sui bioni Reich osserva la comparsa di una particolare luminescenza, che lui poi definirà energia orgonica (da organismo e orgastico), un’energia che carica e irradia da ogni sostanza vivente e non vivente. (Tratto da "Terapie vibrazionali" di Roberto Tresoldi, Tecniche Nuove)
- Il medico e scienziato tedesco Hans A. Nieper così si esprimeva, al simposio sull’energia tecnologica di Hannover nel 1980: “Ora è realtà provata che la terra è immersa in un campo energetico, chiamato campo tachionico, di alta intensità. L’utilizzo di questa energia tachionica introdurrà la terza rivoluzione energetica.”

LA FUNZIONE DELL'ENERGIA COSMICA
Questa specie di fluido energetico, di cui tutto il creato è permeato - quindi anche noi esseri umani -, è quell’energia che mette in grado i sistemi vitali di mantenere il proprio ordine rigenerandosi – grazie all’innata capacità di assimilare questa stessa energia vitale. Il nostro campo energetico, quindi il nostro intero organismo e la nostra realtà, hanno la naturale tendenza ad equilibrarsi, rinforzarsi e rigenerarsi - tendendo al loro meglio. Sono queste le qualità di autoguarigione insite in ogni organismo (una ferita si rimargina da sola e noi, questa capacità di autoguarirsi del nostro corpo, la troviamo semplicemente scontata!).
Quando il flusso di questa energia si restringe, o si blocca, gli organismi perdono la capacità di autorigenerarsi, si determinano sempre più disturbi e disfunzioni, finché il corpo non si deteriora in un vero e proprio processo entropico (di disordine e disgregazione).
Per avere un corpo in salute e perfettamente equilibrato nelle sue funzioni dovremmo riuscire a mantenerci aperti a questo flusso d’energia cosmica. Purtroppo, noi esseri umani, abbiamo la deleteria capacità di bloccare questo libero scorrere della forza vitale, causandoci, così, tutti quei disturbi psico-fisici che abbruttiscono la nostra vita. Il grosso lavoro di riconoscimento ed eliminazione delle cause, siano queste d’ordine fisico (come l’intossicazione costante a cui sottoponiamo il nostro organismo), che di ordine emotivo, spesso, è lungo e articolato, e sovente abbiamo bisogno di aiuto per riuscire a farlo.

PASSARE IL "FLUIDO"
Se ci facciamo male, istintivamente, ci mettiamo la mano sopra. Da sempre è conosciuta l’imposizione delle mani per stimolare la guarigione. Quanto più si è “carichi” di questa energia cosmica, tanto meglio riusciamo a trasmettere questa carica e nelle mani, le antiche dottrine spirituali (cristianesimo incluso), hanno sempre indicato esserci dei punti di trasmissione dell’energia.

“Le mani sono degli strumenti di trasmissione dell’energia magnetica assolutamente eccezionali, c’è una grande forza di emissione a livello del palmo, e c’è una forza variabile a seconda delle dita: il dito che emette maggiormente è il pollice e per questo lo si usa per fare le unzioni sacerdotali; anche il dito indice e il medio emettono abbastanza energia, mentre l’anulare e il mignolo ne emettono pochissima. I Faraoni egiziani e i sacerdoti della tradizione cristiana benedicono con anulare e mignolo chiusi sul palmo e le altre tre dita aperte (gesto conosciuto come ‘benedizione alla greca’, n.d.a), anulare e mignolo chiudono il centro di emissione del palmo, per evitare che l’energia si disperda, mentre le altre tre dita, che emettono maggiormente, canalizzano l’energia. In alcune scuole esoteriche, come l’ordine rosacruciano di Morcre, si usano molto le tre dita per fare delle imposizione a livello della colonna vertebrale e trasmettere l’energia in punti ben precisi che poi agiscono sul corpo. (…) Potete inoltre incrociare le punte delle dita le une con le altre affinché l’energia non si disperda. Anche quando si mettono le due punte delle dita a contatto (pollice con indice, per esempio) si crea un circuito chiuso: per questo il prete, nella chiesa cattolica, dopo aver consacrato l’Eucarestia, tiene il pollice contro l’indice; non è una posizione pratica, ma è efficace perché crea un circuito d’energia che concentra in lui la forza.” (Da "Guarigione spirituale" di Charles Rafael Payeur, Edizione L'età dell'acquario)

“Per canalizzare l’energia magnetica, la tecnica migliore è la respirazione” (ibidem), inspirando infatti allarghiamo i polmoni e immettiamo l’ossigeno a noi vitale. In latino e in greco si definiva l’aria "soffio" (spiritus, pneuma), in sanscrito si definisce "prana", indicando appunto il soffio vitale che ci permette di stare in vita. La respirazione ci distende internamente e permette così all’energia di fluire con maggiore facilità, depurandoci al contempo dalle tossine accumulate.

La nostra carica fisica ci permette di avere a disposizione abbastanza energia da poter comunicare agli altri. I pranoterapeuti, per una loro configurazione particolare, hanno una carica energetica molto superiore a quella dei “normali” esseri umani. Questo surplus energetico permette loro di passare tale carica attraverso l’imposizione delle mani (o del pensiero).

- Anche se tutti possiamo passare (o rubare) energia agli altri: siamo, infatti, delle specie di antenne rice-trasmittenti, è ovvio che se vogliamo contribuire al benessere altrui dobbiamo curare di essere noi, in primo luogo, abbastanza carichi per poterlo fare, altrimenti ci esauriamo.

Il ricercatore Diego Melandri, nel suo bel testo "Le energie cosmiche e i loro effetti sull’uomo", così mette in guardia:

“La persona con una carica energetica importante può conferire energia ad altre persone che ne siano carenti. Il principio di fisica che regge questo fenomeno è semplice: due corpi che vengono a contatto tendono a portare la loro reciproca energia al valore medio dato dalla loro somma diviso due. Che si tratti di scambio di calore o di scambio di energia vitale, o di magnetismo, o di elettricità, il principio è lo stesso.

