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Le acque sacre

Quasi un po’ per caso, durante un pellegrinaggio a Lourdes, la dottoressa Ciccolo della medicina auricolare di Milano, provò un giorno a misurare le frequenze dell’acqua con l’apparecchietto a sua disposizione. Secondo la scuola francese di auricolomedicina del dott. Nogier di Lione, 7 sono le frequenze di base su cui risuonano i tessuti biologici. Per riportare armonia e salute in una o in tutte e sette le zone principali del corpo si deve “semplicemente” sintonizzarli, nuovamente, sulla loro frequenza specifica. Queste sette frequenze possono quindi essere considerate le frequenze su cui è cablata la vita.
Fu quindi una sorpresa quando, misurando l’acqua sorgiva di questo luogo sacro, vi trovò tutte e 7 le frequenze di base, con la predominanza di due frequenze complementari.

Stimolata da questa sua scoperta iniziò a testare le acque sorgive dei diversi luoghi di culto della terra. In particolare si dedicò ad analizzare quei luoghi di culto dedicati a una figura divina femminile dove, quasi sempre, sgorga una fonte, e scoprì che le diverse acque sacre contenevano sempre le 7 frequenze con una predominanza di due complementari. Le frequenze, misurabili in Herz, vennero definite, secondo i parametri dell’auricolomedicina, con le lettere dell’alfabeto, dalla A alla G.

Iniziò così ad approfondire le sue ricerche, dedicandosi a lavorare con le acque di quei luoghi di culto vicini alla nostra cultura (tralasciò dunque di investigare più a fondo le acque provenienti, per es. dal Gange, o da altre fonti "sacre" al di fuori del nostro ambito italiano o particolarmente legato all'Italia).

Identificò 4 tipi fondamentali di acque:
- L'acqua di Lourdes, corrispondente all’elemento terra e con predominanza delle frequenze A e G,
- L'acqua di Montichiari, corrispondente all’elemento acqua e con predominanza delle frequenze B e F,
- L'acqua di Medjugoije, corrispondente all’elemento aria per le predominanze C ed E, e corrispondente all’elemento fuoco per la predominanza di D.

Secondo l'auricolomedicina le diverse frequenze sono terapeutiche per i seguenti contesti:

Frequenza A – ca. 2,5 Hz – è un’energia di tipo elettrico ed è la frequenza di base dei tessuti, quindi corrisponde alla cellula, alle mucose, alla pelle. Rappresenta la nostra reattività. Curando il tessuto iniziale si purificano e ricostruiscono le cellule, quindi gli organi, l’organismo intero e si ricostituisce la nostra capacità di sana interazione con l’ambiente.
Frequenza B – ca. 5 Hz – è un’energia di tipo magnetico, regola l’assunzione dell’energia attraverso l’etere, l’ossigeno, il cibo. Regola tutte le disfunzioni dell’apparato respiratorio, digestivo e pranico, quindi le ghiandole endocrine – ad eccezione delle surrenali.
Frequenza C – ca. 10 Hz – è un’energia di tipo magnetico-polarizzata, corrisponde all’apparato circolatorio, muscoli, ossa, sistema renale e genitale, di cui cura le disfunzioni.
Frequenza D – ca. 20 Hz – è un’energia conduttrice di tutte le altre energie, regola l’equilibrio delle simmetrie, cioè la comunicazione tra i due emisferi cerebrali con la razionalità e l’emotività e permette così di attingere all’energia universale entro cui si sviluppano tutte le altre energie.
Frequenza E – ca. 40 Hz – è un’energia di tipo magnetico-polarizzata, corriponde al midollo spinale, ai nervi e al sistema neurovegetativo. Regola il funzionamento inconscio degli organi.
Frequenza F – ca. 80 Hz – è un’energia di tipo magnetico, riguarda i centri nervosi della sottocorteccia che comandano le funzioni della frequenza E, si riferisce principalmente alla sensazione di essere a proprio agio o a disagio.
Frequenza G – ca. 160 Hz – è un’energia di tipo elettrico, corrisponde alla parte consapevole di noi, che tuttavia viene influenzata dalla ricezione di tutte le altre frequenze e, a sua volta, sarà in grado di influenzarle.

