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Il blog di Evoluzioni

d i a r i o

Il tempo



Che sogno strano la notte scorsa. In una coreografia variegata, con diversi personaggi, situazioni e altri eventi, il fil rouge di tutto quel mio muovermi all'interno della rappresentazione è stato che non riuscivo a determinare il tempo. Infatti ogni orologio e ogni altro congegno che mi avrebbe potuto dare informazioni sull'ora risultava inesorabilmente rotto. Così non riuscivo a determinare se ero in ritardo o in tempo.
Davvero strana come sensazione. Al mio risveglio e da quel momento non so ancora comprendere se è una premonizione al fatto che il mio tempo è finito, oppure se mi sono sbalzata al di là del tempo... Mah, vedremo!

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Verso il futuro

Sono di nuovo in partenza. Ormai da un po' di tempo sono più a Parma che a Pavia. Tante cose sono cambiate e stanno via via cambiando.
Ho provato a vedere come rappresenterei ora la mia vita e me la sono raffigurata così:

Towards_my_Future
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We feel fine

Ebbene il sito wefeelfine monitora tutto il web e cattura tutto quanto vi viene scritto, così che, cliccando poi sul loro schermo, si acchiappano di volta in volta le frasi scritte in questo nostro spazio virtuale.
E questo è già incredibile e affascinante.
Quello che mi ha invece procurato un senso di sollievo è stata la statistica. Ebbene ecco qui di seguito, in ordine decrescente (ovvero dal più alto al più basso), i feelings più registrati:
"better" - meglio - menzionato 128.155 volte;
"bad" - male - indicato 93.390 volte;
"good" - bene - scitto 76.610 volte;
"right" - a posto - 40.683 volte;
"guilty" - in colpa - 31.591;
"sick" - malato - 27.706;
ecc.
ecc.

Il che mi fa piacere. Proprio pochi minuti prima mi era capitato di leggere come, la scorsa estate, ci sia stato uno sbocciare massiccio di fiori di loto a Los Angeles
La notizia mi aveva aperto il cuore, come se l'energia divina mi stesse parlando e dicendo: lo vedi che ci siamo? e non vi abbandoniamo?
E a quel punto anche i crop circles, che ho sempre osservato con una certa inquietudine, mi viene la tentazione di accettarli, anche loro, come dei segni positivi.
In effetti, se è il nostro modo di sentire che crea la realtà, è meglio "condizioanrsi" a sentire in modo propositivo.
Il fatto che poi, nella statistica di wefeelfine, il sentimento buono prevalga sul senso di depressione che i media continuano a insinuarci, mi fa proprio constatare che veramente, in fondo di noi, c'è sempre, quella che Camus chiamava un'invincibile estate!
Au milieu de l'hiver, j'ai découvert en moi un invincible été

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Il potere del disagio

In questi ultimi tempi ho scoperto una cosa importante: la necessità terapeutica, paraclita quasi del disagio. Quando qualcosa accade - ed è giusto che sia accaduta -, ebbene quel malessere, dispiacere, colpo, sono tutte conseguenze che, in un qualche modo, dentro lavorano, fanno spazio a nuove consapevolezze, generano nuove modalità.
A volte si è tentati di correre ai ripari per evitare il disagio, per uscirne fuori in fretta, o anche per tutelare chi noi amiamo e si trova in quel malessere. Invece è da lasciare che quel disagio, proprio come una febbre, faccia il suo lavoro: che è quello di bruciare il negativo.
Abbiamo paura delle febbre, che invece è una reazione terapeutica del nostro corpo che si autoguarisce. Allo stesso modo il disagio. Ci avvisa che c'è qualcosa da rivedere e correggere. Altre volte, quando già tali passi migliorativi sono stati intrapresi, è solo l'eco delle azioni compiute, che ora devono assestarsi, mentre la coscienza le integra per farle diventare sue.

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Dal tempo del budino

Anni fa mi ero divertita con un esperimento "olografico". Ovvero, riflettendo sul fatto che tutto è un ologramma mi ero chiesta se davvero potessi risalire a delle considerazioni filosofico-esistenziali prendendo la prima parola che mi sarebbe capitata sotto agli occhi aprendo a caso il dizionario. La parola fu "budino" e, passata la perplessità del primo momento, mi sono buttata in quella avventura a metà strada fra parole e significati quasi escatologici. Il risultato mi è piaciuto ed è pure piaciuto ad altri, tanto che poi ne ho fatto un libretto che incontra molta simpatia.

Seguendo lo stesso principio "casuale" mi sto divertendo a lasciarmi ispirare a scrivere insights esistenziali. C'è infatti un sito, per chi ama la scrittura creativa - a proposito in inglese - che è veramente eccezionale. Si è riceve, a caso, una parola, scelta random dal computer, dopo di che si hanno due minuti di tempo per scrivere.
La cosa mi sta entusiasmando. Infatti, spesso, quando mi trovavo di fronte a un quesito interiore su cui non arrivavo a nessuna chiara indicazione, avevo provato a "divinare" attraverso le prime parole che trovavo aprendo il dizionario. Ora posso fare ancora meglio con questo sito. Ovviamente, prima mi connetto e penso alla questione, poi clicco per ricevere la parola e quindi scrivo le prime frasi esistenziali che mi vengono in mente. Ecco la mia pagina - ci sono dei refusi, perché la fretta di scrivere non mi permette di controllare la grafia, ma poco importa.

In definitiva per il mio quesito ho ricevuto due parole: pratice e stretching... Ma lascio leggere a voi cosa ho prodotto!

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Mobilità nello stare al passo con le proprie evoluzioni

Sto troppo bene nel movimento, quando sento che dentro tutto è in fluttuazione e non si sa verso cosa si stabilirà. C'è chi non può fare a meno dell'emozione causata dal gioco d'azzardo. Io non riesco a fare a meno di questa "eccitazione" che mi manda in totale fibrillazione.
Ora so, per certo, che questa è l'essenza del mio essere!

Ps. Ho dovuto fare una precisazione, anche nel titolo, perché altrimenti, dopo il post precedente, si può scambiare questo mio inno al movimento come un'esaltazione dell'errare, del vagare, del Viandante di cui scrivevo prima.
Invece intendo solo dire che la mobilità è riferita allo stare al passo con gli aggiustamenti energetici che sento via via sopravvenire.
Se si è costretti in un ruolo si fa fatica ad essere aperti al cambiamento!

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Il viaggio

Finalmente l'ho completata. E' la pagina con i responsi, che ripropone la metafora del viaggio. Io credo veramente che il viaggio sia tutto. E' il cambiamento continuo che si perpetra passo dopo passo. E' vero, a volte ci si ferma, a riposare o a semplicemente prendere tempo. E' quando ci si vuole sistemare che diventa critica la faccenda. Lì non va. Eppure tutti anelano a fermarsi, a sistemarsi, senza pensare che invece il senso è dato dal movimento!

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Misure

In uno stupendo blog grafico - Inspire me - leggo di come la storia si possa misurare anche attraverso la grandezza delle lettere utilizzate sui giornali (in linguaggio tecnico: il corpo dei fonts). Infatti nell'articolo si paragona la grandezza usata per notizie di prima pagina davvero eccezionali, fra cui l'ultima, della vittoria di Obama.

Così mi chiedo se Dio abbia usato la stessa "tecnica" - ovvero creare in grande ciò che ha più importanza e in piccolo ciò che ne ha meno...
Ma in effetti non credo proprio che valga per Lui questo metro di distinzione!

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I significati

Molti anni fa andavo in Danimarca - credo, o forse in Svezia... insomma da qualche parte lassù nel nord, non ricordo bene, e ci andavo in treno. Dalla Germania dove stavo si saliva su su e a un certo punto ci si è trovati a costeggiare la Germania dell'Est per un lungo tratto. Guardavo quel corridoio lunghissimo, uno strano tratto di terra di nessuno, là in mezzo al niente, in una giornata grigissima, come spesso appaiono lassù.
Guardavo e cercavo di sentire se mi evocava qualcosa quella "semplice" vista, ma niente. In effetti non mi evocava proprio nulla, se non abbandono e nientl'altro. Per sentire qualche movimento dovevo pensare a cosa significava quel corridoio e allora mi si suscitavano delle emozioni.

Questo per dire che spesso le cose non hanno alcun significato intrinseco. Così, mentre osservavo, mi venne da pensare a come sarebbe stato il mondo se non lo avessimo colorato con le evocazioni. Non ci sarebbe stata la memoria... A quel punto davvero quello poteva essere semplicemente un lungo pezzo di terra abbandonato e i campi di concentramento pure: altri spazi stranamente vuoti e squallidi...
Quindi la memoria serve. Ci fa ricordare le brutture in cui possiamo cadere e farle diventare un monito per non caderci più. Dà insomma un'indicazione per il presente e il futuro.
Quello che invece detesto è quando si rimane lì, ancorati al passato, che si ripete ossessivamente riprendendo immagini ed emozioni e reiterando l'ondata negativa che si forma nelle nostre interiorità, così inutilmente appesantite.

Lo stesso per le questioni quotidiane. Attaccarsi al male subìto non serve a niente, se non a rievocare brutture. C'è sempre una "way out", un'uscita che porta al futuro da raggiungere rinforzati dal superamento del dolore. Questi sono i significati da ricercare!

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Viva Obama

Seguo le elezioni Usa con grande coinvolgimento e passione, da sempre. Sarà per tradizione familiare, per educazione, e per contatti, ma sento la profonda corrispondenza che ho ricevuto da questa cultura, che mi si è impressa profondamente nel mio dna.
I Repubblicani non mi aggradano, ma i mandati Bush, in particolar modo, sono stati un vero e proprio peso continuo sul cuore. Ora è finita, è finita davvero e tutto sembra rischiararsi. Nonostante i passi che poi verranno fatti, che ovviamente non mi aspetto essere idilliaci su tutti i campi, c'è però nuovamente quel sentore che fa guardare agli Stati Uniti come a una speranza.
Sì, lasciatemelo dire, una speranza....

Viva_Obama!
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