Alla luce di questo principio di termodinamica dobbiamo valutare l’efficacia e la pericolosità in momenti differenti, degli scambi d’energia che avvengono fra pranoterapeuti e soggetti. Ora, pur rimanendo giusto il principio che il pranoterapeuta rilasci da sé la sua energia in eccesso per favorire persone sofferenti e quindi in carenza di energia, dobbiamo fare un rapido calcolo per valutare in successione cronologica l’efficacia e la pericolosità di queste operazioni ripetute in tempi ristretti.

Il pranoterapeuta, 'caricato' dal riposo notturno, si appresta a porre le mani sul soggetto n° 1. Mettiamo che il pranoterapeuta si trovi a una carica energetica di 60 Hz, e la persona sofferente a 30. Poste le mani, il valore medio si stabilisce per i due in 60+30 diviso 2, con risultato di 45 Hz. Questo porta alla persona n°1 una buona frustata d’energia, ma il pranoterapeuta a un valore ancora superiore, ma ridotto a 45 Hz. Il soggetto n° 1 va a casa contento e il pranoterapeuta si accinge a operare col soggetto n° 2. Poniamo che questo si trovi a 31 Hz, il contatto tra i due potenziali porterà l’energia di entrambi a 45+31 diviso 2, che dà un risultato di 38 Hz. Ciascuno. Adesso il pranoterapeuta si accingerà a operare sul soggetto n° 3. A qualunque valore energetico si trovi tale soggetto, porterà sicuramente l’energia dell’operatore pranoterapeuta al di sotto del limite di guardia a noi conosciuto, che è di 35 Hz, valore per una buona salute.

A questo punto il pranoterapeuta stesso è in pericolo, in quanto non avendo dei valori energetici in grado di contrastare in qualche modo le negatività di potenziale delle successive persone, assorbirà lui stesso le negatività di queste e le ‘scaricherà’, per lo meno come informazione energetica, in ogni operazione successiva. (…) Le conseguenze, al di là delle buone intenzioni di partenza, possono essere serie, se la successione degli interventi è troppo numerosa. (…)

La salvezza, sia dei pranoterapeuti che per i loro clienti, è rappresentata da una forma di energia che possa essere scambiata senza esaurirsi.”

Non sussiste questo pericolo utilizzando – con cognizione di causa – le frequenze necessarie al riequilibrio (vedi la radiestesia o le altre metodiche della medicina vibrazionale), oppure tecniche come il Reiki, o altre che utilizzano la “canalizzazione” consapevole dell’energia cosmica (si veda a questo proposito il bel libro di Diane Stein sul Reiki, riportato nella bibliografia consigliata.) Tuttavia, per quanto riguarda il Reiki, rimane molto difficile, per l'operatore stesso, diventare canalizzatore e non utilizzare, invece, la propria energia. Questione questa che, nonostante i richiami mentali che l'operatore del Reiki possa fare per attivare l'energia cosmica, rimane irrisolta. Spesso, infatti, non è l'energia universale a riversarsi sui pazienti, bensì l'energia dell'operatore. Specie se questo non ha una preparazione spirituale e mentale che renda le sue capacità di entrare in risonanza con l'energia cosmica davvero attive e potenti!

ILLUMINARE LA PROPRIA ENERGIA
James Redfield, il famoso autore della profezia di Celestino, ha la grande capacità di tradurre in romanzo, senz’altro più accessibile ai più, le informazioni reperite dagli antichi testi sacri delle tradizioni spirituali e dalle più moderne scoperte della nuova fisica. Nel suo ultimo lavoro "Il segreto di Shambhala", nuovamente, la metafora del viaggio avventura ci illustra come affrontare le prove quotidiane del nostro viaggio avventura che è, appunto, la vita di tutti i giorni. E così, in poche pagine, troviamo la spiegazione di come aumentare la nostra carica energetica, e perché è così importante farlo. La nostra energia, infatti, determina i risultati – positivi o negativi, a seconda dei nostri convincimenti, anche inconsci – che attiriamo nella nostra esistenza.

Se vogliamo avere una vita stimolante e positiva dobbiamo innanzitutto elevare la nostra carica energetica attraverso:

- una sana alimentazione, il giusto riposo dopo l’attività, il movimento e la respirazione, che contribuiscono a mantenere vigorosa la nostra batteria,

- il distacco interiore dai forti coinvolgimenti emotivi (siano essi positivi e negativi), e vivere saggiamente, in quanto le emozioni “bruciano” l’energia,

- per connettersi poi, consapevolmente, con l’energia divina “respirando” la bellezza che ci attornia e l’amore supremo, lasciandoli fluire dentro e fuori di noi, così che questa carica recuperata ci guidi, indicandoci la via e allarghi, rafforzando, il nostro campo energetico. Quanto è maggiore e positiva nei convincimenti la nostra carica energetica, tanto immediati e positivi saranno gli effetti equivalenti richiamati nella nostra vita.

Il punto messo in evidenza è la necessità di mantenere sano il nostro organismo, evitando ciò che lo intossica, e l’urgenza a elevarci al di sopra delle emozioni, soprattutto quelle negative come la paura e la rabbia, che possono solo richiamare degli effetti disastrosi, ed essere così in grado di divenire sempre più canali coscienti di questa energia cosmica divina, che sostiene e guida verso le realizzazioni migliori. Nel momento che consapevolmente canalizziamo questa carica energetica e spirituale saniamo il nostro organismo e la nostra vita, gli individui con cui entriamo in contatto e, di conseguenza, contribuiamo a sanare il pianeta.

NOTE AGGIUNTIVE

L'ENTROPIA
In fisica si definisce entropia quando la quantità di energia libera decresce, l’energia, cioè, in grado di poter essere trasformata in lavoro utile. Se si brucia un pezzo di legno questo si trasforma in energia calorica, si utilizza così l’energia libera determinata dallo stato di potenzialità. Una volta bruciato non è possibile ricreare il pezzo di legno mettendo insieme la cenere, il fumo e il calore, per cui si è aumentata l’entropia. Quando l’entropia è al minimo, l’ordine interno di un sistema è al massimo. Questa legge è applicabile a ogni sistema fisico chiuso, isolati dal loro ambiente, così che non vi sia alcuno scambio possibile di energia in entrata e in uscita. I sistemi viventi, invece, aperti e connessi armoniosamente con il tutto, rivelano possedere una grande tendenza all’ordine, quindi all’entropia negativa. L’entropia negativa rappresenta uno stato che tende naturalmente all’ordine biologico e alla vita.

