L’impossibile possibile
Le vie d’esplorazione all’interno della nostra psiche sono vastissime, le ricerche sull’uso di droghe, tecniche di respirazione ed esercizi dalla discipline orientali ci permettono di comprendere che le nostre possibilità sono solo una questione di convinzione…
“Noi siamo finiti fuori e infiniti dentro”, così afferma Igor Sibaldi nel suo libro I Maestri invisibili. In questa immensità interiore si apre il mistero di mondi infiniti entro cui l’esplorazione avanza guardinga e, al contempo, affascinata. La ricerca per individuare le possibilità della coscienza sono ormai oggetto di studio da molti anni. Da dove viene la nostra percezione del reale, e il ‘reale’ è proprio oggettivamente reale o è una nostra invenzione - che poi diventa reale? Allora siamo proprio noi gli artefici della nostra realta? Gli esperimenti e gli studi condotti sono impressionanti, ma, ovviamente, sono da considerarsi ‘sicuri’ se eseguiti con cognizione di causa e sotto il controllo di persone competenti, altrimenti si corre il grosso rischio di distruggere l’integrità funzionale della persona!
LE SPERIMENTAZIONI DEL DOTTOR STANISLAV GROF
Diversi sono gli scienziati che si stanno approcciando a questa perlustrazione, uno di questi, Stanislav Grof, responsabile della ricerca psichiatrica al Maryland Research Center, ha approfondito gli studi da lui effettuati sugli effetti dell’allucinogeno LSD, quando ancora si trovava nella nativa Praga. “Quando Grof iniziò la sua ricerca, la maggior parte degli scienziati considerava l’esperienza dovuta all’LSD come poco più di una reazione da stress, come il modo del cervello di rispondere a una sostanza chimica nociva. Ma quando Grof studiò i resoconti delle esperienze dei suoi pazienti, non trovò prove del ripetersi di alcuna reazione da stress. Vi era invece una chiara continuità che scorreva attraverso ciascuna delle sedute con i suoi pazienti. “Piuttosto che essere causale e privo di relazione, il contenuto dell’esperienza sembrava rappresentare uno svelarsi consecutivo di livelli inconsci sempre più profondi”, dice Grof. Divenne rapidamente chiaro che la serie di sedute con l’LSD avevano la capacità di accelerare il processo psicoterapeutico e abbreviare il tempo necessario al trattamento di molti disturbi. Ricordi traumatici che avevano perseguitato individui per anni venivano dissotterrati e risolti, e a volte perfino condizioni gravi come la schizofrenia venivano guarite. Ma ciò che era ancor più sorprendente era che molti dei pazienti si muovevano rapidamente al di là dei problemi riguardanti le loro malattie e approdavano in aree inesplorate dalla psicologia occidentale. (...) Più sconcertanti di tutte furono le esperienze in cui la coscienza del paziente sembrava espandersi al di là dei consueti confini dell’ego immedesimandosi in altre forme viventi e perfino in oggetti.”
Nelle ricerche condotte da Grof si poté appurare la capacità del cervello, sollecitato dalla sostanza allucinogena, di varcare le soglie della nostra normale visione del mondo ed entrare in una realtà dell’infinito presente, dove molteplici realtà sembrano convivere contemporaneamente. Una comune esperienza dei soggetti testati era quella di rivivere la condizione intrauterina, questi erano in grado di descrivere con precisione stupefacente i processi fisiologici che avvenivano e davano informazioni così specifiche che difficilmente potevano appartenere al bagaglio comune! Questi soggetti erano inoltre in grado di descrivere i pensieri e i sentimenti importanti vissuti dalla madre, di cui, ovviamente, non erano a conoscenza. Grof, nel limite del possibile, verificò le informazioni personali date e dovette constatare la loro veridicità.
Ma più sconcertanti furono le esperienze vissute dai soggetti quando si immedesimavano in realtà estranee a quella umana. “Ad esempio Grof ebbe una paziente che divenne improvvisamente convinta di avere assunto l’identità di un rettile preistorico femminile. Non solo fornì una descrizione riccamente dettagliata di come ci si sente a essere incapsulati in una simile forma, ma osservò che la porzione anatomica del maschio della specie che trovava sessualmente più eccitante era una chiazza di scaglie colorate sul lato destro. Sebbene la donna non avesse alcuna precedente conoscenza di simili cose, una conversazione di Grof con uno zoologo confermò, successivamente, che in alcune specie di rettili le parti colorate sulla testa giocano effettivamente un ruolo importante nel provocare l’eccitamento sessuale.”
