Malattie del benessere
È sempre più dimostrato che certi alimenti, troppo “ricchi” per la vita sedentaria che facciamo, creano degli intasamenti e interferiscono negativamente con il benessere dell’organismo. In generale si può affermare che quando si ingeriscono troppe calorie queste vengono trasformate in acidi grassi. Alcuni vengono accumulati, altri si dirigono invece dai mitocondri, le centraline energetiche delle cellule, sovraccaricandole di energia e obbligandole così a lavorare di più, quindi a invecchiare più in fretta.
Per esempio, il consumo eccessivo di carne e di latticini è la causa principale di una sovrabbondante assunzione di proteine. Questa abbondanza è stata associata a problemi di intasamento di organi e vasi, disidratazione e affezioni cardiache, disfunzioni renali ed epatiche, fermentazioni e infezioni. Una dieta iperproteica crea dei sottoprodotti tossici in forma di azoto inutilizzato, la loro espulsione può gravare fortemente sui reni, a meno che non si bevano grandi quantità d’acqua. Il latte, come abbiamo visto, contribuisce ad aumentare le proteine che ingeriamo, ma non solo. Questo alimento e i suoi derivati, sono estremamente ricchi e, per questo, creano moltissimi problemi. Infatti sono forniti abbondantemente di zuccheri (dal lattosio), di grassi e di proteine. Come si può ben immaginare, è troppa l’energia che mettono a disposizione di organismi, non più costretti a farne un grande uso! Di conseguenza, tanta sovrabbondanza, nel tempo, intasa gli organi addetti all’eliminazione e quindi si accumula e crea tossicità.
Il latte, oltre ad essere un cibo ricco di proteine, è ricco in zuccheri e in grassi. Come si può ben immaginare è veramente troppa l’energia che mette a disposizione, di conseguenza, tanta abbondanza, nel tempo intasa gli organi addetti all’eliminazione, per cui si accumula e diventa tossico.
Anche la sovrabbondanza di grassi crea intossicazioni, intasamenti e accumuli. Ricordiamo che i grassi salutari sono gli oli spremuti a freddo, in modo particolare quelli di semi girasole, mais, soia che contengono buone percentuali di acidi grassi essenziali - indispensabili per la protezione e nutrizione delle cellule, delle mucose e della pelle, mentre il nostro olio d’oliva ne è quasi privo! Gli oli non spremuti a freddo subiscono dei trattamenti chimici a dir poco sconcertanti. Questo, per esempio è il trattamento eseguito per estrarre l'olio non spremuto a freddo:
Pulitura seme
Macinazione
Riscaldamento a 150°
Estrazione con benzina
Decantazione dell'olio con benzina
Filtrazione dell'olio e benzina
Distillazione della benzina dall'olio
Eliminazione delle lecitine con acqua
Eliminazione delle gomme con acido fosforico
Eliminazione acidi grassi liberi con soda caustica
Lavaggio da saponi con acqua
Decolorazione con terre acidificate
Deodorazione con vapore a 250° che elimina i tocoferoli
Neutralizzazione saponi con acido citrico
Filtrazione
Oltre a essere sconsigliabili gli oli spremuti a caldo, lo sono pure le margarine o tipo margarina, dove gli oli subiscono una saturazione attraverso a un processo di idrogenazione, che permette alla sostanza grassa e liquida di divenire solida. Questo procedimento di idrogenazione sconvolge profondamente la loro struttura naturale iniziale, a causa di tutti i procedimenti chimici adottati, rendendo i grassi idrogenati degli alimenti altamente nocivi, a dispetto di quanto molta pubblicità ha voluto far credere al pubblico. Per cui si faccia attenzione di evitare l’uso di margarina, ma anche di tutti quei prodotti che sull’etichetta presentano l’utilizzo di margarina o grassi idrogenati!
Ovviamente non c’è bisogno di ricordare che l’assunzione di troppi grassi animali alza il colesterolo nel sangue, portando l’individuo sulla strada dell’arteriosclerosi.