BIBLIOGRAFIA
Realtà vibrazionale, Marina Alessandra Ricci, Xenia Edizioni, Milano
Terapie vibrazionali, Roberto Tresoldi, Tecnive Nuove, Milano
Guarigione spirituale, Charles Rafael Payeur, Edizioni l’Età dell’Acquario, Grignasco
Le energie cosmiche e i loro effetti sulla vita dell’uomo, Diego Melandri, (stampato in proprio, Moderna, Ravenna 1994)
Il risveglio della mente globale, Peter Russel, Urra Edizioni, Milano
Attivazione del corpo di luce, Saul Goodman, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena
Il libro del Reiki, Diane Stein, Armenia Editore, Milano
Il segreto di Shambhala, James Redfield, Corbaccio Editore, Milano

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L’impossibile possibile

Le vie d’esplorazione all’interno della nostra psiche sono vastissime, le ricerche sull’uso di droghe, tecniche di respirazione ed esercizi dalla discipline orientali ci permettono di comprendere che le nostre possibilità sono solo una questione di convinzione…

“Noi siamo finiti fuori e infiniti dentro”, così afferma Igor Sibaldi nel suo libro I Maestri invisibili. In questa immensità interiore si apre il mistero di mondi infiniti entro cui l’esplorazione avanza guardinga e, al contempo, affascinata. La ricerca per individuare le possibilità della coscienza sono ormai oggetto di studio da molti anni. Da dove viene la nostra percezione del reale, e il ‘reale’ è proprio oggettivamente reale o è una nostra invenzione - che poi diventa reale? Allora siamo proprio noi gli artefici della nostra realta? Gli esperimenti e gli studi condotti sono impressionanti, ma, ovviamente, sono da considerarsi ‘sicuri’ se eseguiti con cognizione di causa e sotto il controllo di persone competenti, altrimenti si corre il grosso rischio di distruggere l’integrità funzionale della persona!

LE SPERIMENTAZIONI DEL DOTTOR STANISLAV GROF
Diversi sono gli scienziati che si stanno approcciando a questa perlustrazione, uno di questi, Stanislav Grof, responsabile della ricerca psichiatrica al Maryland Research Center, ha approfondito gli studi da lui effettuati sugli effetti dell’allucinogeno LSD, quando ancora si trovava nella nativa Praga. “Quando Grof iniziò la sua ricerca, la maggior parte degli scienziati considerava l’esperienza dovuta all’LSD come poco più di una reazione da stress, come il modo del cervello di rispondere a una sostanza chimica nociva. Ma quando Grof studiò i resoconti delle esperienze dei suoi pazienti, non trovò prove del ripetersi di alcuna reazione da stress. Vi era invece una chiara continuità che scorreva attraverso ciascuna delle sedute con i suoi pazienti. “Piuttosto che essere causale e privo di relazione, il contenuto dell’esperienza sembrava rappresentare uno svelarsi consecutivo di livelli inconsci sempre più profondi”, dice Grof. Divenne rapidamente chiaro che la serie di sedute con l’LSD avevano la capacità di accelerare il processo psicoterapeutico e abbreviare il tempo necessario al trattamento di molti disturbi. Ricordi traumatici che avevano perseguitato individui per anni venivano dissotterrati e risolti, e a volte perfino condizioni gravi come la schizofrenia venivano guarite. Ma ciò che era ancor più sorprendente era che molti dei pazienti si muovevano rapidamente al di là dei problemi riguardanti le loro malattie e approdavano in aree inesplorate dalla psicologia occidentale. (...) Più sconcertanti di tutte furono le esperienze in cui la coscienza del paziente sembrava espandersi al di là dei consueti confini dell’ego immedesimandosi in altre forme viventi e perfino in oggetti.”

Nelle ricerche condotte da Grof si poté appurare la capacità del cervello, sollecitato dalla sostanza allucinogena, di varcare le soglie della nostra normale visione del mondo ed entrare in una realtà dell’infinito presente, dove molteplici realtà sembrano convivere contemporaneamente. Una comune esperienza dei soggetti testati era quella di rivivere la condizione intrauterina, questi erano in grado di descrivere con precisione stupefacente i processi fisiologici che avvenivano e davano informazioni così specifiche che difficilmente potevano appartenere al bagaglio comune! Questi soggetti erano inoltre in grado di descrivere i pensieri e i sentimenti importanti vissuti dalla madre, di cui, ovviamente, non erano a conoscenza. Grof, nel limite del possibile, verificò le informazioni personali date e dovette constatare la loro veridicità.

Ma più sconcertanti furono le esperienze vissute dai soggetti quando si immedesimavano in realtà estranee a quella umana. “Ad esempio Grof ebbe una paziente che divenne improvvisamente convinta di avere assunto l’identità di un rettile preistorico femminile. Non solo fornì una descrizione riccamente dettagliata di come ci si sente a essere incapsulati in una simile forma, ma osservò che la porzione anatomica del maschio della specie che trovava sessualmente più eccitante era una chiazza di scaglie colorate sul lato destro. Sebbene la donna non avesse alcuna precedente conoscenza di simili cose, una conversazione di Grof con uno zoologo confermò, successivamente, che in alcune specie di rettili le parti colorate sulla testa giocano effettivamente un ruolo importante nel provocare l’eccitamento sessuale.”

