Il potere del disagio
In questi ultimi tempi ho scoperto una cosa importante: la necessità terapeutica, paraclita quasi del disagio. Quando qualcosa accade - ed è giusto che sia accaduta -, ebbene quel malessere, dispiacere, colpo, sono tutte conseguenze che, in un qualche modo, dentro lavorano, fanno spazio a nuove consapevolezze, generano nuove modalità.
A volte si è tentati di correre ai ripari per evitare il disagio, per uscirne fuori in fretta, o anche per tutelare chi noi amiamo e si trova in quel malessere. Invece è da lasciare che quel disagio, proprio come una febbre, faccia il suo lavoro: che è quello di bruciare il negativo.
Abbiamo paura delle febbre, che invece è una reazione terapeutica del nostro corpo che si autoguarisce. Allo stesso modo il disagio. Ci avvisa che c'è qualcosa da rivedere e correggere. Altre volte, quando già tali passi migliorativi sono stati intrapresi, è solo l'eco delle azioni compiute, che ora devono assestarsi, mentre la coscienza le integra per farle diventare sue.
A volte si è tentati di correre ai ripari per evitare il disagio, per uscirne fuori in fretta, o anche per tutelare chi noi amiamo e si trova in quel malessere. Invece è da lasciare che quel disagio, proprio come una febbre, faccia il suo lavoro: che è quello di bruciare il negativo.
Abbiamo paura delle febbre, che invece è una reazione terapeutica del nostro corpo che si autoguarisce. Allo stesso modo il disagio. Ci avvisa che c'è qualcosa da rivedere e correggere. Altre volte, quando già tali passi migliorativi sono stati intrapresi, è solo l'eco delle azioni compiute, che ora devono assestarsi, mentre la coscienza le integra per farle diventare sue.
Labels: Ben-essere, Co-Scienza
mi viene da dire che è il sacrificio nell'archetipo del martire?
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