Altri prodotti, che nella stragrande maggioranza dei casi, creano accumuli e intolleranze sono costituiti dai lieviti e dai carboidrati raffinati (farine e zuccheri). Ciò è dovuto in primo luogo per la nostra flora batterica scompensata (a causa dei farmaci assunti, della vita irregolare e insalubre a cui noi oggi sottostiamo) che permette al fungo Candida di proliferare (in ogni organismo sono presenti normalmente batteri e funghi, il problema insorge quando, a causa di cattive abitudini alimentari, destabilizziamo la flora - che è preposta alla salvaguardia del nostro benessere - mettendo batteri e funghi dannosi in maggioranza!). La Candida, come tutti i funghi, si ciba di prodotti zuccherini e di lieviti. Nutrendoci in abbondanza di tali prodotti (come oggi, purtroppo accade!) noi continuiamo a nutrire questo fungo che, riproducendosi velocemente, ci toglierà sempre più energia e ci sentiremo continuamente stanchi e spossati! In secondo luogo, la sovrabbondanza di calorie, apportata da questi cibi così ricchi, obbliga il corpo a trasformarle in acidi grassi da ciò il rischio di avere il colesterolo alto, anche se non si assumono grassi animali e il medico, a questo punto, vi consigleirà quindi di diminuire o eliminare i dolci!
Fra gli alimenti più penalizzati, per la questione delle intolleranze, ci sono le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate, tabacco). Sembrerebbe che gli alcaloidi presenti in queste piante rimuovono gradualmente il calcio dalle ossa e lo depositano nei tessuti molli come le articolazioni, i reni, le arterie e altre parti del corpo dove non vi appartiene. Questa “calcificazione” dei tessuti molli causa poi dolori artritici, reumatoidi, borsiti, gotta, gomito del tennista, dolori lombari, mal di testa, ipertensione arteriosa e numerosi altri disturbi collaterali.
Per controbilanciare la presenza irritante di questi accumuli di sostanze di rifiuto il nostro organismo produce muco in abbondanza, così da cercare di schermare le membrane che costituiscono le pareti dei nostri organi interni. Il muco subentra quando, di fronte alla continua presenza di sostanze irritanti, che causerebbero una costante reazione allergica, l’organismo cerca di evitarlo, producendo questa viscosità che dovrebbe preservare le mucose e impedirne l’irritazione. Un eccesso di muco (che solitamente non avvertiamo quando si forma nell’apparato digerente, ma che invece ben percepiamo se si forma nei polmoni, e/o nella zona retronasale - causandoci o raffreddori continui, o il senso di fastidio, dato dal fatto che non si riesce mai a espellere del tutto quel muco!) è il classico segnale della presenza nell’organismo di accumuli di residui tossici
La sovrabbondanza di cibi troppo ricchi e/o tossici, accumulandosi, in quanto non riescono a essere espulsi dall’organismo, intasa anche gli intestini. Se il tubo digerente è intasato e incrostato dai rimasugli delle sostanze ingerite e mai dei tutto eliminate -a causa del sovraccarico a cui è sottoposto - noi ci intossichiamo. Il sangue non può più rigenerarsi e le tossine, mai del tutto espulse, circolano nell’organismo, creando, all’inizio, piccoli malesseri, a cui nessuno bada più tanto, ma nel tempo questi disguidi nel funzionamento del nostro organismo, creano dei reali scompensi e malattie.
Accanto all’intossicazione da materiale nocivo accumulato, secondo l’Association Médicale Kousmine Internationale, i rifiuti ammassati negli intestini impediscono l’assimilazione degli elementi nutrizionali.
Per aiutare l’organismo a espellere i prodotti di rifiuto accumulati è buona abitudine introdurre meno alimenti ricchi (proteine, grassi e carboidrati) e assumere più alimenti scompositivi (frutta e verdura).
Quindi, ogni terapia dietetica, anche quella adottata per dimagrire, per avere degli effetti salutari e duraturi dovrà per forza partire da un regime depurativo, che alleggerendo gli intestini rinnoverà, al contempo, il sangue. Un’alimentazione più leggera e ricca di cibi scompositivi è il primo passo da fare per iniziare una depurazione (la dieta va fatta per ca. 15 giorni, poi si potranno introdurre gli altri alimenti, ma sempre in modo corretto, come appunto esposto fino adesso!).
Ogni depurazione avviene con una crisi di eliminazione. Il corpo, purificandosi dai residui originati da quegli agenti o alimenti, vive una vera e propria crisi, chiamata di guarigione, perché la sofferenza provocata da questa purificazione è comunque un processo benefico. Per provocare questa purificazione bisogna astenersi completamente dall’assumere la sostanza negativa.
