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Optimum silentium

insieme di colori interiori

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Nicholas Roerich

Ci sono artisti e artisti, alcuni semplicemente in grado di farci rivivere delle emozioni, belle o inquietanti che siano, altri, più rari, sono quelli capaci di metterci in connessione con l'intuizione del Divino che ognuno di noi porta nell'animo. Roerich è uno di questi.
di Carla Fleischli Caporale ©

"Dove non c'è visione, la gente perisce" così troviamo indicato nei Proverbi (29,18). La visione è una rara qualità umana, che unisce l'intuizione alla comprensione della sintesi dell'Eccelso, per questo è così difficile riscontrarla. Un esempio mirabile di tale capacità di visione lo riscontriamo in Roerich che, attraverso la sua arte, prodotto di una sua particolare e raffinata sensibilità certo, ma anche della sua vasta cultura esoterica, riesce a risvegliare nell'animo quel fremito rigenerante, determinato dal contatto col Divino.

Ma andiamo con ordine: Nicholas Roerich nasce il 9 ottobre 1874 a San Pietroburgo come figlio di un notaio. L'ambiente familiare medio-elevato gli garantisce una cultura raffinata e articolata. Casa sua, inoltre, era meta frequente di amici scrittori, scienziati e artisti del colore e della musica, personaggi che contribuirono ad arricchire ulteriormente gli orizzonti interiori del giovane Roerich.
Portato per il disegno, sognava una carriera da artista, tuttavia deve però assecondare il padre, che non considerava tale professione degna di un membro responsabile della società. Arrivano quindi entrambi a un compromesso: Roerich avrebbe seguito contemporaneamente l'Accademia e la facoltà di Giurisprudenza.
A conclusione dei suoi studi universitari Roerich aveva programmato un anno in Europa, per visitare musei, mostre, esposizioni… tuttavia, prima di partire, incontra Helena, figlia dell'architetto Shaposhnikov e nipote del compositore Mussorgsky. Qualcosa tra loro nasce immediatamente, infatti si fidanzarono e, al ritorno dall'Europa di Roerich, si sposano.

L'Agny Yoga
Helena Roerich era una donna di grande talento, oltre a essere un'ottima pianista, aveva anche scritto diversi libri, fra cui, ricordiamo, "I principi del buddismo", e aveva altresì tradotto in russo "La dottrina segreta" di Helena Blavatsky, uno dei personaggi più significativi della Società Teosofica.
Di animo colto, sensibile e raffinato, fu ad Helena Roerich che venne impartito, da parte del Maestro Morya, l'insegnamento dell'Agni Yoga all'umanità, raccolto poi in libri quali "Le foglie del giardino di Morya" e divulgato anche grazie alla fondazione della Società Agni Yoga, che i coniugi Roerich iniziarono a New York all'inizio degli anni '20.

L'Agny Yoga può essere considerato lo yoga più elevato, che non consiste più in posizioni fisiche e in particolari respirazioni, bensì nell'applicazione pratica, quotidiana e cosciente di quei valori che tutte le tradizioni spirituali mondiali affermano e che tutte le guide dell'umanità sono venute a ripeterci e a manifestare tramite vite degne e luminose, affinché fossero per noi dei modelli. Helena Roerich infatti era convinta che: “il maggiore giovamento cui possiamo contribuire, consiste nel risveglio della coscienza e nel miglioramento e arricchimento della qualità dei nostri pensieri, che, insieme alla purificazione del Cuore, rafforzano le nostre emanazioni. Così, aumentando il nostro livello vibratorio, contribuiamo a ristabilire la salute di tutti coloro che ci circondano.”
Roerich definì Helena come: "moglie, amica, compagna di viaggio, ispiratrice". Infatti la loro collaborazione nello studio, nel lavoro, nell'espansione di coscienza e nella creazione (che per essere vera e grande necessita di una fusione perfetta di due polarità, quale fu la loro unione), assieme al loro sostegno e stimolo reciproco, permisero la trasformazione di ogni ostacolo in possibilità e la realizzazione di un servizio mondiale straordinario. (Agny Yoga)

L'Artista è un creatore di energie, non solo di forme
Roerich, intanto, dopo il matrimonio aveva assunto l'incarico di Segretario della Scuola per lo Sviluppo dell'Arte in Russia. La sua profonda natura essenziale, che lo portava a trovare corrispondenze, dove conflitti o divergenze potevano separare e creare disunioni, ovvero, per dirla in altre parole, la sua naturale disposizione a creare armonia in ogni situazione, lo contraddistinse in ogni suo operato. Garabed Paelian, in un'opera dedicata a lui, descriveva la sua acuta capacità di trovare le connessioni in fenomeni all'apparenza separati, percependo così una natura unica che supportava tutta la creazione. Fu proprio quel suo talento nel trovare i nessi fondamentali, abbinato anche a un'accorta capacità di sintesi, a permettergli delle proficue le sinergie e a fondere il Significato profondo, quello con la S maiuscola, della cultura in genere, in un messaggio che si evidenziò sempre di più attraverso il suo modo di intendere e fare arte.