Sembrava non esserci alcun limite a ciò che i pazienti sottoposti ai test con l’LSD potessero sperimentare, questi potevano immedesimarsi in ogni situazione immaginabile e dare informazioni dettagliate a riguardo. “Era quasi come se l’LSD fornisse alla coscienza umana l’accesso a una sorta di infinito sistema di sottopassaggi - un labirinto di tunnel e vie traverse che esistono nelle profondità sotterranee dell’inconscio - e letteralmente ogni cosa nell’universo con ogni altra cosa.” Grof si chiese se si poteva accedere a tali mondi paralleli anche utilizzando altre tecniche che non includessero l’uso di droghe. Rifacendosi agli insegnamenti delle dottrine orientali, dove la respirazione viene allenata per entrare in stati ‘alterati’ di coscienza, Grof e la moglie Christina mettono a punto una respirazione, chiamata “olotropica” in grado di sbalzare l’individuo in quella rete globale di diverse realtà, dove è possibile sperimentare la totalità e, al tempo stesso, l’unicità che collega ogni esperienza.
Grof si convince che la realtà globale - e ogni singolo componente di questa realtà - sia in effetti un enorme ologramma in cui nella piccola parte si ritrovano presenti le informazioni e caratteristiche del tutto. Conia il termine “transpersonale” per descrivere quelle esperienze nelle quali la coscienza trascende i confini abituali del nostro ‘reale’. (In seguito, diversi professionisti, tra cui lo psicologo ed educatore Abram Maslow, fondano un nuovo ramo della psicologia, chiamato, appunto, “psicologia transpersonale”.)
LE PERSONALITA' MULTIPLE
Se si prendono in considerazione degli studi effettuati sulle cosiddette “personalità multiple sembrerebbe quasi che, considerando la realtà totale, tutto sia presente contemporaneamente e il tutto, cioè le singole parti che compongono questo tutto, contenga al proprio interno dei registri in cui sono presenti le informazioni inerenti la realtà totale. “È interessante notare che quando la psiche si frammenta, non diventa una raccolta di cocci rotti da bordi ruvidi, ma una raccolta di interi più piccoli, completi e autosufficienti. (...) Un’altra caratteristica insolita è che ciascuna delle personalità possiede un diverso schema di sequenza delle onde cerebrali. Questo è sorprendente poiché - come fa notare Frank Putnam, uno psichiatra presso il National Institutes of Health che ha studiato questo fenomento - normalmente le sequenze delle onde cerebrali di una persona non cambiano, perfino in stati di estrema emozione.” Le diverse personalità presentano caratteristiche, spesso, completamente diverse tra loro e, in teoria, impossibili a cambiare così velocemente all’interno di uno stesso corpo.
Un uomo affetto da personalità multipla fu punto da una vespa. Quando si presentò al suo appuntamento con la psichiatra l’occhio punto era in un tale stato di gonfiore che questa lo fece ricoverare d’urgenza. In ambulanza l’uomo cambiò personalità e passò a una ‘anestetica’ cioé incapace di provare del dolore. Il male e il gonfiore all’occhio scomparvero e quando arrivarono all’ospedale l’uomo non presentava alcun disturbo. Fu dunque mandato a casa. Tornato a casa la personalità anestetica lasciò l’uomo e quella precedente si impossessò di nuovo della sua consapevolezza: il gonfiore e il dolore tornarono immediatamente. “Cambiando personalità, se uno è ubriaco può diventare immediatamente sobrio. (...) È anche difficile anestetizzare alcuni di coloro che sono affetti dal disturbo della personalità multipla: vi sono resoconti di persone di questo tipo che si sono svegliati sul tavolo operatorio, dopo che una delle loro personalità insensibili agli anestetici aveva preso il sopravvento. Altre condizioni che possono variare da personalità a personalità includono cicatrici, segni di bruciature, cisti, l’essere mancini o destrimani. L’acutezza visiva può differire e alcuni di questi soggetti devono portare con sé due o tre paia di occhiali da vista per adattarsi alle diverse personalità che si alternano.”