Per esempio, il consumo eccessivo di carne e di latticini è la causa principale di una sovrabbondante assunzione di proteine. Questa abbondanza è stata associata a problemi di intasamento di organi e vasi, disidratazione e affezioni cardiache, disfunzioni renali ed epatiche, fermentazioni e infezioni. Una dieta iperproteica crea dei sottoprodotti tossici in forma di azoto inutilizzato, la loro espulsione può gravare fortemente sui reni, a meno che non si bevano grandi quantità d’acqua. Il latte, come abbiamo visto, contribuisce ad aumentare le proteine che ingeriamo, ma non solo. Questo alimento e i suoi derivati, sono estremamente ricchi e, per questo, creano moltissimi problemi. Infatti sono forniti abbondantemente di zuccheri (dal lattosio), di grassi e di proteine. Come si può ben immaginare, è troppa l’energia che mettono a disposizione di organismi, non più costretti a farne un grande uso! Di conseguenza, tanta sovrabbondanza, nel tempo, intasa gli organi addetti all’eliminazione e quindi si accumula e crea tossicità.
Il latte, oltre ad essere un cibo ricco di proteine, è ricco in zuccheri e in grassi. Come si può ben immaginare è veramente troppa l’energia che mette a disposizione, di conseguenza, tanta abbondanza, nel tempo intasa gli organi addetti all’eliminazione, per cui si accumula e diventa tossico.
Anche la sovrabbondanza di grassi crea intossicazioni, intasamenti e accumuli. Ricordiamo che i grassi salutari sono gli oli spremuti a freddo, in modo particolare quelli di semi girasole, mais, soia che contengono buone percentuali di acidi grassi essenziali - indispensabili per la protezione e nutrizione delle cellule, delle mucose e della pelle, mentre il nostro olio d’oliva ne è quasi privo! Gli oli non spremuti a freddo subiscono dei trattamenti chimici a dir poco sconcertanti. Questo, per esempio è il trattamento eseguito per estrarre l'olio non spremuto a freddo:
Pulitura seme
Macinazione
Riscaldamento a 150°
Estrazione con benzina
Decantazione dell'olio con benzina
Filtrazione dell'olio e benzina
Distillazione della benzina dall'olio
Eliminazione delle lecitine con acqua
Eliminazione delle gomme con acido fosforico
Eliminazione acidi grassi liberi con soda caustica
Lavaggio da saponi con acqua
Decolorazione con terre acidificate
Deodorazione con vapore a 250° che elimina i tocoferoli
Neutralizzazione saponi con acido citrico
Filtrazione
Oltre a essere sconsigliabili gli oli spremuti a caldo, lo sono pure le margarine o tipo margarina, dove gli oli subiscono una saturazione attraverso a un processo di idrogenazione, che permette alla sostanza grassa e liquida di divenire solida. Questo procedimento di idrogenazione sconvolge profondamente la loro struttura naturale iniziale, a causa di tutti i procedimenti chimici adottati, rendendo i grassi idrogenati degli alimenti altamente nocivi, a dispetto di quanto molta pubblicità ha voluto far credere al pubblico. Per cui si faccia attenzione di evitare l’uso di margarina, ma anche di tutti quei prodotti che sull’etichetta presentano l’utilizzo di margarina o grassi idrogenati!
Ovviamente non c’è bisogno di ricordare che l’assunzione di troppi grassi animali alza il colesterolo nel sangue, portando l’individuo sulla strada dell’arteriosclerosi.
Altri prodotti, che nella stragrande maggioranza dei casi, creano accumuli e intolleranze sono costituiti dai lieviti e dai carboidrati raffinati (farine e zuccheri). Ciò è dovuto in primo luogo per la nostra flora batterica scompensata (a causa dei farmaci assunti, della vita irregolare e insalubre a cui noi oggi sottostiamo) che permette al fungo Candida di proliferare (in ogni organismo sono presenti normalmente batteri e funghi, il problema insorge quando, a causa di cattive abitudini alimentari, destabilizziamo la flora - che è preposta alla salvaguardia del nostro benessere - mettendo batteri e funghi dannosi in maggioranza!). La Candida, come tutti i funghi, si ciba di prodotti zuccherini e di lieviti. Nutrendoci in abbondanza di tali prodotti (come oggi, purtroppo accade!) noi continuiamo a nutrire questo fungo che, riproducendosi velocemente, ci toglierà sempre più energia e ci sentiremo continuamente stanchi e spossati! In secondo luogo, la sovrabbondanza di calorie, apportata da questi cibi così ricchi, obbliga il corpo a trasformarle in acidi grassi da ciò il rischio di avere il colesterolo alto, anche se non si assumono grassi animali e il medico, a questo punto, vi consigleirà quindi di diminuire o eliminare i dolci!
Fra gli alimenti più penalizzati, per la questione delle intolleranze, ci sono le solanacee (pomodori, peperoni, melanzane, patate, tabacco). Sembrerebbe che gli alcaloidi presenti in queste piante rimuovono gradualmente il calcio dalle ossa e lo depositano nei tessuti molli come le articolazioni, i reni, le arterie e altre parti del corpo dove non vi appartiene. Questa “calcificazione” dei tessuti molli causa poi dolori artritici, reumatoidi, borsiti, gotta, gomito del tennista, dolori lombari, mal di testa, ipertensione arteriosa e numerosi altri disturbi collaterali.