ULTERIORI RICERCHE DI LABORATORIO
Il dottor Alberto Ansaloni, stimato ricercatore all’Università Statale di Milano, ha condotto una serie di esperimenti per appurare se l’energia “emessa” dai pranoterapeuti (chiamata “bioenergia”) fosse scientificamente verificabile o no. Esegue diversi esperimenti rigorosamente scientifici, dove utilizzò l’acqua come mezzo di ricezione di questa energia, in cui viene fatto precipitare dell’ossicloruro di Bismuto colloidale, creando così un sistema chimico instabile, sensibilissimo agli stimoli esterni.

A seguito di questi esperimenti arriva alla conclusione che “l’intervento della Bioenergia induce, come primo impatto sulla materia, delle modificazioni sull’acqua. L’acqua si comporta come il sistema che riceve e fissa su di sé la Bioenergia, assorbendola e convertendola in altre forme di energia che rimangono accumulate, (…). L’energia viene successivamente liberata dall’acqua e ceduta ad altro sistema chimico (nel nostro caso la reazione colloidale) che la assorbe, modificando la sua struttura: la reazione colloidale sarebbe quindi solo rivelatrice della variazione indotta dalla Bioenergia sulla parte recettiva del sistema, cioè l’acqua.”

Quindi le ricerche appurano come la Bioenergia sia in grado di modificare la struttura del mezzo utilizzato per l’esperimento e, dato che l’organismo umano è composto in gran misura da acqua, l’esperimento lascia presupporre che questa energia, effettivamente, interagisca con il corpo umano.

Il dottor Ansaloni conduce quindi delle ricerche molto rigorose, assieme alla dott.ssa Ciccolo, sulle acque sacre, da sempre conosciute per le loro proprietà curative, e nota immediatamente come queste acque si presentano simili a quelle trattate da un pranoterapeuta, dopo una seduta bioradiante, senza che vi sia contatto fisico ma solo con le mani tenute per venti minuti a qualche centimetro di distanza. La conclusione a cui arrivano è quella che queste acque possiedono lo stesso tipo di “energia” di quelle irrorate di Bioenergia e bioattivate. Il dottor Ansaloni non indaga sugli effetti terapeutici di queste acque ma si “limita” a constare, a livello scientifico, che queste acque sono cariche di un’energia diversa da quella contenuta dall'acqua "normale".

LE ACQUE "MARIANE"
Un’ulteriore scoperta è quella che queste acque sacre, chiamate anche “mariane” in quanto, solitamente, sgorgano nei pressi di luogo di culto dedicati alla Vergine, hanno la capacità di attivare altre acque “normali” (quindi anche quella del rubinetto) attraverso l’immissione di 3 gocce di acqua sacra in un litro di acqua normale e un’attesa di 24! Un’acqua attivata in questo modo presenta le stesse qualità di quella originale, per cui, a sua volta, potrà attivare della nuova acqua, senza che questa perda in “potere”.

Così spiega Ansaloni: “le acque provenienti dai luoghi di culto sopra citati riescono a trasmettere le loro caratteristiche a campioni di acqua comuni, per mezzo di diluizioni successive: proprietà che abbiamo definito di ‘attivazione’. Il fenomeno è particolarmente interessante in quanto si osserva che, a dispetto di forti diluizioni di acqua attiva in acqua non attiva, non si assiste ad attenuazione del livello di attività.”
Lo stesso fenomeno è stato poi osservato con le acque bioattivate da un pranoterapeuta.

CONCLUSIONE
A questo punto è lecito pensare che le Acque Sacre non siano, per così dire, di origine "spirituale", bensì posseggano una forte "carica energetica" fisica, lo stesso che accade nei pranoterapeuti che, misurando la loro normale carica energetica, questa risulta essere di molto superiore a quella media, generalmente misurabile negli esseri umani "normali". In molti luoghi di culto, specie se questi sono stati eretti su templi di più antica natura, lo spazio scelto corrispondeva sempre a un punto in cui tali energie della Terra venivano catalizzate e quindi amplificate dalla costruzione. In questi luoghi si avverte pure un tipo di energia particolare, che è simile a quella che oggi si misura nei pranoterapeuti. In questi luoghi, solitamente dedicati al culto della Grande Madre, c'era quasi sempre una fonte che, ovviamente spillava un'acqua carica di quelle energie risanatrici!

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