Questi cambiamenti fisiologici sono tutti quanti considerati ‘impossibili’, tuttavia avvengono. Ci si chiede allora che cosa permette loro di sospendere gli effetti dell’alcool e di altre droghe nel sangue, o attivare e disattivare il diabete? Tra l’altro, se l’individuo affetto dal disturbo delle personalità multiple riesce a guarire e, in un qualche modo, a diventare un intero, riesce ancora a effettuare questi cambiamenti a volontà! “Questo suggerisce che, da qualche parte nella nostra psiche, tutti abbiamo la capacità di controllare queste cose perché “la coscienza contiene l’intera realtà oggettiva.”
LA MENTE E' TUTTO
Nel 1966 uno psicologo di Harward, Richard Alpert, cercò di approfondire gli studi sull’LSD e si recò in India. L’esperienza che più lo colpì gli provenne da un piccolo sant’uomo tutto avvizzito che incontrò sulle colline ai piedi dell’Himalaia. Quando volle fargli provare l’LSD, visto che aveva superato i sessant’anni, Alpert cercò di somministrargli una dose leggera fra i 50 e 75 microgrammi. “Ma l’uomo era molto più interessato a una delle pillole da 305 mcg. - dose relativamente considerevole. Con riluttanza Alpert gli diede una delle pillole, ma l’uomo non era ancora soddisfatto. Con un guizzo negli occhi ne richiese un’altra e un’altra ancora - si mise tutti i 915 mcg. di LSD sulla lingua, una dose massiccia secondo ogni standard, e le inghiottì (per fare un paragone, la dose media usata da Grof era di ca. 200 mcg!). Scioccato, Alpert osservò attentamente, aspettandosi che l’uomo iniziasse a fare ondeggiare le braccia e a ululare, invece si comportò come se niente fosse accaduto. Rimase in quel modo per il resto della giornata, il suo contegno sereno e imperturbato come sempre, eccetto per il guizzo nelle occhiate che lanciava ad Alpert.”
A causa delle convinzioni ricevute, noi pensiamo impossibili tali padronanze, eppure sempre più ci arrivano dal mondo della scienza le constatazioni del potere illimitato della mente. Le nostre immagini interiori, cioè i nostri convincimenti, determinano la realtà oggettiva che vivremo. Il corpo non sa distinguere tra un’immagine che è solo immaginata e una che, invece, riproduce, una situazione esterna. “L’immaginazione e la realtà sono fondamentalmente inscindibili.” dice Michael Talbot in Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica. Per il nostro corpo qualsiasi immagine è reale, anche se, in effetti, questa è solo immaginaria. Lo dimostrano i successi ottenuti con i placebo, dei finti medicinali dati ai pazienti, a loro insaputa, che, sorprendentemente curano come se fossero dei reali preparati terapeutici.
UN CASO INTERESSANTE
La storia tragica, ma significativa di un uomo chiamato Wright, che soffriva di un cancro progredito alle ghiandole linfatiche, ci indica chiaramente a cosa possa arrivare il potere del convincimento. Wright era in cura dallo psicologo Bruno Klopfer, che in seguito riportò la sua storia. Il paziente era arrivato a uno stadio molto progredito di tumore e il tempo che gli rimaneva da vivere era ormai segnato. Tuttavia Wright venne a conoscenza di un nuovo farmaco, che a quanto pareva sembrava avere dei decisi effetti rigeneranti. Wright supplicò i medici di farglielo provare, nonostante il fatto che ormai avesse superato quella soglia da dove non avrebbe più potuto tornare indietro. Era così deciso nelle sue suppliche che, infine, i medici gli diedero il farmaco. Era venerdì e non ci si aspettava che Wright superasse il fine settimana. Ma lunedì, con la sorpresa di tutti, Wright gironzolava per le corsie dell’ospedale. I suoi tumori ai linfonodi si erano “sciolti come palle di neve su di un fornello a gas”, affermava Wright tutto soddisfatto. Dieci giorni dopo lasciava l’ospedale e, a detta dei medici ancora increduli, Wright era completamente guarito! Stette bene per diversi mesi, poi iniziarono ad apparire articoli in cui si scriveva che il farmaco da lui assunto non aveva quegli effetti strabilianti che all’inizio tutti pensavano avesse. Wright, una persona molto logica e razionale, incominciò a deprimersi, i suoi tumori ricomparvero e fu nuovamente ricoverato in ospedale. Il medico decise allora di fare un esperimento. Gli disse che in effetti quel primo tipo di farmaco non aveva avuto risultati molto particolari, ma ora avevano migliorato la formula e avrebbe potuto curarlo con questa. Il medico non aveva nessun medicinale nuovo ed era intenzionato a somministrargli solo acqua, tuttavia inscenò una procedura molto complicata prima di iniettargli il placebo. Anche questa volta i risultati furono sorprendenti, rimase privo di sintomi per altri due mesi, fino a quando lesse sull’American Medical Association che quel farmaco era stato definitivamente considerato inutile per il cancro. La sua fiducia ormai era stato troppo scossa, il suo tumore si ripresentò e morì due giorni dopo.