Sembrava non esserci alcun limite a ciò che i pazienti sottoposti ai test con l’LSD potessero sperimentare, questi potevano immedesimarsi in ogni situazione immaginabile e dare informazioni dettagliate a riguardo. “Era quasi come se l’LSD fornisse alla coscienza umana l’accesso a una sorta di infinito sistema di sottopassaggi - un labirinto di tunnel e vie traverse che esistono nelle profondità sotterranee dell’inconscio - e letteralmente ogni cosa nell’universo con ogni altra cosa.” Grof si chiese se si poteva accedere a tali mondi paralleli anche utilizzando altre tecniche che non includessero l’uso di droghe. Rifacendosi agli insegnamenti delle dottrine orientali, dove la respirazione viene allenata per entrare in stati ‘alterati’ di coscienza, Grof e la moglie Christina mettono a punto una respirazione, chiamata “olotropica” in grado di sbalzare l’individuo in quella rete globale di diverse realtà, dove è possibile sperimentare la totalità e, al tempo stesso, l’unicità che collega ogni esperienza.

Grof si convince che la realtà globale - e ogni singolo componente di questa realtà - sia in effetti un enorme ologramma in cui nella piccola parte si ritrovano presenti le informazioni e caratteristiche del tutto. Conia il termine “transpersonale” per descrivere quelle esperienze nelle quali la coscienza trascende i confini abituali del nostro ‘reale’. (In seguito, diversi professionisti, tra cui lo psicologo ed educatore Abram Maslow, fondano un nuovo ramo della psicologia, chiamato, appunto, “psicologia transpersonale”.)

LE PERSONALITA' MULTIPLE
Se si prendono in considerazione degli studi effettuati sulle cosiddette “personalità multiple sembrerebbe quasi che, considerando la realtà totale, tutto sia presente contemporaneamente e il tutto, cioè le singole parti che compongono questo tutto, contenga al proprio interno dei registri in cui sono presenti le informazioni inerenti la realtà totale. “È interessante notare che quando la psiche si frammenta, non diventa una raccolta di cocci rotti da bordi ruvidi, ma una raccolta di interi più piccoli, completi e autosufficienti. (...) Un’altra caratteristica insolita è che ciascuna delle personalità possiede un diverso schema di sequenza delle onde cerebrali. Questo è sorprendente poiché - come fa notare Frank Putnam, uno psichiatra presso il National Institutes of Health che ha studiato questo fenomento - normalmente le sequenze delle onde cerebrali di una persona non cambiano, perfino in stati di estrema emozione.” Le diverse personalità presentano caratteristiche, spesso, completamente diverse tra loro e, in teoria, impossibili a cambiare così velocemente all’interno di uno stesso corpo.

Un uomo affetto da personalità multipla fu punto da una vespa. Quando si presentò al suo appuntamento con la psichiatra l’occhio punto era in un tale stato di gonfiore che questa lo fece ricoverare d’urgenza. In ambulanza l’uomo cambiò personalità e passò a una ‘anestetica’ cioé incapace di provare del dolore. Il male e il gonfiore all’occhio scomparvero e quando arrivarono all’ospedale l’uomo non presentava alcun disturbo. Fu dunque mandato a casa. Tornato a casa la personalità anestetica lasciò l’uomo e quella precedente si impossessò di nuovo della sua consapevolezza: il gonfiore e il dolore tornarono immediatamente. “Cambiando personalità, se uno è ubriaco può diventare immediatamente sobrio. (...) È anche difficile anestetizzare alcuni di coloro che sono affetti dal disturbo della personalità multipla: vi sono resoconti di persone di questo tipo che si sono svegliati sul tavolo operatorio, dopo che una delle loro personalità insensibili agli anestetici aveva preso il sopravvento. Altre condizioni che possono variare da personalità a personalità includono cicatrici, segni di bruciature, cisti, l’essere mancini o destrimani. L’acutezza visiva può differire e alcuni di questi soggetti devono portare con sé due o tre paia di occhiali da vista per adattarsi alle diverse personalità che si alternano.”

Questi cambiamenti fisiologici sono tutti quanti considerati ‘impossibili’, tuttavia avvengono. Ci si chiede allora che cosa permette loro di sospendere gli effetti dell’alcool e di altre droghe nel sangue, o attivare e disattivare il diabete? Tra l’altro, se l’individuo affetto dal disturbo delle personalità multiple riesce a guarire e, in un qualche modo, a diventare un intero, riesce ancora a effettuare questi cambiamenti a volontà! “Questo suggerisce che, da qualche parte nella nostra psiche, tutti abbiamo la capacità di controllare queste cose perché “la coscienza contiene l’intera realtà oggettiva.”

LA MENTE E' TUTTO
Nel 1966 uno psicologo di Harward, Richard Alpert, cercò di approfondire gli studi sull’LSD e si recò in India. L’esperienza che più lo colpì gli provenne da un piccolo sant’uomo tutto avvizzito che incontrò sulle colline ai piedi dell’Himalaia. Quando volle fargli provare l’LSD, visto che aveva superato i sessant’anni, Alpert cercò di somministrargli una dose leggera fra i 50 e 75 microgrammi. “Ma l’uomo era molto più interessato a una delle pillole da 305 mcg. - dose relativamente considerevole. Con riluttanza Alpert gli diede una delle pillole, ma l’uomo non era ancora soddisfatto. Con un guizzo negli occhi ne richiese un’altra e un’altra ancora - si mise tutti i 915 mcg. di LSD sulla lingua, una dose massiccia secondo ogni standard, e le inghiottì (per fare un paragone, la dose media usata da Grof era di ca. 200 mcg!). Scioccato, Alpert osservò attentamente, aspettandosi che l’uomo iniziasse a fare ondeggiare le braccia e a ululare, invece si comportò come se niente fosse accaduto. Rimase in quel modo per il resto della giornata, il suo contegno sereno e imperturbato come sempre, eccetto per il guizzo nelle occhiate che lanciava ad Alpert.”

A causa delle convinzioni ricevute, noi pensiamo impossibili tali padronanze, eppure sempre più ci arrivano dal mondo della scienza le constatazioni del potere illimitato della mente. Le nostre immagini interiori, cioè i nostri convincimenti, determinano la realtà oggettiva che vivremo. Il corpo non sa distinguere tra un’immagine che è solo immaginata e una che, invece, riproduce, una situazione esterna. “L’immaginazione e la realtà sono fondamentalmente inscindibili.” dice Michael Talbot in Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica. Per il nostro corpo qualsiasi immagine è reale, anche se, in effetti, questa è solo immaginaria. Lo dimostrano i successi ottenuti con i placebo, dei finti medicinali dati ai pazienti, a loro insaputa, che, sorprendentemente curano come se fossero dei reali preparati terapeutici.