Infatti, l'Arte di Roerich riesce a rendere l'Essenza che spinge gli esseri umani, in modo dolce e nello stesso tempo imperativo, alla presa di coscienza del proprio destino spirituale, ricordando loro il dovere di prepararsi per la Nuova Era, in cui "Ridgen Djapo (il Messia della tradizione mongola) radunerà il suo esercito e sotto le insegne della Bandiera della Luce sconfiggerà le schiere delle tenebre".
Già Platone aveva affermato che l'Arte può essere un mezzo per arrivare alla nostra più profonda identità e quale può essere questa intima essenza, se non quella divina?
L'intera vita di Nicholas e Helena Roerich fu dedicata alla contemplazione, alla creazione, alla diffusione della Bellezza e della coscienza della necessità di una educazione a Essa e di una tensione costante e uno sforzo, che niente può scoraggiare nel ricercarla e nell'imparare a esprimerla.

Il compito spirituale
La vita di Roerich, la sua cultura e la sua arte, hanno contribuito a creare ponti di comprensione e di arricchimento tra quelli che, solo apparentemente e solo fino a un certo livello, sono opposti in contraddizione. La capacitò di trasformare l'opposizione in complementarità, può avvenire grazie a un ampliamento di coscienza che, secondo Roerich, è un dovere di tutti perseguire. Solo attraverso tale evoluzione interiore possono scaturire Armonia e Bellezza. Infatti, secondo Roerich, il vero compito dell'uomo di Cultura (nel suo senso più pregnante e profondo) e del vero Artista (in qualunque campo operi), è quello di porre in relazione, di unire, di costruire ponti. Non per nulla l'immagine del ponte ricorre spesso negli scritti e nei quadri di questo Autore, che così si espresse in proposito: "Solo il ponte della Bellezza sarà abbastanza grande da attraversare l'abisso dalle tenebre alla Luce."

Rörich dava un significato eccelso alla cultura, che così definiva: "L'umanità non conosce una panacea più elevata della Cultura e non ne conoscerà mai una, perché nella Cultura sono sintetizzati tutti i conseguimenti della creatività di fuoco.
Cultura significa un'eterna conoscenza e miglioramento della vita attraverso le fondazioni del glorioso progresso. Quelli che riconoscono l'importanza della Cultura sradicano dai loro cuori qualsiasi concetto di paura, paura della morte, paura dei nemici. Quando nel più profondo del cuore si riconosce fermamente di procedere irremovibilmente verso la luce, l'unico nemico è soltanto l'oscurità. Ma l'oscurità è dispersa dalla luce. Allora ciò vuol dire che un cuore ispirato, portatore di luce, disperde l'oscurità.
(…) Solo la Cultura, solo la concezione della Bellezza e della Conoscenza, che tutto unifica, ci possono restituire la lingua pan-umana.
Con ogni mezzo e ogni misura, dobbiamo portare entro il calice della Cultura tutte le acquisizioni dei nostri cuori. Il sole è il cuore del sistema; così, anche il cuore dell'uomo è il sole dell'organismo. Vi sono molti soli-cuori, e l'Universo rappresenta un sistema di cuori; quindi il culto della Luce è il culto del cuore."

Questa sua visione della vita, intesa come promozione del bello e dell'armonia che, per Rörich, sono sinonimi di cultura, ha lasciato una grande eredità spirituale all'umanità che, perseguendola, si troverebbe a percorrere il sentiero verso la reale elevazione.

Nicholas Roerich lascia il mondo della manifestazione fisica il 13 dicembre 1947; le sue ceneri furono sepolte su un altura, di fronte a quelle vette himalayane, che aveva tanto amato e magistralmente ritratto.

[Questo articolo di Carla Fleischli Caporale, l'Autrice di questo blog Optimum Silentium, è apparso in uno dei numeri di New Age nel 2003]

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