IL POTERE DELLA MENTE
La mente sembrerebbe un potente alleato a nostra disposizione. Il Dalai Lama così si esprime in proposito: “Ognuno di noi ha diritto a essere felice - è il nostro cervello la fonte della nostra forza e del nostro futuro, a condizione di usarlo in modo corretto. Dobbiamo discernere cosa generano i nostri stati mentali e usare la nostra intelligenza per scegliere con saggezza quelli da adottare. Per cambiare e imparare ad affrontare ogni sorta di emozioni è fondamentale analizzare quali pensieri sono utili, costruttivi e benefici - L’atteggiamento mentale è importante.”
Esercitare la mente a scegliere i pensieri che producono effetti benefici è senz’altro auspicabile. È un modo di approcciarsi alla vita che può solo far bene, se poi, con l’esercizio, si riuscisse a sollevare il velo dell’illusione e illuminare, poco alla volta, la nostra limitata consapevolezza - anche questo può solo essere un effetto desiderabile. Ma come sempre è l’esercizio che fa il maestro! La scappatoia della droga conduce a degli effetti eclatanti ma devastanti, per chi la utilizza al di fuori dei percorsi iniziatici o scientifici, le cui conseguenze sono spesso rovinose. Chi vuole cambiare la sua vita al meglio non può cercare effimere scappatoie. L’esistenza si migliora solo se innanzitutto miglioriamo noi stessi!
BIBLIOGRAFIA
Le citazioni sono tratte da Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica, di Michael Talbot, Urra Editrice Milano.
Le parole del Dalai Lama da I valori della vita, edizioni Armenia.
“Noi siamo finiti fuori e infiniti dentro”, così afferma Igor Sibaldi nel suo libro I Maestri invisibili. In questa immensità interiore si apre il mistero di mondi infiniti entro cui l’esplorazione avanza guardinga e, al contempo, affascinata. La ricerca per individuare le possibilità della coscienza sono ormai oggetto di studio da molti anni. Da dove viene la nostra percezione del reale, e il ‘reale’ è proprio oggettivamente reale o è una nostra invenzione - che poi diventa reale? Allora siamo proprio noi gli artefici della nostra realta? Gli esperimenti e gli studi condotti sono impressionanti, ma, ovviamente, sono da considerarsi ‘sicuri’ se eseguiti con cognizione di causa e sotto il controllo di persone competenti, altrimenti si corre il grosso rischio di distruggere l’integrità funzionale della persona!
LE SPERIMENTAZIONI DEL DOTTOR STANISLAV GROF
Diversi sono gli scienziati che si stanno approcciando a questa perlustrazione, uno di questi, Stanislav Grof, responsabile della ricerca psichiatrica al Maryland Research Center, ha approfondito gli studi da lui effettuati sugli effetti dell’allucinogeno LSD, quando ancora si trovava nella nativa Praga. “Quando Grof iniziò la sua ricerca, la maggior parte degli scienziati considerava l’esperienza dovuta all’LSD come poco più di una reazione da stress, come il modo del cervello di rispondere a una sostanza chimica nociva. Ma quando Grof studiò i resoconti delle esperienze dei suoi pazienti, non trovò prove del ripetersi di alcuna reazione da stress. Vi era invece una chiara continuità che scorreva attraverso ciascuna delle sedute con i suoi pazienti. “Piuttosto che essere causale e privo di relazione, il contenuto dell’esperienza sembrava rappresentare uno svelarsi consecutivo di livelli inconsci sempre più profondi”, dice Grof. Divenne rapidamente chiaro che la serie di sedute con l’LSD avevano la capacità di accelerare il processo psicoterapeutico e abbreviare il tempo necessario al trattamento di molti disturbi. Ricordi traumatici che avevano perseguitato individui per anni venivano dissotterrati e risolti, e a volte perfino condizioni gravi come la schizofrenia venivano guarite. Ma ciò che era ancor più sorprendente era che molti dei pazienti si muovevano rapidamente al di là dei problemi riguardanti le loro malattie e approdavano in aree inesplorate dalla psicologia occidentale. (...) Più sconcertanti di tutte furono le esperienze in cui la coscienza del paziente sembrava espandersi al di là dei consueti confini dell’ego immedesimandosi in altre forme viventi e perfino in oggetti.”