UN CASO INTERESSANTE
La storia tragica, ma significativa di un uomo chiamato Wright, che soffriva di un cancro progredito alle ghiandole linfatiche, ci indica chiaramente a cosa possa arrivare il potere del convincimento. Wright era in cura dallo psicologo Bruno Klopfer, che in seguito riportò la sua storia. Il paziente era arrivato a uno stadio molto progredito di tumore e il tempo che gli rimaneva da vivere era ormai segnato. Tuttavia Wright venne a conoscenza di un nuovo farmaco, che a quanto pareva sembrava avere dei decisi effetti rigeneranti. Wright supplicò i medici di farglielo provare, nonostante il fatto che ormai avesse superato quella soglia da dove non avrebbe più potuto tornare indietro. Era così deciso nelle sue suppliche che, infine, i medici gli diedero il farmaco. Era venerdì e non ci si aspettava che Wright superasse il fine settimana. Ma lunedì, con la sorpresa di tutti, Wright gironzolava per le corsie dell’ospedale. I suoi tumori ai linfonodi si erano “sciolti come palle di neve su di un fornello a gas”, affermava Wright tutto soddisfatto. Dieci giorni dopo lasciava l’ospedale e, a detta dei medici ancora increduli, Wright era completamente guarito! Stette bene per diversi mesi, poi iniziarono ad apparire articoli in cui si scriveva che il farmaco da lui assunto non aveva quegli effetti strabilianti che all’inizio tutti pensavano avesse. Wright, una persona molto logica e razionale, incominciò a deprimersi, i suoi tumori ricomparvero e fu nuovamente ricoverato in ospedale. Il medico decise allora di fare un esperimento. Gli disse che in effetti quel primo tipo di farmaco non aveva avuto risultati molto particolari, ma ora avevano migliorato la formula e avrebbe potuto curarlo con questa. Il medico non aveva nessun medicinale nuovo ed era intenzionato a somministrargli solo acqua, tuttavia inscenò una procedura molto complicata prima di iniettargli il placebo. Anche questa volta i risultati furono sorprendenti, rimase privo di sintomi per altri due mesi, fino a quando lesse sull’American Medical Association che quel farmaco era stato definitivamente considerato inutile per il cancro. La sua fiducia ormai era stato troppo scossa, il suo tumore si ripresentò e morì due giorni dopo.

IL POTERE DELLA MENTE
La mente sembrerebbe un potente alleato a nostra disposizione. Il Dalai Lama così si esprime in proposito: “Ognuno di noi ha diritto a essere felice - è il nostro cervello la fonte della nostra forza e del nostro futuro, a condizione di usarlo in modo corretto. Dobbiamo discernere cosa generano i nostri stati mentali e usare la nostra intelligenza per scegliere con saggezza quelli da adottare. Per cambiare e imparare ad affrontare ogni sorta di emozioni è fondamentale analizzare quali pensieri sono utili, costruttivi e benefici - L’atteggiamento mentale è importante.”

Esercitare la mente a scegliere i pensieri che producono effetti benefici è senz’altro auspicabile. È un modo di approcciarsi alla vita che può solo far bene, se poi, con l’esercizio, si riuscisse a sollevare il velo dell’illusione e illuminare, poco alla volta, la nostra limitata consapevolezza - anche questo può solo essere un effetto desiderabile. Ma come sempre è l’esercizio che fa il maestro! La scappatoia della droga conduce a degli effetti eclatanti ma devastanti, per chi la utilizza al di fuori dei percorsi iniziatici o scientifici, le cui conseguenze sono spesso rovinose. Chi vuole cambiare la sua vita al meglio non può cercare effimere scappatoie. L’esistenza si migliora solo se innanzitutto miglioriamo noi stessi!


BIBLIOGRAFIA
Le citazioni sono tratte da Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica, di Michael Talbot, Urra Editrice Milano.
Le parole del Dalai Lama da I valori della vita, edizioni Armenia.

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Le connessioni sottili

Sempre più popolari sono divenute quelle tecniche di comunicazione con entità disincarnate, maestri spirituali, o con il cosiddetto “spirito guida”. E' facile oggi trovare persone che offrono il loro tempo e le loro capacità di contatto con ciò che definiscono "entità" da altre dimensioni. Per non parlare del fatto che la massiccia essoterizzazione di insegnamenti una volta da conquistare con il proprio impegno e disciplina ha portato alla conoscenza dei più quelle tecniche esoteriche che permettono di entrare in comunicazione profonda con dei livelli di realtà sottili. Il che ha permesso a molti di entrare loro stessi in connessioni con quelle voci che dalla nostra interiorità salgono per essere ascoltate.

E’ stato proprio grazie all’elevatura interiore di ricercatori spirituali del secolo scorso che abbiamo potuto rinnovare il nostro senso religioso attraverso degli insegnamenti di saggezza universale che hanno aperto le nostre menti e il nostro cuore. Mi riferisco ai grandi della Società Teosofica o della Scuola Arcana, o all’Antroposofia di Steiner, e via dicendo.
In Italia, nei circoli spiritualisti, possiamo ricordare le opere de il Cerchio di Firenze 77 che attraverso un medium straordinario ha raccolto in circa trent’anni di esperienze delle comunicazioni con in Maestri dell’Aldilà in opere di estrema saggezza. Oppure Giorgio di Simone che nel suo Centro Italiano di Parapsicologia ha raccolto, da diverse sedute medianiche, gli insegnamenti di un’Entità spirituale definita molto semplicemente “A” nel suo Rapporto dalla dimensione X. (Ambedue gli autori sono editi dalle Mediterranee).

A questi personaggi illustri hanno fatto seguito nuove guide per l’innovamento spirituale, che però comunicavano con il “ricevente” non più attraverso l’incorporazione - come succede appunto nelle classiche sedute medianiche - ma attraverso via “telepatica”. Ovvero, attraverso la sollecitazione della percezione interiore e cosciente di un’intuizione sottile, che si può raggiungere attraverso la pratica del raccoglimento o della meditazione. Ricordiamo i tre fondatori di Findhorn Eileen e Peter Caddy assieme a Dorothy MacLean. Le loro “comunicazioni” con realtà più sottili hanno fatto scuola a molti.

