14 July 2009
Il Numen
Alla fine mi sono decisa a leggerlo tutto Hillman, il suo “Il codice dell’anima”. Ha una scrittura che stranamente non mi piace e questo libro l´ho tirato in lungo, leggendone un po´ per poi mollarlo, e quindi riprenderlo dopo qualche giorno, settimana, o mese... Parla della sua ben nota teoria della "ghianda". Ovvero che la quercia si trova in potenza e in fieri nella stessa ghianda. Lo stesso con noi umani che rivestiamo un qualcosa che da dentro di noi preme per realizzarsi. Il daimon, come dice Hillman, definendolo infine anche Numen, una definizione che io preferisco, perché si riferisce a un qualcosa di soprannaturale in noi, che scende nella fisicitá per realizzare, grazie al personaggio fisico che si sceglie, una sua missione.
E questo è esattamente ció che spiego quando faccio una lettura della carta del cielo. Ovvero l´Anima, la nostra, si incarna in un personaggio ben specifico, le cui caratteristiche le permetteranno da un lato di allenarsi per migliorare le sue prestazioni, e dall´altro, quando infine avrá "educato" tale personaggio a rendere al meglio, potrá realizzare quel qualcosa di particolare che è venuta a fare.
Dunque la fatica dell´allenamento dicevo. Sí perché le caratteristiche della personalitá che veniamo ad abitare sono spesso fuori equilibrio, o eccessive o in difetto. E cosí restando sono poco utili, in quanto ci governano. Invece dovremmo essere noi a utilizzarle, proprio come se fossero un utensile che, per poterlo bene adoperare, dobbiamo calibrare, limare, sintonizzare...
Il problema è che a volte tali caratteristiche sono cosí tanto fuori equilibrio che la persona sará costretta a spenderci tutta la vita, impegnandosi un sacco e con grande meticolositá, per riuscire, almeno un pochino, a ridimensionare gli eccessi o le carenze. Altrimenti la propria ghianda diverrá solo cibo per i maiali, come dice Gramsci (vedi: >>).
Ma tanta gente ci rimane male: "ma come io che sono cosí "grandiosa", mi devo stare a occupare di tali inezie... è mai possibile che non abbia una missione piú importante?"
Questa richiesta inevitabilmente mostra quanto poco grandiosa sia la persona e quanto invece sia veramente piena di quell´ego, gonfiato dalle caratteristiche squilibrate che pensa eccezionali.
Invece gli squilibri davvero sono ció che nutre l´ego, che è emozione, tradotta poi in mentalismi volti a giustificare e legittimare tali scompesi.
Bisogna fare salti mortali verbali per spiegare con pazienza a tali personaggi che non se ne devono avere a male se la loro Anima ha scelto un compito cosí "poco" gratificante. Ma vi garantisco che è difficile davvero. Quanto piú sono fuori equilibrio, tanto piú sono suscettibilissimi a ogni piú lontana e innocua osservazione che miri a far prendere loro atto che tale presunzione è fuori luogo. Infatti sposta l´attenzione su ció che non è importante.
L´essenziale non è quanto appariscente sará la nostra missione, bensí quanto bravi, impegnati, diligenti, attenti, focalizzati... saremo noi nell´allenarci, sviluppando le nostre qualitá e sciogliendo i nostri ammanchi. E questo, se proprio ci teniamo davvero tanto, sará ció che ci fará diventare grandi agli occhi degli altri.
E questo è esattamente ció che spiego quando faccio una lettura della carta del cielo. Ovvero l´Anima, la nostra, si incarna in un personaggio ben specifico, le cui caratteristiche le permetteranno da un lato di allenarsi per migliorare le sue prestazioni, e dall´altro, quando infine avrá "educato" tale personaggio a rendere al meglio, potrá realizzare quel qualcosa di particolare che è venuta a fare.
Dunque la fatica dell´allenamento dicevo. Sí perché le caratteristiche della personalitá che veniamo ad abitare sono spesso fuori equilibrio, o eccessive o in difetto. E cosí restando sono poco utili, in quanto ci governano. Invece dovremmo essere noi a utilizzarle, proprio come se fossero un utensile che, per poterlo bene adoperare, dobbiamo calibrare, limare, sintonizzare...
Il problema è che a volte tali caratteristiche sono cosí tanto fuori equilibrio che la persona sará costretta a spenderci tutta la vita, impegnandosi un sacco e con grande meticolositá, per riuscire, almeno un pochino, a ridimensionare gli eccessi o le carenze. Altrimenti la propria ghianda diverrá solo cibo per i maiali, come dice Gramsci (vedi: >>).
Ma tanta gente ci rimane male: "ma come io che sono cosí "grandiosa", mi devo stare a occupare di tali inezie... è mai possibile che non abbia una missione piú importante?"
Questa richiesta inevitabilmente mostra quanto poco grandiosa sia la persona e quanto invece sia veramente piena di quell´ego, gonfiato dalle caratteristiche squilibrate che pensa eccezionali.
Invece gli squilibri davvero sono ció che nutre l´ego, che è emozione, tradotta poi in mentalismi volti a giustificare e legittimare tali scompesi.
Bisogna fare salti mortali verbali per spiegare con pazienza a tali personaggi che non se ne devono avere a male se la loro Anima ha scelto un compito cosí "poco" gratificante. Ma vi garantisco che è difficile davvero. Quanto piú sono fuori equilibrio, tanto piú sono suscettibilissimi a ogni piú lontana e innocua osservazione che miri a far prendere loro atto che tale presunzione è fuori luogo. Infatti sposta l´attenzione su ció che non è importante.
L´essenziale non è quanto appariscente sará la nostra missione, bensí quanto bravi, impegnati, diligenti, attenti, focalizzati... saremo noi nell´allenarci, sviluppando le nostre qualitá e sciogliendo i nostri ammanchi. E questo, se proprio ci teniamo davvero tanto, sará ció che ci fará diventare grandi agli occhi degli altri.
Labels: Astrologia, Co-Scienza

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