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GLI ARTICOLI DI EVOLUZIONI

benessere psicofisico, conoscenze mistico-esoteriche, psicologia, pensiero evolutivo quantistico

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La via del Giusto

Tutti i pensieri mistici contemplano l'idea della provvidenza divina, se solo l'essere umano si attiene alle regole armoniose, equilibratrici ed evolutive, indicate dalla propria coscienza.
"Beato l'uomo che retto procede, che non entra a consiglio con gli empi; non va per la via dei peccatori, nel convegno dei tristi non siede; ma nella legge di Dio si compiace e la medita il giorno e la notte.
E sarà come l'albero piantato su rivi di acque correnti, che dà frutto nella sua stagione, né una foglia (a terra) ne cade: (Così l'uomo che teme il Signore), ogni cosa che fa, riesce bene." (Salmo 1)

Così recita il primo Salmo della Bibbia, ma come questo anche altri proclamano che, seguendo la Via del Giusto, la provvidenza divina protegge e realizza l'essere umano aiutandolo a diventare se stesso al meglio (l'albero che dà frutti).

"Non peccò la mia lingua all'uso umano, al verbo dei tuoi labbri io fui federe. Fermo è il mio passo nella via del giusto, nei tuoi sentieri il mio pie' non vacilla. Io t'invoco e tu, o Dio, m'esaudirai!" (Salmo 17)

"Dio mi premiò per il mio agire, mi compensò dell'innocenza mia, ché le vie del Signore io custodii, né mai prevaricai contro il mio Dio. Tutti i giudizi io tengo presenti e i suoi precetti da me non respingo. Integro mi mantenni innanzi a lui e mi guardai da ogni iniquità. E Dio mi premia per il mio giusto agire, perché le mani ho monde agli occhi suoi." (Salmo 18)

Quando si percorre la Via del Giusto, Dio protegge ed esaudisce. Anche il Cristo ribadisce lo stesso concetto quando afferma:

"Perciò io vi dico: Non siate troppo solleciti per la vostra vita, di quel che mangerete, né per il vostro corpo, di che vi vestirete. (...) Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il vostro Padre celeste li nutre. Or non valete voi più di loro? (...) E perché darsi tanta pena per il vestito? Guardate come crescono i gigli del campo: non lavorano, né filano, eppure, vi assicuro che nemmeno Salomone in tutta la sua gloria, fu mai vestito come uno di loro. Or, se Dio riveste in questa maniera l’erba del campo, che oggi è e domani vien gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede? Non vogliate dunque angustiarvi dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Di che ci vestiremo? Di tutte queste cose, infatti, si danno premura i pagani; or, il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutto questo. Cercate prima di tutto il regno (di Dio) e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date per giunta." (Mt. 6, 25-33)

Come ben si legge, il Cristo non insegna tanto a rinunciare ai beni materiali, di cui Dio sa che ne abbiamo di bisogno (vedi: "Il Cristo insegna la rinuncia?"). Viene invece sottolineata l’importanza di dare tutta la propria attenzione a rendere giustizia a Dio con il nostro comportamento ("Il Regno di Dio è dentro di voi." Lc. 17, 21). Quindi, a impegnarci a migliorare noi stessi in modo da essere in armonia con la legge divina. Il messaggio del Cristo incoraggia principalmente a dare l’attenzione della propria vita, a ciò che richiede il Regno di Dio dentro di noi, ovvero i dettami della nostra anima, perché poi, tutto il resto di cui noi, come esseri umani, abbiamo di bisogno, verrà di conseguenza. Il Cristo enfatizza la ricerca del Regno di Dio dentro di noi, perché è dentro di noi che troviamo i Suoi veri dettami.

