29 February 2008
Nanahiro Treasure Box
(Si veda dell'altro sull'Autore)
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“Ciascuno di noi ha dentro di sé un romanzo familiare e ogni famiglia ha una storia da raccontare; una storia che si ripete, una storia mitica, una saga e dei segreti. Siamo tutti eredi di queste tradizioni. Più esattamente, siamo gli eredi di questa tradizione, di questa storia.” (Anne Ancelin Schützenberger - Di Renzo Editore)Nel passato familiare, anche quello lontano che con noi ha poco o nulla più a che fare, quando accadono degli eventi negativi che squilibrano quella specie di contabilità energetica che sta alla base di qualunque rapporto umano, si creano dei veri e propri debiti, insoluti da pareggiare. In questo dare e avere energetico ogni disarmonia non riequilibrata, si perpetua in una malefica eredità che va poi a pesare sui membri più deboli o più ricettivi all’evento.Sigmund Freud aveva intuito l’esistenza di un’anima collettiva con cui spiegava alcune forme di trasmissione inconscia da una generazione all’altra di simboli e di comportamenti dotati di forte risonanza emotiva. Carl Gustav Jung aveva poi ripreso e approfondito questa tematica, proponendo la teoria dell’inconscio collettivo. Successivamente, altri psicologi come Moreno, l’ideatore dello psicodramma, Nicolas Abraham, Françoise Dolto e Maria Törok, continuarono a investigare sulle dinamiche inconsce di quell’entità che potrebbe essere definita “anima familiare”, ovvero un inconscio collettivo più ristretto che ruota attorno al mondo del soggetto in modo più personale. Su questo mondo dell’inconscio familiare è però la francese Anne Ancelin Schützenberger, la fondatrice della psicogenealogia e della tecnica del genosociogramma, che individua chiaramente come all’interno della storia di una famiglia certi eventi accaduti nel passato e di un particolare spessore emotivo rimasti insoluti, possano poi produrre nella progenie particolarmente sensibile, altri eventi simili, che ripropongono all’infinito quell’emozione, fino a quando qualcuno non riuscirà ad affrontarla e poi a scioglierla.
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Gabriel Bunge (clicca sull'immaginina) è un tedesco, nato a Colonia in piena guerra, nel 1940, da padre luterano e madre cattolica.Il male appare così come una potenza per sua natura estranea, che dall’esterno cerca di insinuarsi nella persona per poi, una volta ammessa, pervertirla dall’interno ed estraniarla così da Dio. (Da "Akedia, il male oscuro", Edizioni Qiqajon)Questo male, che si insinua come un cancro, riesce a farlo perché trova un terreno su cui può proliferare, dato soprattutto dalla poca forza interiore. Del resto, anche in naturopatia si dice che la malattia prolifera dove il terreno è debole!
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