Ma anche Mère di Auroville ci ha lasciato una inconfutabile eredità di saggezza e intuizioni spirituali. Questa pratica, così salutare per l’anima, si è tuttavia così popolarizzata da divenire spesso, troppo spesso, falsata, oltre che essere più che altro una emanazione della emozionalità individuale . L’opera di pulizia che per forza bisogna attuare per purificarsi dai propri egocentrismi, dalle proprie proiezioni psicologiche, desideri emotivi, reazioni inconsce a sollecitazioni esterne... si è minimalizzata, se non addirittura annullata. Molti sono quelli che hanno scoperto di percepire dei “messaggi” interiori o telepatici, scambiandoli immediatamente per messaggi di entità.

I RISULTATI PIU' COMUNI
Una percentuale molto elevata di individui (in maggioranza donne) si è letteralmente lasciata traviare dai messaggi che hanno ricevuto via channeling, o scrittura automatica. Per esempio, molte di queste persone utilizzano questa tecnica per ogni situazione della loro vita e non prendono più alcuna decisione importante senza aver prima ascoltato cosa afferma l'entità. Come conseguenza abbiamo una serie sorprendente di azioni che, definirle irresponsabili è un puro e semplice eufemismo! Relazioni andate in fumo per suggerimento di questa Voce Guida, contratti assurdi firmati o acquisti di notevole peso economico intrapresi previo suggerimento della Voce Interiore. Relazioni impossibili intrecciate con personaggi equivoci solo perché il Maestro Interiore asseriva che era un’esperienza benefica... e via dicendo, la fantasia umana non ha limiti nell’escogitare assurdità da imporsi. In genere questo tipo di comunicazioni si divide in due tipi: uno, probabilmente quello più comune, è a tendenza pia e devota, l'altro, che si riscontra meno facilmente, è a tendenza filosofica e scientifica..

Il primo tipo di comunicazioni, che è quello che quasi tutti sono in grado di sviluppare, porta le persone che ricevono i messaggi a dedicarsi all’aiuto del prossimo (o per lo meno a credere di farlo!). Questi offrono infatti i propri “servizi” a chi, bisognoso e in cerca di direttive, si rivolge loro per trovare indicazioni. I messaggi ottenuti sono, in genere, di una banalità impressionante. Affermano verità già note, che tutte le religioni hanno da sempre predicato. Il linguaggio è pio e melenso, i suggerimenti di amore fraterno non presentano alcun spessore interiore, invitano a volersi bene, a perdonare e a essere buoni gli uni con gli altri (niente di nuovo dopo tutto!).

Il secondo tipo di comunicazioni, invece, sono di tutt'altra natura, derivano da "entità" potenti, che si definiscono maestri, alcuni non lesinano poi a presentarsi come un qualche Santo cattolico, o altri personaggi illustri del nostro esoterismo, se non, addirittura, quando si dichiarano il Cristo o, più genericamente, Dio! Gli insegnamenti sono complessi, vogliono sollecitare la crescita interiore attraverso delle spiegazioni di ordine filosofico-morale, a cui abbinano pure spiegazioni scientifiche. In genere queste comunicazioni avvengono, utilizzando dei personaggi che non hanno alcuna preparazione filosofica o scientifica, così che, di fronte alle spiegazioni ricevute (che in genere non sono d'ordine comune!), queste persone non avendole mai sentite prima, pensano, in buona fede, di essere in contatto con reali entità illuminate.
Facciamo una piccola riflessione: per quanto riguarda il primo tipo di comunicazioni: visto che non danno alcuna indicazioni nuova, si potrebbe benissimo leggere i libri sacri delle diverse religioni per ottenere gli stessi suggerimenti, si avrebbe una proprietà di linguaggio migliore e senz'altro maggiore poeticità.
Per quanto riguarda il secondo tipo di comunicazione: basta far leggere quelle spiegazioni a un qualsiasi studioso e ricercatore nell'ambito filosofico o scientifico, perché questi ritrovi immediatamente informazioni che non hanno nulla di nuovo, per chi è dentro la materia ovviamente! Quindi non sono indicazioni nuove in assoluto, lo sono però per l'anima semplice che riceve quei messaggi!

Al di là di questi due tipo di comunicazioni, ci sono, però, anche dei ricercatori spirituali seri che accettano di utilizzare queste tecniche come specchio della propria realtà interiore, così da divenire più coscienti di cosa si muove nel loro intimo. Allora il channeling, la scrittura automatica, i Tarocchi e simili, sono mezzi di grande aiuto, sono infatti una consapevolezza in più, che permette un lavoro più profondo su se stessi.
Per il momento non affrontiamo il tema delle comunicazioni elevate, che derivano solo da animi puliti da ogni tipo di emozioni e memorie di vissuti non elaborate.

IL CHANNELING - I CONTATTISTI
L’esoterista Alice Bailey così scrive nel suo libro Dall'intelletto all'intuizione: “Esaminiamo in breve alcuni fenomeni della mente inferiore, che gli studenti così spesso interpretano erroneamente. Essi registrano, per esempio, l’estasi di un incontro col Cristo o con una Grande Anima, apparsa durante la meditazione. Ne sono eccitati e annotano l'avvenimento nel loro diario. Ciò è realmente accaduto? Lo studente ha proprio veduto il Cristo?
Dobbiamo qui ricordare l'assioma che ‘i pensieri sono cose’ e che ogni pensiero prende forma. Due circostanze hanno concorso a produrre il fenomeno, se questo è proprio avvenuto e non è frutto di una fantasia vivida e sovreccitata. Il potere dell'immaginazione creativa è appena ai suoi inizia ed è del tutto possibile vedere proprio ciò che si desidera vedere, anche se non esiste affatto. Il desiderio di progredire e lo sforzo costante hanno risvegliato, o reso cosciente, l’aspirante sul piano psichico, il piano della vana immaginazione, del desiderio e delle sue illusorie realizzazioni. In questo regno egli ha percepito una forma-pensiero del Cristo o di qualche grande e venerato Maestro. Il mondo dell’illusione pullula di queste forme-pensiero costruite attraverso i tempi, e l’uomo, tramite la sua natura psichica (che per la maggioranza è la linea di minor resistenza), giunge in rapporto con una di esse, la crede reale ed immagina che gli dica tutto ciò che vorrebbe udire. Desidera essere incoraggiato; è alla ricerca, come tanti, di fenomeni che giustificano il suo sforzo; acquieta il cervello e scivola dolcemente in uno stato psichico negativo. In tale condizione la fantasia agisce e gli fa vedere ciò che desidera vedere, e udire le magnifiche parole di riconoscimento a cui aspira.
Non gli viene in mente che le Guide dell’umanità sono troppo immerse nelle attività di gruppo e nella preparazione dei pensatori e dei servitori dell'umanità, per il cui tramite possono operare, per ‘perdere’ tempo con chi è ancora solo un bambino. Questi ultimi possono essere tranquillamente affidati alle cure di esseri in evoluzione meno eccelsa. Ma se anche si trattasse di persone così progredite e di così alto sviluppo da essersi guadagnate il privilegio di un simile contatto, il Maestro non sprecherebbe il Suo ed il loro tempo per incoraggiarle e pronunciare parole altisonante e vane. Utilizzerebbe invece quei brevi istanti per indicare qualche debolezza da eliminare o qualche azione costruttiva da intraprendere.

Oppure avviene che, mentre lo studente medita, qualche ‘forma’ o qualche entità viene a suggerirgli un’importante attività che è stato scelto a compiere; un messaggio da diffondere a tutto il mondo in ascolto, una grande invenzione da presentare, un giorno o l'altro, all’umanità in attesa, se continuerà a fare il bravo. Egli è allora ben lieto di indossare il manto del profeta e, con fede incrollabile nel proprio valore e nella propria abilità di influenzare le folle - anche se per il momento è relativamente incapace di influenzare chi gli sta accanto - si prepara a svolgere la sua missione divina. Tutti noi corriamo il rischio di illuderci proprio nello stesso modo, quando cominciamo a meditare, se la mente che discrimina non sta in guardia, o se nutriamo aspirazioni segrete ad eccellere in senso spirituale, o soffriamo di un complesso di inferiorità che va equilibrato”.

A PROPOSITO DI SCRITTURA AUTOMATICA
La Bailey, nel già citato libro, così continua: “Un altro effetto della ricerca interiore, frequente ai nostri tempi, è l’abbondare di scritti cosiddetti ispirati, che appaiono ovunque con grande scalpore. Uomini e donne si affannano a scrivere in modo automatico, ispirato o profetico, per dare al pubblico il risultato delle loro fatiche. Sono scritti che si riconoscono per certe caratteristiche comuni, e possono essere spiegati in vari modi. Emanano da fonti interiori diverse. Sono stranamente simili, mostrano uno spirito amabile e devoto; non dicono nulla di nuovo, e si limitano a ripetere ciò che già molte altre volte è stato detto; sono pieni di affermazioni e di frasi che li ricollegano agli scritti dei mistici o all'insegnamento cristiano; contengono a volte profezie di avvenimenti futuri (si tratta di solito di predizioni terrificanti, ben raramente di carattere lieto); molto confortano l'autore perché gli danno la sensazione di essere un'anima grande e meravigliosa; e per fortuna in genere sono innocui. Il loro nome è ‘legione’, e vengono a noia dopo che a fatica se ne sia letto qualcuno.

Alcuni poi sono decisamente distruttivi. Predicano cataclismi immani, e alimentano la paura nel mondo. Anche supponendo trattarsi di predizioni vere, c’è da domandarsi se valga la pena atterrire il pubblico, e se non fosse più edificante aiutarlo a realizzare il suo destino immortale, invece di profetizzargli che un'onda immane sta per sommergerlo, o che una catastrofe eliminerà fra breve alla faccia della terra la città in cui vive. Come giudicare tali scritti: buoni o innocui, o nocivi, o distruttivi e sovvertitori dell’ordine pubblico? Grosso modo si possono raggruppare in due categorie. Appartengono alla prima gli scritti di quelle anime sensitive che, sempre su livelli psichici, si sintonizzano con l'insieme delle aspirazioni, dei desideri e dei concetti mistici di ogni tempo, oppure con le ansie di tutte le epoche, con le paure razziali ed ereditarie, o il terrore generato dalle condizioni mondiali che attualmente prevalgono. Esse lo annotano e lo scrivono e lo danno da leggere agli amici (...) Che le cose trattate siano buone o cattive, liete - il che accade raramente - o tristi, che vibrino di paura o di presagio, si tratta soltanto di psichismo, e non ne emergono in alcun modo le qualità rivelatrici dell'anima . Sono della seconda categoria gli scritti che rivelano un processo di auto-educazione, un metodo per il quale il mistico introverso si estroverte. L’autore attinge forse ai tesori di conoscenza del suo subconscio, accumulati con la lettura, il pensiero e le relazioni. La sua mente ha registrato molte cose di cui egli rimane all'oscuro. Poi prende a meditare e d'un tratto capta le profondità della sua natura e raggiunge le risorse del subcosciente e le nozioni scese sotto la soglia della coscienza ordinaria. Si mette a scrivere assiduamente. Perché egli debba considerare quei pensieri come emanati dal Cristo o da qualche grande Maestro, è un mistero. Probabilmente, il sentirsi un canale attraverso cui il Cristo può comunicare, ne accarezza l’orgoglio - sempre inconsciamente. Non mi riferisco a tutti quegli scritti detti automatici, così popolari oggi. Voglio sperare che lo studente di meditazione si rifiuti di avere a che fare con le cose pericolose di questo genere. Nessun vero aspirante, nell'impresa di disciplinare se stesso, vorrà cedere le redini e sottomettersi al controllo di una qualsiasi entità, incarnata o disincarnata; ne vorrà affidarsi ciecamente alla prima forza che si presenti. I pericoli di questo genere sono ben noti per aver condotto tanta gente nei ricoveri per alienati, e costretto tanti altri a farsi curare da ossessioni e da ‘idee fisse’”.