Nelle ricerche condotte da Grof si poté appurare la capacità del cervello, sollecitato dalla sostanza allucinogena, di varcare le soglie della nostra normale visione del mondo ed entrare in una realtà dell’infinito presente, dove molteplici realtà sembrano convivere contemporaneamente. Una comune esperienza dei soggetti testati era quella di rivivere la condizione intrauterina, questi erano in grado di descrivere con precisione stupefacente i processi fisiologici che avvenivano e davano informazioni così specifiche che difficilmente potevano appartenere al bagaglio comune! Questi soggetti erano inoltre in grado di descrivere i pensieri e i sentimenti importanti vissuti dalla madre, di cui, ovviamente, non erano a conoscenza. Grof, nel limite del possibile, verificò le informazioni personali date e dovette constatare la loro veridicità.
Ma più sconcertanti furono le esperienze vissute dai soggetti quando si immedesimavano in realtà estranee a quella umana. “Ad esempio Grof ebbe una paziente che divenne improvvisamente convinta di avere assunto l’identità di un rettile preistorico femminile. Non solo fornì una descrizione riccamente dettagliata di come ci si sente a essere incapsulati in una simile forma, ma osservò che la porzione anatomica del maschio della specie che trovava sessualmente più eccitante era una chiazza di scaglie colorate sul lato destro. Sebbene la donna non avesse alcuna precedente conoscenza di simili cose, una conversazione di Grof con uno zoologo confermò, successivamente, che in alcune specie di rettili le parti colorate sulla testa giocano effettivamente un ruolo importante nel provocare l’eccitamento sessuale.”
Sembrava non esserci alcun limite a ciò che i pazienti sottoposti ai test con l’LSD potessero sperimentare, questi potevano immedesimarsi in ogni situazione immaginabile e dare informazioni dettagliate a riguardo. “Era quasi come se l’LSD fornisse alla coscienza umana l’accesso a una sorta di infinito sistema di sottopassaggi - un labirinto di tunnel e vie traverse che esistono nelle profondità sotterranee dell’inconscio - e letteralmente ogni cosa nell’universo con ogni altra cosa.” Grof si chiese se si poteva accedere a tali mondi paralleli anche utilizzando altre tecniche che non includessero l’uso di droghe. Rifacendosi agli insegnamenti delle dottrine orientali, dove la respirazione viene allenata per entrare in stati ‘alterati’ di coscienza, Grof e la moglie Christina mettono a punto una respirazione, chiamata “olotropica” in grado di sbalzare l’individuo in quella rete globale di diverse realtà, dove è possibile sperimentare la totalità e, al tempo stesso, l’unicità che collega ogni esperienza.
Grof si convince che la realtà globale - e ogni singolo componente di questa realtà - sia in effetti un enorme ologramma in cui nella piccola parte si ritrovano presenti le informazioni e caratteristiche del tutto. Conia il termine “transpersonale” per descrivere quelle esperienze nelle quali la coscienza trascende i confini abituali del nostro ‘reale’. (In seguito, diversi professionisti, tra cui lo psicologo ed educatore Abram Maslow, fondano un nuovo ramo della psicologia, chiamato, appunto, “psicologia transpersonale”.)