IL SENSO DELLA DISCIPLINA
Oggi si scambia per dettami della coscienza ciò che viene indicato come precetto religioso (se non li hai già letti vai poi a "i codici occulti" e "i codici vitali"). Bisogna però distinguere. Lo Spirito Divino, ovvero ciò che gli psicologi hanno riconosciuto essere l'anelito al senso divino, pulsando nelle nostre interiorità, ha tentato di stimolare la nostra crescita interiore, nel corso dell'evoluzione, illuminando degli esseri particolarmente ricettivi ed evoluti, che hanno così manifestato la parola di Dio in ciò che poi è stato formalizzato nelle diverse religioni, con le loro imposizioni e credenze. Da saggezze spirituali, quali erano all'inizio, con delle regole, che in effetti servivano da "esercizi di allenamento" per diventare migliori, si sono poi trasformate in dogmi e norme (codici occulti) la cui finalità iniziale di insegnare all'individuo a migliorarsi, si è quindi trasformata in mera penitenza e sacrificio formali. Soprattutto, queste regole imposte non come allenamento, ma come dovere da eseguire e basta, così da far contento Dio, toglie la possibilità di imparare veramente a percepire ciò che l'individuo è pronto a fare. Non siamo tutti uguali e ognuno si trova a livelli diversi di evoluzione. Da ciò la necessità di differenziare la disciplina: ciò che può essere un ottimo rendimento in un bambino alle elementari è però insufficiente se questo viene dato da qualcuno al liceo!

Abituati come siamo a seguire i dettami religiosi, senza porci la domanda se questi siano dei buoni "esercizi" per la nostra evoluzione, diventiamo un gregge di pecore, il cui unico moto verso il divino diventa la devozione, un aspetto questo che rende ancora di più dipendenti da una divinità che, elargisce le sue grazie solo se riusciamo a commuoverla! Un atteggiamento, che impedisce ulteriormente di comprendere che la "Divinità" è giusta, ovvero, quando ci "premia" è sempre perché noi, in un qualche modo, ce lo siamo meritati.

IL CODICE BINARIO
Osservando come avviene l'evoluzione delle specie, ci rendiamo conto che in ogni frangente, tutto nel Creato, progredisce attraverso l'apprendimento dettato dal semplicissimo codice binario: ovvero del sì, cioè positivo – e del no, ovvero negativo. Se una specie deve modificarsi, lo fa perché la sua risposta alle situazioni esterne è diventata obsoleta, ovvero negativa. Per sopravvivere deve quindi adattarsi alle nuove esigenze della vita e cambiare. Ovvero deve assumere delle caratteristiche che siano in consonanza con i nuovi bisogni che si sono manifestati.

Tutto nella vita funziona secondo le indicazioni di questo semplicissimo codice binario. In teoria dovremmo pure educare i bambini secondo questa regola: se fai bene sei premiato, mentre se fai male sei punito (il punto è che sia i "premi" che le "punizioni" devono però essere elargiti in modo sereno, e non essere mai la risposta nevrotica di persone che sono loro stesse, in prima persona, le vittime dei propri moti interiori disordinati e fuori equilibrio!). Sebbene questa semplice regoletta, l'unica attraverso cui noi apprendiamo veramente, sia così verificabile nel suo funzionamento tutto attorno a noi, e sia estremamente chiara nelle sue possibilità di applicazione, confusi come siamo dalle regole esterne che, in continuazione ci sono state imposte, senza che noi abbiamo potuto appurare la loro validità, oggi risulta quindi molto difficile essere semplici ed efficaci nella nostra vita e nella nostra crescita. Abbiamo perso il contatto con la nostra coscienza, ovvero con il reale timone, che può farci veleggiare con competenza, sul mare degli avvenimenti che ci accadono.

Per scoprire i dettami della nostra anima, ovvero, per comprendere ciò che spetta a noi, personalmente, di compiere, per stare bene con noi stessi, essere in pace con la nostra coscienza e percorrere, quindi, la Via del Giusto, dobbiamo ricercare la saggezza spirituale.

“Non lasciare che preghi al riparo dei pericoli,
ma rendimi intrepido nell’affrontarli.
Non lasciare che implori affinché cessi il mio dolore,
ma per il coraggio di sconfiggerlo.
Non lasciare che supplichi nell’ansia di essere salvato,
ma fammi sperare nella pazienza
di vincere la mia libertà.
Concedimi di non essere codardo,
di non vedere la Tua misericordia solo nel successo;
ma fammi trovare la stretta della Tua mano nel mio fallimento.”
(Rabindranath Tagore, poeta indiano premio Nobel)

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