Per controbilanciare la presenza irritante di questi accumuli di sostanze di rifiuto il nostro organismo produce muco in abbondanza, così da cercare di schermare le membrane che costituiscono le pareti dei nostri organi interni. Il muco subentra quando, di fronte alla continua presenza di sostanze irritanti, che causerebbero una costante reazione allergica, l’organismo cerca di evitarlo, producendo questa viscosità che dovrebbe preservare le mucose e impedirne l’irritazione. Un eccesso di muco (che solitamente non avvertiamo quando si forma nell’apparato digerente, ma che invece ben percepiamo se si forma nei polmoni, e/o nella zona retronasale - causandoci o raffreddori continui, o il senso di fastidio, dato dal fatto che non si riesce mai a espellere del tutto quel muco!) è il classico segnale della presenza nell’organismo di accumuli di residui tossici
La sovrabbondanza di cibi troppo ricchi e/o tossici, accumulandosi, in quanto non riescono a essere espulsi dall’organismo, intasa anche gli intestini. Se il tubo digerente è intasato e incrostato dai rimasugli delle sostanze ingerite e mai dei tutto eliminate -a causa del sovraccarico a cui è sottoposto - noi ci intossichiamo. Il sangue non può più rigenerarsi e le tossine, mai del tutto espulse, circolano nell’organismo, creando, all’inizio, piccoli malesseri, a cui nessuno bada più tanto, ma nel tempo questi disguidi nel funzionamento del nostro organismo, creano dei reali scompensi e malattie.
Accanto all’intossicazione da materiale nocivo accumulato, secondo l’Association Médicale Kousmine Internationale, i rifiuti ammassati negli intestini impediscono l’assimilazione degli elementi nutrizionali.
“Questi depositi di rifiuti possono raggiungere i 5-7 cm di spessore e indurirsi come pneumatici, impedendo, a lungo andare, l’assorbimento e la penetrazione all’interno dell’organismo di vitamine e sali minerali, (…) con conseguente carenza nutrizionale, indipendentemente dalla qualità del cibo o dalle vitamine assunte.” (Da Il metodo Kousmine)Spesso le reazioni di malessere a questi intasamenti e intossicazioni non sono violente, ma proprio per questo esse sono più subdole e insidiose, in quanto determinano la formazione di patologie croniche complesse che si instaurano con lentezza. Il nostro organismo è cablato in modo tale da eliminare tutto ciò che è dannoso. Tuttavia, quando il materiale di rifiuto è molto, gli organi preposti per l’eliminazione (intestini, reni, polmoni, pelle), messi sotto carico, possono rallentare la loro funzionalità fino a bloccarsi, con un conseguente accumulo di materiali tossici. Gli accumuli di questi rifiuti vengono depositati sotto forma di grasso, di calcio (calcoli), di placca (nelle arterie e sui denti), muco, feci indurite che vengono trattenute negli intestini, tumori, cisti e acqua. A questo punto il nostro sistema immunitario, che è quell’insieme di attività incaricate a difendere l’organismo dagli attacchi nocivi, prova a eliminare questi prodotti di rifiuto scatenando, magari, un raffreddore o una tosse umida o altri disturbi/sfoghi, con cui cerca di depurarsi dai depositi accumulati.
Per aiutare l’organismo a espellere i prodotti di rifiuto accumulati è buona abitudine introdurre meno alimenti ricchi (proteine, grassi e carboidrati) e assumere più alimenti scompositivi (frutta e verdura).
Quindi, ogni terapia dietetica, anche quella adottata per dimagrire, per avere degli effetti salutari e duraturi dovrà per forza partire da un regime depurativo, che alleggerendo gli intestini rinnoverà, al contempo, il sangue. Un’alimentazione più leggera e ricca di cibi scompositivi è il primo passo da fare per iniziare una depurazione (la dieta va fatta per ca. 15 giorni, poi si potranno introdurre gli altri alimenti, ma sempre in modo corretto, come appunto esposto fino adesso!).
Ogni depurazione avviene con una crisi di eliminazione. Il corpo, purificandosi dai residui originati da quegli agenti o alimenti, vive una vera e propria crisi, chiamata di guarigione, perché la sofferenza provocata da questa purificazione è comunque un processo benefico. Per provocare questa purificazione bisogna astenersi completamente dall’assumere la sostanza negativa.
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