ALTRI EFFETTI NEGATIVI
Alle cosiddette esperienze paranormali, si associano però, anche degli altri pericoli. Meno esaltanti - in quanto non provocano generalmente grosse gratificazioni - tuttavia pur sempre pericoli. Può accadere che con la pratica del raccoglimento interiore, passo necessario per giungere a percepire le intuizioni della Saggezza Universale, si sviluppi una specie di sovreccitazione nervosa e ad un aumento dell'energia che portano o a piangere o, più semplicemente, ad una forte irrequietezza che li spinge a cercare nell'attività un modo di sfogare tale accumulo. A volte ciò può arrivare addirittura a provocare un inevitabile collasso. Altri manifestano questa sovreccitazione con dolori di testa o delle fastidiose vibrazioni alla fronte o alla gola.
Ci sono poi individui, di natura tendenzialmente emotiva, che manifestano dei disturbi al livello del plesso solare e diventano così ipersensibili e ansiosi. Sembra che i loro sensi, divenuti più aperti alle sollecitazioni, assorbono le emanazioni sottili con cui entrano in contatto. Emanazioni sempre presenti in ogni ambiente, visto che ogni essere umano ne è un generatore, e verso cui, di solito, si è abbastanza protetti. (Sarebbe un disastro se tale sensibilità fosse sempre presente!)
Tutto ciò indica uno sforzo eccessivo nel praticare le tecniche della meditazione. Può essere che nel tentativo di raggiungere in minor tempo dei risultati si ci sia sforzati a dismisura per le proprie capacità momentanee. Sarà quindi opportuno limitare il momento dedicato al raccoglimento ad un lasso di tempo minore o addirittura sospenderlo per un po’.

CONSIDERAZIONI SU CUI RIFLETTERE
Si ripete spesso che attraverso il raccoglimento e la meditazione si entra in contatto con il proprio maestro interiore. Ma forse non si ripete mai abbastanza che il maestro interiore da ricercare è sempre personale, inoltre, bisogna mantenere un puro senso critico su ciò che si rivolge a noi per direzionarci. Il messaggio indicatoci deve essere rivelatorio e rivoluzionario e contribuire a un’ulteriore apertura della consapevolezza.
Quando invece ci si rivolge a un contattista che aveva guadagnato la nostra fiducia per essersi rivelato non solo illuminante, ma anche etico, si dovrà tenere in considerazione quanto segue. Inevitabilmente, dopo le prime volte, anche il miglior contattista perde poi di intuizione. Si presume che la conoscenza più ampliata che si è sviluppata fra loro e noi, a seguito della frequentazione intercorsa, faccia inconsciamente scattare il loro mentale. Così che i messaggi, che una volta si rivelavano davvero impressionanti, perdono di spessore e finiscono con l'essere banali tentativi di psicoanalizzare la situazione per cui si chiede un consulto.

NOTE AGGIUNTIVE

OPINIONE
Come avrete capito dall'articolo non sono una fautrice dei contatti con le altre dimensioni. Non perché non ci creda ma per il contrario: ci credo eccome tuttavia conosco fin troppo bene i tranelli della mente ed emozioni umane. Con troppa ingenuità e anche con molta presunzione oggi le persone pensano di saper gestire tali contatti, senza per altro aver scavato a fondo nella propria psiche da comprendere che certe manifestazioni provengono in primis dai propri movimenti interiori. Chiunque abbia una anche minima conoscenza di psicologia sa quante voci e quante figure, non riconosciute dentro di noi, si erigono a messaggere di verità! La nostra però, che è da decodificare.
Riprendo quindi le parole di una grande esoterista e psicologa al tempo stesso: Dion Fortune che, nella prefazione al suo ultimo testo "La dottrina cosmica" (edito da Armenia) così invita il vero ricercatore interiore.

Io vorrei non solo consigliare ma implorare chiunque si occupi dell'Invisibile di studiare psicologia e di imparare a conoscere la natura della mente; scoprirà che ciò non disturba ciò in cui crede, ma anzi ne rivela l'elemento razionale. Non crediate che perché una informazione è stata ottenute per vie insolite sia necessariamente vera, non più di quanto una cosa sia necessariamente vera solo perché pubblicata in un libro. Le comunicazioni da parte degli spiriti sembrano avere per alcuni la stessa autorità che la parola scritta ha per l'ignorante, il quale crede che un oggetto sia valido solo perché la pubblicità ne parla bene. Una comunicazione da parte degli spiriti può provenire da uno spirito in buona fede, e tuttavia essere priva di fondamento. Sebbene l' uomo sopravviva alla morte fisica, la morte non lo fa smettere di essere uno sciocco; se non aveva buon senso sul piano fisico, non ne avrà nemmeno sul piano astrale. Non credete dunque a tutto ciò che gli spiriti vi dicono, anche se nel vostro cuore siete sicuri che si tratti di spiriti veri. Inoltre ricordate che, se forti di una vostra certa predisposizione andate cercando contatti con l'Invisibile, troverete certamente qualcosa. Ma le entità che che rispondono alle richieste di uno sperimentatore alle prime armi sono le stesse che otterreste andando a chiedere alle persone in mezzo alla strada. Se tenete aperta la porta di casa è molto probabile che entri qualcuno a rubarvi l'ombrello dall'ingresso che non qualcuno pronto a illuminarvi sulle profonde verità spirituali! Lo stesso avviene nel campo delle scienze occulte. (...) Quelle grandi entità che la Società Teosofica ha fatto conoscere al grande pubblico come Maestri - ma che sono conosciute da tempo immemorabile agli adepti - (...) sono tanto diverse dallo spirito dalla "guida" o dagli spiriti comunicanti medi, quando Michelangelo lo è da un madonnaro di strada. Per arrivare a loro non c'è altro modo che passare dalla porta stressa e seguire la via difficile. (Traduzione dell'Autrice da The Cosmic Doctrine)

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