LE PERSONALITA' MULTIPLE
Se si prendono in considerazione degli studi effettuati sulle cosiddette “personalità multiple sembrerebbe quasi che, considerando la realtà totale, tutto sia presente contemporaneamente e il tutto, cioè le singole parti che compongono questo tutto, contenga al proprio interno dei registri in cui sono presenti le informazioni inerenti la realtà totale. “È interessante notare che quando la psiche si frammenta, non diventa una raccolta di cocci rotti da bordi ruvidi, ma una raccolta di interi più piccoli, completi e autosufficienti. (...) Un’altra caratteristica insolita è che ciascuna delle personalità possiede un diverso schema di sequenza delle onde cerebrali. Questo è sorprendente poiché - come fa notare Frank Putnam, uno psichiatra presso il National Institutes of Health che ha studiato questo fenomento - normalmente le sequenze delle onde cerebrali di una persona non cambiano, perfino in stati di estrema emozione.” Le diverse personalità presentano caratteristiche, spesso, completamente diverse tra loro e, in teoria, impossibili a cambiare così velocemente all’interno di uno stesso corpo.
Un uomo affetto da personalità multipla fu punto da una vespa. Quando si presentò al suo appuntamento con la psichiatra l’occhio punto era in un tale stato di gonfiore che questa lo fece ricoverare d’urgenza. In ambulanza l’uomo cambiò personalità e passò a una ‘anestetica’ cioé incapace di provare del dolore. Il male e il gonfiore all’occhio scomparvero e quando arrivarono all’ospedale l’uomo non presentava alcun disturbo. Fu dunque mandato a casa. Tornato a casa la personalità anestetica lasciò l’uomo e quella precedente si impossessò di nuovo della sua consapevolezza: il gonfiore e il dolore tornarono immediatamente. “Cambiando personalità, se uno è ubriaco può diventare immediatamente sobrio. (...) È anche difficile anestetizzare alcuni di coloro che sono affetti dal disturbo della personalità multipla: vi sono resoconti di persone di questo tipo che si sono svegliati sul tavolo operatorio, dopo che una delle loro personalità insensibili agli anestetici aveva preso il sopravvento. Altre condizioni che possono variare da personalità a personalità includono cicatrici, segni di bruciature, cisti, l’essere mancini o destrimani. L’acutezza visiva può differire e alcuni di questi soggetti devono portare con sé due o tre paia di occhiali da vista per adattarsi alle diverse personalità che si alternano.”
Questi cambiamenti fisiologici sono tutti quanti considerati ‘impossibili’, tuttavia avvengono. Ci si chiede allora che cosa permette loro di sospendere gli effetti dell’alcool e di altre droghe nel sangue, o attivare e disattivare il diabete? Tra l’altro, se l’individuo affetto dal disturbo delle personalità multiple riesce a guarire e, in un qualche modo, a diventare un intero, riesce ancora a effettuare questi cambiamenti a volontà! “Questo suggerisce che, da qualche parte nella nostra psiche, tutti abbiamo la capacità di controllare queste cose perché “la coscienza contiene l’intera realtà oggettiva.”
LA MENTE E' TUTTO
Nel 1966 uno psicologo di Harward, Richard Alpert, cercò di approfondire gli studi sull’LSD e si recò in India. L’esperienza che più lo colpì gli provenne da un piccolo sant’uomo tutto avvizzito che incontrò sulle colline ai piedi dell’Himalaia. Quando volle fargli provare l’LSD, visto che aveva superato i sessant’anni, Alpert cercò di somministrargli una dose leggera fra i 50 e 75 microgrammi. “Ma l’uomo era molto più interessato a una delle pillole da 305 mcg. - dose relativamente considerevole. Con riluttanza Alpert gli diede una delle pillole, ma l’uomo non era ancora soddisfatto. Con un guizzo negli occhi ne richiese un’altra e un’altra ancora - si mise tutti i 915 mcg. di LSD sulla lingua, una dose massiccia secondo ogni standard, e le inghiottì (per fare un paragone, la dose media usata da Grof era di ca. 200 mcg!). Scioccato, Alpert osservò attentamente, aspettandosi che l’uomo iniziasse a fare ondeggiare le braccia e a ululare, invece si comportò come se niente fosse accaduto. Rimase in quel modo per il resto della giornata, il suo contegno sereno e imperturbato come sempre, eccetto per il guizzo nelle occhiate che lanciava ad Alpert.”
A causa delle convinzioni ricevute, noi pensiamo impossibili tali padronanze, eppure sempre più ci arrivano dal mondo della scienza le constatazioni del potere illimitato della mente. Le nostre immagini interiori, cioè i nostri convincimenti, determinano la realtà oggettiva che vivremo. Il corpo non sa distinguere tra un’immagine che è solo immaginata e una che, invece, riproduce, una situazione esterna. “L’immaginazione e la realtà sono fondamentalmente inscindibili.” dice Michael Talbot in Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica. Per il nostro corpo qualsiasi immagine è reale, anche se, in effetti, questa è solo immaginaria. Lo dimostrano i successi ottenuti con i placebo, dei finti medicinali dati ai pazienti, a loro insaputa, che, sorprendentemente curano come se fossero dei reali preparati terapeutici.
