<body>

 

Il blog di Evoluzioni

d i a r i o

A casa nel corpo

Credo sia fondamentale avere un buon rapporto col proprio corpo. Il che significa conoscerlo, sapere come reagisce e perché reagisce in quel modo quando manifesta del disagio. Significa anche e soprattutto averne cura. Proprio come si fa con la propria casa o la propria auto che si devono dar loro le attenzioni necessarie a una buona manutenzione.

Arrivata dove sono oggi, constato che finalmente ho sviluppato un ottimo rapporto col mio corpo. Se c'è qualcosa che non va in genere so sempre perché e soprattutto so come accompagnare il mio corpo a riprendersi, anche se ciò comporta dei sacrifici, come quando faccio i miei digiuni. Un po' più difficile è invece comprendere quando è dalla psiche che si genera il disagio. Anche perché se l'inconscio è costretto a parlare attraverso il corpo è perché i segnali di fastidio espressi altrimenti non sono stati percepiti.
Lì c'è bisogno di maggior apertura nel considerare le possibilità e soprattutto nell'accettarle. Spesso è infatti proprio questo il problema: non vogliamo, o non possiamo, accettare che certi malesseri interiori siano dentro di noi. Non vogliamo, o non possiamo, accettare il dolore che il loro riconoscimento comporterebbe.

Labels:

Lettura sistematica o lettura di sentimento

Stavo leggendo il Tagesspiegel on line e mi sono soffermata un po' sui video che i redattori del giornale mettono in rete con alcuni loro commenti su notizie varie. Uno in particolare ha colpito la mia attenzione: Männer lesen anders - Frauen auch. Ovvero la lettura degli uomini è diversa da quella delle donne. Le ricerche degli scienziati, dice Bas Kast, il redattore appunto che commenta la notizia, mettono in evidenza che la lettura maschile è "sistematica". Gli uomini leggono per raccogliere informazioni. Le donne invece leggono per sperimentare sentimenti.

Oggi l'informazione sta diventando sempre più sistematica, i libri vengono letti a stralci, sfogliando anche velocemente le pagine, così da cogliere col colpo d'occhio i punti che potrebbero fornire le informazioni utili e necessarie.

Personalmente leggo in entrambe le modalità: se cerco informazioni mi irritano le aggiunte emozionali e soggettive che magari l'autore inesperto introduce per "gonfiare" un po' quello che scrive. Se voglio rilassarmi, invece, sono alla ricerca di libri che evochino sensazioni, più che sentimenti (e qui finalmente posso archiviare le evocazioni che mi appagano!). Credo però che, la lettura in entrambe le modalità sia qualcosa che capiti a tutti, indistintamente, uomini o donne che siano. Tutto dipende da cosa si cerca in quel momento.

Labels: ,

La notte di Walpurga

Mentre tornavo, in treno i pensieri vagavano. D'improvviso mi è venuto in mente che il prossimo 30 aprile, giornata in cui vado via per qualche giorno da passare nella natura, introdurrà alla "notte di walpurga".
Certamente poco conosciuta in Italia, è una tradizione tedesca e nordica. E' la notte in cui tutte le forze del male si riuniscono - in particolare sul Blocksberg Broken in Germania - per celebrare la danza sfrenata delle energie che si accoppiano con gli elementi nell'accogliere l'arrivo della primavera. Nei Paesi alpini, spesso, in quella notte si suonano le campane delle mucche, o si suonano fischietti, oppure si battono bastoni, tutto con l'intento di fare rumori che allontanino dal proprio spazio gli effetti negativi che tali strascichi energetici possono produrre.

Ma si accendono pure dei grossi falò per bruciarci dentro tutto il negativo dell'anno passato e permettere poi, il giorno dopo, di festeggiare la rinnovata fertilità con i "may poles". Questa tradizione è però molto più inglese e scandinava e vede i giovani del paese danzare tutti agghindati coi fiori intorno al "palo di maggio", che per certi versi ricorda quello che in Italia è chiamato "l'albero della cuccagna".

Curiosamente, tornando ora alla tradizione più tedesca e quindi rifacendomi al fatto che in Germania quella notte è popolarmente chiamata "la notte delle streghe" (Hexennacht), Hitler e i suoi devoti si sono tolti la vita proprio in quella notte!

Se sentite un'emozione particolare per quella notte, accendete candele bianche da posizionare davanti alle vostre finestre e porte, con l'intento di tenere fuori dal vostro spazio le energie disordinate che si creeranno in quelle ore di buio e aprirvi invece al buono che sicuramente l'arrivo della primavera apporterà.

