Serie ricerche e logiche deduzioni per arrivare alle diverse veritą possibili.

IL SITO DI CARLA FLEISCHLI CAPORALE

Emilio Del Giudice

E' uno Scienziato di risonanza internazionale, le sue pubblicazioni scientifiche abbondano all'estero. Di origini napoletane, vive a Milano dove svolge attività di ricerca come primo ricercatore in seno all'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare [ INFN].
Fra i suoi studi più noti ricordiamo quelli sull'acqua e sulla memoria dell'acqua, sui pericoli dell'elettrosmog, sulla fusione fredda, e sulla Coerenza Elettrodinamica Quantistica [QED] in collaborazione con Giuliano Preparata, scomparso poi nel 2000.

Dal 2004/2005 partecipa attivamente alle ricerche e sperimentazioni sulla Biorisonanza Olografica White di Alberto Tedeschi.

Si veda la foto di Giuliano Preparata e di Emilio Del Giudice [in piedi alla lavagna]. Giuliano Preparata è scomparso il 24 aprile del 2000, fisico teorico, dal 1986 ordinario di Teoria delle interazioni subnucleari all'Università di Milano, è autore di circa 400 lavori in diversi campi della ricerca scientifica. Fu senz'altro un uomo certamente fuori dagli schemi, scienziato geniale, tenace e imprevedibile: un individuo capace di lottare tutta una vita per ciò che intuiva come vero. [Vedi la sua intervista rilasciata al giornale studentesco dell'Università statale di Milano.
Si veda anche a questo link un rapporto/intervista alla Rai, su una delle ultime ricerche sulla fusione fredda che hanno elaborato, insieme anche a Fleishmann.]

Nota personale

Gli anni di amicizia con Alberto Tedeschi hanno contribuito ad approfondire la questione della consapevolezza che così tanto mi stava e mi sta tuttora a cuore. I suoi studi e le sue ricerche hanno dato delle conferme a ciò che avvertivo ma che non potevo dimostrare, se non rifacendomi ai saggi insegnamenti delle dottrine mistiche o agli elaborati dell’odierna psicologia, che però, in un mondo divenuto così tecnicizzato, ma anche cacofonico e contraddittorio come il nostro, non hanno sicuramente l’impatto che può invece avere l’offrire il risultato di esperimenti rigorosi condotti da convalidati personaggi di scienza. E infatti oggi, anche grazie al fatto che Alberto mi ha coinvolto nella sua amicizia con Emilio Del Giudice è possibile fare un discorso che parte da fondamenti scientifici per arrivare a un più consapevole miglioramento del proprio stato psicofisico.
Emilio Del Giudice lo incontrai la prima volta intorno al ’98. Ero andata da Alberto e all’ora di pranzo siamo scesi a mangiare in una delle tante trattorie di Città studi a Milano. Qui abbiamo incontrato Giuliano Preparata ed Emilio Del Giudice che erano già al tavolo e, una volta visto Alberto, ci invitarono a sedere.
Quella fu l’unica volta che vidi Preparate e fu una situazione alquanto strana. Preparata era letteralmente infuriato per un qualcosa avvenuto in ambito accademico [Alberto mi spiegò poi che non era facile stare in un contesto accademico, così baronale come quello italiano, quando si è una mente ispirata e ardita come Preparata!]. Di fatto tutto il pranzo passò con lui che inveiva, cercando di tanto in tanto di spiegarci il perché di così tanta irrefrenabile indignazione.
Emilio Del Giudice annuiva serio ma non proferì mai parola, e forse non era nemmeno quello il momento, infatti lasciò che l’amico si sfogasse. Alberto ogni tanto chiedeva ulteriori informazioni e poi la parola tornava a Preparata. Quando lasciammo la trattoria ero stordita. Alberto mi invitò a rincontrare i due, ma devo dire che al momento mi sentivo abbastanza inadeguata ad affrontarli [Preparata poi morì nel 2000 e io, continuando a procrastinare la telefonata per un incontro, finii con il non intervistarlo mai].
Incontrammo invece più volte Del Giudice, sempre nella pausa pranzo. Non appena i due si vedevano iniziavano subito con le loro discussioni, proprio come se continuassero un discorso iniziato poc’anzi che un’interruzione improvvisa aveva momentaneamente interrotto. Si scambiavano osservazioni e gli ulteriori approfondimenti che stavano elaborando. Sebbene fossi sempre coinvolta in quel loro arguire mi era pressoché impossibile seguirli: il linguaggio e la materia erano decisamente troppo tecnici per me.
Fu invece quando invitai Emilio Del Giudice a parlare con Alberto Tedeschi ad alcuni eventi di cui ero la curatrice che scoprii in pieno anche la completezza, ma soprattutto l’incredibile ricchezza del suo pensiero, che non si riferiva solo a per me astruse formule matematiche, ma implicava l’essere umano nella sua totalità e percorso evolutivo. Da lì mi resi conto di quanto fosse importante trasmettere e far comprendere le sue osservazioni.
Ci sono considerazioni elaborate da Tedeschi e Del Giudice che si possono rivelare di grande aiuto a coloro che veramente vogliono svincolarsi da coercizioni latenti e imprigionanti in cui tutti inevitabilmente finiamo. L’educazione, la società, l’ambiente familiare… ma anche le nostre caratterialità poco sinergiche con la vita ci precludono un vivere più realizzante. Non si faccia però l’errore, così comune oggi in così crassa influenza new age, di pensare che le situazioni si aprano da sole unicamente perché ci mettiamo a “pensare positivo”! Essere propositivi è d’obbligo senz’altro, ma accanto a questa buona caratteristica di base è sempre previsto un lavoro di attenzione, costanza, chiarimenti continui, determinazione, resistenza e pazienza. La responsabilità di sviluppare la consapevolezza su ciò che comprime la nostra esistenza può veramente portare a dei risultati rigeneranti.

 


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