UN CASO INTERESSANTE
La storia tragica, ma significativa di un uomo chiamato Wright, che soffriva di un cancro progredito alle ghiandole linfatiche, ci indica chiaramente a cosa possa arrivare il potere del convincimento. Wright era in cura dallo psicologo Bruno Klopfer, che in seguito riportò la sua storia. Il paziente era arrivato a uno stadio molto progredito di tumore e il tempo che gli rimaneva da vivere era ormai segnato. Tuttavia Wright venne a conoscenza di un nuovo farmaco, che a quanto pareva sembrava avere dei decisi effetti rigeneranti. Wright supplicò i medici di farglielo provare, nonostante il fatto che ormai avesse superato quella soglia da dove non avrebbe più potuto tornare indietro. Era così deciso nelle sue suppliche che, infine, i medici gli diedero il farmaco. Era venerdì e non ci si aspettava che Wright superasse il fine settimana. Ma lunedì, con la sorpresa di tutti, Wright gironzolava per le corsie dell’ospedale. I suoi tumori ai linfonodi si erano “sciolti come palle di neve su di un fornello a gas”, affermava Wright tutto soddisfatto. Dieci giorni dopo lasciava l’ospedale e, a detta dei medici ancora increduli, Wright era completamente guarito! Stette bene per diversi mesi, poi iniziarono ad apparire articoli in cui si scriveva che il farmaco da lui assunto non aveva quegli effetti strabilianti che all’inizio tutti pensavano avesse. Wright, una persona molto logica e razionale, incominciò a deprimersi, i suoi tumori ricomparvero e fu nuovamente ricoverato in ospedale. Il medico decise allora di fare un esperimento. Gli disse che in effetti quel primo tipo di farmaco non aveva avuto risultati molto particolari, ma ora avevano migliorato la formula e avrebbe potuto curarlo con questa. Il medico non aveva nessun medicinale nuovo ed era intenzionato a somministrargli solo acqua, tuttavia inscenò una procedura molto complicata prima di iniettargli il placebo. Anche questa volta i risultati furono sorprendenti, rimase privo di sintomi per altri due mesi, fino a quando lesse sull’American Medical Association che quel farmaco era stato definitivamente considerato inutile per il cancro. La sua fiducia ormai era stato troppo scossa, il suo tumore si ripresentò e morì due giorni dopo.
IL POTERE DELLA MENTE
La mente sembrerebbe un potente alleato a nostra disposizione. Il Dalai Lama così si esprime in proposito: “Ognuno di noi ha diritto a essere felice - è il nostro cervello la fonte della nostra forza e del nostro futuro, a condizione di usarlo in modo corretto. Dobbiamo discernere cosa generano i nostri stati mentali e usare la nostra intelligenza per scegliere con saggezza quelli da adottare. Per cambiare e imparare ad affrontare ogni sorta di emozioni è fondamentale analizzare quali pensieri sono utili, costruttivi e benefici - L’atteggiamento mentale è importante.”
Esercitare la mente a scegliere i pensieri che producono effetti benefici è senz’altro auspicabile. È un modo di approcciarsi alla vita che può solo far bene, se poi, con l’esercizio, si riuscisse a sollevare il velo dell’illusione e illuminare, poco alla volta, la nostra limitata consapevolezza - anche questo può solo essere un effetto desiderabile. Ma come sempre è l’esercizio che fa il maestro! La scappatoia della droga conduce a degli effetti eclatanti ma devastanti, per chi la utilizza al di fuori dei percorsi iniziatici o scientifici, le cui conseguenze sono spesso rovinose. Chi vuole cambiare la sua vita al meglio non può cercare effimere scappatoie. L’esistenza si migliora solo se innanzitutto miglioriamo noi stessi!
BIBLIOGRAFIA
Le citazioni sono tratte da Tutto è uno, l’ipotesi della scienza olografica, di Michael Talbot, Urra Editrice Milano.
Le parole del Dalai Lama da I valori della vita, edizioni Armenia.
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