Labels: ,

Paraocchi alla coscienza

Nessun giorno è uguale agli altri. Eppure, così spesso si generalizza. Si guarda fugacemente fuori dalla finestra: se il sole splende si dice meno male e se il tempo è brutto con mestezza lo si annuncia a se stessi e a chi ci è attorno.
Invece è vero quello che dice Chief Dan George: "Ogni giorno porta un'ora di magia: ascoltatela!" Basta non guardare con l'animo ottuso che chiude gli occhi e non fa vedere le innumerevoli sfaccettature.
E lo stesso poi con gli esseri umani. Se c'è una cosa che mi innervosisce particolarmente è quando sento banali descrizioni che appiattiscono e soprattutto non riconoscono le peculiarità dell'altro. "Assomiglia tutto a mio marito" o "a mia moglie". "E' proprio come la mia amica (o il mio amico), tale e quale". E così via dicendo. Queste indolenti affermazioni sono la premessa di una chiusura a voler scoprire ulteriormente l'altra persona. La si "etichetta" in modo incredibilmente insulso e poi la si lascia lì dentro, ben impacchettata, e soprattutto prigioniera di quella generalizzazione.
Ovvio che poi non ci si incontra mai, pieni come siamo di luoghi comuni!
I luoghi comuni addormentano la coscienza!

Labels:

Digiuni, silenzi, purificazioni

Di fronte a quest'ultimo digiuno, L., un caro amico, mi chiede: "Ma quante tossine hai?". Nemmeno lui, che è monaco tra l'altro, riesce bene a capacitarsi di questo mio continuo "faticare" nel volermi purificare nel corpo e nello spirito. Il che mi fa pensare. Forse sono davvero ossessiva, forse...
Mi viene in mente che in questa settimana di digiuno e silenzio, accompagnata da un grigiore ininterrotto, con le nuvole basse che scendevano giù dalle colline e mi transitavano lente davanti alla mia finestra, mi sono resa conto, una volta di più, di tutta la roba che inevitabilmente accumuliamo nella vita e che è indispensabile eliminare.
Non mi riferisco tanto agli oggetti, o alle tossine psico-fisiche. Sì, certamente, quelli in primis. Ma poi ci sono tutte quelle zavorre che ci vengono consegnate alla nascita, che prendiamo come se fossero patrimonio endogeno.

Don Juan esortava a liberarsi dalla propria storia personale. Credevo di averlo capito al tempo, quando Castaneda ci colpì tutti con quei suoi libri/diario in cui raccontata la modalità davvero intensa e impietosa di quel suo percorso interiore. Invece scopro ogni volta significati sempre più profondi.
Così, mentre il freddo saliva, la solitudine parlava e mi intratteneva facendo scorrere sul mio schermo interiore la mia storia personale. Ecco tutte le eredità che la storia della mia famiglia mi ha passato, e quelle che l'ambiente in cui sono vissuta mi hanno passato - anzi, per l'esattezza qui dovrei esprimermi al plurale visto le diverse culture in cui sono cresciuta. Tutte zavorre che mi hanno legato a delle scelte obbligate quasi, non totalmente mie, ma dovute. Ogni causa ha il suo effetto dopo tutto.

All'improvviso sento il bisogno impellente di denudarmi, tirarmi via da addosso tutte quelle sovrastrutture, che davvero non mi appartengono, per arrivare infine a me. Decisamente ne avrò bisogno qui di digiuni e silenzi per eliminare quelle zavorre!
Intanto guardo fuori dalla finestra: pioviggina, le nuvole si muovono, e tutto è in pace là fuori.
Poi una domanda mi sorge spontanea "ma come potrò vivere nuda in un mondo di vestiti, anzi di corazzati?
Devo ancora elaborare una possibile risposta.

Labels:

L'orizzonte

E' un'immagine che emoziona sempre quella dell'orizzonte. Offre infatti una visione di vastità che apre il cuore e, per certi versi, mi ricorda quello che solitamente provo quando l'aereo, dopo la corsa sulla pista di preparazione al decollo, finalmente si stacca dal suolo e si "appoggia" sull'aria.
L'orizzonte aperto può anche essere interiore, quando vedi - o meglio senti dentro di te - le vie che si aprono verso spazi, magari sconosciuti, di sicuro da esplorare.

Lunedì finalmente vado alla mia settimana di silenzio e digiuno, che non ero riuscita a fare prima visto che non sono stata bene. Dopo queste ultime settimane piene di presenze attorno a me, che richiedevano la mia attenzione e, ovviamente, non mi davano il tempo e lo spazio di certi silenzi quotidiani che amo ricercare, il mio orizzonte interiore si apre infine con un sospiro di sollievo verso quei momenti intensi che mi dedicherò in questa prossima settimana.
C'è bisogno davvero di rompere gli schemi, anche quelli delle abitudini, per poter ricominciare tutti nuovi. E anche se si riadotteranno le modalità precedenti, saranno comunque nuove, visto che siamo rinnovati dentro!

Labels: